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Full text of "Storia letteraria della Liguria"

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850.9 
S P 68st 

v.5 



1 



STORIA 

LETTERARIA 

DELLA LIGURIA 



STORIA 



LETTERARIA 





Ma 'dmtimna 



°/ (7) ■ 



GENOVA, 

z at, U/. i7c/ienof?e 



AL SACERDOTE 

ANGELO SANGUINETI 

Professore Retore nel Seminario Arcivescovile 
Dottore Collegiate nell' Ateneo di Genova, 



I > 

JL edizione di questa parte d'istoria divenne 

talmente rara, che forse, come sapete, non ne 
rimaneva che un solo esemplare. Tanto accadde 
perchè tenuta presso il tipografo parecchi anni 
così incompiuta senza darle seguito alcuno, 
andò dispersa e sciupata come carta da straccio. 
Ora siccome io fui pago di fare acquisto del- 
l' esemplare scampato da quella barbara disper- 
sione, così ben volentieri consento che vada 

484605 



VI 



di bel nuovo alla stampa, persuaso qual sono 
che deggia riuscire gradevole anzitutto all'Acca- 
demia di Storia patria instituita poco fa nella 
nostra Genova, e a quanti hanno in pregio 
la coltura de' padri nostri. Del che non è a 
dubitar punto, avuto riguardo all' opera in se 
e all' indice delle cose più riguardevoli for- 
mato con accuratezza e cortesia dal Sacerdote 
Giuseppe Scaniglia vicebibliotecario nella Ci- 
vico-beriana. Oltre di che non tornerà discaro 
che siasi qui aggiunta Y autobiografìa dello 
Spotorno , < ora continuata sino al 1844 (nel 
quale anno venne egli a morte), dall'esimio 
Prof. Francesco Poggi Abate di S. Maria, dalla 
cui penna abbiamo pieno ed eletto elogio di 
esso Spotorno nella raccolta di quei de' Liguri 
illustri ('). 

Ch' io poi intitoli l' edizione al nome vostro, 
n'è doppio il motivo: l'affetto e la stima che 
vi porto; la continuazione della nostra Storia 

(1) Annotati ed accresciuti per cura del benemerito Cav. 
D. Luigi Grillo nella sua edizione fatta in Genova, 1846 pel 
Ponlhenier. 



— vii 

letteraria, a cui avete posto mano. Al piacere 
di questo secondo motivo può bene parteci- 
pare ogni vero amatore della nostra patria; 
mercecchè voi nello scrivere intorno alle vicis- 
situdini delle nostre scienze, lettere ed arti, 
non somiglierete punto a' mali istoriografì , i 
quali episodiano con sì bel garbo, che falsano 
il soggetto, o lascianlo sopraffatto e posto lì 
come figura accessoria nel quadro; ma saprete 
saviamente ordinare e condurre il lavoro, a 
maniera che già operaste nella vita dell' im- 
mortale Colombo. 

Genova, 1.° Ottobre 1858 

Prete Paolo Rebuffo. 



AUTOBIOGRAFIA DELL' AUTORE 



Ui maraviglie™ per avventura taluno che tolga in 
mano questo frammento dell' ultimo volume della 
Storia Letteraria della Liguria di non rinvenirvi un 
elogio del suo benemerito autore ( , ). Era per verità 
intendimento di chi à adoperò con lutto l'impegno 
a renderlo di pubblica ragione di premettetene 
alcuno dei molti, che uscirono alle stampe dopo la 

(') Oltre la splendida orazione funebre del P. Spotorno delta 
dal R. Filippo Poggi Dott. Colleg. e successore nella cattedra 
di latina eloquenza, ne pubblicarono diversi elogi gli avvocati 
Michele Giuseppe Canale, ed Emanuelle Celesia nell' Espero , 
giornale che stampavasi in Genova dal Ferrando; Il prof. An- 
tonio Bacigalupo dott. colleg. nella collezione di elogi di alcuni 
Liguri illustri per un trattenimento accademico per la distri- 
buzione dei premi agli allievi delle scuole pubbliche U agosto 
4846; Il dott. colleg. Francesco Poggi direttore nelle scuole pub- 
bliche nella collezione de' Liguri illustri riordinata e accresciuta 
dal sac. Luigi Grillo 1846. 



morte di lui. Considerando però, che nella imman- 
chevole continuazione d' un' opera tanto utile e deco- 
rosa verrà necessariamente discorso a lungo sui menu 
molteplici dello Spotorno, si è preso il partito di 
mandargli solamente innanzi la Biografia che Esso 
stesso scrisse di se, con insieme il catalogo delle 
opere d' ogni genere, con cui si rese rinomatissimo 
dentro e fuori la patria. Questa autobiografìa non 
pertanto fatta per secondare le instanze del conte 
Carlo Emmanuele Muzzarelli, il quale si era proposto 
di raccogliere una serie de' più illustri italiani di 
questo secolo in fatto di lettere, scienze ed arti, a 
solo scopo di aggiungere riverenza al loro nome e 
lustro alla patria, non giunge che all'anno 1829, 
e perciò tace di altri quindeci anni della sua vita. 
Conveniva adunque continuarla e alle opere in essa 
notate aggiungere le altre che fece da poi. Ora noi 
faremo Y una e Y altra cosa imitando la brevità e la 
modestia dell' autore , persuasi che chi si porrà a 
scrivere troverà nei lavori di lui tanto di erudizione, 
di eloquenza e buon gusto da farlo apprezzare, come 
uno dei più valenti e colti di questa età. Ecco intanto 
l'accennata biografia quale trovasi nella raccolta stam- 
pata a Torino dai cugini Pomba e C. editori 1' anno 

1853. 

» Stetti lungamente sospeso s' io dovessi o no rispon- 
de alla gentil domanda di V; S. Illustrissima e 



XI 

Reverendissima, che da un lato pungevami il desi- 
derio di significare almeno la mia riconoscenza a chi 
vuol onorarmi, dall' allro temeva le note di ambizioso 
se avessi cooperato ad andare in ischiera cogli illustri 
viventi, essendo io per ogni conto oscurissimo. Alla 
fine vinse in me il dovere di non mostrarmi ri- 
Iroso ed ingrato a tanta cortesia. Ed ecco le mie 
notizie. 

» Nacqui in Albissola (dioc. di Savona) addì 24 
ottobre .1788, essendosi in esso luogo ritiralo mio 
padre dopo le sventure della casa. In S. Francesco 
a Ripa è Y epitaffio di Francesco Spotorno mancalo 
costì in Roma nel 1646, e detto ingenuae probitatis 
viro. Per allro la nostra famiglia è di Celle (luogo 
pure della dioc. di Savona), ed ascritta alla città 
savonese da due secoli e mezzo. Studiai rettorica e 
filosofia in Savona nelle Scuole Pie: nel 1806 pro- 
fessai tra' CC. RR. Barnabiti in S. Severino (Marca): 
in Macerata ebbi per selle mesi lezioni private di 
matematica e gius pubblico dall' egregio Colizzi allora 
barnabita, ora professore emerito della Università di 
Perugia. In Roma ascollai le lezioni teologiche dal 
P. Grandi, e dal P. Lambruschini, e n' ebbi non poche 
in privato dal P. Fontana poi cardinale chiarissimo. 
Mi applicai similmente alla lingua greca ed ebraica, 
continuando lo studio delle matematiche. Ricacciato 
dai Francesi in patria ebbi a perdere la pensione e 



XII 



a soffrire 1' arresto pel negato giuramento. Ottenuta 
finalmente la facoltà di ridurmi a Chiavari (capo 
allora del dipartimento degli Appennini, ed ora di una 
provincia dei ducato di Genova) fui bibliotecario della 
società economica di essa città, accolto nella casa del 
marchese Stefano Rivarola, ove anche soggiornava 
r ora emin. Rivarola suo fratello. Ricomposte le cose 
fui dal P. Gen. Fontana mandato a Bologna a inse- 
gnarvi retlorica (1814, 1816), e poi a Livorno 
(1816-1817), d'onde ritornai a Bologna accademico 
del collegio di S. Luigi, e ripetitore di matematica 
(1817-1819). Nel 1819 feci il quaresimale quotidiano 
nella collegiata di Cento. L' anno stesso venni a Ge- 
nova a riaprire il collegio di S. Bartolomeo restituito 
a' Barnabiti. Nel 1821 la città di Genova mi affidò 
la direzione delle scuole pubbliche e la cattedra di 
eloquenza, incarichi da me conservati fino al chiu- 
dersi delle lezioni di quest' anno scolastico. Nel 1824 
fui pur dalla città eletto alla direzione della biblio- 
teca comunale con titolo di prefetto. S. M. il re Carlo 
Felice mi nominò di motu-proprio nel 1825 dottore 
nel collegio di filosofia e lettere di questa R. Uni- 
versità; e con R. Patenti del 15 settembre 1829 mi 
promosse alla cattedra di eloquenza latina nella detta 
Università. La morte di mio padre avvenuta nel 1819, 
e le strettezze in cui rimase mia madre mi obbli- 
garono a chiedere nel 1822 un breve di secolariz- 



XIII 

zazione, di cui per consiglio di Monsignor Lambruschini 
non ho fatto uso che per la coscienza. 

i» Ecco le notizie tutte di un uomo che appena 
sarebbe degno di un cantuccio nelle memorie obscu- 
rorum vìrorum. Se la S. V. Ill. ma e Rev. ma darà 
luogo tra gli illustri viventi a Monsignor Lambruschini, 
basterà che in nota mi ricordi come scolare di esso 
prelato, e nulla più. 

» Le opere e gli opuscoli da me scritti sono i se- 



guenti : 



Arte epigrafica, Savona, Zerbini 1813, voi. 2 in 8°. 

Dell' orìgine e patria di Cristoforo Colombo, libri 5. 
Genova, Frugoni 1819, in 8°. Quattro opuscoli 
servono di appendice al libro dell' origine, trainali 
uno intitolato: Observations criliques sur V écrit 
de M. le conile Lanjuinais intitulé : Netice corner- 
nani Christophe Colomb. Paris, Fantin 1824, in 8°. 
Io lo scrissi in italiano, ma un eccelso personaggio 
lo voltò in francese. Se ne ha una versione italiana 
fatta dal dott. Giovanni Balestrieri. Genova 1827, 
in 8o. 

Ak ime poesie. Reggio, Davolio 1818, in 8°. Le fece 
stampare il signor Antonio Ferrari reggiano già 
mio scolare in Bologna. 

Codice diplomatico Colombo- Americano. Genova, Pon- 
thenier 1823, in 4k Colombo mandò in Genova 
al nobile Nicolò Oderico suo amico una copia auten- 



XIV 



lica in pergamena di tutte le convenzioni fatte coi 
monarchi di Spagna, e i decreti e disposizioni rela- 
tive al governo del nuovo mondo. Per ordine della 
città io copiai quel codice prezioso, lo tradussi 
dall' originale spagnuolo, e premessavi la vita del 
Colombo, ed alcune postille postevi qua e là, lo 
feci stampare dal Ponthenier. L'anno stesso fu 
ristampato tradotto dall' italiano in inglese : « Me- 
moriate of Columbus, preceded by a memoir of 
his life and discoveries by D. Gio. Battista Spo- 
torno. London, Treultel and Wurtz, 1825, in 80. 
Storia della vita e dei viaggi di Cristoforo Colombo 
scritta da Washington lrving, tradotta in italiano. 
Genova, Pagano 1828, voi. 4 in 8°. È una tra- 
duzione fatta da un prezzolalo scrittore: io vi 
aggiunsi (per amicizia coli' editore) le annotazioni 
e 1' ultima Giunta. — La stessa, Torino, Ghirin- 
ghello, voi. 9 in 52°, vilissima e letterale ristampa. 
Storia letteraria della Liguria. Ponthenier, 1824 e 
seg., 4 voi. in 8°. Il volume 5° ed ultimo è sotto 
il torchio. Servono di appendice a questa storia 
due opuscoli : Sul castello alpino detto Savone da 
T. Livio; lettere a Gius. Pira. Genova, Pagano 
1829, in 8°. Notizie della Chiesa vescovile di Vado. 
Genova, Pagano 1829 in 8°. 
Ritratti ed elogi di Liguri illustri. Genova, 1824 e 
seg. in foglio: edizione magnifica. Ne sono pub- 



XV 



blicati 14- fascicoli, contenente ognuno di essi 
cinque ritratti e cinque elogi. I fascicoli 1 5 e 1 ti 
non si pubblicarono pel fallimento dell' editore 
proprietario G. Battista Gervasoni. Per ordine della 
città cbe incoraggiò f editore, io n'ebbi la direzione, 
ma prestamente V abbandonai, vedendo cbe il po- 
vero Gervasoni non intendeva consigli. Scrissi per 
essa raccolta elogi n.° 12, e feci le annotazioni 
all' elogio del Colombo scritto dal eh. ab. Gavotti 
mio amico. Elogi di Liguri illustri, ediz. corretta 
e di due elogi inedili accresciuta. Genova, Pellas 
1828 in 8° gr. Sono tre fascicoli cbe contengono 
i soli miei elogi, premessavi una prefazione del- 
l' ab. Antonio Bacigalupo, in cui parla di me e 
delle mie fatiche con molto di affetto. 
Un ragionamento (Bologna 1818, in 8<> ) e una 
dissertazione (Genova 1820, Frugoni in 8°) 
sopra la Bibbia poliglotta di Mons. Agostino Giu- 
stiniani. 
Notizie storico-critiche del B. Giacomo da Varazze. 

Genova 1823, Bonaudo, in 8°. 
Giornale Ligustico di scienze, lettere ed arti. Genova, 
Pagano 1827-28 e 29, in 8°. Direttori di questo 
giornale sono due preti miei amici, Paolo Rebuffo, 
e Antonio Bacigalupo; non avendo io creduto ben 
fatto, per degni riguardi, avere il titolo di diret- 
tore. Gli articoli miei principali sono: 



XV I 



Sopra le bellezze di Dante, del Cesari; sopra 
la collezione di viaggi ecc. del cav. Navarrete; 
V illustrazione del luogo di Dante : Io vidi le fiam- 
melle: la matricola de pittori genovesi avanti Raf- 
faele, scoperta in un zibaldone; la versione di 
alcune lettere spagnuole di Cristoforo Colombo; 
sopra la letteratura francese del Barante; sopra 
la storia de popoli italiani del Botta: sopra la 
filosofia morale di mons. Olivieri: le lettere ad 
Amiclante Eracleo intorno a Vado; le osservazioni 
letterarie di Albo Docilio (mio nome negli Arcadi 
Romani); sopra le cinque orazioni volgarmente 
attribuite a Cicerone; sopra i sinonimi del Grassi; 
sopra le Isole Canarie; sopra la storia letteraria 
dello Schlegel; sull' amor patrio di Dante; sopra 
le epistole del P. Villardi; sopra la filosofia del 
Laurentie; sopra il corso di matematica del mio 
amico prof Giamboni; sopra le illustrazioni del 
Bomagnosi all'opera del Bobertson sull'India antica; 
e quasi tutte le novelle letterarie. 
» Ma io sono trascorso di là d'ogni limite; altri 
direbbe per compiacere a V. S. 111.™ e Rev.™, io 
dirò ingenuamente trattovi dalla vanità, die noi, quasi 
non volenti trae ed aggira. Ma quanto più sarò stato 
diffuso, Ella conoscerà meglio che io non merito a 
gran pezza 1' onor che vuol farmi. Pur della graziosa 
intenzione le rendo devotissime grazie; e offrendomi 



— XVII 

pronto ad ogni suo servizio, qual può Ella aspettare 
da picciola persona, con profondo ossequio mi dichiaro 

Di V. S. IH.™ e Rev. ma 
Genova, dalla civica Biblioteca 21 novembre 1829. 
Umil Dev.° Obb.° Servo 
P. Gio. Battista SPOTORNO. 



Da questo anno sino al 22 febbraio 1844 continuò 
ne' suoi uffizi di Prefetto della Biblioteca e professore 
di Eloquenza latina nella Università. Infaticabile nel- 
T adempimento de' suoi doveri crebbe ogni dì più 
nella stima, e nell'amore de' cittadini. Cessato il Gior- 
nale Ligustico proposto dai prof. Rebuffo e diretto 
da lui e dal prof. Bacigalupo come è detto di sopra 
volle richiamarlo in vita col titolo di nuovo Gior- 
nale Ligustico e lo diresse sino al 1838. In esso 
tratta di lettere, scienze, ed arti con erudizione enci- 
clopedica, e quasi tulli gli articoli sono parto della 
sua penna. Né queste cure gli erano d'impedimento 
a dettare eruditissime lezioni nell'Università, e a 
stendere ogni anno nuovi trattali, ora sulla maniera 
di leggere e scrivere istorie, ora sulle origini della 
lingua latina, ora sull' antichità degli Egizii e Cinesi, 
sulle scuole e i costumi dei più vetusti abitatori del 
mondo, e finalmente sulle opinioni e i giudizi del 



XVIII 



Tiraboschi e Laharpe intorno alle opere dei latini 
scrittori. Cresciuto cosifattamente di meriti e di fama, 
il re Carlo Alberto decorato il volle della croce 
mauriziana ; ed Egli tanto modesto, quanto dotto non 
ne usò, che in certe occasioni, in cui non fregiar- 
sene sarebbe paruto disprezzo. Eletto socio d' una 
Deputazione per gli studii di Storia Patria vi si applicò 
con tutto l'animo, conciò sia che fosse questo lo 
studio da lui prediletto, e non perdonò a fatica per 
rovistare archivii, e illustrar pergamene affine di 
arricchire di nuovi tesori la collezione dei patrii docu- 
menti. Invitato dal Casalis a stendergli articoli intorno 
a diversi paesi della Liguria pel suo dizionario islo- 
rico statistico il fece con grandissimo amore, e ne 
imprese uno di Genova che si può dire ne abbracci 
tutta la storia dalla più rimota antichità a tempi nostri, 
non solo civile e politica, ma eziandio commerciale, 
letteraria ed artistica. Questo si potrebbe dire ¥ ul- 
timo suo lavoro, da alcuni opuscoli in fuori in difesa 
della sua sentenza sulla patria di Colombo impugnata 
da un Felice Isnardi sostenitore dell' opinione cogo- 
letana, il quale trascese i limili d'una polemica 
moderata ed urbana. 

Intanto andavasi affievolendo la sua salute, e da 
saggio si preparava tranquillamente alla morte: seb- 
bene si potrebbe dire vi fosse slato preparalo lutto 
il tempo della vita; da poi che tra la venerazione 



XIX 



de' nostrani e forastici e Y ossequio degli amici e 
dei discepoli non mostrasse che modestia, umiltà e 
benevolenza per tulli, parco con se medesimo non 
solo di oneste ricreazioni dell'animo, sì ancora del 
vitto, e pronto sempre a dar prova che la religione 
slava in cima de' suoi pensieri. 

Assalito improvvisamente da ingorgo di sangue al 
cuore dopo pochi giorni d' infermità mancò il 22 
febbraio 1844. La sua morte fu un pubblico lutto. 
1 collegi dell' Università si unirono intorno al suo 
funerale. Gli studenti con filiale affetto gli rinnovarono 
splendide esequie. Le sembianze furono conservate 
dalla Litografia, e un busto marmoreo innalzatogli 
nell' Ateneo. I fogli pubblici anche esteri lamentarono 
l' infausta notizia. E certo cosifatte dimostrazioni di 
dolore erano dovute a chi coi consigli e 1' esempio 
aveva in Liguria ravvivato insieme co' buoni studii 
T amore delle patrie glorie, rivendicandole, se da altri 
rapite o contese, ed illustrandole di luce maggiore, 
se pur consentite; ed aveva ad un tempo affezionato 
gli animi della gioventù a quegli studi che solo possono 
renderla degna degli illustri maggiori. 

Si bramerà qui forse sapere come al presente dopo 
tanti anni dalla sua morte e pubblicazione del quarto 
volume della Storia Letteraria nel 1826-27 venga 
in luce e per opera di chi questo frammento? Eccoci 
a satisfare alla domanda. Stampavasi il quinto volume, 



— XX — 

quando avvedutosi Y editore dalle materie che rima- 
nevano a trattare, che se ne sarebbe accresciuta la 
mole oltre quanto era stato stabilito, chiedeva che 
impressi i fogli proposti nelle condizioni dell' asso- 
ciazione, il soprappiù si pubblicasse in un sesto. 
Dissentiva l'autore, e pregavalo in considerazione 
che tale impresa non gli era riuscita infruttuosa, a 
non farsi rincrescere la giunta di qualche foglio. Ma 
quegli stette saldo, intermise la slampa, e l'altro la 
continuazione dell'opera, giacché andavala dettando 
di mano in mano che s' imprimeva. Altri vi aggiun- 
gono il dispiacere di qualche critica intemperante. 
Ma ciò è meno credibile. Quelli che invidiavano allo 
Spotorno non erano gente da stargli a petto, o da 
spaventarlo. 

Trascorsero intanto in questa inazione molti anni, 
ed avvenne che l'Editore vendesse a peso di carta 
tutti i fogli stampati, e l'autore non ne conservasse 
che una copia ritirala tosto uscita dai torchi pei neces- 
sari riscontri. Questa copia dopo la morte di lui fu 
comprata dal R. D. Paolo Rebuffo prof, di Eloq. Ita!, 
suo collega nell' Università e leale amico allo scopo 
di pubblicarla, siccome or fa, dopo molte vicende 
per parte di chi inutilmente se ne era preso l' inca- 
rico, e dopo sostenute da lui spese non lievi. Ma 
la memoria dell'illustre amico, e l'amore de' buoni 
studii gli fecero superare ogni difficoltà, e volle pur 



XXI 



lilialmente che come la conservazione, così la pubbli- 
cazione di così importante lavoro fosse tutta cosa sua. 
Seguono i lavori non notali di sopra dallo slesso 
P. Spolorno, come quelli che vennero in luce dopo 
il 1829, i quali si sono ricavali da note autografe 
tuttora esistenti. 

SCRITTI EDITI DEL PROF. SPOTORNO 

Elogio ed Epitaffio del P. Bersani. Bologna, 1816 m 8* 
La Loggia di Banchi, dialogo in difesa del titolo dato 

al codice. Genova, litogr. Ponthenier, 1825. 
Iscrizioni antiche d' Albenga. Genova, 1834-55. 
Del Consolato del mare, Lettera. Genova, 1854. 
Di uri' Aurora boreale falsamente creduta una Cometa, 
con note del Bar. di Zach. Genova, 1820 7iella 
corrispond. astron. del cu. Bar. 
Prefazioni alla Ruth, all'Ester, al Quaresimale e alle 
Traduzioni del P. M. Buffa stampate colle opere 
del detto autore. Milano, 1853. 
Elogi del Muratori, del Maffei, di A. Zeno. Genova, 

nel Magazzino Pittorico, 1854-55. 
Lettera all' Ab. Borda sopra un'epigrafe improntata 
in una pagnotta trovata negli scavi di Pompei. 
Genova, 1821. 
Elogio ed Epitaffio dell' Ab. Sanguinetti. Genova, 
Notizia della vita ed opere del march. Nicolò Grillo 
Cattaneo. Genova, 1854. 



XXII — 

Giudizio della tragedia V Anna Erizzo del Duca di 
Ventignano. Genova, in 16°. 

Alcune rime sopra l' Italia; nel Giornale Ligustico. 

Traduzioni poetiche dal greco , provenzale , porto- 
ghese; ivi. 

Per nozze Chiaramonti e Barberini, Canzone. Spo- 
leto, 1807, 4°. 

Cantate accademiche, impresse in Bologna, Livorno, 

Genova 1808-29. 
Orazioni divote alla B. Vergine del B. Consiglio. Savona. 
NB. L'editore fiorentino si appropriò le giunte 
del P. Spotorno. 
Panegirici e Discorsi sacri. Genova, 1853. 
Iscrizioni e descrizione del Funerale celebralo in Genova 

al S. P. Pio VII. lèi- 
Iscrizioni del Funerale celebrato in Genova al Be Vit- 
torio Emmanuele. 
Iscrizioni e descrizione dei Funerali fatti celebrare 
dal Be Carlo Felice alla principessa Duchessa di 
Chablais. Genova. 
Notizie di molle edizioni d' una lettera del Colombo, 
spacciata per inedita nella corrispondenza astrono- 
mica del B. di Zach (anonima). 
Nuovo Giornale Ligustico, 1831, 34, 37, 38. 
Tre Lettere critiche al eh. profess. Bertoloni. Genova. 
Sull' antica coltivazione degli ulivi in Liguria, Let- 
tera al sig. Agostino Bianchi. Genova, 1833. 



XXIII 

Forse 500 componimenti poetici latini o italiani 
stampati in Roma, Venezia, Cremona, Bologna, 
Livorno, Savona, Ferrara, Milano, ecc. Ira il 1808 
e il 1830. 
In Algente iscrizioni latine o italiane, scolpite in 
varie città, come Bologna, Reggio, Livorno, Genova, 
Chiavari, Biella, Budrio, Lugo, Ferrara, in Varazze, 
Albaro, Staglieno, ecc. 
Cinquanta circa articoli stampali in varii giornali 
d'Italia. 

Notizie di Cristoforo Colombo pubblicate dal Belloro, 
archivista di Savona, per dimostrare che Genova 
è la vera ed unica patria del Colombo, con note 
dello Spotorno. Genova, Frugoni 1820. 

Risposte varie al conte Napione. 

Odeporico, ossia Lettere descrittive de' suoi viaggi in 
compagnia dell' Ab. Morasso. 

Compendio della storia degli antichi Liguri sino all'anno 
di Cristo 800. 

Compendio della Storia ecclesiastica sino al 476. 

Storia dell' Apparizione di Maria Vergine in Savona. 

Storia dell'Apparizione in Albissola sotto il titolo 
della Pace. 

Osservazioni al discorso dell' Avv. Bonelli dello nanti 
la Società d'Incoraggiamento in Savona. 

Dissertazione sui Chinesi, stampata a Milano, 1858. 

Orazione funebre del profess. Massa. Novi 1842. 



XXIV — 

Varii articoli di Terre illustri e Comuni nel dizio- 
nario del Casalis: le due Albissole, Berzezzi, Bie- 
stro, Brovida, Ciengio, Ellera, Chiavari, Cascine in 
parte, Crernolino, Ceranesi. 
Articolo sopra Genova contenuto in tre fascicoli. Ivi 
Lettera al professore Colizzi sull'Ipogeo de' Volumnii. 
Articoli varii nel Magazzino Pittorico, nel Poligrafo, 

nelF Espero e Gazzetta di Genova. 
11 Zodiaco di Dendera illustrato. Genova, 1822. 
De Milesio Venetorum Patriarcha, Elegia. Venetiis, 

1816 in 4°. 
Lettere del Romito di Toirano sulla patria di Pertinace. 

Genova, Pagano, 1830 in 8°. 
Nuove Lettere del Romito sulla patria di Pertinace. 

Genova, Pendola, 1853 in 8°. 
Tre Cataloghi d'anacronismi ed errori di Felice Isnardi 

sopra Monaco. Genova, Pendola, 1853 in 8°. 
Lettere sopra la Liguria d' un accademico Labronico. 
Genova, Ferrando, 1856 in 8°. 

EDIZIONI IDEATE PROMOSSE ASSISTITE IN ALCUNA GUISA 
DAL P. SPOTORNO 

Synodi Provinciales et Dioecesanae editae atque ine- 

ditae S. Ecclesiae Genuensis.fe typogr.Archiep. 1 853. 

11 P. Spolorno ne fece la dedicatoria a monsig. 

Tadini, e procurò all' editore dalla gentilezza del 

sis. abate Sberloli due sinodi inediti. 



XXV 

Sallustii Crispi conjuralio Catilinaria et bellum Jugur- 
thinum. Genuae, Frugoni, 1827. 

Il P. Spolorno premise la vita di Sallustio, e 

ritoccò parecchie note del primo editore monzese. 

Poesie inedile del P. Bernardo Laviosa. Genova, 182... 

Dello Spolorno è la breve notizia del poeta. 
Poesie edile ed inedite del Laviosa. Genova, Per 

Giov. Ferrando 1857. 
Prose inedite di Gabriele Chiabrera. Genova, Pa- 
gano, 18... 

11 P. Spolorno ne suggerì l' idea al sig. Canepa 
e gli procurò i MSS. 
Sermoni di Gabriello Chiabrera. Genova, Stamperia 
Gesiniana 1850. 

Del nostro Prof, sono le annotazioni sloriche 
segnale G. B. S. 
Rime di spirituale pentimento. Bologna, 181... 

Suggerì all'editore le giunte di alcuni componimenti. 
Eloquentiae compendiaria inslilulio latine et italice. Bo- 
noniae, 1818 (due operette del P. Sacchi Barnabita). 
Della vera eloquenza; trattatello del P. Sacchi. Ge- 
nova, Frugoni, 182... 

La nota de' libri utili postavi sul fine è del P. 
Spolorno. 

Eloquentiae compendiaria inslilulio. Genuae, Arena, 
182... 

Ristampa dell' ediz. Bolognese. 



XXVI — 

Delizie dell'Italiana Letteratura. Genova, Pagano, 
Pendola, toni. 40, m-16°. 

Fecevi alcune prefazioni; ma l'editore non durò 
lungamente nella via indicatagli dal P. Spotorno, 
e ammise nella collezione alcune operette contro 

il parere di lui. 
Orazioni sacre del P. Cesari. Genova, Pagano, 1828. 

Pose ad esse la Prefazione. 
Amedeide, poema eroico del Chiabrera. Genova, Pa- 
gano, 1854, in-8.° 

Sono del Padre Spotorno le annotazioni e la 
vita del poeta, scritta espressamente per quest' edi- 
zione, di cui S. M. il Re Carlo Alberto si degnò 
accettare la dedica dell' editore sig. Vincenzo Canepa. 
Lettere inedite del Chiabrera a Bernardo Castello. 
Genova, Ponthenier , 1855, eon prefazione e 
noie del P. Spotorno. 
Annali di Genova di monsig. Giustiniani. Genova, 
Ferrando, 1854 e 55. 

Edizione assistita dal sig. Nervi, fatta a spese 
del sig. Canepa, e illustrata con note del P. Spotorno. 

OPERE INEDITE COMINCIATE 

Storia de' Longobardi. 

Collezione di molte voci italiane non registrate nei 

Dizionarii. 



— XXVII 

Osservazioni alla Storia d' Italia del Botta. 

Illustrazione d' un Necrologio vintimigliese. 

Poesie, discorsi sacri, elogi, dissertazioni. 

Discorso sul Romanticismo. 

Una dissertazione sulla luce primigenia. 

Storia del Santo Sudario che si conserva nella chiesa 

di S. Bartolomeo in Genova. 
Vita del Petrarca. 
Corso d'istruzione per le fanciulle. 
Corso di letteratura latina dettato nell' University. 
Orazioni latine. 

Osservazioni ai secoli cristiani delia Liguria del 
Semeria. 






STORIA 

LETTERARIA 

DELLA LIGURIA 



EPOCA QUARTA 

Dal 1638 al 1825 



CAPITOLO I. 

Storia. - Sec. XVII. Storia Le». Sacra, e Civile - c ec v vi ll 
«or. Leu. Sacra e Civile. - Arte Storie, 1 ApSgJ "' 

m -La Storia Letteraria fu ira noi collivata con mollo 
•1' ardore benché, colpa del secolo XVII, con poco di 
Mieua. *ulla dirò di Bernardino Talli, che, olire le me, 
mone de' MM. Osservanti della provincia «li Genova 
compilo le notizie degli Scri.lori di quel suo religioso 
ts UUtlo; lavori, che rimasero inediti in Roma: nulla di 
Raffaele ^ Sopra,., di cui terrassi discorso nel talare 
Ha pittura: ma non posso così brevemente spedirmi 
da Michele Giuslmiani, e dal P. Oldoiui. II primo nato 

-il'..soladiScio„eH6 12 ,edoUe„n.ain,Llia?;I;; 
Stor. Lett voi. 5. 

'n 



2 — 



rea in ambe le leggi, resse la diocesi di Alena con au- 
torità di vicario capitolare ed apostolico; nel qual tempo 
è da credere che meditasse la Corsica illustrata, opera 
non mai fatta di pubblica ragione. Fu alcuna volta in 
Genova, sua vera patria; visse gran tempo in Roma, 
ed anche in Avellino, ov'era Vescovo Barlolommeo 
Giustiniani suo congiunto, del quale pubblicò la vita, e 
le rime nel 1656. Il qual uffìzio volle similmente pre- 
stare ad un altro consanguineo, cioè a Giorgio Giusti- 
niani della Compagnia di Gesù, mancalo di vita in Bo- 
logna nel 1644; stampandone alcune operette sacre, e 
lettere, aggiunta la vita dell'Autore. Viveva tuttavia 
nel 1679, godendosi un'Abbazia, e sempre intento ad 
arricchire di nuovi libri la repubblica letteraria. Le 
opere da lui composte si possono partire in tre classi : 
nella prima collochiamo quelle di sacro argomento, co- 
me 1' origine e la traslazione della Imagine di M. V. 
d'Ipri; la morte de' fanciulli Giustiniani trucidali dai 
Turchi per la fede di Cristo; la Scio sacra di rito latino; 
de' vescovi e governatori di Tivoli; e le Costituzioni 
ecclesiastiche falle in varj luoghi e tempi da' prelati di 
rasa Giustiniani; le quali tutte si leggono stampale. Ne a 
seconda classe riporremo quelle, che risguardano alla 
pallia; ciò sono, gli uomini illustri di Scio, libro me- 
dilo: i Guerrieri, i politici, e gl'inventóri liguri, opere 
promesse; e sopra tutto gli scrittori della Liguria, de 
quali pubblicò in Roma il 1.° volume nel 1667, dech 
candolo al Governo genovese, da cui ebbe, come ragioi 
chiedeva, nobil significazione di cortese gradimento 
Vuoisi notare che, sparsa in Genova la notizia, che l'Ab 



— 5 — 
Michele voleva dare in luee quel lavoro, il Soprani, te- 
mendo d'esser prevenuto, come quegli che già da qual- 
che tempo si era posto a colorire simil disegno, affrettò 
la pubblicazione dell'opera sua intorno a'nostri Scrittori, 
stampandola in quell'anno medesimo del 67, con pro- 
mettere un'appendice, che non si vide giammai. Il Giu- 
stiniani è più copioso di notizie, e parla con maggior 
libertà, avendo in Roma copia grande di libri e di amici, 
e non trovandosi legalo da tutti que' riguardi, che strin- 
gono lo storico in città governala da'suoi patrizj: il So- 
prani vide maggior numero di manoscritti, e conobbe 
molti autori, per altro di picciol conto, che fuggirono 
alla diligenza del Giustiniani. Ma questo ultimo non ci 
diede che il primo volume, il qual si compie colla lettera 
G; e non ebbe più o l'agio o la volontà di terminare il 
suo lavoro. La terza classe delle opere di questo infati- 
cabile scrittore comprende quelle di vario argomento; 
come la narrazione delle peste di Avellino, una raccolta 
in tre volumi di lettere memorabili, il libro de nobilitale 
di Carlo Poggio colla risposta di Leonardo da Scio, illu- 
strali con annotazioni, e molli altri libri, che accennava 
d' aver preso a compilare, come può vedersi negli scrit- 
tori liguri, e presso il P. Olitomi. E veramente s'egli 
avesse potuto mantener le promesse, le opere sue forme- 
rebbero una Biblioteca. Le più note sono, gli scrittori 
nostri; le lettere memorabili, ristampate in Napoli dal 
Bulifon, ma non secondo la prima edizione; e i XXXV 
indici al Concilio di Trento; fatica utilissima volgariz- 
zata poscia dal dotto Zaccaria, che volle adornare con 
essa la Storia di quel Concilio scritta dal card. Pallavicino. 



_ i — 

653. Le opere del Soprani e dell' Ab. Michele servi- 
rono al P. Agostino Oldoini per compilare latinamente 
Y Ateneo Ligustico stampato in Perugia nel 1680. Egli, 
nato alla Spezia nel 1612, si rese Gesuita in Napoli nel 
1628; e fu suo minor pregio la nobiltà de' natali e la 
memoria prodigiosa , di cui natura 1' aveva arricchito ; 
perciochè tutto il suo vivere non fu che un'assidua fatica. 
Michele Giustiniani ne loda la prudenza, e gli si confessa 
debitore di molte notizie, e ne inseri alcune lettere nelle 
memorabili da lui raccolte. Il Padre Oldoini scrisse le 
giunte alle vite de' Papi e Cardinali del Ciaconio, ben- 
ché non abbia né la critica, né il sapore di buona lati- 
nità, che si riconosce in queir illustre spagnuolo. Lodò 
con orazion funebre il Card. Roberto Ubaldini, e fece 
Y elogio di Girolamo Genuino. Trattò un libro de' Cle- 
menti illustri per santità di vita; compose P Ateneo Ro- 
mano, e il Perugino, il Necrologio de' Papi e degli Anti- 
papi ; e lasciò molte opere MSS., tra le quali un indice 
universale degli Scrittori in qualsivoglia materia, diviso 
in 5 volumi. In italiano pubblicò l'anno 1637 in An- 
cona le difficoltà principali della Gramatica spianate ad 
uso delle scuole della Compagnia. L'Ateneo Ligustico 
del P. Oldoini serve di supplimento a quelli del So- 
prani e dell'Ab. Michele, e conduce fino al 1680. Molti 
nomi trasse della dimenticanza, ajutato in ciò special- 
mente da' cataloghi del Card. Sirleto, e della Biblioteca 
Ducale di Urbino. Ma l'avere trasportalo in latino i 
titoli de' libri, il dimenticare assai volte di notar l'anno 
dell'edizione, la concision soverchia, ove parla degli 
uomini più illustri, e le vane parole gittate a sollevare 



— 5 — 

l'oscurila degli amici, tulle queste cose scemano il predio 
del suo Ateneo. ° 

654. Angelico Aprosio, nato in Vinlimiglia a'29 otto- 
bre 1 G07 da Marco e Pelronilla Aprosio, giunto a compier 
I anno 15, venne a rendersi Agostiniano in Genova nel 
convento di Consolazione, mutando il nome di Lodovico 
m quello di Angelico, per rinnovare la memoria del P 
Angelico Aprosio. suo zio, che morì negli Agostiniani 
T anno 1618. Fece i suoi sludj in Genova ed in Siena 
e ira' maestri, ch'egli ebbe neh' ordine, trovo il P. Ottavio 
Martini d'Oneglia. In Siena visse per sei anni, eodendo 
l'amicizia di molle persone letterale; e poscia fu man- 
dato a legger filosofia nel convento di Monte S. Savino; 
donde, finito il corso, secondo il costume degli ordini 
mendicanti, passò alla più ragguardevol lettura filosofica 
nel convento di Genova. Quivi, non trovando quegli 
amici letterati, che aveva nella Toscana, né piacendogli 
quelle aridità scolastiche, e le brighe dello insegnamento, 
slelte sempre di mal umore; e, quantunque i superiori, 
per non privarne al tulio la Liguria, l'avessero eletto 
nel 1057 priore di Chiavari, non volle accettare que- 
sl' uffizio; che anzi chiese ed ottenne la facoltà di 
lasciare la congregazione di Genova. Ito a Pisa, ci trovò 
un P. Campiglia, reggente, che lo condusse a Treviso 
ov'era priore un P. Venza; il quale, dopo due anni- 
cessando dall' ufficio, volle averlo nel convento di Fel- 
Ire; e fallo vicario generale, e dovendo recarsi al con- 
vento di Lesina, amò prendere a compagno il P. Aprosio. 
Ma in quell'isola semibarbara quesli non polè avere 
un letto, che dopo due mesi, ed a patto di dormirvi con 



— 6 — 
Ul) laico, e con usare delle lenzuola sudice, che avevano 
servito già molto tempo agli occupalori di quel misero 
ìeUicciuolo. Soffri per ben quattro mesi tanta grettezza 
il nostro Aprosio ; pur alla line, perduta la sofferenza, 
nel dicembre del 1639 venne a Venezia; ma, trovan- 
dosi i conventi di quella provincia aggravai, da copioso 
numero di religiosi, né avendo egli voluto entrare n 
corte di Mons. Francesco Vitelli, Nunzio apostolico, di 
cui per altro godè sempre il patrocinio, passò quasi due 
anni ora in Venezia, ora in Chiozza ed in Murano, fino 
a che il priore di S. Stefano di Venezia lo ebbe pregato 
di entrare in quella religiosa famiglia, col peso di 
ammaestrare i giovani studenti dell'ordine. L' Aprosio, 
come infaticabile, riceveva a privala lezione giovanetti 
«ti ragguardevoli famiglie, faceva il correttore di stampe, 
componeva dedicatorie e prefazioni ad uso de l.braj, 
procurava agli amici l'edizione delle opere loro; e in 
lai guisa stavasi pago in Venezia, accumulando libri, 
che o riceveva in dono, o comperavasi co' denari che 
ritraeva dalla predicazione quaresimale, e dalle private 
lezioni Tra' giovinetti ch'egli ammaestrava era Tom- 
maso Salvatore, figliuolo di Giuliano Spinola Marmi. 
Orbi-amando questo Patrizio ricondursi in Genova, prego 
il P Aprosio a non volere scompagnarsi dal figlio. Ri- 
spondeva il religioso, non aver denari da trasportare 
(ino a Genova la sua biblioteca, e dover pubblicare la 
seconda parte del Veratro, di cui la prima era già presso 
lo stampatore. Lo Spinola si addossò la spesa del Ira- 
sporto, e fece con lanta sollecitudine stampare la della 
parte 2.% che potè uscire dai lorchj avanti alla prima. 



/ 



II P. Angelico, non avendo più scusa, dovette partirsi 
col giovinetto; e, visitali gli amici di Padova e Bologna, 
raggiunse il suo Mecenate a Piacenza, ov'ebbe il dolore 
di vederlo mancare di vita nel settembre del 16-47. 
Recatosi a Rapallo ad aspellarvi le casse de' suoi libri, 
come furon giunte, venne al suo primo convento di 
Genova. Trovò un priore alquanto strano, che gli negò 
il vestiario, e non volle permettere, che nella Consola- 
zione collocasse la sua biblioteca. L' Aprosio nella ve- 
gnente quaresima del 1648 andò a predicare nella 
cattedrale di Ventimiglia; e trattò con gli Agostiniani di 
quella città per disporvi la sua biblioteca, come anche 
gli riuscì, superati molti contrasti. In Genova recitò le 
lezioni sul profeta Giona negli anni 1649 e 50, le 
quali rimasero MSS: ebbe titolo di defìnitore, di segre- 
tario, di priore del Crocifisso di Promontorio presso 
Genova, e di vicario generale, dignità suprema nella 
congregazione genovese, ch'egli terminò di sostenere 
neir aprile del 1654. Sciolto così da ogni cura di go- 
verno, si ridusse a vivere nel convento della sua patria, 
con esemplarissima pietà; fino a che una terzana doppia 
in otto giorni di assalto lo condusse a morte addì 16 
(ebbrajo 1681. Ho voluto raccontare alquanto minuta- 
mente il tramutarsi* che lece il P. Aprosio da un luogo 
nelP altro, a mostrare quanto a torlo il Tiraboschi lo 
accusi d' 'stabilità, di umor capriccioso, d'uomo facondo 
m pretesti per cangiare soggiorno, o impiego. Dalla 
serie delle cose per me narrate si vede, che degl' im- 
pieghi il solo che spiacquegli fu il dover leggere filo- 
sofia scolastica, de' conventi quello ili Genova. 11 



— 8 — 
Tiraboschi, perchè meglio riluca la istabilità cieli' Apro- 
sio, non pago di annoverare i conventi, ne' quali fu di 
famiglia, vi aggiunge quelli di Pisa, Murano e Rapallo; 
ne' quali non si fermò, perchè in essi non fu mai de- 
scritto. Ma forse spiacque allo storico della nostra lette- 
ratura l'amicizia, che passò tra il P. Aprosio e 
monsignor Godeau vescovo di Vence, i cui tableaux 
della Penitenza aveva trasportato in nostra favella , 
quantunque non abbia questa versione veduto mai la 
luce. Con più di ragione il conte Mazzucchelli notò il 
nostro autoredi vanità, vedendo eh' egli si pavoneggiava 
delle lodi che riceveva da molti uomini letterati : né 
vogliamo noi canonizzare l' Aprosio : diciamo soltanto 
che, ad imitazione degli antichi monaci, e de' più santi 
discepoli di S. Francesco, non isdegnò il lavoro delle 
mani, copiando, o legando libri; che non ricusò di 
annunziare la divina parola nelle ville, così celebrato 
com' era, e con tanto numero di ragguardevoli amici ; 
che a' molti digiuni della sua regola ne aggiunse due 
giorni in ciascuna settimana; che si adoperò con ogni, 
maniera di esortazioni e eli esempj a promuovere gli 
studj nella sua Congregazione. 

655. Le opere dell' Aprosio sono in gran numero ; 
ed usava pubblicarle con nomi anagrammatici. Stando 
in Genova nel 1637, e ragionandosi del Mondo nuovo, 
poema del cav. Stigliani, fiero censore del cav. Marino, 
venne detto all' Aprosio, esservi nel canto primo del 
Mondo nuovo errori e difetti in maggior numero di 
quelli che lo Stigliani aveva notato m\Y Adone. Rise la 
brigata, come di follia; ma l' Aprosio in una settimaiu 



— 9 — 

stese il Vaglio critico, e fecelo slampare in Treviso al 
Righetlini Tanno stesso, colla data di Roslock, e col 
nome di Masotto Galistoni da Terama (anagramma 
artificioso di Tommaso Stigliarti da Malera). L' autore 
del Mondo nuovo, preso il nome di Carlo suo figlio, si 
difese con una scrittura intitolala il Molino; cui l'A- 
prosio contrappose nel 1(342 il Buratto di Carlo Gali- 
stoni. E perchè lo Stigliani aveva preleso nel suo 
Occhiale, che una lettera d'encomio, scritta dall' Aprosio 
al cav. Marino, fosse opera di costui medesimo, il nostro 
autore confutò questa opinione coli' Occhiale stritolato 
di Scipio Glareano, colla sferza poetica di Sapricio Sa- 
priei, e col Veratro (erba medicinale) stampato in due 
parti, la prima nel 1647, e la seconda nel 45. Parrà 
strano, che un religioso scrivesse a favore del cav. Ma- 
nno, e dell'ione; ma, oltreché si trattava della sola 
ragione poetica, così era quel sec. XVII soprammodo 
libero nelle cose de' costumi , nelle altre severissimo; 
né mons. Vitelli nunzio pontificio rifiutò la dedica del 
Buratto. Ma parendo oggimai che ninno potesse aver 
grido di scrittore illustre, se non aveva le lodi del- 
l' Aprosio, non pochi gli mandavano i loro componi- 
menti, perchè ne fosse l'editore; o lo pregavano, che li 
fregiasse delle sue osservazioni. Così non seppe negare 
a Pietro Micheli patrizio veneto, suo amico, ed avuto 
in conto di valente poeta, di scrivere le Annotazioni 
all' Arte degli amanti di quel signore, stampate in Ve- 
nezia nel 1642 col nome di Oldauro Sdoppio. Né a 
Lorenzo Crasso napoletano, le cui cinque prime lettere 
eroiche illustrò colle Vigilie del Capricorno, note tumula 



— 10 



marie, di Paolo Genari da Scio (Venezia 1667); e 
celebrò una tragedia di Antonio Muscettola con le Bel- 
lezze dell'Elisa, abbozzate da Oldauro Scioppio, Loano 
per Gian Tommaso Rossi 1664 in 12. E il Muscettola 
ricambiò l'amichevole uffizio, pubblicando m Napoli 
nel 1668 la Grillaja, curiosità erudite di Scipio Gla- 
reano; operetta pregevole, se i Napoletani non l'aves- 
sero mutilata e riempiuta di errori (')• Dalle Ore pome- 
ridiane, dotta fatica, ma inedita, si trasse la D.sserlaz. 
sulla patria di Persio, impressa in Genova nel Ibb*. 
Bietro Bayle si scandolezzava tutto per 1' opera i del- 
l' Aprosio, intitolala lo Scudo di Rinaldo (Venezia 1 642); 
ma il conte Mazzucchelli osserva, che il cr.t.co, non 
avendola veduta, la tenne per libro osceno, benché sia 
in difesa della buona morale, e contro il lusso; e chi 
vorrà avere una idea del sec. XVII, legga il citato Maz- 
zucchelli , ove parla dello Scudo, e de' molivi, che 
impedirono la pubblicazione della parte 2 .'. Iradusse 
dallo Spagnuolo i Sermoni del P. Osorio ( Venez. 164,1, 

in 4.°). . . _. 

656. I più celebrali scritti dell' Aprosio sono la Bi- 
blioteca Aprosiana, e la Visiera alzala. Nella prima, 
oltre a molte e minute notizie dell'Autore, si trovano 
registrali per alfabeto lutti coloro, che gli donarono 
alcun libro, col titolo delle opere donate, e con notizie 
<Wi scrittori medesimi; lavoro pieno di digressioni e 
«•he potrebbe ordinarsi assai meglio, ma utilissimo alla 



H V. la Bibliol. Aprosiana a cart. 205, ove sono i supplenti, 
e le correzioni della Grillaja. 



— li — 

Storia letteraria. Il Volilo, mutilandolo e accrescendolo 
a suo senno, lo ripubblicò latinamente in Amburgo ne! 
I7ói in 8.0 L'originale italiano, impresso in Bologna 
nel 1 G7o col nome anagrammalico di Cornelio Aspasia 
Àntmgilmi, non abbraccia che le tre prime lettere del- 
l' alfabeto; ma sappiamo dal P. Gandolfi nel Dispaccio, 
che l'autore l'aveva condotto lino alla lettera N. Nella 
Visiera alzala, e nell' appendice si scuoprono i veri 
nomi di 150 autori, che giravano innominati, ovvero con 
nome falso, e finto. L'Aprosio avevala mandala al ce!, 
Magliabechi suo amico ; il quale ne procurò la stampa 
in Parma nel 1689, facendone tirare scarso numero di 
copie, onci' è rara più che la Biblioteca. Il Piaccio rifuse 
latinamente questa utilissima compilazione nell' opera 
sua degli Anonimi e Pseudonimi. Le poesie italiane del 
nostro P. Angelico si trovano inserite, in picciol numero, 
ne' Fiori dell' eremo agostiniano, raccolti dal P. Gandolfi, 
e potevano restarsi inedite. Il Mazzucchelli ne addita 
alcuni versi e poche lettere latine. Le opere lasciate MSS. 
sono molle. Alcune abbiamo accennato qui sopra. Le 
altre sono Polianlea italiana; gli Ozii estivi, ossia 
annotazioni al Giudizio estremo, poema di Talvo Co- 
stantini, scritte a richiesta dell' autore: il Batto, in cui 
scopriva i plagi dello Stigliani ; i Diporti villerecci, o 
annotazioni alle favole boscherecce del Micheli; ed altre 
scritture registrale dal Soprani e dal Mazzucchelli. 

657. Venne aggregato il P. Aprosio a molle Accade- 
mie, come agli Incogniti ih Venezia, agli Apatisti di Fi- 
renze, agli Ansiosi (non Animosi) di Gubbio, a' Geniali 
di Codogno, agli Infecondi di Roma. Nel 1675 trovasi 



— 12 — 

scrìtto, col titolo dell' Aggirato, a' \agabondi di Taggia. 
Il suo ritratto vedesi nelle Glorie degli Incogniti con 
questo distico, che allude ad un' opera importantissima 
rimasta inedita, che aveva per titolo: Athenae Italicae, 
seu de viris clarissimis, qui Italiam ingenio et scriptis 
illustrarunt — Ecco il distico : 

Doctos facunde italicis celebrava Athenis ; 
Indoctos critica dulce pupugit acu. 
Ora ci volgeremo agli scrittori di storia sacra e ci- 
vile; e prima diremo degli scrittori misti, cominciando 

da' Savonesi. 

658. Gianvincenzo Verzellino, gentiluomo savonese 
e dottor di legge, mancò di vita in patria l'anno 1638 
a' 20 di agosto. Fu amico al Chiabrera, come si è detto 
nell'epoca terza. Per 25 anni s'affaticò a raccogliere 
negli autori e nelle carte degli archivj le Memorie di 
Savona. Dapprima le slese in otto libri, conducendole 
fino al 1 626; dippoi ritoccò il lavoro, vi aggiunse molte 
notizie, e, divisolo in sei libri, senza più, giunse fino 
all'anno 1630. Questi due testi a penna di mano dell' 
autore, che furon già in Savona nella Libreria de'PP. 
delle Scuole Pie (*), io vidi in essa città presso privata 
persona, che si prese la cura di salvarli nella disper- 
sione dei Regolari. Una terza copia ne aveva prestato 
l'autore al senator Federico Federici; e da essa sarà 
cavata quella che abbiamo nella Civica Biblioteca Beno; 
in cui, dopo il 1630, si veggono aggiunti tre brevi cenni 



r) Stor. dell' Appariz. di N. S. di Misericordia, Genova 1760, in 
4.*, a pag. XXV. 



— lo 



solfo gli anni 1657, 1687 e 1721, ed avvi il catalogo 
di tulle le famiglie ascritte al governo di Savona. Nel 
filare gli autori, se non è sempre esaltissimo, non suol 
essere tuttavia così negligente, come il dipinge un scriltor 
savonese (*). Incollo è lo stile, e la narrazione procede 
a maniera d'Annali. Nel favellare dell'antichità delia 
patria, non seppe fuggire le favole; ma ogni qualvolta 
ragiona egli slesso, non coli' autorità degli autori, ne 
con le opinioni del popolo, si scopre storico sincero e 
modesto. Trattando di Pertinace Imp., non confonde il 
nome Elvio con l'Elio; prova la tradizione con autorità 
del sec. XV, e stabilisce presso a Vado la nascila e la 
casa di quell'Augusto. Confessa che il Colombo nacque 
m Genova, e nota che il corpo di lui venne deposto 
nella chiesa de'Certosini di Siviglia, notizia confermala 
or ora dal dolio Cav. Navarelle nella Collezione delle 
scoperte fatte dagli Spagnuoli. E con ciò rimansi inu- 
tile quell' Epitafìo, che un moderno fa comporre al Co- 
lombo medesimo, per collocarlo sulla propria tomba 
nella cattedrale di Siviglia. Riconosce la sede vescovile 
di Vado. Cita iscrizioni antiche, e può alcuna volta 
adoperare testimonianze traile dalla Biblioteca Vaticana 
per cura di un amico savonese di casa Pozzobonelli. In 
una parola , chi ben considera quali sien le più volle 
quelle storie, che parlano di una sola cillà, e qual guslo 
fosse in Ilalia nel secolo XVII, si terrà degno di molla 
lode .1 Verzellino, e si avrà a dolere, che la sua falica non 



(*) Storia dell' Appariz., I. cil. 



14 



abbia trovato chi la ripulisca nelle cose di grammatica 
ed in alcuni fatti, per mandarla nella luce del pubblico. 
655. Filippo Alberto Pollerò, dottore e notajo savo- 
nese, fece stampare fuori del dominio di Genova alcuni 
suoi scritti contro all' ottimo vescovo di Savona Ago- 
stino Spinola per una quistione di rubrica: tra essi ne 
ha uno con questo titolo: La virtù oppugnata (dal Ve- 
scovo) e difesa (dal Notajo). E molti anni prima nel 
1696 aveva fatto imprimere in Torino uno Epicherema, 
cioè breve discorso per difesa di sua persona e carat- 
tere. È notabile che in questa operetta vien dicendo, che 
Pietro da Cieca nella sua cronaca del Perù, tradotta m 
italiano per Agostino de Franchi , e stampata in Vene- 
zia nel 1564,'scrive nella dedica al cardinal Saracino, 
che Cristoforo Colombo era nativo di Savona. Òr sap- 
pia ognuno, che non il genovese Agostino de Franchi, 
ma si ben Agostino di Cravalitz voltò dall' idioma Spa- 
gnolo nel nostro la storia del Cieca e che non fu 
mai dedicata dall' Autore al cardinal Saracino. Que~ 
sto errore , che potrebbe sembrare difetto di memo- 
ria O, è un artifizio del Pollerò, il quale continua a 



n 4 difetto di memoria ascriverò di buon grado gli errori che 
{ si leggono in queste parole dei chiar. Giovacch.no Ponta >n 
una noU alla sua Vacinia: « Savona patria di Colombe , 
benché altri lo vogliono nativo di Cogoleto, altri di Cogorelo 
, in Piemonte. Di Savona lo chiama Panni nella sua ode ul- 
» l'innestodel vajuolo: Savonese, ove ne vattecc. » Premetto, 
che nel Parini si legge, o Genovese, e pò» osservo che! 
Ponta dimentica Genova, quasi nmno le avesse mai attri- 
buito quello Eroe, e crea un Cogoreto nel Piemonte, ignoto 
a' Piemontesi. Ecco i documenti raccolti dal Ponta adono 
dì Savona; un luogo, che non esiste, ed un verso fedel- 
mente trascritto. 



— 15 — 

raccontare, come Francesco Spinola savonese vide l'an- 
no 1618 il sepolcro del Colombo in Siviglia, e vi lesse 
questo epitaho: Hic jacet Crislophorus Columbus Savo- 
nemis. Era cosa troppo naturale, che le persone di buon 
giudizio domandassero, come sia egli avvenuto mai , 
che, trovandosi quell'epitelio nella cattedrale di Siviglia' 
niuno storico spagnuolo dicesse mai il Colombo essere 
savonese, e come noi citassero né gli avversar)' di Bal- 
dassar Colombo, a dimostrare che l'Eroe non era di 
Cuccaro, né Ferdinando nella Vita del gran genitore, 
né l'IIerrera, e il Munnoz, né finalmente l'erudito Cav. 
Navarette. L'autorità del Cieca avrebbe potuto ribattere 
in alcuna maniera questa formidabile obbiezione. Quel 
Don Pedro de Cioza, storico similmente del Perù, e 
spagnuolo di nazione, citato di recente a favor di Sa- 
vona, non ebbe mai esistenza. L'epilafio poi non dove- 
va trovarsi in Siviglia nel 1618, se le spoglie mortali 
del Colombo erano state trasferite già da un secolo nel- 
l'isola di S. Domingo. Né allora gli Spagnuoli dicevano 
Columbus, e i Savonesi scrivevano Saonensis non Savo- 
ncnsis. Non sapeva il Pollerò, che sì la cronologia, come 
V ortografìa, giovano a disvelare gl'inganni. Del resto 
gli scritti di questo dotlore-notajo, ad onta di alcune 
notizie municipali che se ne potrebbero trarre , giac- 
ciono dimenticali, e meritamente, essendo rozzi , au- 
daci e confusi. 

659. Fuori del dominio de' Genovesi, cioè in Roma, 
nel 1697 pubblicò similmente le sue Memorie di Savo- 
na Agostino Maria Monti prete savonese , che dovremo 
ricordare ne' grammatici. Lo stile è incolto, le favole 



— 16 — 
più grossolane vi sono accolte lietamente; ond'è che il 
suo libro, benché non vi manchino a luogo a luogo al- 
cune buone notizie, spiace oggimai a' suoi concittadini 
medesimi. Primo abbozzo di quest'opera giudico poter 
essere un testo a penna, che mi fu cortesemente mos- 
trato in Genova da ragguardevol savonese; nel quale 
manoscritto è più critica e sincerità, e modestia assai 
maggiore, che nelle Memorie date alla pubblica luce. 
Di molta lode stimo degno Giacomo Battista Picconi , 
che la storia di N. D. della Misericordia ricompose con 
locuzione corretta, con giudizio, e con ordine lucidis- 
simo, così che potrebbe servire di esempio per le storie 
de' Santuarj. Egli vi premise le notizie principali della 
sua patria; e rade volte si allontanò dalla verità, cosa 
rarissima negli scrittori municipali, e piena di pericolo. 
Finalmente Giovanni Tommaso Bellore, uomo di molle 
lettere, e di non volgar diligenza, prese a scrivere la 
storia di Savona, sua patria; ma, secondo che mi venne 
udito, si strinse ai secoli XIII e XIV, ed alla maggior 
parte del XV. Vero è che in tal guisa non era costretto 
a parlare dell'origine della città e della chiesa di Sa- 
vona, né ad entrare in tre quistioni, nelle quali il suo 
giudizio e la sua erudizione lo dipartivano forse da 
opinioni recenti, ma profondamente radicate nel popolo. 
Di quest'erudito lavoro, che gioverà ad illustrare le 
cose savonesi, e sì ancora de' documenti raccolti per 
confermare la storia dell'apparizione della B. Vergine 
nella valle di S. Bernardo, e quella del Santuario ed 
Ospizio aggiuntovi, restano i manoscritti non ancor li- 
mitali in ogni sua parte, presso gli eredi dell'autor me- 



— 17 — 
((esimo, ed eglino vorranno, spero, onorare la lor 
città e T ottimo genitore coi farli di pubblica ra- 
gione. Del Belloro avremo a ragionare nuovamente 
tra' poeti. Qui ne ricordiamo il sommario delle carie 
esistenti nell'archivio pubblico di Savona, riguardanti 
a Cristoforo Colombo, colle quali dimostrò (imitando 
gli egregi Savonesi Verzellino e Salinero) non Savona 
ma Genova esser patria vera dell'Eroe, e Quinto il luogo 
dell'origine. Questo picciolo scritto, impresso in Torino 
nel 1810, essendosi fallo rarissimo, io lo feci ristam- 
pare in Genova nel 1821, per darne copia agli eruditi 
ed agli amici, e per onorar la memoria di quell'uomo 
erudito, come di recente pubblicai una lettera arcadica 
a giustificarne la sincerità e il giudizio. E tali ufficii di 
letteraria pietà dovrebbon prestarsi l'un l'altro i cul- 
tori delle buone lettere, anziché mordersi di soppiatto 
ed » palese, e impallidire a quella picciola fama che 
altri procura di meritarsi presso dei buooi e dei savi 
eoo ooorate fatiche. Ma l'ordine delle materie ci chia- 
ma alla storia sacra. 

660. Dionisio da Genova, mancato di vita nel 1695 
in età di anni 39, e con fama di rara pietà, lasciò MS 
la versione dal francese in italiano delle opere del 
P. Ivone da Parigi, dell'ordine suo de' Cappuccini e 
compilò la Biblioteca di esso religioso istituto, stampata 
in Genova nel 1680, e di nuovo nel 1691. Verso la 
metà del sec. XVIII si trovò chi prese a ripulire, ac- 
crescere e continuare detta Biblioteca; ma tal fatica non 
e d. ligure scrittore. Gaspare Massa, dottore e parroco 
della Spezia sua patria, viveva ancora nel 1679, come 
Stor. Lett. voi. o 2 



— 18 — 
afferma il P. Oldoini, che gli fu nipote. Egli, oltre una 
operetta latina intitolata Heroinae, impressa in Roma nel 
1 653, e eh' io non ho veduta, pubblicò una buona dis- 
sertazione sulla patria di Persio (Genova 1667), mo- 
strandolo natio del Golfo della Spezia, benché andasse 
errato nel confondere questo col Golfo Tigulio, il quale 
non ha diritto veruno alla gloria di quel satirico latino. 
Coetaneo al Massa fu Angelo Angelelti da Vezzano, il 
quale in un suo volumetto manoscritto raccolse, tra il 
1630 e il 1644, le notizie de'Vezzanesi illustri, o per 
lettere, o per armilo per dignità. E certosa maraviglia 
come da piccola terra sien venuti tanti soggetti celebra- 
tissimi, quanti egli ne commenda. Scrisse anche la vita 
di Papirio Picedi d'Arcola, vescovo eli Parma; fu pode- 
stà di Castelnuovo in Lunigiana per la Repubblica di 
Genova, ed abitò lungamente colla sua famiglia in 
questa città, tutto applicato alla poesia latina e italiana, 
ed anche alla fìsica di quel tempo. Tra gli uomini di 
Yezzano, degni di memoria, non tace l'Angeletti di Ge- 
rolamo Paolini, che, ito a Roma, e postosi nello scrit- 
toio di un notajo, arrivò sotto Paolo V. ad essere com- 
missario della Camera apost. in Ferrara; e, morendo 
circa il 1634, lasciò un capitale di 4m. piastre fioren- 
tine, onde se ne impiegasse il frutto a mantenere in 
Yezzano un pubblico maestro di lettere, ed un ripetitore. 
661. Adamo Centurione, pronipote di quello Adamo 
che ottenne dal Re di Spagna il marchesato di Stepa o 
Estepa in Andaluzia , morì in questo suo feudo l'anno 
del 1648, dopo aver pubblicato in Granata nel 1630 
la vita di S. Jeroleo vesc. di Segovia, e in Madrid nel 



— 19 — 
1642 una Informazione per la storia del Sagro Monte 
di Val Parasos; al qual intendimento, avendo a tra- 
durre alcuni libri di piombo scritti in idioma arabico, 
si diede già vecchio allo studio di tal favella. Non è 
cosa certa, che gli Arabi scrivessero sul piombo; ma noi 
Siam paghi di aver dato un cenno di questo nostro pa- 
trizio, il quale e per aver scritto in casigliano, e per 
nascita e domicilio, appartiene alla Spagna. 

662. Nostri sono per ogni titolo Agostino Schiaffino 
ed Agostino Calcagnai. Il primo fu religioso carmeli- 
tano, ed, oltre alcune poesie impresse nella raccolta de' 
suoi tempi, lasciò MSS. la Storia di Genova cui non 
potè dar compimento, le Origini dì tutte le chiese della 
Liguria, la Vita de' Pontefici e gli Annali Ecclesiastici 
di Genova. Quest'ultimo lavoro in 5 voi. in fol. giunge 
al 1642, e dimostra la diligenza e fatica incredibile del 
suo autore, benché non si possa negare, che, mancan- 
dogli ne'secoli antichi le notizie particolari delle chiese 
liguri, non abbia riempiuto l'opera sua di memorie civili 
e profane lolle dalla storia della città e chiesa romana, 
che si avevano in altri libri notissimi. Che poi non di- 
mostri sempre quella critica severa, eh' è il precipuo 
ornamento della storia, specialmente ecclesiastica, vuoisi 
ciò attribuire all'infelicità del secolo, anziché darne colpa 
all'autore. Intanto egli sarà sempre, per le notizie sacre 
della Liguria, quasi vasto magazzino, in cui merci pre- 
ziose, e grossolane, e mediocri si veggono raunale a 
servigio di coloro, che volessero applicarsi a scrivere 
la Liguria sacra. Il Calcagnini, canonico penitenziere 
della Metropolitana, peri nel conlaggio del 1657. Ab- 



_ 20 — 
biamo di lui, olire il Proteo festante, stanze per la co- 
ronazione di Giorgio Centurione nel 1622, un'opera 
suìYImagine edessena, ossia Sudario di Abgaro sovrano 
di Edessa, impressa nel 1639; onde possiam prendere 
argomento a giudicare, che l'autore univa ad una vasta 
lettura un buon criterio. Non ha egual merito, ma non 
è spregevole, la vita di S. Giovanni Battista , stampata 
nel 1648, ed in più piccola forma riprodotta con aggiunte 
l'anno lo97; della qual seconda edizione è copia ma- 
noscritta nella Beriana. Notisi che il Calcagnini non si 
limitò alla Vita del Precursore, trattandovi specialmente 
delle ceneri sacre , e della loro traslazione a Genova , 
in istile semplice, ma scevro da' concetti ridevoli del 
secenlo. Le vite di alcuni martiri genovesi, col titolo di 
Gloriose palme, vennero pubblicate nel 1655. 11 dottor 
Giacomo Isola, per vie più onorare la propria casa, fece 
stampare nel 1660 le Vite e martirio de' YV. PP. Fer- 
dinando Isola <T Allusola, e Giacomo Zampa da Sarnano 
MM. Osservanti, missionari apostolici, condannali a morte 
da' Maomettani, in odio della Fede ; operetta del Calca- 
gnini. Del quale il P. Oldoini cita due altri lavori ine- 
diti; la Storia ecclesiastica di Genova e della casa D'Oria. 
Di questo dotto canonico parlano con lode molli scrit- 
tori, e spezialmente l'Ughelli, che n'ebbe ajuto per for- 
marne la serie dei Pastori della chiesa genovese. 

663. Andrea Massa della Spezia, nato in Melfi, dove 
suo padre era governatore pel principe D'Oria, studiò 
lettere in Roma, leggi in Pavia, e morì ancor giovane 
nel 1655 in Gallipoli, dov'era vescovo, avendone prima 
ristoralo il palazzo episcopale. Egli fece slampare in 



— 21 — 

Genova nel 1 638 le glorie d'Israele raccolte nella vita 
di Mosè. Andrea Sollani genovese, chiamato dal Vezzosi 
(I. 403) dotto Teatino, nel qual Ordine entralo era nel 
1623, scrisse gli Annali della chiesa di S. Siro di Ge- 
nova, lesto a penna, che serba vasi nell'archivio gene- 
ralizio a S. Silvestro di Roma. Il P. Oldoini ne cita il 
Kiluale de'Ch. Reg. impresso nel 1655, ed un trattalo 
m difesa del proprio istituto contro al Barbosa, pub- 
blicato nelle risoluzioni morali del Diana. Il P. Arcan 
gelo di S. Giuseppe, Carmelitano scalzo savonese, di 
casa Rocca, pubblicò nel 1 663 una specie di storia del- 
l'apparizione di M. V. di Misericordia. Fabio Ambrogio 
Spinola della Compagnia di Gesù, lettore di filosofia*™ 
Roma, fu rettore del Seminario romano, e della casa pro- 
fessa di Genova, dove mancò nel 1671. È celebre tra 
gli ascetici per le sue Meditazioni, in 4 tomi, delle quali 
si hanno innumerevoli edizioni, e qualche compendio. 
Ne abbiamo alle stampe due orazioni, e alcuni sermoni; 
ma in questo capo dobbiamo ricordare la vita del R 
Carlo Spinola, stampala nel 1628, e quella della Ven. 
Maria Vittoria Strata fondatrice delle Turchine, impres- 
sa nel 1649. II P. Spinola è chiaro, semplice, non 
rozzo; ne si lasciò corrompere dalle pazzie de' secen- 
tisti. Filippo Ceccardi da Orlonuovo, che fiorì verso il 
1645, visitale ch'ebbe le più celebri biblioteche di 
Germania, compilò in latino un catalogo de'suoi Dome- 
nicani illustri per santità, o dottrina. Qui potrebbe aver 
luogo il Bonini per qualche suo scritto, ma egli si tro- 
verà ne' filosofi. 

664. Girolamo, figlio di Francesco De Marini e di 



— n — 

■Maria Serra, nato P anno 1595, visse lino all' ultima 
vecchiezza occupato mai sempre di giovare alla palina, 
in cui ebbe dignità di senatore, còlla penna, con pru- 
denti consigli e con incorrotta amministrazione. Oltre 
,m panegirico latino per Urbano Vili, stampato in Ro- 
ma nel 1624 con dedicatoria a mons. Domenico De 
Marini arciv. di Genova, ed una lettera italiana sopra 
le controversie di Finale, pubblicò nel 1656 le osser- 
vazioni sopra alcuni luoghi degli Annali Ecclesiastici 
«li mons. Spendano, velandosi coll'anagramma di Ano- 
nymus de Arminh, e finalmente nel 1666 Gema, ossia 
una giudiziosa ed erudita relazione del dominio, del 
governo, della dignità della Rep. genovese, della qual 
operetta abbiamo due ristampe. Alcuni altri suoi scnlt. 
inediti sono indicali dal P. Oldoini. 

665. Degno di lode è Gio. Battista Alberti savonese, 
ile' CC. RR. di Somasca, predicatore, filosofo e poeta di 
mollo grido a'suoi tempi; cosicché il Ghilini gli die 
luogo nel Teatro dei letterati, parte 2.*, pag. 136. Le 
sue poesie sacre e morali, distinte in quattro libri ed 
impresse in Genova dal Calenzano nel 1641, sono delle 
meno infelici di quell'età depravalissima. Un discorso 
dell'origine delle accademie pubbliche e private, e la 
vita latina di S. Majolo sono pur sua fatica. Notissima 
è l'opera sull'apparizione di M. V. della di Misericor- 
dia, venula in luce nel 1642, compendiala dal nobile- 
Luigi Multedo nel 1675, accresciuta nella ristampa del 
1701 , e finalmente, per cura di Onoralo Gentile Rice, 
e coli' opera del cel. P. Bassignani delle Scuole Pie, ri- 
purgata per l'edizione falla nel 1737. Senza numero 



— 23 — 

sono le operette predicabili, ascetiche, e di sacra storia 
mandate alla luce da Gio. Battista da Dieci C. R. Tea^ 
tino, e vescovo di Brugnalo, che fiorì tra il 1640 e il 
1080; ma chi avesse la pazienza di leggerne il lungo 
catalogo , vegga gli Scrittori teatini del Vezzosi. A me 
basti il dire, che, quantunque taluna di esse si vegga 
ristampala (come l'Armeria spirituale, di cui si ha la 
o. a ediz., Genova 1672), oggidì sono tulle egualmente 
cadute in dimenticanza. Un altro genovese, cioè Giov. 
Ballista Melegari, can. regolare laleranese, scrisse verso 
il 1650 i progressi dell' institulo de' suoi canonici, la 
vita di S. Agostino, e confutò il P. Celozio: ma questi 
libri similmente sono ignoti agli eruditi moderni. Mi- 
glior viso fallo avrebbero tifasti di Monte Cassino del 
monaco Gio. Stefano Marenco, che fioriva intorno al 
1660; ma si smarrirono vivente l'autore. Giuliano 
Giancardi, prete di Alassio, oltre le imprese della sua 
patria stampale nel 1653, compose molli altri libri 
storico-ascetici , specialmente intorno alle glorie della 
Vergine, sia della Guardia, sia di Misericordia, sia di 
Quarto, o di Pia, o di Rapallo; ma non pochi sono 
inediti, e gli editi non hanno pregio che gli adorni. 
Notò il dolio Gasparo Sciavo , illustrando la iscrizione 
di Ferrania, che il Giancardi trae il nome della città 
sua patria da quella famosa Ala&ia, o Adelasia, ossia 
Adelaide, della quale si dissero tante e sì strane avven- 
ture, che nulla più; e la critica è giusta. Ma poi lo 
Sciavo, avendo a parlare dei Cairo, cade nel difetto di 
quel genovese, ch'egli derideva; e imagina,che dall'imp. 
Caro avesse il nome, e pensa che largamente si sten- 



_ u — 

desse: ne parla in somma più da narratore secentistico, 
che da erudito del sec. XVIII. 

666. Prima di ragionare di coloro, che presero a 
scrivere la storia civile, panni convenevol cosa rispon- 
dere a Ire opposizioni. Nel ragionare de' stranieri , i 
quali presero a narrare alcuna parte della nostra Storia, 
dimenticai nell'epoca 5. a Jacopo Maria Campa/iacci bo- 
lognese , che, dopo essersi trattenuto in Genova mollo 
tempo, tornatosi in patria, vi ottenne V uffizii ragguar- 
devole di segretario di quel Senato. Egli pubblicò in 
Bologna nel 1588. — Gennensis fìeipuò. molus ab 
Joanne Aloysio Flisco excitatus — , aggiuntovi il paral- 
lelo di Catilina e del Fiesco, conchi udendolo con dire , 
che, se Gianluigi avesse preso le armi won a danno, ma 
in prò della patria, meriterebbe, considerate le sue doti, 
d'essere agguagliato a' più famosi de' Greci e Romani. 
È operetta scritta con buona lingua, con sagacità ed 
animo imparziale f). Con questa ingenuità , con cui 
supplisco ad una mia dimenticanza, debbo rifiutare una 
opposizione, che mi venne fatta, non una volta; cioè, 



(*) Ecco parecchi tratti di questo scrittore: — Vitae commoda 
( in Genova ) omnia sic abnnde solertia hominum compara- 
vit, ut omnes omnino ipsam, villarum frequentia et amoeni- 
tate Neapoli, aedium magnificentia Romae, mercaturae studio 
Florentiae ac Mediolano , non dissimilem esse fateantur. . . . 
Clarissimorum virorum maximus omni tempore numerus Ge- 
nuae non defuit, qui summa doctrina virtuteque praediti summos 
honoris gradus sunt adepti .... ut unius Christophori Columbi 
gloria omnium fama prorsus obscuraret. . . Cum Genuae diutius 
aetatem traduxissem, attentissimo animo totius historiae seriem 
de compluribus saepissime audivi. » 



— 25 — 

esser falso quello eli' io aveva affermato, che nella ri- 
stampa della Storia di Cristoforo Colombo, scritta da 
Ferdinando suo figlio, pubblicala m Milano dal Bordoni 
senza nota di armo, siasi mutilato il capo 2.o, per to- 
gliere alcune ingiurie, che lo storico troppo audace- 
mente aveva lasciato trascorrere contro all' esattissimo 
annalista ed egregio prelato Agostino Giustiniani ves- 
covo di Nebbio. Per non avere più cagione di udire 
colai censura, mi piace trascrivere un solo periodo di- 
quel cap. 2.o come sta nell'edizione intera, chiudendo 
'ra gli uncini le parole soppresse nella ristampa del 
Bordoni: « Ma lasciando questa differenza da parte, con 
» la quale io penso di avere oggimai attediali i lettori 
» (diremo solamente che, per li molti errori e falsità 
» che in della istoria e nel Salterio del Giustiniano si 
» trovano, la Signoria di Genova, considerala la falsità 
» della sua scrittura, ha messo pena a coloro che que- 
» sta sua istoria avranno o leggeranno; e con gran di- 
» ligenza ha mandato a cercarla in ogni luogo, dov'è 
» slata mandata , acciochè per pubblico decreto sia 
» cancellala el estima). Però io tornerò al princi- 
» pai nostro inlento » Se sia ingiuria, o no, dire ad 
uno de' più eruditi ed esemplari vescovi del sec. XVI, 
ch'egli riempì i suoi libri di errori e di falsila con' 
tanta inverecondia da meritare, che un governo mode- 
rato e religioso si adoperasse con severissimo bando a 
distruggere quei libri, anche fuori del dominio, lascerò 
considerarlo ai discreti leggitori (*). Debbd similmente 



;*) La civica Biblioteca Berio ha copia dell'edizione Bordonia 



ria. 



— U — 
avvenire che, s' io lodai nell'epoca III.» lo storico Gio- 
vanni Capriata , non solamente non mi debbo pentire 
del mio giudizio, checché taluno si dica; ma posso con- 
fortare la mia opinione coli' autorità di Apostolo Zeno, 
il quale, scrivendo a Marco Foscarini, storico della Let- 
teratura veneziana e poi doge di quella Repubblica, il 
quale faceva incidere i ritratti degli Storici più rino- 
mati si antichi che moderni, dolevasi ('), che nella 
classe de' XII moderni non potesse aver luogo il Ca- 
priata, perchè non se ne trovava il ritratto; ma poscia 
datogli avviso, che il Foscarini avealo trovato in Roma, 
rispondevagli (?) colle parole seguenti. « Mi sono ralle- 
» grato molto per l'avviso da lei avanzatomi dell'acqui- 
» sto pregevolissimo da lei ultimamente fatto del ritratto 
» dello storico Capriata, che per verità era degno d' a - 
* ver con gli altri il suo nicchio ». Ed erano gli altri , 
Guicciardini, Varchi, Davila, Bentivoglio, e somiglianti. 
667. Nella storia civile (f?) non abbiamo scrittori 



e dell'intera; e può ehi che sia farne il confronto. Si osservi 
però da' Bibliografi che il frontespizio, la dedica, i documenti 
e l'indice dell'ediz. del Bordoni, sono e per qualità di carta 
e per forma di caratteri al tutto diversi dal corpo del libro; 
e che perciò sarebbe troppo difficile accertare dove, e quando, 
e perchè si facesse tale impressione. 

(*) Lettera di Apost. Zeno, ediz. del Valvasense, fett. 9%. 

(**) Lettere di A. Zeno, ediz. cit.> leti. 9 1 j?. 

(**•) Giambattista Lercari, lodato nel!' Epoca 3.% scrisse pure In 
Storia di Genova del 1528 al 1576. Questo lavoro si trova 
MS& Una storia italiana inedita, stesa con gravita, scrisse 
nella prima parte del secolo XVII un anonimo: ne ho fatu 
l'acquisto per la Civica Bibl. Berio. Una copia, che ne hai 
Sig. Avv. Matteo Mollino, ne fa autore il ce!. Raffaele delk 
Torre, lodato nel!' Epoca 3, a 



— 27 — 
così rinomali, come i Foglietta ed i Bonfadj. Nò il sct\ 
XVII poteva spirar ne' letterati il buon gusto, che al- 
lora avea dovuto cedere alle arguzie ed intemperanze 
de' secentisti. Ma sincerità e diligenza non s'ebbe a de- 
siderare in parecchi degli storici nostri, specialmente 
nelle Memorie della città di Genova e di tutto il suo 
dominio raccolte a modo di annali dal già lodalo sena- 
tore Giambattista di Giulio Cicala con incredibil fatica 
ed attenzione dagli storici, daziarmi, dagli archivj. Tro- 
vo na f Saggi cronologici di Genova (ediz. 1692) che il 
nostro Annalista entrò ad esser senatore il Wlecembre 
M 1637. Egli condusse le Memorie genovesi fino al 
1528. Il manuscritto autografo, in sei volumi di foglio 
atlantico, serbasi presso il sig. Avv. Matteo Mollino. Un 
altro senatore (1662), cioè Giambernardo di Geronimo 
Veneroso tentò di recare qualche lume alla Storia no- 
stra col Genio Ligure risvegliato, impresso nel 1650. 
La Real Grandezza della Rep. di Genova, pubblicata in 
Madrid in idioma spagnuolo sotto nome di D. Luigi de 
Gongora, è opera del sacerdote Carlo Sperone, che, mo- 
strando averla tradotta in italiano, la ristampò in Ge- 
nova nel 1669. Epifanio De Ferrari, natio del Porlo 
Maurizio, che professò ne'Barnabili in età di anni 18 
nel 1627, e morì in Genova, servendo agli appestati, 
nel 1657, pubblicò in Genova nel lui la Liguria 
trionfante delle principali nazioni del Mondo. Volle 
pur adoperarsi d' insegnare agli Oratori sacri a non 
andar così perduti dietro i vani concelti con una ope- 
retta del Modo di predicare, fatica postuma, impressa in 
Genova 1664. Il suo Quaresimale restò MS. Il P. Pezzi 



— 28 — 
nella Biblioteca inedita de'Barnabiti tesse un grande elo- 
gio alle virtù ed alla dottrina del Ferrari (?> Non men 
celebrato è il P. Gio. Agostino della Lengueglia, di no- 
bilissima famiglia d'Albenga, C. R. di Somasca, di cui 
abbiamo le Sere dell'Adda descritte, Milano 1659, le 
Orazioni sacre, Venezia 1649, un Panegirico di S. Car- 
lo, Milano 1647, il Nabucco trasformato, Ragionamenti 
morali, Venezia 1675, la Staffetta privata, lettere, Va- 
lenza 1635, il Quaresimale, opera postuma, impressa 
nel 1678 in Venezia dal Pezzana, che prometteva man- 
darne in luce anche i Suffragi pe defunti Cose di poco 
pregio sono le vite delle Sante Paola e Lutgarde. Non 
ho letto mai la storia encomiastica di casa Moncada,data 
alla luce in Valenza nel 1657: voltò in italiano il Pa- 
negirico di Plinio, dedicato nella ristampa veneta del 
1 670 da Stefano Cosmi are. di Spalalro a Luigi Moce- 
nigo, e lodato, perchè vivamente esprime il latino. An- 
che il P. Paitoni ne parla favorevolmente nella Bibliot. 
de' Volgarizzatori (**). Pur la fatica, più sovente ricordata 
del P. Lengueglia, è quella intitolata: Le Guerre de Ge- 
novesi contro ire d'Aragona, Genova 1643 in-4°; ma 
duolmi di dover manifestare, altro non esser quest'opera 
che una traduzione, ove letterale ed ove parafrastica, 
dell'aureo libro sullo stesso argomento del nostro Bra- 
celli. Molli libriccini si stamparono nel sec. XVII per le 
contese avute dal governo di Genova col re di Francia, 



(*) Il Beìlum ligusticum romanum, che fu approvato da'Supe- 
riori della Congregazione nel 1644, sembra che restasse inedito. 
(**) Ved. Coltalasso, Saggio slor. d'Albenga, face. 185 e 195, 
Mori il P. Lengueglia nel 1071. 



— 29 — 

per le guerre colla R. Casa di Savoja, pei diruti ^Si- 
gnori Freschi e Da Passano, per le congiure Vacchero e 
Torre; ma tali scrini, che si raccolgono da'euriosi, non 
sono degni di entrare nella Storia della nostra Lettera- 
tura; e forse i più sono di penne straniere. La nobilis- 
sima famiglia Spinola ha la sua Istoria descritta dal P. 
Massimiliano Deza, de'CC. RR. della Madre di Dio (Pia- 
cenza 1694 fot); ma questo religioso era lucchese. E 
straniero sarà similmente Giovacchino Bertrando, che in 
Palermo nel 1691 stampò una succinta relazione della 
nobil famiglia Federici. Per la coronazione di Gio. Ba- 
tista Lercari eletto Doge nel 1642, oltre l'orazione pro- 
nunciala da Domenico Grimaldi, mancato di vita ancor 
giovane in Roma nel 1649, scrisse Lercariorum elogia 
il P. Gio. Andrea Alberti, nizzardo, della C. di Gesù. 
Domenico da Genova, cappuccino, di cognome Ime- 
'ùwo,oltrea due panegirici pubblicati colle stampe, 
scrisse un trattato de'Principi della famiglia Cibo, che 
io credo inedito: fiorì circa il 1644. All'Ordine stesso 
appartiene Francesco M. Giancardi d' Alassio, cui la 
Bibliot. Cappuccinorum ascrive 27 opere; cioè quasi 
tutte quelle che abbiamo alle slampe sotto nome di Giu- 
liano Giancardi, e di più le Maraviglie di Genova in 
50 elogi, e la Sacra Cronologia dell'origine e fonda- 
zione di Savona; nella qual città chiuse i suoi giorni 
lei 1670. Giambattista Paggi, patrizio genovese, pro- 
essò l'anno 1637 nella Congregazione de'Barnabiti; fu 
professor di Rellorica, stelle molli anni ne'ColIegj di Sa- 
ràji, meritò la stima del Duca Carlo Emmanuele, e fi- 
lalmenle, chiaro per fama di eccellente oratore, ottenne 



— 30 — 

d'esser fallo vescovo di Brugnalo: morì nel fiore della 
sua virilità Tanno 1663, lasciando alle stampe un Pa- 
negirico sopra la S. Sindone, e, non ancora compiuta, la 
Storia di Genova, di cui si avevano più copie a penna, 
secondo che scrive il P. Oldoini. Tra gli storici può in 
qualche maniera annoverarsi Gio: Battista Panesi, segre- 
tario per 13 anni della Repubblica, il quale, venuto a 
morte nel 1640, lasciò molti volumi di lettere e d'istru- 
zioni scritte ad ammaestramento di coloro, che avean 
parte ne' pubblici affari. Giuliano Lamorati, prete di 
Portovenere, oltre le vite de'SS. Venerio e Pacomio, 
scrisse le Istorie di Lunigiana, stampate in Massa nel 
1685. Ma, prima del Lamorati, aveva scritto con giu- 
dizio il canonico Ippolito Landinelli sarzanese le an- 
tiche notizie di Limi, e di Sarzana, che MS. si leggono 
nella civica Biblioteca Berio. Egli era caldo e sincero 
amator della patria; e .non lasciò di notare quanto operò 
egli stesso ad oggetto di serbare ed illustrar le memo- 
rie della sua Lunigiana. Antonio Maria Costa lasciò MS. 
in un volume in foglio — Origine della libertà di Gè- 
nova, suoi diversi stati, e successi fino alla guerra del 
1525. — Il P. Antero Maria, che può meritar luogo tra 
gli storici per quel pregevole suo libro intorno ai Laz- 
zaretti, ed a'successi del contagio nel 1657, avrà degno 
luogo negli scrittori di cose sacre. Il cav. de Mailly me- 
rita grata ricordanza per aver stampato in Parigi in tre 
volumi nel 1 696 la — Histoire de la fìép. de Gènes.— 
Parte non inutile della storia è l'arte del Blasone; ond'è 
meritevol di memoria il senatore Agostino Franzone, 
zio del card. Giacomo Franzone, che pubblicò in Gè- 



— 31 — 

nova nel 1636 gli stemmi delle nobili famiglie geno- 
vesi intagliali in rame, col (itolo di Nobiltà di Genova. 
Il librajo Pizzorno, in un suo catalogo a stampa, notava 
d'averne copia MS. coli' albero, di Casa D'Oria. Certo è 
che molto aveva scritta il Franzone intorno alle fami- 
glie ed al governo di Genova; ma fu consigliato a dal- 
le arme semplicemente, tralasciala ogni altra discus- 
sione. Mancò di vita nel 1658 con fama di egregio pa- 
trizio, illustre oratore e buon poeta. 

668. La B. Vergine, detta dell'Orlo, che si venera in 
Chiavari entro nobilissimo tempio, ebbe molti scrittori 
della sua storia. E il primo, che la diede alle stampe nel 
1613, fu Pietro della Cella sacerdote, e l'ultimo, intorno 
alla metà del sec. XVIII, Gianlommaso della Croce Car- 
melitano scalzo, il quale nella prefazione a questa sua 
fatica ricorda le storie inedite del Santuario medesimo 
di Lazzaro Ghirinzana, di Pellegro Bobbio, di Agostino 
Romezzano, di Lazzaro Bacigalupo, e di Paolo Maria 
di S. Giuseppe dell'ordine stesso de' Carmelitani scalzi. 
Quivi rammenta non meno il lungo poema storico sullo 
slesso argomento del prete Agostino Buschi, pur di Chia- 
vari. Ma di (ali scrittori dee bastare un cenno; e forse 
non era d'uopo ricordarli. 

669. Or ci vien dinanzi il sec. XVIII, ch'ebbe ne'suoi 
principj a ssai amiche le buone lettere e gli studj mi- 
gliori; nel mezzo cominciò a dispregiare l'elocuzione, 
e non pensò che alla filosofia, all' agraria, alle materna 
tiche ed alla politica; nel fine si vide avvolto nell'ira 
delle civili discordie, e nel furore delle armi. La storia 
letteraria non mancò tra noi di solleciti coltivatori. Ed 



_ 32 — 

è primo il discepolo, l'amico, il compagno dell'Aprosio, 
io dico il P. Domenico Antonio Gandolfì, nato in Vin- 
timiglia (benché il padre fosse del Portomaurizio) l'an- 
no 1653, e resosi Agostiniano in S. Maria di Consola- 
zione in Genova. Fece i suoi sluij ne'conventi di Loano 
e di Viterbo; lesse filosofìa in Parma, fu priore in pa- 
tria, coltivò poco leggiadramente la poesia italiana; né fu 
molto felice nell'eloquenza, come si dimostra per le rime 
ch'egli slesso inserì ne' Fiori poetici dell'Eremo Ago-, 
Miniano, Genova 1682 in-12°,e per un discorso ad essi 
unito con copiose annotazioni. Suo principale studio fu 
l'erudizione, ajulatovi dalla biblioteca Aprosiana, dai 
consigli del P. Aprosio, e dal carteggio con gli amici di 
quel celebre Agostiniano. Ne abbiamo molte lettere stam- 
pate col titolo di Dispaccio. L'opera sua principale è 
quella de CC. Scriptoribus Auguslinianis, pubblicata nei 
primi anni del secolo; né di essa si farà lieve encomio 
dicendo, che giovò moltissimo al Tiraboschi, che di spes- 
so la cita assai onorevolmente ( 4 ). Il Gatti, non troppo 
accurato scrittore della storia dell' Università di Pavia, 
troverà luogo ne' rimatori, volendo noi affrettarci di 
parlare alquanto di uno più celebrato scrittore. 

670. Oneglia può con ogni diritto vantarsi di Carlo 
Amoretti, il quale, dopo avere professato ne'Romitani di 
S. Agostino, ed insegnato alcuni anni nella Università di 
Parma, lasciato il chiostro (non so né il perchè, né il 
quando) si condusse a Milano, dove in abito di abate, 



(*) Tra' libri migliori la registra i! Bianchini Apologia per le 
stampe d'Italia. Fu impressa in Roma, 1704. 



— 35 — 



alfcse tranquillamente agli sludj. Il favore de'signori Ca- 
nni e Borromei gli procacciò l'uffizio di segretario per- 
peluo della società economica, detta Patriolica, ed il 
posto di doltore-bibliolecario nell'Ambrosiana, cui si 
aggiungevano, secondo que'lempi, i titoli di conte Pa- 
latino, cavaliere lateranense e canonico di s. Ambrogio. 
Negli ultimi anni del secolo, quando le armi e le dot- 
trine francesi rumoreggiavano sopra la Lombardia, egli 
ebbe la prudenza di viaggiare filosoficamente, visitan- 
do gli amici, che molli ne aveva per l'Italia settentrio- 
nale, e di non picciola condizione; ed ora standosi in 
Desio nella villa de'Cusani, ed ora in Intra, venendo pure 
a Genova, e ad Oneglia, specialmente negli anni 17% 
e \ 800. Chetale l'ire de'guerrieri, e nascostisi gli sdegni 
cittadineschi, ebbe da Napoleone Buonaparle l'Ordine 
della corona di ferro, e il grado di membro del Consiglio 
delle miniere nel Regno italico. Le accademie scientifiche 
di Tonno, Napoli, Monaco e Ginevra l'ebbero socio e sì 
pure il Nazionale instituto italiano, e la Società italiana 
delle scienze. Spento il governo italico, conlinuò a se- 
dere nel cesareo Institulo di Milano; e terminò i suoi 
giorni nel 181 6 in età di anni 75 (*). 

671. Egli ebbe ingegno pronto, vasto, e pieghevole- 
ma tulio si volse a quegli sludj, che giovano all'agricol- 
feW, alla storia letteraria ed alle arti leggiadre, Non 
H'ovo ch'egli si piacesse nò di poesia, nò di eloquenza- 
ne eredo che mai pubblicasse l'orazion funebre della 

1-'. La Iìaddomanzm e VMotjio della col. Amorelli del N. «,,. 
Stor. i,ett. voi. :; 



— u — 

celebre sua cugina Maria Pellegrina Amoretti, recitata 
in Genova nella chiesa di S. Agostino; e quando scrisse 
l'elogio latino di quella dottissima donzella, non seppe 
eguagliarne l'eleganza dello stile. Amò sì bene le arti 
liberali; di che ci fanno certissima fede quattro suoi la- 
vori: i 9 il ragionamento e le spiegazioni (ital. e frane), 
onde illustrò i disegni di Lionardo da Vinci, intagliati 
dal Gerii e pubblicati in Milano nel 1784: II, le Memo- 
rie su la vita e le opere dello stesso Lionardo, stampate 
pure in Milano nel 1804, essendosi giovato a tal og 
getto di molte osservazioni per lui fatte ne' codici della 
Ambrosiana, non che degli spoglj inediti dell' Oltrocchi 
e del consigliere de Pagave, com' egli s'tesso ingenua- 
mente dichiara nella prefazione (*): IH: la Guida di Mi- 
lano (ital. e frane.) fatta pubblica nel 1805: IV, e fi- 
nalmente la Storia delle arti del disegno presso gli an- 
tichi composta dal Winchelmann, tradotta, per com- 
piacere alla corte di Vienna, e con qualche annotazione 
illustrata dall'Amoretti, ed arricchita di note dai dotti 
Gisterciesi Fumagalli e Venini, che la fecero nobilmente 
imprimere nel loro monastero di S. Ambrogio, 1779, 
voi. 2 in-4°. A questa versione, che doveva collocarsi, 
secondo la ragione dei tempi, nel primo luogo, ho dato 
l'ultimo, attesoché certe libertà che si presero e il tra- 
duttore e gli editori, sì nelle parole, come nell'ordine 



(*} In quesl' opera dà qualche notizia di Marcantonio della 
Torre, genovese, valente Prof, nella Univ. di Pavia, dove 
continuava ad insegnare anche ne! IMI, e che fu maestro 
di Anotomia a Lionardo da Vinci. 



delle cose, spiacquero al pubblico, benché la corte con 
gentili parole e con medaglie d'oro premiasse le cure 
dei tre letterati (*). Né il solo Winchelmann fu tradotto 
dal noslro autore di tedesco in italiano, ma similmente 
l'operetta sulla tortura del Sonnenfels, il quale aprì la 
strada al mare!). Beccaria, e il viaggio da Berlino a 
Nizza del Sulzer, cui ebbe in dono dall' autore, ed au- 
mentò notabilmente. Per ordine del Governo, trasportò 
di latino in nostro idioma gli elementi di agricoltura 
del cel. Mitterpacher, non da servile interprete, ma da 
filosofo, togliendo, mutando e aggiungendo, coma gli pa- 
reva il meglio: e l'opera, fornita di quelle annotazioni, 
che dovevano acconciarla a'bisogni de'Lombardi, scritte 
dal Lavezzari e dall' Ab. Cananeo, vide la luce in Mi- 
lano per cura de' monaci cisterciesi nel 1784. Della 
scienza agraria del nostro Amoretti rendono ben anche 
testimonianza e gli opuscoli scelti, e le memorie delle 
società scientifiche, specialmente della patriotica, e il 
trattato delle palale (Milano 1801), della torba e della 
lignite combustibile (Mìl. 1811), quello delle Api, e 
l'altro de' Bachi da seta compendialo dalle opere del 
Dandolo, ed altri che non giova citare così per minuto. 
Coltivò pure la Botanica, e con molto affetto la Minera- 
logia, facendone prova il bel Viaggio ai ire laghi, Mag- 
giore, di Lugano e di Como, mandato m luce nel 1794, 
ed arricchito nella 5 a edizione (Mil. 1817) di prege- 
voli notizie antiquarie, scritte da G. Labus. Volle anche 
giovare alla storia delle navigazioni, illustrando il Primo 



(*) Ved. Y elogio del Fumagalli nel Codice Sani* Ambrosiano. 



— 5(5 — 

viaggio intorno al globo fatto dal Magaglianes, e de- 
sci ilio dal cav. Pigafelta ( Mil. 1800 in-4°), e quello 
del Maldonado nell'oceano allanlico e pacifico pel N.O. 
(Milano 1811 in-4 .), per tacere di alcune lettere sul 
celebre corsaro Drake, che videro esse ancora la luce. 
Un'altra fatica ebbe a sostenere per la storia de' secoli 
barbari. Perocché trovandosi vicino alla morte nel 1 805 
il dottissimo suo amico Angelo Fumagalli, presi;!, de' 
Cistérciesi di. Lombardia, prima di poter pubblicare il 
Codice Diplomatico Sant'Ambrosiano, volle affidarlo al- 
l'Amoretti; il quale ne procurò l'edizione in Milano nel 
I 805, premessovi l'elogio del compilatore letto nell'Isti- 
tuto italiano, oltre al corredarlo di parecchie annota- 
zioni e degl' indici opportuni. Se poi saviamente ope- 
rasse, troncando dall'opera dell'amico tullociò che ri- 
sguardava gli abati di S. Ambrogio e la difesa de' mo- 
naci contro de' canonici di quella Basilica, lo diranno 
coloro, i quali, dopo attenta lettura delle Antichità lon- 
gobar elico-milanesi, e delle Istituzioni diplomatiche dello 
stesso Fumagalli, avranno conosciuto qual fosse il (ine 
segreto, ma precipuo, sì di queste due opere, come del 
Codice Sant' Ambrosiano, che serve ad esse di fonda- 
mento e di archivio. Ma chi vorrebbe mai credere, che 
un ingegno così perspicace si perdesse nelle immagina- 
zioni della Raddomanzia? Sotto questo nome, formato 
da due vocaboli greci, che significano indovinamenlo 
per mezzo di verga, si esprime la proprietà che hanno, 
o pretendono avere alcuni, d'indovinare, stringendo 
nelle mani una bacchetta, il luogo in cui si trovino 
acque o metalli nascosti sotterra. Nel cadere del sec. 



0/ 



XVIII mollo si parlava di radiomanzia, sì nella Frància 
come nella Germania; e l' Amoretti non era punto di- 
sposto a prestar fede a tutte le meravigliose novelle, 
clic giravano per le bocche o per le stampe d'Europa. 
Pur finalmente si avvide di aver in se stesso la pro- 
prietà raddomantica, e, lieto di tal felicità, volle sco- 
prirla negli altri; e trasltissimi clic trovò così da na- 
tura disposti, è famoso un Vincenzo A rifossi d'Oneglia, 
garzoncello ortolano, che l' Amoretti prese con seco, e 
il condusse a viaggiare in Italia. Venuto il 1807, il no- 
stro Autore sene andò a Vienna; e quivi stette due 
mesi ragionando con italiani e tedeschi della sua rad- 
domanzia; ma, non avendo potuto aver licenza dal go- 
verno austriaco di andare a visitar le miniere d'Un- 
gheria, coni' egli volea fare da raddomante, lornossi a 
Milano, e pubblicò nel 1808 un bel volume in-8.° della 
Jiaddomanzia, ovvero Elettrometria animale. II qual 
libro, se non piacerà gran fallo a molti filosofi (perchè 
pochi sono persuasi di quella mirabile proprietà), non 
dovrebbe tornar discaro a* moltissimi , che amano di 
vedere in uno accolte la storia e le ragioni di una opi- 
nione, che da molli secoli s'aggira tra gli uomini, e 
che mostrava d' avere qualche somiglianza, o più tosto 
atfinilà, colle dottrine di Galvani e di Volta. In questa 
opera dell' Amorelli si leggerà la notizia di altri scritti 
Hi'egli compose sulla elettrometria, a'quali due altri se 
ne debbono aggiugnere, da lui pubblicati sullo stesso 
argomento negli anni seguenti. Ebbe l'Amoretti di molli 
amici: tra suoi d'Oneglia due specialmente, i PP. Gan- 
ciolfie Morardo, che dovrem lodare fra poco; Mons. 



38 



della Torre, prima religioso Agostiniano, poi Arciv. d 
Torino; Spallanzani, Riiter v Sulzer, Pennet, Soave, 
Stella, Fumagalli, ed altri. Fece molli viaggi, dapprima 
per affetto agli studj botanici e mineralogici , ed ap- 
presso per la elettrometria. Visitò 1' Italia tutta fino a 
Napoli; ma specialmente scorse, quasi direi a palmo a 
palmo, la Lombardia, ch'egli, scrivendo o parlando, 
chiamava nostro j)aese, nostri laghi, nostri monti; onde 
è che, s' egli stesso non avesse ripetuto più volte nelle 
opere sue d'esser natio d'Oneglia, s'avrebbe a ricono^ 
scere come Lombardo. 

672. L'ultimo de' Genovesi, che si piacquero di col- 
tivare la storia letteraria, può dirsi il senatore Golardo 
Solari, mancato di vita nel 1824. De'suoi opuscoli gio- 
vanili appena è memoria. Si leggono tuttavia con pia- 
cere gli elogj de' due suoi amici ' ** P ' Laviosa > ed ** 
conte Luigi Corvello; il qual ultimo, nato in Genova nel 
1756, dopo aver coltivalo lo sludio della giurispru- 
denza e servito alla patria, chiamato in Francia da chi 
vi reggeva la somma delle cose, meritò poscia di essere 
eletto, in tempi difficilissimi, da Luigi XVIH a reggere 
le finanze di quel regno; la qual cosa egli fece con 
tanto di solerzia e d'integrità, che, parlilone per tornare 
a ristorarsi nell' aere natio , lasciò fiorente quel regno , 
ed egli si morì povero. Esempio quasi incredibile agli 
uomini della nostra età. Del Corvello, mancalo nel 
1821 , abbiamo un Saggio sul banco di S. Giorgio di 

Genova. 

673. La storia civile di Genova può ricordare con 
onore Filippo Casoni, di famiglia patrizia , il quale, 



— 39 — 

olire alla Vita di Ambrogio Spinola ed alla Storia di 
Luigi XIV, compose gli Annali di Genova, con bell'or- 
dine, con gravila, e senza sludio di parli. Egli ne pub- 
blicò il primo volume Tanno 1708, e lasciò mano- 
scritto il secondo. Gio. Ballista Grilla, patrizio genovese, 
e poeta di qualche grido nella raccolta di quel tempo, 
avuto il testo a penna di questa parte seconda, ne ri- 
secò molle cose, altre volle acconciare a suo grado; 
tolse allo stile quella semplice dignità, che si legge 
nel primo volume; e, così raffazzonalo, comparve" il 
Casoni in sei tomi in 8.° Fanno 1799; nella qual edi- 
zione si comprende la parie già impressa, e quella 
rifalla dal Grilla, con che la storia della Repubblica si 
conduce dall'anno 1 528 al 1 700. L'annalista non isde- 
gnò le concioni dirette che piacquero pur sempre 
a' grandi Storici; non usa citazioni minute, ma non 
lascia d'indicare alcuna volta quali scritti consultò per 
compiere il pregialo lavoro. 

()74. Dopo il Casoni, notissimo è Francesco Maria 
Accinelli, prete genovese, uomo infaticabile, e caldo 
amalor della patria. Egli si dilettava di topografìa; e 
I' anno 1732 ebbe commissione dal Governo eli fare un 
tipo della Corsica, mandalo a Carlo VI Imperatore, per- 
chè servisse alle truppe tedesche, che dovevano passare 
neir isola a combattere i ribelli. Moltissimi sono i lavori 
di questo scrittore; e tulli risguardano alla Storia sacra 
o profana, ovvero alla topografìa della Liguria. Alle 
slampe ne abbiamo un libriccino curioso, intitolalo No- 
tìzie sacro-profane di Genova, uno scnllo stampato con 
note di Giuseppe Tubino nel 1798, per mostrare come 



— 40 — 

il governo passasse dalla democrazia all' aristocrazia ; e 
sopra tutto il Compendio della Storia di Genova dalla 
sua fondazione fino ai 1750, stampato in Lucca colla 
data di Lipsia in 2 volumetti in 8.° nel 1 750 ; edizione 
che venne poscia contraffatta in Massa dal Frediam. 
Niuno cerchi in questo Compendio ne critica per le cose 
antiche, ne ordine, né purgala locuzione. Egli dice le 
cose assai rozzamente, e quando gli vengono a memoria: 
ma tuttavia l'operetta contiene un tesoro di notizie, e 
la parte 2. a specialmente, come d' autore coetaneo e bene 
informato, merita l'attenzione de' curiosi (*). 

675. Giovanni Stefano Remondini nato in Genova 
F anno 1700, vestì l'abito de'CC. RR. Somaschi, e di- 
mostrò raro ingegno nella scuola, e prudenza nel governo. 
Trovandosi in Napoli come direttore del Collegio de' Ca- 
racciolo si rese noto a Monsignor Trajano Caracciolo 
del Sole, vescovo di Nola, il quale erasi educato in casa 
di Giambattista Caracciolo suo zio, dalla congregazione 
de' Somaschi passato alla sede vescovile di Calvi. Aveva 
Monsignor Trajano un animo generoso, e tutto disposto 
a cose grandi. Il seminario, ch'egli edificò fuor di Nola 
un mezzo miglio, riputavasi e per magnificenza di 
costruzione, e per gli ordinamenti risguardantialla pietà 
ed agli studj, il primo d' Italia. Or volendo il vescovo 
far mettere in piena luce la storia ecclesiastica di Nola, 
chiamò a se il P. Remondini con titolo di suo teologo, 



(*) 11 voi. 5 si trova scritto a penna; ma è libriccino di pie- 
ciol conto. 

Fu stampato in Genova nel t85I — Tip. Frugoni — {Nota 
dell'Editore). 



— U — 

e gli commise l'arduo lavoro. Pubblicala .elio fu la sacra 
Sloria Nolana, il nostro autore venne provinciale in 
Genova; onde parli fallo procurato? generale in Roma ; 
ed infine ritiratosi nella casa di S. Spirilo in patria, quivi 
nell'unni uffizio i\i vicario, colpito dall'apoplessia, mori 
a' !) febbrajo 1777. I suoi primi sluilj rivolse il Rcnion- 
dini alla poesia, ed alla eloquenza del pulpito, nelle quali 
discipline, a giudizio del dottore Scipione di Cristoforo, 
fu tenuto eccellente. Nò trascurò le scienze positive (*), 
ben sapendo che alla critica ed all' archeologia è neces- 
sario il corredo di molte dottrine. Ad introdursi nella 
sloria, studiò indefessamente nelle memorie sacre e pro- 
fane del Tillemont ("), e nelle raccolte di antiche iscri- 
zioni; e perciò il Tafuri lo celebrò come soggetto nella 
più soda antichità sacra e profana, non meno, che nelle 
più riposte e sublimi scienze, penetrantissimo (***) ; e 
il Vetrari! censore assai franco, trova nelle opere di lui 
una critica lodevolissima , ed un acutezza e fatica 
grande nel riflettere alle cose in se (f). Tutti questi 
pregj si riconoscono ne' tre voi. in foglio della Nolana 
ecclesiastica sloria, impressa in Napoli dal Simone 1 7 i7, 
51 e 57, con dedica dell' autore a Benedetto XIV, il quale 
avuto appena il primo volume, lesselo tutto in otto giorni, 
come attesta il citalo P. Vetrani (ff). Un bellissimo 



*) Nella approv. al voi. 1 della Stor. Eccl. Nolana. 

**) Pref. al voi. 3 della ci!. Sloria. 
**) Scritl. del Regno Napol. IH., p. I, \62. 

f) Prodr. Vesuv., pag. 40. 

ff) Questo P. Vetrani è autore del Prodromo Vesuviano slam- 
palo in Napoli nel 4780; nel/a qua! opera ebbe occasione di 
ragionare del P. Remondini, attesoché questo nostro scrittore, 



__ 42 — 

estratto se ne legge- nella Slor. ktler. del Zaccaria, voi. 
Y. I difetti colativi sono, una prolissità nojosa di stile 
asiatico, vizio derivato dalla lezione de' predicatori; una 
soverchia, e talvolta puerile credulità, trattandosi di tra- 
dizioni volgari; di che dobbiamo accagionare, non il 
gusto dell' autore, ma quella debolezza così comune a 
chi scrive in piccole città, di voler piacere a tutte le 
passioni; l'avere inserito nel voi. 2.° tutte le opere di 
S. Paolino tradotte in italiano, versione pregevole, spe- 
cialmente se parliamo delle operette in versi; e final- 
mente d' avere parlato eoo soverchio disprezzo dello 
storico nolano Ambrogio di Leone, scrittore dottissimo; 
ma non mollo prezzalo da coloro, cui spiace la buona 
crilica. Ad onta di tali nei, Mons. Passeri trovò il lavoro 
del Remondini pieno di scella erudizione, e desiderò 
che sì belio esempio fosse imitalo in ogni chiesa (*). 
Alla storia Nolana sogliono esser congiunte due diser- 
tazioni stampate in Genova nel 1760. Egli è da sapere 
che impegnato essendosi il P. Remondini (ricopio le 



nel vof. 3 minutamente registra ie vesuviane eruzioni, Qui 
ricorderò Gianfrancesco Porrata Spinola, nato in Galatone nel 
Regno; ma che manifesta la sua origine ne' due cognomi geno- 
vesi, medico, filosofo e astrologo, autore del discorso sopra l'ori- 
gine de' fuochi gettati dal monte Vesuvio ec. Lecce 4652, in 4.° 
(*) Nel voi. i si trova onorata memoria del card. Filippo Spi- 
nola vesc. di Nola, che ornò la cattedrale, ampliò il Semi- 
nario, e ordinollo con ottimi regolamenti: fioriva nel 1576. 
Ed a pag. 263 dei cit. voi. \ così scrisse il Remondini : deve 
« Avella un obbligo eterno al già suo signore Ottavio della 
» nob. fam. genovese de' Cattanei, il quale raccolse gli antichi 
* marmi scritti di Avella, e li dispose con ordine in quella 
> fabbrica, che sta sul pubblico foro avanti al palazzo baronale» 



— 45 — 

sue parole, diss. 1) a formare nel nuovo Seminario di 
Nola, accanto ad una copiosa e sceltissima libreria, un 
ragguardevol museo di marmi, di medaglie, di vasi 
figurati e scritti, e di tali altri monumenti dell'antichità, 
ne raccolse da ogni parte, e specialmente ne cavò gran 
copia da un sepolcreto, o cimitero antico, spogliando 
più di mille cadaveri de' gentileschi ornamenti, cui 
poscia ordinò nelle dovute lor classi. Aggirandosi dun- 
que in traccia di cose antiche, trovò nel 1745 in Avella, 
un grosso macigno, scritto nell' idioma italico, od osco, 
o etrusco che dir si voglia, posto per soglia di una 
porta. Essendo questo il più singoiar monumento etrusco 
che sino ad ora siasi veduto, il P. Remondini non ebbe 
pace, fino a che noi vide entrare nel museo. Ancora 
avvenne, che presso al cadavere di una donna scoprisse 
un vaso nolano antico, nel quale si vedeva dipinta Cas- 
sandra scannata appiè del simulacro di Pallade. Questi 
due monumenti, ed in ispecie il primo, che allora 
commosse tulli gli eruditi, illustra il Remondini nelle 
citate dissertazioni. Il Soria nella 3femor. degli Storici 
napolitani, pag. 521 accenna che il nostro Remondini 
si vuol autore della Cronologia della famiglia Caracciolo 
del Sole, pubblicala in Napoli nel 1754, sotto il nome 
<li Donna Isabella Morra-Caracciolo. È cosa molto pro- 
babile che volesse con ciò il P. Remondini, mostrare 
la .sua gratitudine al vescovo di Nola (*). Un' altra 
opera di sì degno Religioso possiamo ricordare, ed è la 
storia Ecclesiastica della Liguria, MS. autografo in 4.°, 



') V. Storia, l. ci!., e pag. 5o0. 



_ u — 

che serbasi gelosamente qui in Genova da'PP. Somaschi 
della Maddalena, e che meriterebbe di vedere una volla 
la pubblica luce ("). 

676. La storia degli anni 1745, 46 e 47, fu descritta 
dal marchese Francesco Maria Boria, che meglio d' ogni 
altro dovea saperne i particolari, avendolo inviato la 
Repubblica al congresso di Acquisgrana, ove soscrissc 
cogli altri Ministri quel trattato, che diede pace all' Eu- 
ropa. Questo nobil lavoro venne dapprima stampalo in 
Modena nel 1749 in 4.°, e poscia col titolo di Storia di 
Genova, dal trattato di Worms fino alla pace di Acqui- 
sgrana, e con una carta topografica ristampato nel 1750 
in foglio, colla data di Leida ; cioè conV io penso, nella 
ragguardevole stamperia Lerziana di Genova; dalla 
quale sortirono, pur col nome di Leida le storie, non 
inai abbastanza lodate, di Castruccio Buonamici lucchese, 
ed uffiziale nell'esercito di Carlo IH. re delle due Sicilie. 
Il Pittore Giuseppe Ratti avea preso a voltare in italiano ' 
le storie di Castruccio; lavoro assai malagevole, che ho 
veduto manoscritto. Ma non fu solo il valoroso lucchese 
a celebrare i fatti de' genovesi in quella guerra; l' Abate 
Giuseppe Maria Mecalti ne stampò il Diario in Napoli 
nel 1749 : il Muratori con molto gusto ne trattò negli 
Annali d'Italia; ed un anonimo francese raccolse la 
Hhtoire de la derni ère revolution de Gènes in due 



(') È pure del Remondini questo pregevole MS. Dell' universale 
costumanza di seppellire i Defunti posseduto dall'editore. 
[Noie dell'Editore). 



— 45 — 

volumetti impressi in Ginevra nel 1758 (*). Il terribile 
assedio che Genova sostenne l'anno 1800, ben meri- 
tava di trovare un Bargèo od un Bargagli, che ne sten- 
desse la descrizione; polendosi appena accennare l'istoria 
che ne scrisse lo straniero Angelo Petracchi, e il giornale 
compilatone da un militare francese, che si legge nel- 
l'idioma originale, e tradotto in italiano. 

077. Mancando i falli recenti, si volsero i nostri 
Liguri a coltivare la storia delle cose che furono. Gasparo 
Merico, che dovremo lodare in altro luogo, scrisse 
leggiadramente, nelle Lettere Ligustiche, dell' antica con- 
dizione della Liguria, e della famosa Colonia di Catta (**). 
Due palrizj, il march. Ippolito Durazzo, ed il cav. Niccolò 
Grillo Cattaneo, allrove rammentato colla debita lode, 
composero gli eloquenti elogj storici di Cristoforo Co- 
lombo, e di Andrea Doria, stampali magnificamente in 
Parma dal Borioni nell' anno 1781. 

678. Molli lavori storici rimangono manuscrilti. Tali 
sono le Memorie di Rapallo, raccolte dal doti. Giovanni 
Agostino della Cella in una lunga lettera; e le Famiglie 
ili Genova e delle Riviere, descritte dal medico Stefano 
Agoslino Delia-Cella, nalìo di Rapallo, che ne lasciò i 
volumi, ed ebbe la giunta di un quinto da Felsineo ligure. 



') Abbiamo in Ire volumi, ed in lingua francese una storia 
generale di Genova, scrina da M. Bastitìe; ina sì fatte com- 
pilazioni accrescono il numero de' libri, non la copia delle 
notizie. 

?) Nel Ì834 il March. Marcello Durazzo presidente dell'Ateneo 
di Genova acquistò per la Biblioteca di quello i MSS. e i 
libri dell' Oderico (nota dell'Editore). 



_ 46 — 

Sì delie memorie, che delle famiglie, ha copia il sig. avv. 
Matteo Mollino. Dell' avv. Giuseppe Figari Irovansi a 
penna le memorie di Camogli, ove nacque nel 1761 
(mancato nel 1821), e la Cronologia universale: 
abbiamo alle stampe le notizie del Portomaurizio, e 
quelle troppo frettolosamente raccolte, di Oneglia. Gia- 
como Giscardi dell' Oratorio, con maravigliosa pazienza, 
compilò in molti tomi in foglio infinite notizie di cose 
genovesi, spettanti alle Chiese, alle famiglie ; e in altri 
due volumi scrisse la Storia ecclesiastica della Liguria 
fino all' anno 1750. Quesl' opera, con sette altri tomi, 
(e taluno autografo) dello stesso scrittore, serba il più 
volte lodato giureconsulto sig. M. Mollino, e la Biblioteca 
della Congr. della Miss, di S. Carlo in Genova. Un altro 
religioso si tolse il carico di scrivere la sacra istoria 
de' Liguri, ed è Pietro Paganelli, natio della riviera di 
Levante, de' eh. reg. Minori. A giudicarne dai due voi. 
io 4.° (1 765 e 66) che ne abbiamo alle stampe, essendo 
manuscritlo il rimanente, egli conobbe i principi della 
critica, e li dichiarò noiosamente nel voi. l.° ma non 
sempre si tenne ad essi ; e ad ora ad ora nel tom. 2.° si 
lasciò cader dalla penna tratti audaci, che dimostrano 
anzi un animo irritato, che la mente placida di uno storico 
sacro: cosicché non è maraviglia che il suo nome si 
vegga nell' Indice Romano. Scrittori più degni sarebbero 
il P. Federici, autore di un primo volume latino sul 
monastero benedillino della Pomposa, e il P. Granara 
de' Ministri degl'Infermi, che pubblicò il tomo 1.° della 
Storia Romana, e poteva gareggiare per maturità di 
giudizio coi migliori francesi, che trattarono lo stesso 



— 47 — 

argomento; ma non avendo pubblicato amendue che iì 
principio dell'opera, troverà n luogo nel Dizionario (*). E 
ciò sia dello anche del Monlaldi, dello Scollo, del Bafìgo, 
dei Morando, e di altri di egual pregio, o minore. Il 
Paggi ed il Franzonc si ricordano altrove. 

i)79. Benedetto Giustiniani monaco cassinese descrisse 
con qualche eleganza la presa di Maone nel libretto inti- 
tolato — lìes ad minorcm Balearem gestae — dedi- 
calo al re Luigi XV, dal quale ebbe in dono una sca- 
tola d'oro, piena di bei luigi, col ritratto di quel So- 
vrano, ornato di brillanti. E perchè in quel comenlario 
avea favellato con lode ili Federico II re di Prussia, si 
avvisò il P. Giustiniani di far presentare una copia del 
suo libro a questo Monarca; il quale giudicando cosa 
ndegna di un Principe non dar segno di grato animo 
ad uno scrittore, e volendo nel tempo stesso far cono- 
scere eh' e' non avea cari i libri de' claustrali cattolici 
« mandogli in risposta una bella lettera piena d' elogj , 
» una religiosa scatola di legno, e una patente di capita- 
» no (**). Dobbiamo similmente ricordare con lode il P. 
Aurelio (Richeri) da Genova, dell'ordine de' Cappuccini, 
il quale con molla diligenza compilò da varj autori il 
Trattalo cronologico, scritto latinamente; la cui seconda 
repressione fccesi in Genova nel 1720. Sarebbe cosa 
^dissima che tulle le città mettessero ad effetto il con- 



) Rimasta la presente opora incompleta, non fu edito il 
Dizionario, indicalo nella Prefazione {nota dell' Editore). 
*) V. — Vita privata di Federico il grande, e aneddoti segreti della 
Coree di Berlino. PotzJam (Genova) i 786 in 12° Irad. dal tedesco. 



— 48 — 

sìglio, che ad esse suggerisce il P. Rieheri, cioè di 
compilare la cronologia de' loro avvenimenti, model- 
landola sulla Chronologia Urbis Genuw, aggiunta al 
'franalo cronologico. Né trapasserò senza onorata ricor- 
danza il nostro patrizio Giancarlo Serra ; che descrisse 
le guerre fatte da Napoleone Bonaparte in Germania \ 
e intitolò il suo lavoro, Commentarti de bello Germa- 
nico; osando tra il fragore delle armi, e in quel Parigi, 
dove allora la lingua latina aveva pochissimi cultori j 
narrare le cose recenti, collo stile degli antichi romani. 
Chiuderò questo capitolo col nome di Agostino Mas- 
cardi, autore celebralissimo dell' Arte islorica; ma di 
lui si parlerà distintamente negli Oratori. 



CAPITOLO II. 

Poesia. Poeti più rinomati: Frugoni, Casaregi, Granelli, Laviosa 
Biamonti, Solari. — Poeti minori del sec. XVII. — e de 
sec. XVUI. 

080. La poesia trovò sempre ne' Liguri, valorosi cui 1 
tori. E se ninno aggiunse alla perfezione del Chiabrera 
molli pur v'ebbero che stanno gloriosamente tra' pii 
illustri de' loro coetanei. Io dunque, senza dare i grand 
e i minori in lista cronologica, dirò sulle prime de 
Frugoni, e degli altri che più furono in pregio: appresso 
rifacendomi dalia morte del Chiabrera, verrò indicane!* 
tulli coloro, che nei sec. XVII, nel XVI», e nel nostro 
meritarono d'essere separati dalla innumerevol turbi 
de' miseri verseggiatori. 



— 49 — 

681. Carlo Innocenzo Frugoni, di antica famiglia, 
che riconosce l'origin sua dalle ville di Lavagna (*) e 
Ohe olire alla nobiltà dell' impero, giunse agli onori 
supremi della repubblica, nacque in Genova addì 21 
novembre 1692 da Giovanni Stefano Frugoni e Camilla 
Isola; e posto di anni 10 nel collegio de'PP. Somaschi 
in Novi, ne vestì l'abito religioso, e fece professione in 
Genova appena ebbe l'età prescritta dal drillo canonico. 
Mandalo ad insegnare la rettorica in Brescia s'adoperò 
caldamente a fondarvi nel 1716 la colonia arcadica 
della de'Cenomani da' popoli della Gallia fondatori di 
quella insigne città. La scuola medesima resse 1' anno 
seguente nel Collegio dementino in Roma ; e v' ebbe 
maestri per amichevole conversare, e più cogli esempj 
i due poeli allor celebralissimi Rolli e Lorenzini. Anche 
Genova il riebbe nel 1719 chiamatovi ad ammaestrare 
icgli sludj delle lettere i onerici di sua congregazione. 
«a prestamente si annojò della patria, ed invialo a Bo- 
ognaad insegnarvi la Retlorica nell'accademia della 
lei Porto, volle veder Venezia, la prima volta, nel ì 720; 
j poscia per cagion di salute visitò Piacenza, Parma e 
lodena. In questa città lo prese il vajuolo. Guaritone 
>rno a Bologna, giovandosi dell' amicizia e degli esempj 
i quegli insigni scrittori, eh'eran l'ornamento d'Italia 
lanfrcdi, Ghedini, Zanolli. Se non che avendo improv- 
isalo nel tripudio di genial convito alcuni versi che 
■nvano un aito personaggio, ebbe a ripararsi nella corle 

) Trovo memoria di Ugnelle di Kubaldo Frugoni de *lrala 
de lavala in atto de. 1328; (Fogliar. No,. MS. BeHot 
Stor. Lett. voi. 5 , ' 



— 50 — 

del card. Benlivoglio legalo di Romagna; dal quale udì 
leggersi la versione della Tebaide. Né il Frugoni l'ascoltò 
da vii piaggiatore; ma liberamente fece avvertito l'illus- 
tre traduttore di alcuni piccioli nei, che potevano mac- 
chiare l'insigne lavoro. E il Bentivoglio, fattosi a pro- 
teggere il suo censore, gli ottenne di essere ammesso 
«ella corte di Parma nel 1724; e quattro anni appresso 
titolo e pensione di Storiografo. Spentasi nel 1731 la 
stirpe virile de' Farnesi, mancò al poeta lo stipendio; ma 
non gli venne meno il favore del cardinal Benlivoglio, 
che gli avea procacciato un breve pontificio per cui si 
vide^sciollo da quella ubbidienza e povertà che aveva 
professato ne' PP. Somaschi. Genova rivide il suo Fru- 
goni nel 1734. Fu in questi tempi che stringendolo 
aspramente la povertà, e fallosi poeta quasi direi, mer- 
cenario, scrisse migliaja di versi per nozze, per lauree,; 
per monache. I signori Terzi e Sanvitali ne alleviarono 
in parte le sventure. I/Algarotti eziandio mostrò la sua* 
beneficenza verso il nostro poeta infermatosi nel 1744. 
Finalmente venuti al dominio di Parma i RR. Principf 
di Borbone per la pace fermata nel 1748, il Duca Fij 
lippo volle avere il nostro ligure nella sua corte; e ne» 

1751 lo nominò precettore dell' Infante D. Ferdinand(| 
per le lettere italiane, e segretario perpetuo dell'Acca^ 
demia di Belle Arti, e poeta del Teatro di corte. Alle 
pensioni, che tirava da tali uffizj, si aggiunga una por 
zione dell' eredità di un suo fratello mancalo di vita ne 

1752 con aver disposto delle sue facoltà a prò di oper 
pie, senza rammentarsi del poeta. Il quale venuto a Gè- 
nova, seppe volgere a suo favore il Senato, anzi Itald 



— 51 — 

lulla, con quei famosi memoriali in piccioli versi rimali, 
che si leggono pure oggidì con molto piacere. A riveder 
la patria tornò, e per l'ultima volta, nel 1766, e in 
questo incontro sostenne similmente in versi le ragioni 
di Caterina Tassorcllo ne'Cambiaso, figliuola di Anna 
di lui sorella, alla quale si contendevano certi fedecom- 
messi, che ottenne con gioja grandissima del Poeta, che 
ella onorava molto ed amavalo; avendogli ancora pre- 
paralo nobili stanze nella propria casa, onde ritenerlo 
in patria. Ma egli non sapeva starsi fuori di Parma, 
dove il favor della corte, e massimamente del ministro 
Dutillot, il pronto ingegno, la festività ed i sali del 
dire , aveanlo fatto caro a tutte le più illustri famiglie 
parmensi, e meritatogli, vivente, un busto marmoreo. 
Questa lietissima sorte, turbavano l'amore e il giuoco, 
pe' quali due vizj guadagnati in Venezia, fu sempre po- 
vero. Negli ultimi tempi il soprapprese la sordità. Fi- 
nalmente per un' arteria irrigidita si morì in Parma 
iddi 20 dicembre dell'anno 1768. L'abate Salandri 
uo discepolo, gli amici Conte Cerati, e Mons. Fabbroni, 
1 P. Soave, un anonimo genovese ne scrisser la vita, 

l' elogio. 

682. Le poesie del Frugoni sono in tanto numero, 
he appena adagiar si poterono entro i molti volumi 
(elle edizioni bodoniana e lucchese. Le canzoni scelte 
ccupan tre volumetti pubblicali in Roma; e in quatlro 
bai ne diede le cose migliori il Padre Soave. E sopra 
uesle specialmente ragion vorrebbe che altri giudi- 
asse de' pregi e de' difelli del ligure poeta. Perciocché 
e' versi gitlati sulla carta , slam pede in uno o per 



viglietli, o per brindisine per trastullo, e in quegli altri 
senza numero che a lui chiedevano la necessità, l'ami- 
cizia, la cortigianeria, niuno potrebbe trovare cose 
gentili, nuove, maraviglie. Il Frugoni, benché poeta 
del teatro di corte, non volse mai V animo seriamente 
alla poesia drammatica: solo ebbe a racconciare, tradur- 
re, od improvvisare in certo modo i drammi, che do- 
vevano servire alle scene regali. Non osò provarsi 
nell' epopeja; e quando scrisse un canto per quel nojóso 
poema del Bertoldo, fece intendere a tutti che indarno 
avrebbe tentalo di emulare il Tassoni o il Forleguerri. 
Negli sciolti fu tenuto principe; e il Bettinelli lo si tolse 
a compagno in quei libro de'versi di tre eccellenti au~; 
lori; tra' quali eccellentissimo ripulava se stesso quel i 
bizzarro mantovano. 11 Baretti disse ogni male di questi 
sciolti; e ripeteron le sue critiche alcuni pochi scrit- 
tori (*). Ma quella frusta menava colpi troppo fieri. IL 
nostro poeta la sgridò con certi versi che si posson leg- 
gere nel Fabbroni. L' abate Farini con modesta critica 
prese ad esaminare l'epistola al Bajardi, notandone al- 
cune parli mollo lodevoli, ed insieme i nei che la dif- 
formano: aggiunti troppo frequenti, vanità di perifrasi, 
idee non vere, immagini talvolta confuse. E questo giu^ 
dizio puossi adattare a tulli gli sciolti frugoniani. Noi 
dunque parleremo del nostro poeta, come lirico. E qui 
vorrebbe taluno, che ottime si chiamassero le rime. 
eh' egli dettò nell' età più fervida ; mediocri le falle ir 



(*) Ved. i! voi. XXI della N. Raccolta opuscoli Calogero, lettei* 

% a fn/.p 4 7 



5. a , face. 17. 



— 55 — 

vecchiezza ; e ciò per quel pregiudizio profondamente 
fermato nell'animo di molli, i quali pensano che gio- 
ventù ed ottima poesia sien cose indivisibili. Noi, pre- 
gati prima costoro a leggere Anacreonte, diremo con 
T ab. Salandri che il nostro poeta non perdette con gli 
anni il vigore della immaginazione; che anzi avendo 
Tetà più grave posto un freno all'impeto della giovani! 
ridondanza, potè il Frugoni sotto il peso dell'anno ses- 
sagesimo dimostrarsi caldo, non bollente; giudizioso, 
non istemperalo facitore di versi. Il conte Cerati mo- 
strò di aver opinione che minor pregio si avessero i 
versi che il Frugoni compose standosi ancora nella Con- 
gregazione de'Somaschi. Ma quanto sia ciò lontano da! 
vero, provasi con quelle parole che un Eustachio Man- 
fredi scriveva di Venezia all' amico Ghedini a Bolo- 
gna (*): « Pochi giorni prima ch'io partissi di Bologna 
» per portarmi qua , ebbi dal nostro Zanotli contezza 
» del P. Frugoni , e delle singolari virtù sue , ma spe- 

• cialmenle dell' ottimo suo gusto nella poesia. ... Or 
» ecco eh' egli slesso viene inaspettatamente a trovar- 
gli ... L' ho io trovato somigliantissimo a quello che 

• voi e Zanotti me Io avete dipinto ; pronto , vivace e 
» copioso ingegno, d'amabili e franche maniere, e tanto 

• più ne'ragionamenli allegro e piacevole, quanto nel- 

• l'aspetto maggior gravità e malinconia par che mo- 
stri, . . . Mi ha recitale alcune delle sue poesie , non 

> come colesti loquaci ecc. ma da me pregato, due o 



) Lettere farail. di alcuni Bolognesi, voJ. I, lett. 9 edir, 
del 4820. 



il 



— 54. — 

» tre canzonette , e alcuni pochi sonetti , fra' quali due 
» sopra i fatti d'Annibale, per mia fé' grandi e magni 
» fìci. . . Ecco mentre scrivo, vien di nuovo a trovarmi 
» il P. Frugoni, e recitami una canzonetta per Faustina 
^(Maralti-Zappi), che voi vedrete; ella è pur viva, 
» dolce e leggiadra. » 

683. Queste lodi date al ligure poeta da un insigne 
lirico petrarchesco , il quale così scrivendo rappresene 
tava, quasi direi, il giudizio degli altri celebrati cultori 
delle muse, che allora fiorivano in Bologna, sono degne 
d'essere antiposte a tutti gli encomj ampollosi del P 
Soave e del signor Cardella. Perciocché non fu privo ' 
Frugoni di molte e grandissime doti: vasta immagina- 
tiva , prontezza di pensieri , agevolezza a vestirgli di 
parole, attitudine al sublime, al mezzano, ed all'umile; 
podestà di far grandi le cose tenui, e nuove le volgari: 
gentilissimo negli argomenti leggiadri, nobile e sonoro 
negli eroici; amabilmente maligno ne'satinci e ne'bur- 
leschi. Ma questi pregi medesimi non vanno scompa- 
gnati da vari difetti. Nelle cose di lingua non sentiva 
molto addentro il Frugoni, sì perchè naturalmente ne- 
mico della fatica , sì perchè assai volle tirava giù di 
pratica; e più ancora, perchè i Borboni e il loro mi- 
nistro Dulillot avean portalo in Parma e lingua, e let- 
teratura, e modi francesi. Mancavagli eziandio quel sai 
pere che a detta di Orazio (*), è principio e fonte del 
bene scriver poetico: e però adoperavasi di empiere ili 



(*) Il buon Pompei illustrò questa sentenza di Orazio in is 
capitolo degno d' esser considerato dalla studiosa gioventù. 



— 55 — 
v 



ano, ch'egli slesso sentiva, con moltiplicar le parole, 
e con rivoltare in più maniere la idea medesima; rime- 
dio peggior del male. Egli davasi vanto d'imitare Ora- 
zio e il Chiabrera. E sappiamo veramente, che del pri- 
mo avea trasportato le Odi presso che tulle in versi 
italiani; né si può negare che non avesse letto e riletto 
il savonese. Ma questi due poeti, oltre che tutte conob- 
bero la finezza della lingua loro , e le grazie della elo- 
cuzione , tenner sempre la mente a queir altro fonda- 
mento della letteratura, ne quid nimis; dove il Frugoni 
non adorna, carica di ornamenti; né sospende la penna, 
se tutta non ha versata la copia delle idee, non rattem- 
perando con giusta proporzione, ma lasciandosi portare 
allo ingegno. Avvi un' genere di poesia, nel quale il 
Frugoni ne pare poeta nuovo ed eccellente ; ed è nei 
sonetti, ed in pochi componimenti di vario metro, nei 
quali seppe innestare insieme il satirico ed il bernesco 
con felicissimo accoppiamento : di tal fatta sarebbe il 
sonetto sopra que'due demonietti cacciati via dall'in- 
ferno, ed iti ad annidarsi negli occhi di leggiadra si- 
gnora. Il Fabroni, dispregiò tali poesie del Frugoni, 
affermando che non valevan quelle del Berni; come se 
il poeta genovese si fosse posto ad imitare quell'incom- 
parabile toscano. Or chi legge gli accennati componi- 
menti, ravvisa tosto un nuovo carattere, e pargli di 
trovarsi ora col Berni, ed ora col Menzini. È gloria del 
Frugoni l' avere potuto quasi coprir di tenebre i sommi 
lirici, che ornarono le prime decadi del sec. XVI: è 
gloria l'aver regnalo molti anni sul parnaso italiano; e 
perduto il regno, aver però conservato tanto di fama, 



— 56 — 

e di pregio intrinseco, che altri senta dolore di notarne 
i difetti ; e notandoli ] debba nel tempo stesso ricono- 
scerlo , e confessarlo per uno dei grandi e felici poeti 
d' Italia. 

684. Non meno famoso presso i saggi, e più ele- 
gante del Frugoni , fu il conte Giovanni Bartolommeo 
Casaregi, figliuolo dell' avv. Giandomenico, e fratello 
dell'insigne Giureconsulto Giuseppe Lorenzo. Nacque 
in Genova nel 1676; ed il cognome può indicare che 
i suoi maggiori traesser 1' origine dalla villa Casaregi 
in riviera di Levante. In età di anni 25 andò a Roma, 
e fu annoveralo tra gli Arcadi. Il Menzini ne pregiava 
tanto l' amicizia , che il volle giudice delle sue poesie. 
Tornato in patria, scrisse col Canevari e il P. Tommasi 
la difesa del Petrarca contro alle censure del Muratori. 
Fu qualche tempo in Parigi per affari della sua Repub- 
blica. Siena lo ebbe poco più d'un anno (1716 e 17), 
e quivi fu amico al Gigli. Finalmente si ridusse a Fi- 
renze, ove il fratello era auditore di Ruota; e in essa 
città morì a' 23 di marzo 1755. L'accademia della 
Crusca avealo ricevuto nel suo grembo; ed egli, come 
era pieno di religione e di letteratura, si diede a rileg- 
gere i libri del P. Segneri, facendo spoglio di voci e 
modi di quell' illustre Gesuita a crescer ricchezza al 
Vocabolario. E questo lavoro si rimase nella libreria 
degli Agostiniani alla Costa in Firenze ; presso i quali 
si riducea volentieri negli ultimi anni del suo vivere.' 
Quale stima di lui facesse il dotto Anton Francesco Gori, 
si può ricavare sì dalla cura ch'egli si prese di pub- 
blicarne la prima volta i Sonetti e le Canzoni, sì dal 



— 57 — 

non essersi mai dato posa, fino a che non n'ebbe la 
versione eleganlissima del poema de parlu Virginis 
del Sannazaro, nobilmente impresso in Firenze nel 
1740. Amicissimo fu eziandio al gran Salvini; ond' è 
che volendosi slampare dal Cornino la versione de' Pa- 
ralipomeni di Quinto Calabro, opera postuma di quel 
fiorentino, ebbe il Casaregi l'incarico di ripulirla ed as- 
settarla per la slampa. Lo stile del nostro poeta è puro, 
soave, armonioso, e ben si vede ch'egli fu nodrilo alla 
scuola del Petrarca e degli altri migliori. La gravità 
delle Canzoni, la bizzaria de'Sonetli polifemici, la viva 
leggiadria degli altri Sonetti, la elegante versione e, 
alcuna volta, parafrasi de'Proverbj di Salomone, gli 
meritarono il plauso dall'Italia; quantunque il Frugoli 
con quella sua maniera magnifica, sonante, audace, 
avesse di se levato altissimo grido. Ma chi sente il bello 
poetico , chi non va dietro alla voce della moltitudine ; 
ma sì alla severa estimazione de' pochi , terrà sempre 
il Casaregi per poeta migliore , se non maggiore , del 
Frugoni (*). Ed io posso attestare di avere udito e in 
Roma e in Bologna, letterati di gusto squisito, asserire, 
che i lirici sommi del sec. XVIH sono quattro senza più; 
Manfredi, Ghedini, Frane. M. Zanotli, e il nostro Casa- 
regi. E se il cav. Maffei dimenticò di ricordarlo nella 
Storia della Letteratura Italiana, noi diremo, che in 
tre tornelli mal si racchiude la letteratura di una gran- 
de e dotta nazione. 



*) Ved. Zaccaria, Stor. Letta: Hai. — Poesie del Casaregi, 
Prato 4794 in 8.° — Gardella Comp. Stor. Lettor, voi. 3„<\ o 
l'elogio de! nostro Poeta ne' Liguri illustri. 






— 58 — 

685. Non potè giugnere alla fama del Casaregi un 
altro lirico assai valoroso, dico Giambattista Richeri 
patrizio genovese, celebralissimo nelle raccolte, e chiaro 
tuttavia pe' sonetti filosofici ; se non che parmi che 
tratto tratto tanto si mostri la filosofia in que' suoi versi, 
che V. eleganza poetica se ne può giustamente dolere. 
Fiorì circa il 1750; ed ebbe un fratello di nome Ber- 
nardo; di cui ho veduto ne' libri di queir eti* molte 
rime di niun pregio; e due sonetti erotici così gentili, 
che mi condussi a dubitare se fossero di lui , o a cre- 
dere eh' egli fu poeta un tratto, senza più. Di Giam- 
battista si leggono alcune tragedie del Voltaire traspor- 
tate in sonori sciolti. 

686. L'Arcadia si pregia di annoverare due Liguri 
tra' suoi padri, Paolo Antonio Di-Negro, e l'ab. Figari. 
Il Di-Negro mancò di vita l'anno 1718. Tra le sue 
rime vaghissimo è il sonetto 

Se 'l seguir sempre in faticosa impresa; 

e gentil canzone si è quella che scrisse per le nozze del 
Zappi colla Maralti (*). Meritò d' esser lodato nel Com- 
pendio di Storia Letteraria del Cardella; onore che non 
doveva esser negato a Pompeo Figari, nato di ragguar- 
devol famiglia in Rapallo, segretario d'Arcadia fin dal- 
l'anno 1707; caro a Papa Clemente XI che gli conferì 



('*;) Ved. Rime del Zappi e della Maratti , con altre di Arcadi, 
ediz. Venez. 1757 in 12 nella parte i. a 



— 59 — 

l'Abbazia dè'SS. Pietro e Giustina nella Diocesi d'Accia 
in Corsica , e noto non che per le poesie sparse tra 
quelle degli Arcadi, quanto pel Salmista Penitente, e il 
Graduale, cui forse compose in patria, dove morì nel 
1730. Tra' suoi componimenti inedili era un'egloga, 
che il sig. D. Antonio Bacigalupo, direttore spirituale 
nelle scuole di Genova, pubblicò nel Giornale Ligustico 
(fase. V, 1827), aggiuntevi le notizie dell'autore, e 
critiche osservazioni. 

687. Degno di speciale encomio sarebbe Ignazio 
Buffa d' Ovada, mancato a' mortali nel 1784 in età di 
anni 46. Egli fu poeta vivace, gentile, e serbò la venustà 
dello stile italiano: il che a' suoi tempi non era pregio 
comune, correndo pressoché tutti a corso lancialo alle 
novità di persone, che si vantavano di filosofìa ; nior 
strando non intendere, che la prima filosofia è posta nel 
dire con venustà le cose nuove e le antiche. Ignazio 
fondò nella sua patria Y Accademia Urbense, così detta 
del fiume Urba, che la bagna, e fu noto agli antichi. 
Tra socj è degno di qualche menzione il Sacerdote Fran- 
cesco Pizzorno, di cui si ha un volume di versi alle 
stampe. Molli componimenti inediti lessi, già sono pa- 
recchj anni, del nostro Buffa; e le poesie scelte videro 
la luce in Bologna (1788 Lucchesini in 8.° picc.) per 
cura del suo degnissimo figlio, il P. M. Tommaso Buffa 
de' Predicatori, che la poetica e l'eloquenza coltiva feli- 
cemente. In esso, e ne' fratelli, il P. Ignazio dell'ordine 
stesso, e il Dottore Francesco, continua a fiorire il buon 
gusto paterno e l' amore alle lettere italiane ; e con ciò 
stesso il decoro della onorala lor famiglia. 



— 60 — 

688. Di Giovanni Granelli della C. di G. parleremo 
più minutamente tra gli Oratori: qui ne rammentiamo 
le quattro tragedie, Sedecia, Manasse, Dione e Seila. 
Udii più volte persone di qualche letteratura, sorri- 
dendo al nome del Granelli, sbrigarsene con un motto : 
robba da Collegio. Ma eglino forse non sapevano quali 
e quanti spettatori andassero ad udire quelle tragedie 
nel Collegio di S. Luigi in Bologna. Vi si accoglievano 
il fiore de' cavalieri e delle dame, i cittadini più rag- 
guardevoli, e waòlti letterati, di che fu sempre abbon- 
devole quella città nobilissima. Mancava la plebe ; ma 
è questa forse che dee giudicare de' grand* ingegni? Non 
era sommo onore l' avere a spettatori i Manfredi, i Ghe- 
dini, i Fabri, gli Zanotti, e udirne le voci d'approva- 
zione, e i gesti vedere di lungo e replicato applaudire? 
Tal altro si ride delle tragedie del Granelli, perchè non 
hanno donne (tranne la Seila), né amori. Rimanderò 
costui al libro su i teatri del Maffei ; nel quale appren- 
derà che non tutte le tragedie hanno personaggi fem- 
minili, né tutte parlan di amore. Ma il giudizio de colti 
Italiani, che sempre tennero in allo pregio i tragici 
lavori del Granelli, è solenne argomento di raro merito; 
stantechè una Nazione non s' inganna mai per un secolo 
intero nel giudicare d' un libro. Può una tragedia rice- 
vere lodi grandissime dagli spettatori, e poi cadere nella 
dimenticanza; e ne abbiamo recentissimo esempio: ma 
quando piace rappresentata, e piace letta, e viene lodata 
dai saggi, e riprodotta più volte colle stampe e sulle 
scene, e bella comparisce dopo tre generazioni, è meta- 
fisicamente impossibile, che manchi di pregio intrinseco, 



— 61 — 

e non volgare. Or questo è il easo del Granelli; par- 
landò specialmente del Sedecia e del Dione. Molle sono le 
ristampe ; e il giudizio de' critici è ad esse favorevole. 
Il Maflei, parco lodatore, e quel che più monta, geloso 
del primato della sua Merope, non potè negare qualche 
lode al tragico nostro. Il Bettinelli, benché autor di tra- 
gedie, ne scrisse encomj sì grandi, che potrebbon parere 
soverchj, s' egli non citasse a testimonio i più illustri 
Bolognesi, che aveano veduto rappresentarle. Il Mussi 
le pose nella sua raccolta di Parma; e il Teatro mo- 
derno applaudito di Venezia ne adornò i suoi volumi. 
II Sig. Barbieri nell' anno I. del suo Repertorio teatrale, 
disse in nota, che il Dione vince per condotta di squi- 
sito artifizio I' Antigone, che si eslima la più ingegnosa 
dell' Alfieri. Nel Teatro che ultimamente s' impresse in. 
Milano in eleganti volumetti, scrisse l'Editore, che il 
Granelli si ha da riporre ad egual distanza Ira il Maffei 
e l'Alfieri; ciò vuol dire che supera il Veronese, ce- 
dendo all' Astigiano. Le più censurate furono il Manasse,. 
che pare troppo ridondante di sentimenti religiosi, e la 
Seila f in cui si ha piuttosto una nobile disertazione su 
i voli, che una perfetta tragedia. Così leggo ne' critici ; 
che lutti concordi rispellano ed ammirano il Sedecia e 
il Dione. E certo la grazia dell' elocuzione, il movi- 
mento degli affetti, la maravigliosa sospensione, che 
regna dalla prima all' ultima scena, i magnanimi senti- 
menti degli Attori, e la impressione profonda, che 
s'induce e pel fallo, e per lo stile, nell'animo degli 
spettatori, sono pregi grandi, e incontrastabili. Non a 
tulli piacerà l' armonia del verso, che alcuna volta par 



— 62 — 

ne ricordi il numero e la dolcezza della lirica (in cui 
pure fu valente il Granelli); ma tanto è difficile tenere 
una via di mezzo tra i versi del Trissino e quelli del- 
l' Alfieri, che si vuol perdonare al Granelli , s' egli peccò 
nella struttura del carme tragico. Finalmente, vi hanno 
molti, i quali protestano, che di buon grado avrebbero 
ammesso ne' tragici illustri il P. Granelli, s' egli avesse 
composto maggior numero di Tragedie. Costoro dunque 
non metterebbero tra gli scultori insigni lo stesso Mi- 
chelangelo, se non ci avesse lasciato, che il Mosè. Ora, 
come danno titolo di sommo tragico al Maffei, che ne 
scrisse una sola? Della cagione, che mosse il Granelli 
a non comporre maggior numero di tragedie, è inutile 
far lunga ricerca, avendola manifestata egli stesso negli 
sciolti al Bettinelli; cioè che non volevano i superiori, 
che introducesse donne, ed amori, anche onesti, ne' suoi 
componimenti. Ben vide quell' acutissimo ingegno, che 
ne' moderni costumi d' Italia, non si potea tollerare la 
severa Musa della Tragedia; benché sofferta V avessero 
e Greci e Romani; e perchè 1' austerità del comando 
rendeva malagevole sommamente il trovare argomenti 
opportuni, volle anzi starsi pago al Sedecia, al Manasse, 
e al Dione (*), che travagliarsi soverchiamente in lavori, 
de' quali poteva sperare nella mollezza de' popoli mo- 
derni, lieve gloria, e molte censure. 

689. Dopo il Buffa, fu celebrassimo in Genova il 
P. Bernardo Laviosa C. R. Somasco, le cui notizie ho 



(*) Non parlo della Seila, perchè scritta per trattenimento delle 
Serenissime Principesse Estensi, e tutta sacra, e teologica. 



— 65 — 

compendiate dinanzi all'edizione delle sue Poesie, fatta 
in Genova per cura del Sig. Ag. Pendola l'anno 1825. 
Egli è singolarmente degno di memoria per aver sapulo 
imitare la diffidi maniera di Dante. Vero è che molti 
danno tal vanto all' illustre Vincenzo Monti per la 
Basvilliana, eh' è nobilissimo lavoro ; ed ha varj emi- 
slichj tolti alla divina Commedia. Ma la sonorità del 
verso, la magnificenza dell' elocuzione, la grandezza 
delle idee, mi rappresentano anzi un imitator di Vir- 
gilio che dell'Alighieri. Nel P. Laviosa io trovo l'evi- 
denza, la sprezzatura artificiosa, l'acutezza del Fioren- 
tino ; come pure le immagini cavate dalla schietta ed 
umil natura, e collocate così acconciamente, che nulla 
più. Adunque, o Dante non ebbe imitatore mai, o l'ebbe 
nel P. Laviosa. Così mentre Italia tutta (tranne i pochi, 
che non si lasciano prendere alle voci, sì al vero) ripe- 
leva contro Dante gli scherni del Bettinelli, tre Religiosi 
s' adoperavano a mantener l'onore del Poeta cristiano, 
Lombardi in Roma, illustrandolo con somma pazienza 
e dottrina, Laviosa in Genova imitandone lo stile ; Ce- 
sari in Verona studiandone le bellezze, che ora sono 
nelle mani di tutti gli amatori del bello poetico. Il nostro 
Poeta mancò di vita in Genova nel 1810 d'anni 74. 
Ne' Canti melanconici del Laviosa (*) , lodasi molto 
Palmiro, cioè Paolo Girolamo Pallavicino Patrizio 
genovese, cultore della poesia volgare, come provasi 
con un volume di versi che ne abbiamo (**) alle slampe; 

*) Veci, il capii. Vili, intit. Morte di Palmiro, ed un Sonetto 

a pag. 79, ediz. 1823 in 12. 
**) Saggio di Poesie. Genova, slamp. Gesiniana, 1773. 8.° 



_ 64 — 

ma' celebre sopra tulio pel favore e l' amicizia eh' egli 
concedeva a' buoni ingegni ; onde ebbe lodi dal Salvi, 
dal Masnata, dal Guarnieri, e da molli altri, che non 
possiam tulli ricordare. Se morte noi rapiva, avremmo, 
per munificenza del Pallavicini, una edizione delle opere 
tutte del Chiabrera; secondo il disegno steso dal P. 
Marcheselli, che ho letto in Savona MS. Anche il Baron 
Yernazza favoriva molto questa impresa, avendo man- 
dato a Savona copia di qualche testo a penna della R. 
Biblioteca di Torino. Estinto il Mecenate, le cose inedite 
andaron miseramente disperse, o furon vendute fuor 
di Liguria. Tuttavia possiamo sperare, che il chiar. 
Prof. Berloloni, che attende all'edizione delle opere 
chiabreresche, ci ristorerà degnamente di questa perdita, 
o disavventura. 

690. Giuseppe Luigi Biamonti, nacque di onaratis- 
sima famiglia, in S. Biagio, piccola comunità della 
Prov. di S. Remo, diocesi di Yintimiglia. Prese errore, 
chi lo fece nascere altrove. Studiò in S. Remo ed in 
Genova. Sortì dalla natura singolare attitudine al ver- 
seggiar improvviso. Nel partirsi di Firenze, diede un 
addio alla villa Boboli con isquisili versi sciolti, che si 
leggono impressi. Fu nella capitale del mondo cattolico, 
ed in Milano: insegnò Eloquenza nell'Università di 
Bologna, e poscia lettere italiane in quella di Torino. j 
Uomo fu di santissima vita; né volle mai ascendere 
sopra l'ordine sacro del suddiaconato. Così mentre tanti 
letterali, o per corruzione di cuore, o per vaghezza di 
onori, o per fame d' oro, si mostravano poco amici alla 
Religione, egli fallosi tetragono (direbbe Dante) alle 



— G5 — 



saure di coloro che tanta virtù patir non potevano, 
stette saldo ne' buoni principj. Perciò poche volte fu 
lodato; ed in secolo corrottissimo, questa è somma lode 
Niuna disciplina fu ascosa al Biamonti. Si ha un Giobbe 
m lingua ebraica, slampa di Rob. Stefano, da lui tradottò 
sul margine e dottamente postillato. Il Ricoglitore prese 
a stamparne la versione letterale, ma pur non {spiace- 
vole , delle odi di Pindaro, in prosa italiana. L'Ifigenia 
m Taurtde, pubblicata in Roma (•) da Vincenzo Monti, 
* tragedia nobilissima, per cui a' triumviri del nostro 
tragico teatro, Maffei, Granelli ed Alfieri, ci conviene 
dar compagno il Biamonti, benché meno felice nella 
Sofonisba (»). II Camillo (•«) poema epico in ottava 
rima, aspetta dalle stampe il suo compimento, che si 
erede manuscritto. Pur così imperfetto, e ad onta del- 
I argomento non popolare, piacque sommamente a chi 
'ie poteva far giudizio: lodasi spezialmente il passaggio 
lell Alpi. Le lettere di Panfilo a Polifilo, nelle quali 
imbatte , paradossi del Perticari, senza fiele, e senza 



M, ,/ *!" a . ded,ca ' dice « ^nti, che per sua non h 
sanerebbe Euripide stesso. Fu ristampala nel Teatro mo- 
derno appi, di Venezia nel 1804, riveduta e i„ più luoghi 
migliorata dall'Amore. Fu recitata alcune volte. Ne l' Efemer 
Rom. (1789 num. XXII) se ne parla con alte lodi 
) Fu .mpressa nel teatro moderno appi. 1805. ]i Benincasa 
la illustro con lunga dissertar, comparandola colle altre Sofo- 
nisbe e decidendo esser bella, ed assai migliore di que la 
del Corneille, ma inferiore a quella dell' alfieri 

) Milano, Agnelli, in 8.°, il voi. l.»neH8U, il 2." neH817 
a.la P sT e 68, 2",^ ^ »— ** *"• ^ *#* 
Stor. Lett. voi. o 



— 66 — 

dialoghi di piacevolezze plebee, dimostrano lui essere 
stato un perfetto filologo (*> Nicolò Tommaseo asserì 
che il Perticari sarebbe meri letto, se il Biamonti fosse 
meglio conosciuto. Niuno, ch'io sappia, ha osato con- 
futarle. Il trattato della locuzione oratoria e dell' arte 
poetica (Torino 1824) è forse troppo sublime per 
giovinetti ; ma è libro aureo, e che in poche pagine 
chiude molte e non ovvie dottrine. La Gramatica ita- 
liana (Torino 1823) è manifesta prova, che l'Autore 
conosceva pienamente tutte le grazie della nostra lingua. 
Ma del Biamonti dirò forse in libro a parte più stesa- 
mente; avendone raccolto molte notizie e in Bologna e 
pi Genova ; e più ancora, dal suo degno fratello, Y Ab. 
Biamonti, già vie. gen. di Ventimiglia, di cui or ora si 
pubblicano due volumi di sacri Ragionamenti. Qui 
aggiungo che tra le cose inedite del Biamonti, vorrei 
che si pubblicasse quella intera Iliade tradotta già fino 
dal 1804 in vera prosa italiana, di cui parla il Veneto 
editore della Ifigenia. Sarà forse presso i Conti dell 
Somaglia in Milano, in casa dei quali stette molti anni i 
Biamonti, cioè fino a che ne parti per andare alla cat- 
tedra di Eloquenza latina e italiana in Bologna nel 1 805 
691. Del Solari, oltre la funebre Orazione fattagli 
dal eh. suo concittadino Ab. Sanguineti, abbiamo gli 
elogj che ne scrissero, un degno suo amico V Ab. Ga- 
voni, e il Sig. G. Crisi. Gandolfi di lui nipote. Giuseppe 
Gregorio Maria Solari nato in Chiavari di riguardevo 



(*) Lettere di Panfilo a Politilo sopra l'apologia del libro dell 
volgare eloquenza. Firenze 1821 in 8.° 



— 67 — 
famiglia nel 1757 fece i suoi sludj sollo i PP. delle 
Scuole Pie, de' quali abbracciò l' Institulo. Finale, 
Albenga, Porlomaurizio ed Oneglia l'ebbero a precet- 
tore Ira Tanno 1761 e il 1769. Nel collegio Tolommei 
di Siena fu molti anni Accademico; al qual uffìzio nei 
convitti più famosi, qual è il sanese, si eleggono per- 
sone di vasto ingegno, e di sincera pietà. Sembra, che 
non isdegnasse pure di farvi il Ripetitore per le classi 
iU lettere e filosofia. Ed a ciò egli era sopra ogni altro 
acconcio; perciocché, lasciamo che tanto seppe in ogni 
studio gentile, da parer maraviglio: conobbe il greco 
idioma, e profondamente la razionai filosofìa, e quella 
diesi applica agli sperimenti; e valse mollo nelle mate- 
matiche discipline. Ito in Roma, videsi chiamato dal 
card. Orsini vicario del Pontefice tra gli esaminatori 
del Clero. In questo sopravvennero le note calamità 
d'Italia; e il P. Solari, nella semplicità della sua retti- 
tudine, non avendo considerato, come dovea, che gli 
ambiziosi e i rapitori, degli uomini dotti ed integri 
vogliono far velo alle lor passioni, si lasciò prendere a 
quelle voci di restaurazione, e di felicità, cui troppo 
mal rispondevano le opere falle in Roma da' novatori. 
Ma quel turbine, che tolse a' Romani il P. Solari, rido- 
nalo a Chiavari, ed a Genova ; e quivi nell' Università 
cominciò le sue lezioni con quella gravissima Orazione 
mWAmor del Vero, pubblicata colle slampe nel 1804, 
E quando i francesi ebbero trasformata la nostra Uni- 
versità in Accademia Imperiale (ciò fu nel 18....) il 
Solari che non si vide annoverato tra' nuovi Professori, 
e udì come questo si era fatto per un ben giusto riguardo 



— 68 — 

a ? suoi anni, ed alle infermità che ad ora ad ora il 
molestavano, lutto si avvolse negli amati suoi studj. In 
essi, e più nella religione, trovò conforto e pace. L' ul- 
timo de' suoi giorni fu il 12 di ottobre 1814. Delle sue 
virtù, non potendone dir brevemente, meglio sarà eh' io 
mi taccia. Ne ammiraron Y ingegno Pietro Leopoldo Gran- 
duca di Toscana, Ennio Quirino Visconti, Vincenzo 
Monti; ed ultimamente il Cesari, nell'elogio di Tom- 
maso Chersa così ne parlò: « In Genova non fu testi- 
» monianza di affetto, osservanza ed onore, di che non 
» fosse (il Chersa) largamente colmato : conciossiachè 
» quivi ebbe l' onore della dimoslranza ed amicizia di 
» tutti coloro, che in opera di scienze e di lettere aveano 
» voce di sommi; tra' quali fu de' primi Giuseppe Solari ; 
» uomo che in fatto o di erudizione, o di poesia, o di 
» filosofia, o di matematica, entrava senza contraddi- 
» zione innanzi a tutti di quella città ». Molte cose 
aveva composto il nostro insigne ed infaticabile scrittore. 
Sono alle stampe alcuni Salmi e Cantici scritturali, eh' egli 
voltò con parafrasi spiritosa (Torino 1816). Nel tra- 
durre in versi sciolti, o rimati, le opere di Virgilio, di 
Orazio, e le Metamorfosi di Ovidio, amò di rendere 
verso a verso ; e chiamò questa sua maniera versione 
parallela. Non piacque a tutti ch'egli si mettesse nel 
letto di Procuste ; e io non intendo lodarne il Solari. 
Dico che in un traduttore, tre cose cercar si debbono; 
cioè profonda intelligenza dell'Autore originale; poi 
della lingua in che si trasporta ; e in fine attitudine a 
renderne i sensi nella versione. Or niuno al nostro Li- 
gure negherà grandissima cognizione dell'idioma latino; 



— G9 — 

avendo egli ridotto a miglior lezione i classici che vo 
leva tradurre; e voltalo in latino alcune cose de' greci; 
senza pur dire, che l'Ode per l'arrivo in Genova nel 
1805 di Napoleone Buonaparte, gli meritò il plauso 
de' latinisti, e la dignità di cavaliere della Legion 
d' Onore. Ma chi avrebbe mai potuto rendere verso per 
verso un Orazio ed un Virgilio, ove nodrito non fosse 
de' classici loscani,*e non avesse preste alla memoria 
tutte le grazie, gli scorcialoj, i sinonimi della nostra 
favella? Veggansi le sue versioni; e si conoscerà che 
non pur dai libri; ma dall'uso de'Sanesi trasse profitto 
il Solari. Ne' vocaboli non fu sempre ligio al Vocabo- 
lario; nò il dovea; essendo errore assai volgare il cre- 
dere che non v' abbia voce, che sia sfuggita a' Compilatori. 
Somma fu poscia l' attitudine a far italiani i modi latini; 
se non che nelle Odi di Orazio la cosa era forse impos- 
sibile in molti luoghi ; in tutti gli altri sempre mala- 
gevole. Una cosa lodar non possiamo nel nostro Tra- 
duttore; ed è l'aver voluto rinnovar l'uso introdotto 
già da un altro Ligure, Galeotto del Carretto, di 
moltiplicar le rime frammezzandone il verso. Per la 
fedeltà col testo, chi si prendesse la briga di chiamare 
il Solari al paragone del Caro, e del Bondi, vedrebbe 
eh' egli è meno infedele. E qui dobbiamo ricordare, che 
non iscrisse per coloro che hanno il giudizio neh' orec- 
chio, ossia che nel traduttore cercano grazia soltanto, 
facilità, chiarezza popolare; ma protestò di aver faticato 
per coloro che già intendono bene il Poeta; e vogliono 
perciò vedere come sia tramutalo dalla sua lingua in 
quella dell' interprete. Ed essendo troppo scarso il nu- 



— 70 — 

mero di sì fatte persone, non è da immaginare che le 
versioni del Solari possano aver molte ristampe. In una 
parola; egli volle mostrare quanto potesse la lingua 
nostra; quanto il suo ingegno. La versione di Persio, il 
disegno di un Poema sul finir del Mondo, il Panegirico 
di S. Filippo Neri, alcuni tratti di Omero, e di Giove- 
nale tradotti in italiano, si trovan manuscrilti. Ma 
soprattutto bramerei che altri si adoperasse a racco- 
gliere le lettere di questo grand' uomo; dalle quali si 
verrebbe a conoscer meglio e il numero de' letterati 
amici, e i suoi giudizi sulle cose di letteratura ; e con 
tali documenti se ne potrebbe tesser una volta la vita, 
che non tutta si può raccogliere in una orazion funerale, 
o nelle angustie di un elogio. 

692. Minori appello que' poeti, che non ottennero 
voce di valenti dal consentimento de' critici. — Di 
Alessandro Centurione non ho mai veduto che la Ver- 
sione di alcuni Salmi, MS. in 8.° piccolo. Che sia 
parafrasi, anziché versione, apparisce da' primi versi, 
che appartengono al Miserere : 

Con un perpetuo fonte 

Di caldo pianto a Dio e giorno e notte 

Gli antichi errori e l'onte 

Vo' detestar: saran meglio condotte 

L'opre, se la pietade 

Non denega al mio cor le sue rugiade. 

11 manuscritto ha notalo l'anno 1697. La Morie d' Ettore 
vendicata tragedia di Alessandro del Carretto, non mi 
è nota che pel catalogo Pizzomo, che la dice scritta a 
penna. Francesco Marini compose il Fazzoletto, com- 



— 71 — 

media di cinque alti in prosa, recitala Vanno 1642 nel 
regio Palazzo in Genova essendo Doge il Serenissimo 
Giovanni Agostino de' Marini. È notabile, che uno 
degl'Interlocutori parla l'idioma genovese. Hassi MS. 
nella Biblioteca Berio, n. 206. 11 codice n. 200 della 
slessa libreria contiene una Rappresentazione della 
vita del re David scritta da Fra Giovanni Grisoslomo 
da Diano (non si dice di qual instituto) ad uso delle 
monache di S. Silvestro di Genova, perchè la recitas- 
sero nel carnovale, secondo il costume che allora 
comunemente si tollerava. Ho voluto far menzione 
particolare di questi quattro poeti del sec. XVII. atte- 
soché non avendo eglino pubblicalo, eh' io sappia, cosa 
alcuna, se ne perderebbe forse la memoria. 

693. Venendo agli altri, che si veggono registrati 
nelle Biblioteche de' nostri scrittori, o lasciarono alle 
stampe monumenti del loro ingegno, quattro me ne 
vengono innanzi di cognome Morando; Cesare zio del 
conte Bernardo, Ottavio e Giambernardo nipoti di Ber- 
nardo. Il primo poetava non che in italiano, ma nel 
volgare di Genova e in ispagnuolo; come si trae da 
una lettera scrittagli dal Sauli-Carrega (f. 189); il conte 
Bernardo fu celebratissimo, specialmente in Piacenza, 
ove recitò nel 1655 il discorso neW aprirsi per la prima 
volta l' Accademia degli Spiritosi. Molti sono i compo- 
nimenti di questo scrittore, favorito grandemente dai 
Principi Farnesi; epilalamj, balletti, drammi, fantasie 
liriche; che, in quattro volumetti accolti, si pubblicarono 
nel 1662 da' suoi eredi. Non è de' secentisti più infelici; 
ed ebbe grido di valoroso Romanziere per la sua Rosa- 



— 72 — 

linda, che forma il 4.<> volume. Morì in Piacenza nel 
1656, e gli Accademici Spiritosi gli celebrarono solenne 
accademia, che fu impressa nel 1659 in 4°. Lasciò MS. 
poesie greche e latine, non che molte lettere; cento 
delle quali collocò il P. Aprosio suo amico nelP Apro- 
siana in Vintimiglia. In essa Biblioteca stavano pure 
gli Epigrammi latini di Ottavio, che visse paralitico. 
Giambernardo di lui fratello morì novizio Gesuita ; 
avendo già stampato poesie in una raccolta bolognese 
del 1656. Aggiungasi il dottor Giancarlo Morando, 
che fioriva nel 1662, e lasciò molti componimenti 
lirici, drammatici; de' quali non occorre tesser distinto 
catalogo. Due poeti ci diede la famiglia Monti della 
Spezia; Giambattista, che oltre una Commedia inedita, 
compose versi italiani e genovesi sparsi nelle raccolte ; 
ed un altro dello stesso nome che pubblicò il poema 
in ottava rima la Spezia illustrata, voi. in 4.° curioso 
non per la felicità della poesia, ma per le molte notizie 
che se ne possono ricavare intorno alla patria dell' Au- 
tore. Questi fiorì nella seconda metà del sec. XVII. ; 
F altro poetò nella prima. Dalla stessa città fu Giando- 
menico Rosani, che ottenute ne' CC. RR. Barnabiti tutte 
le dignità, ad eccezione della suprema, mancò di questa 
vita in Roma Tanno 1702 dell'età sua 72. Fu carissimo 
al Card. Otloboni, che lo considerava come il migliore 
ornamento dell' accademia de' Disuniti, protetta da quel 
Porporato. Molte opere si hanno del P. Rosani ; Discorsi 
sulla vita e Passione di G. C. voi. 3 in 12. Aforismi 
evangelici, Parma 1683: Vite di alcune Sante, Pia- 
cenza 1684: Panegirici ed Orazioni, Parma 1695 in 



— 75 — 
4.°, ed altre così edite come inedile. Qui si vuol regi- 
strare — il Sacrificio canoro, dove in ottava rima di- 
chiarasi il sacrificio della Messa: Roma 1696 in 4.° di 
pag. 400. — Non ebbe il P. Rosani il coraggio di 
lasciare il gusto corrotto del secenlo: vedevasi applau- 
dilo in Roma; e si compiacque delle lodi che gli veni- 
vano da persone ragguardevoli certamente, ma di non 
targalo giudizio. Così ad onta delle ristampe eh' otten- 
nero molli de' suoi libri, ad onta del credito, ch'ebbe 
nolti anni in Roma, il suo nome giace nell' oscurità, 
irand' esempio a coloro, che in luogo di studiare pro- 
indamente sui migliori greci, latini e italiani, onde 
armarsi una immutabil norma nell'arie dello scrivere, 
anno perduti dietro al grido volgare; ed ora deridono 
>ante col Bettinelli, ed avviliscono Omero col Cesarotti; 
ra innalzano la Divina Commedia col Cesari, e l'Iliade 
pi Monti; ed abbiansi o la ragione o il torto, sempre 
)no incerti, e battuti da ogni vento di nuova dottrina. 
694. Savona non pur ci diede Pier Girolamo Gentile 
icci, di cui è detto in altro luogo, ma Giovanni Battista 
lberti C. R. Somasco, che oltre la vita latina di S. 
fajolo (Genova 1638) e il discorso sulla origine delle 
ccademie (ivi 1659) e la storia della B. V. di Mise- 
cordia Q pubblicò quattro libri di Poesie sacre e 



La divozione de' Savonesi procacciò a quest'opera varie 
ediz. dopo la prima dal J 642. Una è quella di Genova i67o, 
ristretta da Luigi Multedo nob. Savonese; J' altra di Pavia 

737 per cura di Onorato Gentile-Ricci pur nob. Sav che 
I purgarne Io siile si valse del P. G. D. Bassignani delle 
scuole Pie, 



— Im- 
morali; Genova 1 641 in 8.°: lodevoli anche per questo, , 
che T Autore non lasciò affatto la briglia a' concetti dei 
suo secolo; essendosi anche meritato le lodi di Girolamo 
Ghilini nel teatro degli uomini letterati, parte II., pag. 156. 
695. Alcuni altri rimatori liguri si trovano descritti 
nel Quadrio, o negli Scrittori delle nostre Biblioteche. 
Scelgo i seguenti. Giambattista di Negro cantò la morte 
di Amane in 179 ottave, che adornate del ritratto del- 
l'autore si stamparono in Genova nel 1644 in 4°. Paolo 
Geronimo di Giulio Salinero è registrato dal Quadrio. 
I libri della parrocchia di S. Andrea di Savona, e' inse- 
gnano ch'egli menò in moglie nel 1626 la nobil don- 
zella Maria G. . . . e che di sua mano la uccise il giorno^ 
13 maggio 1639 (*). Maria Elena Lusignani, vergine 
di altissimo ingegno, e rimatrice non ispregevole, avràj 
luogo in altra parte di quest' epoca V. Lionora Ramirez/ 
appena può dirsi nostra, per essere nata in Genova dij 
padre spagnuolo: mancò in Firenze nel 1685 lasciando 
gloriosa fama di sue virtù, e poesie manuscritte. Teresa^ 
Grillo ne' Panfilj di Roma, e Maria Pellegrina Viale 
ne'Rivarola, furono delle prime pastorelle di Arcadia! 
ed hanno poesie nella raccolta di Luisa Bergalli. Due 
altri poeti si veggon nel Quadrio, che da Genova trasse^ 
l'origine, Giangiacomo Lavagna nato in Napoli, ov^ 
pubblicò due volumetti di poesie, ristampati in Venezia 
nel 1679 ; e Giorgio Serra venuto a luce nell'isola à 



(*) Lìb. A. n.° 4. — D. Maria... uxor Magn. Pauli Hieronyi 
Salinerii, agens circa 25 annum aetatis, occisa fijit, ut 
blice ferebatur, ab ipsomet viro. — 



/o 



Scio, in cui suo padre aveva sposalo una Giustiniani. 
Stampò drammi, rime, e versi latini. Insegnando lettere 
in Zante, scrisse la storia di quest' isola (*). Il Quadrio 
gii die titolo di buon poeta. Le rime di Filippo de' Si- 
gnori di Passano erano MSS. presso il Crescimbeni. 
Giovanni Lazzaro Monlobbio, prete e professore di lettere, 
Parafrasò in ottave i Salmi di David, con elegante edi- 
zione stampali in Genova 1652 in 4°. Due anni appresso 
lampo pure in ottava rima la parafrasi del Salmo Beati 
'mmaculati. Nello stesso metro avea tradotto il libro 
juarlo dell' Eneide. Veggasi il Soprani. Il Murtola, e 
knton Giulio Brignole Sale, cultori similmente della 
>oesia, saranno altrove descritti. A congiungere il secolo 
£VII col seguente citerò Ignazio di Tobia Pallavicino, 

quale nel 1716 pubblicò in Genova i suoi componi- 
menti col titolo di Rime amorose, morali e sacre; rico- 
oscendo però che dopo il gusto rinnovato per opera 
egli Arcadi non sarebbero bene accolte poesie secen- 
sliche. Ma egli non fu de' peggiori di queir età. 

696. Il sec. XVIII fu copioso di rimatori. La parte l. a 
ella raccolta lucchese del Lippi 1709, ha poesie di 16 
enovesi. Nel voi. 3 del Gobbi, che contiene le rime 
e' viventi intorno al 1718, trovansi componimenti di 
IlaUeo Fransoni, di Antonio Gatti da Garbagna, e del 
. Giambattista Colta da Tenda Agostiniano, tutti e tre 
Meritevoli di onorata memoria ; ma l' ultimo, benché 
ato in Liguria, e nella diocesi di Vinlimiglia, non è 
pmpreso ne' limiti geografici della mia storia; e sol- 



) V. Oldoini, Athen. Ligmt. 



— 76 — 

tanto potrebbe dirsi nostro per educazione letteraria : il I 
Gatti, celebrato anche dal Muratori, si adoperò d' illu- 
strare la storia dell'università di Pavia: il Fransoni 
avrà luogo in altro capitolo. Nel voi. 4.° della citata 
collezione (ediz. Venez. 1727) si leggono rime di 
Agostino Fransoni, di Giambattista Gritta (quello stesso 
che racconciò gli annali del Casoni), di Giovanni Ago- 
stino Morando, di Lorenzo de' Mari, e di Nicolò Gari- 
baldi. Giambattista Pastorini della C. di Gesù vive nelle 
raccolte, e più orrevolmente nella perfetta poesia dei 
Muratori : ebbe vena poetica, ma secondo il P. Zaccaria 
Stor. Letter. ItaL non meritava che intorno al 1750 
si raccogliessero studiosamente le sue rime per istam-, 
parie in Palermo. Onor somigliante fecesi in Napoli 
(1778 in 8.°) al P. Giantomaso Baciocchi, della Madre 
di Dio, il quale mancò di vita in Genova sua patria 
l'anno 1725. Alle poesie è aggiunta una sua orazione^ 
per un Doge novello. Buon poeta parmi tra coloro chq 
scrissero di cose spirituali un altro religioso della Madre 
di Dio, Angelo Benedetto Brignole, che nel 1731 cidi! 
colle slampe di Lucca una Centuria di Sonetti spiranti; 
amor divino. Coetaneo gli fu Giambattista Merea, Ar-j 
cade Romano, autore di due poemi in ottava rima, 
r Ademaro, ossia la Corsica liberata, e la Contempla-' 
zione, opera ascetica, partita in sei canti. 11 Quadrio coij 
registrarlo nella sua Storia, fece sì che non se ne per-; 
desse del tutto la ricordanza. Fiorì nell'età medesima^ 
Agostino Spinola, accademico della Crusca; le cui poesie 
pubblicaron gli eredi suoi, Genova 1764 in 4°. Un 
decennio prima, cioè nel 1754, il P, Giuseppe Maria 



— 77 — 

Priani, da lodarsi altrove, aveva stampalo un bel volume, 
pure in 4.<>, di rime e versi latini, non che la tra- 
gedia intitolata Marianna. Le poesie di tre recenti Autori, 
Genova 1779 in 4.° contengono rime de' Sacerdoti 
Fabrizio Giano (di cui negli Oratori) e Giuseppe M. 
Masnata, ed il Mustafà tragedia di tre alti in versi 
sciolti, composta da Giuseppe Giudice. Paolo Maggiolo, 
professore di umane lettere nelle scuole dell'Università, 
pubblicò le sue poesie italiane nel 1778. Il bar. Luigi 
de Isengard fece nuovamente stampare in Lucca (1786 
in-8.°) le poesie di Agostino Lomellini, già Doge della 
Repubblica, con lunga dedicatoria all'autore medesimo, 
;he fu personaggio per dottrina filosofica e politica 
chiaro in Europa. Si vedranno con piacere in quell' e- 
Jizione 53 Sonetti, tulli colle stesse parole finali. E 
lelF epistola dell' Isengard troverassi la descrizione della 
amosa villa che il Lomellini aveasi fatta nel luogo di 
^egli. Il nome arcadico di questo illustre patrizio era 
]aramicio Nemillo. Nell'età medesima Clemente e Fran- 
cesco Ant. Fasce delle Scuole Pie, ebber fama non che 
li valorosi professori, ma sì ancora di buoni poeti; e i 
/ersi che ne restano non ismentiscono quella rinoman- 
:a. Girolamo Gastaldi d' Alassio, inviato del governo 
genovese a Torino, e poi segretario di stato, pubblicò 
Jue volumi di sue rime, e di versioni dal francese. Lo 
Scalco è un poemetto di Vincenzo Bertoni di Finale , 
imposto ad imitazione del Parini: trovasi nel tomo 
ili della raccolta torinese di Poemetti fatta nel 1797. 
Ambrogio Viale del Cervo, fu chiaro negli ultimi anni 
Jel secolo XVIII sotto il nome del Solitario delie Alpi. 



— 78 — 

Nicolò Peirani sacerdote savonese, oratore e poeta, 
avrebbe maggior grido, se non avesse troppo servil- 
mente imitato gli affettati scrittori della seconda metà 
del secolo trascorso. Molto potevasi sperare da Giovanni 
Tommaso Belloro (lodato negli Storici); ma egli arse 
la sua versione del Gesner, veduta quella del Soave ; e! 
dei suoi lirici componimenti ne abbiamo pochissimi. 
Bartolomeo Gandolfi C. R. Barnabita, nato a Sestri dtì 
Levante, visse molti anni nel Collegio Ghiglieri a Finale, 
ed ebbe grandissima altitudine alla poesia burlesca , ej 
satirica; ma come egli non facea conto delle sue fatiche^ 
uè altri si tolse la cura di prenderne copia, lasciò la 
gloria (qual che sia) di questa maniera di poetare, al 
P. Luigi Serra Olivelano, prof, nell' Università ; uomo I 
se altro mai, nato fatto per la poesia; e che trovato es- 
sendosi negli anni del 1797 e seguenti, ebbe infinite e 
preclare occasioni di porre in beffe, e di sferzare que-j 
gli uomini e quelle opere, che allor trattava e vedeva. 
Ma egli commise due falli; l'uno di eccedere alcuna 
volta, e di ferire persone che meritavano ossequio e 
riverenza; l'altra di consegnare i suoi versi alle Gaz-j 
zette ed agli Almanacchi. E però saria cosa convene-j 
vole, che alcuno degli amici ch'egli ebbe vivendo ^ 
ovver de' discepoli , assumesse il pietoso ufficio di scej 
glierne le cose migliori e mandarle nella pubblica luce<j 
Il qual uffìzio di amistà e di gratitudine , essendo così 
comune nelle altre regioni d' Italia, non so perchè sia 
men frequente in Liguria. Il Viani, che oltre la poesiaJ 
coltivò indefessamente la numismatica moderna, avrà 
lode negli eruditi. 



— 79 — 

697. De' poeti tragici, oltre il Granelli e il Biamonli, 
quattro possono apparir degni di memoria: Giuseppe 
Salvi de' CC. RR. Somaschi, che intorno al 1788 pub- 
blicò il Demostene, il Baleazar, il Catto e il Tiridate, 
non che rime, sonetti spirituali, e brevi poemi: Barlo- 
lommeo Boasi, già sacerdote della C. di Gesù, che 
l'anno 1790 stampò l'Annibale, tragedia, con rime, e 
versioni di favole dal francese di Lafontaine, e sermoni 
morali e panegirici : l' ab. Giuseppe del Mare, che nel 
1785 pubblicava tragedie, ed un'altra dedicavane 
l'anno 1805 al dominatore della Francia, intitolata 
l' Ataulfo: finalmente Giacinto Stefanini, caldo mante- 
nitore delle idee, che ferveano in Italia nel 1797. 
Alcune sue tragedie, che per la morte dell' autore, ucciso 
proditoriamente nell'atto che dal Teatro di Levanlo 
recavasi con una sua figlia alla casa paterna in quella 
valle, erano rimaste inedite, vennero pubblicate, non 
ha molto; e tra esse pregiasi il Coriolano, in cui Io 
Stefanini, unico forse de' moderni, serbato il costume e 
la storica verità degli antichi, seppe rappresentare sulle 
scene le opinioni che partivano allora il popolo geno- 
vese: cosa sommamente difficile, ma comandala da Ari- 
stotile, come osserva il nostro Biamonti nel trattato 
dell'arte poetica. Ne tacerò in tutto il nome di Serafino 
Giustiniani, monaco Ulivetano, che fino dal 1750 avea 
pubblicato il Numùore, tragedia dedicala al Senatore 
Agostino Gavotli, e che non è senza qualche pregio. 
Fatica giovanile di Carlo Zanatta è la Giovanna Graij, 
tragedia in tre atti, Genova 1782. 



— 80 — 

698. In lingua latina pochi de' Liguri ottenner vanto 
di buoni poeti; ed alcuni de' meno infelici troveremo 
in altri capitoli di questo volume. Qui abbia luogo 
Ottaviano Sauli colonnello nell'esercito spagnuolo, che 
stampò un volume di versi latini nel 1646. In idioma 
genovese, tre sono famosi sopra gli altri, Giangiacomo , 
Cavalli, Giuliano Rossi, e Stefano de Franchi. Il primo 
meritò 1' amicizia, ed un solenne encomio dal Chiabrera 
suo amico ; e il P. Lagomarsini nelP orazione de lingua 
latina, disse che Y idioma genovese per le rime del 
Cavalli può di grazia e dignità con ogni altro conten- 
dere. Le poesie del Rossi, natio di Sestri a ponente e| 
coetaneo al Cavalli, si trovano MS. in sette volumetti ; 
talvolta in uno : egli usò qualche fiata, così per piace- j 
volezza, framezzarvi qualche verso di celebre autore 
italiano. Il patrizio de' Franchi, che fiorì nella metà del 
sec. XVIII fu celebre per le commedie che imitò dal} 
Molière, e per le rime, comprese sotto il nome di ChiA 
tarrin. Rellissimo lavoro, a giudizio dell' Ab. Serassi, è| 
la versione del Goffredo di T. Tasso in ottave genovesi J 
fatta da parecchi cultori del nostro dialetto. Strano! 
capriccio fu quello di un certo P. Pozzuolo di stampare! 
in Ginevra due tomi di sonetti acrostici. 



— 81 — 

CAPITOLO III. 

Filosofia - Scuola di Galileo: Baliani, Grassi, Renieri. - Scuola 
di Locke: P. M. Doria. - Filosofi naturalisti ed economisti : 
Clelia Grillo, Gandolfi, Amoretti, Gaudio. — Altri filosofi — 
Metafisica ed Etica. — Aritmetica. 

699. Ocrissi nell'epoca 5.* sulla infelice condizione 
della filosofia nel sec. XVI: dimostrai come fosse così 
vilmente caduta dall'antico onore; ma notai nel tempo 
stesso i fondamenti del risorgimento giltali dal B. Ales- 
sandro Sauli per consiglio del genitore Domenico. Se 
gli effetti della geometria introdotta nelle scuole, e del- 
l'aver sceverato le sottigliezze arabiche e scolastiche dal 
testo originale de' filosofi greci, furono lenti; questa è 
la natura delle cose umane, che assai più agevolmente 
si corrompono, che non si ritornano a' veri lor principj. 
Surse pur finalmente quel grande ornamento di Firenze 
e d'Italia Galileo Galilei, che levò le scienze al grado 
primiero, ed aprì la via a' maraviglisi progressi che 
fecero nel sec. XVIII, e che vanno facendo pur tuttavia 
in^ ogni parte d' Europa e d' America. Galileo ebbe 
ne' Liguri ed amici e contraddittori; gli uni e gli altri 
:legni di lui. 

700. Il primo a farmisi davanti è Giambattista Ba- 
lani nato l'anno 1582. Ebbe a genitori il senatore 
Niccolò, cui perdette nel 1 620, e Francesca Clavarezza. 
)i Maria Garibaldi, sua consorte, generò tre figliuole e 
lue maschi, Bernardo e Niccolò: in quest'ultimo si 
Stor. Lett. voi. 5 c 



— Su- 
spense la stirpe maschile de' Baliani (*). Il nostro filo- 
sofo, che giunse poscia alla dignità Senatoria, fu Com- 
missario della Fortezza di Savona nei 1611 ; ed in tale 
occasione (**), considerato avendo il moto de' projettili, 
coli' osservare la caduta delle palle dell' artiglieria , 
cominciò a disegnare in sua mente la celebre teoria 
della caduta de' gravi ; di cui dovremo poi ragionare 
distintamente. Scrivendo al Galilei addì 3 1 gennajo 1614 
dichiarò di credere « che dalla maggiore o minor 
» quantità delle macchie solari derivasse il maggiore 

» o minor freddo (***). » Con allra lellera del 1619 
palesò allo stesso filosofo la propria opinione intorno 
alle comete; ma il Nelli (f) non pensò a dirci qual 
fosse. Trovandosi l'anno 1637 al Magistrato delle Ga- 
lere, fece una riforma, che rendeva più agevole il 
remigare, e ne aumentava l' impulso. Dalla Capitana di 
Genova passò quella innovazione alle altre galere di 
varie nazioni. Il Baliani descrive le ragioni del suo 
trovato in un opuscoletto latino, che leggesi nelle opere 
diverse. Tornato a Savona come Governatore, fece 
stampare nel 1647 una lettera latina al P. Mersenne 
filosofo francese, che aveagli chiesto la spiegazione di 
un fenomeno di fisica. Anche questa si ha nelle opere 



(*) Buonaroti, Geneal. di famiglie nob. genov. MS. Bibl. Berio. 

(**) L'anno stesso del 1611 fissò due punti , l'uno in Savona; 
e l'altro in Genova, per trovar l'altezza del mare tra le 
due città, e ricavarne argomento a calcolare la periferia del 
nostro globo {Op. diverse). 

(***) Nelli, Vita e Comm. letter. di Galileo, face. 337. 

(f) Vita Galil. pag. 433. 






— 85 — 

diverse. V anno slesso pubblicò dalle stampe del Rossi 
il trattato della pestilenza, ove si adducono pensieri 
nuovi in più materie (*), ristampato in Genova nel 1 655 
dal Guasco (**). Notabili sono le sperienze che praticò 
l'anno 1665 ad ispiegare il fenomeno dei tubi capil- 
lari (***}. L' anno seguente, mentre applicava all' edizione 
delle opere diverse (a), essendo già nell'ottantesimo 
quarto della sua vita (b), gli sopravvenne addi 6 agosto 
una occupazione di testa con indebolimento al molo 
della mano manca, mettendolo in dubbio di male apo- 
plelico (e). Interruppe dunque ogni studio, e terminò 
l'anno stesso i suoi giorni mortali; restando vivo e 
famoso nella memoria de' posteri e per le opinioni 
eh' e' difese, e per una che gli fu attribuita fuor d'ogni 
ragione. 

701. Ed eccone brevemente la storia. Si è detto qui 
sopra avere il BalianK cominciato a fare sperimenti nel 
1611 sulla caduta de,' gravi. Sappiamo dal Nelli, che 
E anno 1615 scrisse al Galilei per avere qualche notizia 
sulle velocità dei moti (*) ; e nel 1 652 o 55 lo richiese 
di quella dimostrazione, per cui si era persuaso il fio- 



(*) II Rossi era di Mondovì; ma forse allora stampava in Sa- 
vona. 

(*•) Questa è !' ediz. che trovò luogo nella sceltissima libreria 
Volpi. 

(***) Breve opuscolo di tal argomento, scritto in latino, trovasi 
nelle opere diverse, face. 284 e segg. 

•(a) Genova, Calenzani, 1666 in A. di face. 552. 

{b) Avviso premesso alle Opere div. , ediz. 1666. 

(e) Nota dell' Aut. appiè delle Opere diverse. 

C) Nelli, vita Gali!. , pag. 60$ — 610. 



— 84 — 

rentino che un grave scenda per 100 braccia in 5 
minuti secondi; accennandogli di avere esso Baliani 
tentato di trovarla con fare osservazioni sopra un pen- 
dolo. Appresso, nei 1638, il genovese pubblicò un 
volumetto de motu naturali gravium solidorum (*). 
Ora il Wolfìo lo accusa d' avere insegnato in questa 
operetta « che nella caduta dei gravi gli spazj percorsi 
» siano in ragione semplice diretta delle velocità (**) » 
cioè nella proporzione della serie naturale de' numeri, 
1 , 2 , 3 , 4 ecc. , cosi che alla porzione di spazio 
l. a corrisponda la velocità l. a , alla 2. a la 2. a , e via 
discorrendo. Incredibil cosa sembrar potrebbe che tal 
errore siasi attribuito ad illustre filosofo che insegnò 
dottrina affatto opposta, riconoscendo che gli spazj 
stanno in ragione delle velocità, come la serie de' nu- 
meri impari, 1, 3, 5, e 7 ecc. (***). Ma se anche ci 
mancassero le parole del Baliani, chi non sa, come 
Galileo combatte quella opinione ne' suoi dialoghi, ch'egli 
consegnò scritti a penna l'anno 1656 alcontediNoailles, 
perchè fossero impressi fuor d' Italia ; come lo furono 
di fatti per le stampe degli Elzeviri nel 1638? Certo 



(*5 Genuae, Farroni et soc. 1638, in 4.° di pag. 44. 

(**) Nelli, vita Galil. , face. 411. 

("**) « Ex quo demum deducere contigit, motum tali pacto ac- 
j> celerari, ut in 2.° tempore sit prioris triplum; in tertio quin- 
» tuplum, et deinceps juxta numerorum IMPAR1UM progressio- 
» nem, ut asseritur in VI. (propos.) primi hujus. » Così nel 
principio del libro IV. de moty, gravùm solid. et liquid. , 
edit. 1646. E nel libro de motu, questa è la VI proposizjo- 
ne : — Gravia naturali motu descendunt semper juxta pro- 
portionem quam habent IMPARES numeri ab unitale inter se. — 



— 85 — 

non poteva Galileo nell'anno del 56 ribattere una ipo- 
lesi, che viene attribuita ad un libro del Baliani impresso 
nel 38: finalmente, prima dell'opera del genovese, 
« piena era la Francia (sono parole dell' Andres), piene 
» le scuole, pieni i libri de' fisici e de' matematici di 
* questa opinione, che trita, comune, volgare, e ricevuta 
» da tutti, viene delta dal Cazreo e dal Gassendo (*). » 
Anche il Montucla, secondo l'ediz. parigina an. VII 
riconosce che la falsa ipotesi fu detta mal à propos de 
Baliani, stantechè su tal punto il genovese s J accorda 
presqu enlièremenl avec Galilée (**). 

702. Qui sorge nuova quistione: dobbiam noi cre- 
dere che i due filosofi, senza l'uno saper dell'altro, 
discoprissero la stessa teoria; o fu il genovese che 
1' ebbe dal toscano ? Presso gli antichi non trovo impu- 
tazione di plagio ; essendo stato il primo a diffamare il 
Baliani, come plagiario, un certo Cametti monaco di 
Vallombrosa in una operetta stampata nel 1758. Il 
Fabroni accolse lietamente l' accusa ; ed alla opposizione 
che gli si potea fare, d' avere contrario in lai idea il 
P. Vincenzo Riccati, egregiamente risponde (***); il Ric- 
cali è geometra celeberrimo; ma io non vò perdere 
tempo a confutarlo. Vide il Nelli non potersi lodare né 
il Cametti, che non confermava la nuova accusa ; né il 



(*) Ved. l'opusc. dell' Ab. Andres negli Opuscoli Ferraresi, 

voi. \.° 
(**) Hist. des Matémath. , voi. 2 , pag. d49. 
(***) Vitae Hai. doctr. excell. in vita Galil. %. 436: » Neque 

« vero nunc in Vincentio Riccato geometra celeberrimo con- 

* futando immorabor. » 



— 86 — 

Fabroni, che tanto audacemente incolpava di flirto un 
amplissimo senatore, e negava di udirne le difese per 
non perder tempo. Adunque il Nelli, premette aver 
Galileo fino dal 1610 preso a trattare del molo; e 
fattone sperimenti in Pisa ; il Baliani aver conversato 
con lui in Firenze nel 1615, e con lettere, fin l'anno 
•1 632, interrogato il Filosofo toscano sopra sì fatto argo- 
mento. Di che ritrae, doversi tenere per favola quanto 
scrive il Baliani nel proemio al libro de motu solidorum, 
ediz. 1658, delle considerazioni fatte in Savona nel 1611 
sui progettili, e delle osservazioni sopra i pendoli; con- 
chiudendo col Cametti e col Fabroni, avere il genovese 
tratta la teoria dei gravi cadenti dalle lettere e da' ragio- 
namenti del Galilei. In questo discorso del Nelli, io 
ricerco l' usata sua diligenza ed accortezza. Se non è 
degno di fede il Baliani, uomo sommamente modesto, 
perchè sarà Galileo ? Bramerei anche vedere trascritte 
le parole del genovese nelle lettere al Fiorentino ; né 
so come il Nelli ce le abbia celate con tanto di accuratezza. 
Aggiungo due argomenti, l'uno filosofico, l'altro storico. 
Il metodo adoperato dai due filosofi per iscoprire la 
slessa verità, è così diverso, per attestazione del P. 
Riccati, che nulla poteva giovarsi V uno dell' altro {% 
Degnissimo di lode è quello di Galileo ; ma t altro del 
Baliani sembra più esatto e più felice (**). Oltre ciò, il 
Galilei ebbe il libro del nostro Filosofo, e ne parlò con 



(*) N. Race. Opuscoli del Calogerà, tom. XXI. 
(**) Ved. la lettera lat. del Riccati nelle Op. diverse del Ba- 
liani, part. i, ediz. Genov. 1792. 



— 87 — 

lode; e continuò, dopo che fu pubblicato, un amichevol 
carteggio col Baliani. Ne dò mallevadore il Nelli mede- 
simo, il quale racconta (*), che venuto alle mani del 
nostro un esemplare a penna di un trattato di Mecca- 
nica composto dal Galilei ad uso de' suoi scolari in 
Padova, e vedutolo senza nome di autore, il Baliani, 
che lo riconobbe lavoro del fiorentino, avendosi già 
stampato, ma soltanto in francese, acquistò il manu- 
scritto, e con lettera del primo luglio 1639 il mandò 
gentilmente all' Autore. Ora, se il nostro Matematico 
avesse usurpato al Toscano quella scoperta nobilissima 
sulla teoria della caduta de' gravi, se ne sarebbe alta- 
mente lagnato il Galilei, né avrebbe continuato col pla- 
giario i consueti uffizj di amicizia e di stima. Mal 
conosce Galileo, chi lo tiene capace di tanta sofferenza ; 
diciam meglio sciocchezza. Un' altra prova si legge a 
difesa del Baliani ; cioè che i Dialoghi del Fiorentino, 
ove è la teoria del moto de' gravi, vennero consegnati 
in Firenze nel 1 630 al conte di Noailles, acciochè si 
pubblicassero oltramonli ; siccome fecesi nel 38; così 
che non potè vedergli il genovese, che Tanno stesso die 
fuori il libro de motu solidorum ; ma di questa ragione 
non intendo valermi, essendo evidenti, quell'addotta dal 
P. Kiccali, e l'altra ch'io deduco dal silenzio di Galileo 
intorno ad un plagio così grande, così memorabile, fat- 
togli da un filosofo amico e pubblicalo in una metropoli 
# Italia. 



(* ) V. Nelli, vita Gali]. , face. 750. 



— 88 — 

703. Un'altra gravissima imputazione si è fatta re- 
centemente al Baliani nel!' elogio inserito nella raccolta 
de' Liguri illustri; accusandolo d' avere abbandonato (*) 
nel libro della Pestilenza la vera teoria, per appigliarsi a 
quella che fa gli spazj proporzionali alle velocità. Provasi 
T accusa con alcune parole di quel trattato. Ma esse leg- 
gevansi latinamente nel libro IV de motu solid. et liquid., 
e in un opuscolo stampato nelle opere diverse, 1666 ; 
ed hanno un senso assai diverso da quello che lor si 
diede nell'elogio. Convien sapere che il nostro Filosofo 
pregiavasi specialmente di provar bene Y assunto ; e di 
non dire cose dette da altri (**). Per che fattasi volgare 
in Italia per le opere del nostro e del toscano la vera 
teoria della discesa de' gravi, più sottilmente pensando, 
vide che le si poteva dare maggior precisione. E tanto 
egli fece colla dottrina espressa nel trattato della pesti- 
lenza. Il P. Riccati aveva già analizzato quel passo, com'è 
latinamente nel libro IV (***) de motu ; e il Nelli ripetè 



(*) Il Montitela fu alquanto meno inesatto, scrivendo del Ba- 
liani: » Il ne dit pas précisément que les vitesses sont com- 
» me les espaces ; mais il tente d' introduire une autre lui 
» d' accélération. » Che il francese non avesse idea chiara 
della teorica del Baliani sugli spazj e sulle celerità infinitesime, 
provasi chiaramente dal Riccati, e si ammette dal Nelli. 

(**) Ved. 1' avviso al principio e la dichiarazione al fine delle 
Opere diverse, 4666. 

(***) Quella che nel!' elogio dicesi dottrina del Baliani, è una 
obbiezione: cui egli così risponde: » Resp. hanc sextam 
» propositionem inniti experimentis, sensus deceptioni obno- 
» xiis , quibus insensibilis error detegi nequit. . . . quia 
» portiones temporis aequales in priori , in qua conficitur 
» prima motus portio independes ab impetu, percipi nequeunt, 
» ut potè insensibiles.... At in temporibus, et motibus sen- 

» sibilibus res diverse se habet fere juxta rationem 

» numerorum imparium. » 



— 89 — 

con altre parole l'osservazione del matematico Gesuita: 
« Parla in esso l'autore dei moti piccolissimi ed altresì 
» dei piccolissimi impulsi , che secondo Y odierno par- 
» lare sarebbero gli spazj infinitesimi e le infinitesime 
» velocità. Di queste egli dice che gli spazielti e gl'im- 
» pulsi crescono secondo i numeri naturali, i, 2, 5, 
» 4 ec, ma quando poi egli ragiona degli spazj finiti e 
? della finita velocità, seguita la stessa regola del Galileo; 
» cioè che in tempi eguali gli spazj sono come i numeri 
» impari, 1, 3, 5, 7 ecc, (*). » Ed il Riccati: « le due 
» opinioni sono opposte così, che T una non può stare 
» coli* altra » : vuol dire che se altri ammettesse la falsa 
ipotesi degli spazj proporzionali alle velocità, non 
potrebbe ammettere la teoria degli spazj e delle velo- 
cità infinitesime. Ma dirassi : come s'accorda questa 
nuova speculazione del Baliani colla teoria detta gali- 
leana? Risponde il P. Riccati (**): « asserisco con 
» sicurezza , che la presente dottrina del Baliani 
» s' accorda perfettamente colla teorica galileana » : e 
ci manda a leggerne la dimostrazione nel voi. l.° 
de' suoi opuscoli. 

704. In questo luogo convengo far due parole sulla 
storia delle matematiche del cel. Monlucla. Riccati, 
Andres, Tiraboschi, e Nelli gridano contro di lui per 
quanto egli scrisse del Baliani; ma io lo giudico 
degno di scusa, anziché di censura. Egli non ebbe alle 



[*) Nelli, vita Gali!, face. 64 1. 
") Nel voi. XXI degli Opusc. Calog. Nuova Raccolta. 



— 90 — 

mani (*) né le opere del nostro Filosofo, né l' analisi che ne 
fece, quanto alla caduta de' gravi, l' illustre P. Riccati. La- 
vorò sopra il cenno brevissimo che se ne vede nella Storia 
del Tiraboschi, e sopra la vita del Galileo descritta 
rapidamente dal Frisi, uomo di molto valore nelle ma- 
tematiche, ma così nemico al P. Riccati ed alla congre- 
gazione, alla quale questi apparteneva, che non sareb- 
besi piegato mai a confessare, aver potuto quel religioso 
difendere a buon dritto il Baliani. 

705. Fu dunque il Baliani non tanto un buon fisico, 
come attesta il Montucla, non tanto un insigne geometra, 
secondo che dice il Nelli, ma fu discopritore della 
celebre nuova teoria sulla caduta de' gravi, trovata simil- 
mente e nel tempo stesso da Galileo ; e sopra sì fatta 
dimostrazione portò le sue indagini, ove niuno aveva 
immaginato condurle. Abbiamo già nominato quasi tutte 
le opere da lui pubblicate; cioè il libro de motu soli- 
dorum, che servì di libro primo all'opera de molu 
solidorum et fluidorum impressa nel 1 648, che ne ha sei, 
tre de' solidi, ed altrettanti de' liquidi: il trattalo della pesti- 
lenza, le opere diverse stampate nel 1666. In queste, 



(*) Mi attengo all' ediz. di Parigi an. VII, voi. 4 in 4.° Cita 
in essa il libro del Baliani 1638 con questo titolo: De motu 
naturali fluidorum ac solidorum, eh' è in tutto immaginario. 
E conchiude ingenuamente » je tiens au surplus une grande 
» partie de ces choses du P. Frisi. » Cita similmente la Stor. 
del Tiraboschi; non gli opuscoli del Riccati. Anzi di questo 
matematico dice aversi a credere che non vedesse mai 
1' opere del 1646 benché le citi; supposizione ridevole, mentre 
il Riccati ne trascrive le parole; e ne analizza la dimostrazione. 



— 91 — 

oltre molti squarci di lettere che lodano l'autore o le 
spese sue, si leggono cinque dialoghi in italiano; e nella 
stessa lingua un trattalo dell'amicizia; un altro dell'onde 
del mare; un trallatello della Lettera di cambio: in 
latino varj opuscoletti di logica, metafisica e fìsica. Aveva 
già (*) abbozzato le opere seguenti : trattato della feb- 
bre; trattalo di materie legali; dell'arte Poetica; trattato 
ad uso degl'Ingegneri; questioni teologiche; ma non 
ebbe tempo di mandarle alla luce del pubblico. Una sua 
lettera ad un amico, in cui emenda un grave errore di 
stampa trascorso in alcuni esemplari del libro de motu, 
stampò il Tiraboschi nel Giornale de Letterati, voi. 52. 
Ha la data di Genova 26 ottobre 1639. Dobbiamo al 
Patrizio Domenico Fransoni (autore di una operetta 
sulla vera patria di Crisi. Colombo, Roma 1814) la 
nobil cura della ristampa de' sei libri de motti, e di 
alcuni opuscoli del Baliani, non che delle leltere del 
P. Riccati contro al Montucla : Genova, pel Franchelli 
1792 in 8.°, premesse le notizie dell'Autore, delle quali 
usò lo Scrittore dell'Elogio. Il Tiraboschi nelle note 
all'ediz. 2. a della sua Storia fece di questa ristampa ono- 
revol menzione. Vano sarebbe, dopo le cose già dette, 
che noi cercassimo di magnificare con parole Giambat- 
tista Baliani. 

606. Se questo nostro Senatore divide col Galilei la 
gloria dell' avere stabilita la teoria delle cadute de' gravi, 

(*) Lo afferma egli stesso appiè delle opere diverse. In queste 
abbiam pure un trallatello latino sulla maniera di sminuire 
la scossa de' carri e de' cocchj. Merita pur considerazione 
un suo pensiero sulle antiche Davi a più ordini di remi Op. cit.) 



— 92 — 

il P. Orazio Grassi della Comp. di Gesù è rinomalo per 
avere difeso contro del Fiorentino la sentenza di Ticone 
sulle comete. Questo religioso nato in Savona di nobil 
famiglia, trovandosi maestro delle matematiche nel Col- 
legio Romano, osservò le tre comete, che apparvero in 
Cielo nel 1 61 8 , ed in pochi giorni stese una Disputalio 
astronomica de Cometis, che fece pubblicamente difen- 
dere e stampare. Dico in pochi giorni, perchè fu tenuta 
entro il 1 8, e vi si cita una osservazione falla addì 1 3 
decembre (*). Era opinione del Grassi come del Brahe, 
non altro essere le comete, se non se corpi solidi ed 
opaci, discorrenti per un'orbita sommamente elitlica. 
Ma Galileo aveva sempre affermato, essere semplici 
apparenze (fenomeni), come l'arco baleno e l'aurora 
boreale. Presa perciò l' occasione che doveva un Mario 
Guiducci leggere una diceria accademica, spiegogli i 
suoi pensamenti intorno alle Comete, ed amendue ne 
composero quel lungo discorso, che si lesse, e si diede 
alle slampe nel 1619 (**). « Esaminerò principalmente, 
» dice il Guiducci, i maggiori fondamenti di Ticon 
» Brahe... Appresso verrò al professor di matematica 
» del Coli. Romano, il quale in una sua scrittura ulti- 
» inamente pubblicala, pare che sottoscriva ad ogni detto 
» d' esso Ticone, aggiungendovi anche qualche nuova 
» ragione a confermazion dello stesso parere ». Questo 
discorso spiacque a' PP. Gesuiti del Collegio Romano ; 



(*) La Disputatio trovasi nel voi 2.° delle opere di Galileo 

ediz. Firenze 1718. 
(**) Ved. nel cit. yoì. 2.° delle Op. Galil. 



— 95 — 

e non senza motivo. Nella disputazione del P. Grassi 
non si parlava punto del Galilei ; e il difendere una 
opinione contraria a' discorsi tenuti dal filosofo toscano, 
non doveva esser vietato nella repubblica letteraria. 
Parve similmente una ingiuria fatta a quell' illustre 
Collegio, col muovergli guerra sotto l'oscuro nome di 
Mario Guiducci. Oltre a ciò: le Ire comete del 1618 
non eransi potute osservare dal Galilei, che stavasi 
infermo nella villa Segni a Bellosguardo; e il Grassi le 
aveva diligentemente contemplate. Per tutti questi mo- 
livi T astronomo savonese recossi a Perugia a farvi 
slampare 1' anno slesso una risposta latina, che s' intitola 
libra astronomica et philosophica. A questo libro con- 
trappose Galileo nel 1632 l'opera celebratissima del 
Saggiatore, in cui trascrive gran parte della Libra, e 
s'ingegna di confutarla, spargendovi nel tempo stesso 
molti bei lumi di fisica, i quali fanno dimenticare 
l' errore che egli prendeva sulla natura delle Comete. 
Fieramente in esso si lagna (") l'illustre filosofo de' molti 
attacchi a lui dati dagli emuli, e duolsi che il P. Grassi 
siasi voltato contro di lui per un discorso eh' è del Gui- 
ducci. Nel qual particolare non possiamo dar lode al 
fiorentino filosofo; perchè l'autore di quel discorso di- 
chiara di parlar sempre colle ragioni e considerazioni 
avute a bocca dal Galileo. Il savonese davasi vanto di 
confutare il Saggiatore in tre mesi, ma ebbe a lavorare 



(*) È da compatire al gran filosofo; perchè le molle contrad- 
dizioni mossegli contro dal Provveditore e da quattro Prof. 
dell' Univ. di Pisa, ne avevano già inasprito V animo. 



_ 94 — 

ben due anni (*) intorno alla risposta; che vide la 
luce in Parigi colle stampe del Cramoisy, 1626 in 4.°, 
e fu in Napoli ristampala nel 27 (**). Sembra che i 
superiori del P. Grassi non volessero che la prima edi- 
zione si facesse in Italia. Lo stile del savonese è molto 
lodevole secondo la ragione di grammatica ; ma sente 
alquanto del gusto secentistico. Nell'asprezza de' modi 
è di poco inferiore all' opera del Galileo. Nella sostanza 
delia disputa, tutti riconoscono avere il Grassi difeso la 
verità, che poteva rimanere per molti anni celata; tanta 
era, ed esser doveva, P autorità del Galilei che annove- 
rava le Comete tra le esalazioni adunate negli spazj 
eterei, irradiate dal sole mediante la reflessione dei raggi. 
Né credasi che il Grassi fosse inimico al fdosofo toscano; 
che anzi estimavalo sommamente, ed era favorevole al 
sistema copernicano, benché ne parlasse con prudente 
circospezione; ed a Mario Guiducci, che Panno 1620 
aveva (***) contro di lui pubblicalo una lettera, offerì la 
sua amicizia : ributtatone incivilmente, non isdegnossi ; 
e saputo poscia lui essere infermo, andò a visitarlo: nella 
qual dimostrazione non so perchè il Nelli riconosca 



(*) In questo si sparse voce che il Grassi volesse confutare 
anche l'opera del Galileo delle cose galleggianti. 

(*■*) Raiio ponderum Librae et Simpellae (Saggiatore), in qua 
quidquid de Cometis statuendura sit proponitur ; authore 
Lothario Sarsio Sigensano. L' ediz. di Parigi ha face, 202. 
Lothario Sarsio Sigensano è anagramma quasi purissimo di 
Horatio Grassio Sagonensi. Di ambedue V edizioni postillò 
un esemplare lo stesso Galileo [Nelli). 

(***) Trovasi nel voi. 2.° delle opere Galil., ediz. Firenz. 1718 
come lavoro dettato, o diretto da Galileo medesimo. 



— 95 — 

soltanto malizia e politica. Nuli' altro abbiamo del Grassi; 
se già non si dovessero eilare e la dispuiatio de Iride, 
stampata in Roma l'anno 1618, ed una orazione ad 
Urbano Vili pubblicata del 1631 nella stessa città; ed 
è questo l'unico scritto che abbia il vero nome, ed 
anche la patria dell'autore, che in quella metropoli 
chiuse i suoi giorni nel 1654 (*). 

707. Allorquando il Grassi faceva stampare in Parigi 
l' opera sua per difendersi dal Saggiatore, venne a Ge- 
nova, forse per aspellarvi gli esemplari del libro, e abboc- 
catosi con Bartolomeo Imperiali, si lamentò di Galileo, 
perchè, negato avesse di riconciliarsi, benché egli il 
Grassi ne l'avesse pregalo l'anno 1625. L'Imperiali, 
che era amico al Fiorentino, scrissegli di questa lagnanza; 
ma ebbe in risposta, non doversi parlare di riconcilia- 
zione, se prima non veniva in luce l'opera del Grassi 
spedita a Parigi. E tal risoluzione approvò l'Imperiali. 
Questi ci è dipinto nelle Biblioteche de' nostri Scrittori 
come autore di cose ascetiche; ma il carteggio del Ga- 
lilei veduto dal Nelli, ci fa intendere che aveva corri- 
spondenza ed amicizia col filosofo toscano, e che colti- 
vava con ardore le scienze (**). 11 carteggio sopra citato 
scoprì al Nelli un altro genovese, amico a Galileo, di 



*) Ved. Nelli, vita Galil. / pag. 225, 4M, 449 ec. Tiraboschi; 
Monti. Meni. Savori, e Soprani, Scrjtt. Lig. 

**) Nelli, Vita Galil., pag. 548.Fabroni, Vita Gali!, tra quelle 
ital. doctrina excell. — Alcune lettere dell' Imperiali pos- 
sedeva il Nelli; e dianzi mi fu dimandato a nome di un Cav. 
Fiorentino se si avessero in Genova le risposte del Galilei a 
quel nostro Patrizio. 



— 96 — 

casa Spinola. Non saprei dire s' egli sia quel Giovanni 
Andrea che attendeva alla fisica ed alla matematica; di 
che fanno prova due lettere (*) che indirizzò a Gian- 
nantonio Rocca, filosofo reggiano, negli anni 1647 e 
48; ovvero se sia quell'altro Giovanni Andrea, un cui 
dramma, Y Ariodante, si rappresentò sul teatro del 
Falcone Tanno 1655. Il primo di essi entrò nella Com- 
pagnia ; e perciò talvolta usava di aggiugnere al suo casato 
la parola Saverto (**)• 

708. Ma sopra tutti i genovesi caro fu a Galileo il 
monaco Ulivetano Vincenzo Renieri. I primi lavori di 
questo ingegno, appellato dal Soprani divinissimo nelle 
scienze di Matematica, furono di poetica, avendo pub 
blicato in Macerata Y anno 1628 un poema eroico intit. 
Expugnata Hierusalem, di cui danno il titolo così il 
Soprani come il Tiraboschi; e YAdone tragedia pasto- 
rale impressa in Genova nel 1637, coli' avvertenza di 
tacere. sì nel frontespizio che nelle approvazioni, la con- 
dizione religiosa dell'autore. Tra le ridicole produzioni 
di quel secolo non si ha da confondere questo dramma, 
che bene ci mostra Y ingegno del Renieri ; quantunque 
io creda che sia parto di età immatura. Ma già le mate 



(*) Giorn. Letter. Moden. , tona. 34 e 35. 

(**) Un altro Spinola, di nome Filippo, e di professione Somasco, 
pubblicò in Napoli, Philosofìa rationalis 1660, e Philosofit 
naturalis , V anno stesso ; ma di questa soltanto la parte 
prima. In quella città fu lettore di filosofia (Soprani). Fran- 
cesco Maria Spinola di Giambattista, si applicò specialmente 
allo studio dell' Astrologia. Così il Soprani; il quale fors 
confondeva Astrologia ed Astronomia, come fecero mol 
altri scrittori. 



— 97 — 

maliche invitano e rapiscono il P. Renieri. Aveva egli 
udito in Padova le lezioni di Galileo. Questi clic ne 
conosceva il valore, sentendosi privo del lume degli 
occhi, pensò valersi dell'opera dell' Ulivelano , per 
commettergli due imprese assai malagevoli. Voleva 
innanzi tratto spedirlo agli Stali di Olanda per dimo- 
strare l' esattezza del metodo ideato da Galileo stesso 
per graduare le longitudini. Ma il Renieri non potè 
allora (1657) mettersi in viaggio, perchè infermo; e 
trascorsi alquanti anni, e rannodata la pratica, il governo 
Olandese apparve sì freddo, che se ne depose il pensiero. 
L'altro incarico ch'ebhe l'Ulivetano dal suo gran pre- 
cettore, fu quello di continuarne le osservazioni sulle 
stelle Medicee (i satelliti di Giove). Galileo aveale con- 
dotte dal 1610 al 1637, e questi lavori consegnò al 
discepolo, che tornò con essi al suo Monastero di Genova, 
tutto bramoso di rispondere alla fiducia del maestro ed 
alle premurose istanze che ricevea da' Principi di To- 
scana. Ma non trovava nel chiostro né tutti gli stromenti, 
né l'ozio opportuno alle osservazioni ed a' calcoli astro- 
nomici. Ottenne alla fine la cattedra di Matematica nel- 
' Università di Pisa (1640), e in questa città morì 
(e pare d' improvviso) l'anno 1 648. Tutti i manuscritti, 
m contenevano le fatiche di lui e del Galilei sopra le 
ielle Medicee, furono involali dalla camera : chi ne incoi- 
ava i Monaci, chi l'Inquisizione. Ma il Nelli con fortis- 
sime conghietlurc, che formano quasi una dimostrazione, 
irgomentava che rapisse quegli scritti un Pisano f ) 



') II cav. Giuseppe Agostini. 
Stor. Lett. voi. 5 



— 98 — 

che si trovò presente alla morte del Renieri, e che 
non celava di possederne Formolo e i telescopi- L ? opera 
più insigne di questo Astronomo, è quella pubbli- 
cata in Firenze nel 1639 col titolo di Tabulae Me- 
dicene, quibus orbis canonem et planetarum calculus 
exhibelur; alle quali facendo allusione l'insigne P. Bo- 
nav. Cavalieri, scrivea (*) nel 1646 a Giannantonic 
Rocca: « Non l'ho stampato (il libro della Ruota pia- 
» netaria) sotto il mio nome per diverse ragioni. Prima 
» per avere il P. Renerio già insegnato il modo di cal-l 
» colare i luoghi de' pianeti conforme a tutte le più 
» famose ipotesi ; onde questa (opera) potea parer super 
» flua ». Se ne cita una 2. a edizione del 1647 notabili 
mente accresciuta. Le orazioni italiane che pronunzie 
nella coronazione del Doge Giambattista Durazzo, e ne 
funerale del Doge Gio. Agost. de Marini si hanno alty 
stampe. Qualche Carmen ne cita il Soprani. Vuoisi 
autore di una disquisilio sulle antichità etrusche sco- 
perte a Scornello vicin di Volterra, impressa nel 1658, 
È incerto se sien del nostro o del Fiorentino, le tavole 
delle Medicee, che Galileo mandò a Parigi ad Elia Do- 
nati. Degli studj ch'egli fece di concerto coir amici 
Vincenzo Viviani per trovare la longitudine di Firenze 
e di Genova, resta oscura notizia. Sappiamo che osserve 
due striseie in Giove; per le quali prese a sospettare 
che il moto annuo e proprio di quel pianeta dovesse 
subire delle variazioni. Una lettera importantissima ajj 
esso lui scritta dal Galilei pubblicò il Tiraboschi nelle 



(*) Giorn. Lelter. Moden., Iona. U, face. 77. 



— 99 — 

giunte alla Storia letter., e Bart. Gamba nella scella dì 
lellcre descrittive (*). 

709. Mancandomi le notizie di un altro ligure che 
in Padova col Renieri udiva le lezioni di Galileo, dico 
Giovanni Bardi di Rapallo, registralo dal Nelli tra gli 
scolari del gran Fiorentino, darò un cenno di Ansaldo 
de Mari ; il quale, benché non uscisse da quella scuola 
fu per altro degnissimo della istituzione galileana. 
Antonio Santini, trovandosi in Genova l'anno 1641 
mandò notizie de' matematici genovesi a Giannantonio 
Rocca con lettera del primo giugno ; ed in essa dopo 
aver brevemente lodalo il Baliani, aggiugne come segue: 
« Il Sig. Ansaldo de Mari, che fu il fabbricatore delle 
» mura nuove, ora del Molo nuovo, dico il supremo 
» Ingegnerò a queste fabbriche , fu ,1 6 o 1 8 anni sono 
» nostro discepolo, e di grandissimo ingegno; ma 
» T aversi applicato ad impresa di questa qualità , non 
» le hanno permesso la cultura delle più sottili specula- 
» zioni. » Nelle rime del P. Alberti Somasco, trovasi 
lodalo più volte il nostro Mari per aver disegnato e 
fatto innalzare sotto la sua ispezione il vasto cerchio 
delle muraglie che ricingono la città di Genova. 

710. Tanti esempj di Liguri, che lasciate le sottililà 
degli Arabi e le vanità degli astrologi, tennero dietro 
le orme del Galileo , non ebbero forza di smuovere 
dall' astrologia Tommaso Oderico che tra il 1640 e il 
1660 pubblicò molti scritti di tal argomento, con som- 



(*) Nelli, vita di Galileo (si consulti l'indice), e Tiraboschi 
voi. Vili , ediz. 2. a Moden. 



— 100 — 

ma diligenza notali dal Soprani ; cosicché i' articolo 
dell' (Merico viene ad occupare un luogo assai più 
magnifico di Federico Fregoso, e di disi. Colombo: ma 
questo è naturai difetto delle Biblioteche. A più sano 
consiglio s' attenne Giovanni Andrea Rovelti , che per 
testimonianza di Giano Nicio Eritreo « erat in primis 
» geomelriae perilus ; quoti libri ab eo de Arithmetica et 
» Algebra edili declarant » . Le molte poesie ed altri 
scritti dilettevoli, eh' egli stampò, non bene rispondono 
alla slima , di cui godeva presso i suoi coetanei ; e la 
stessa canzone della Fama, che meritò una lunga Sposi- 
zione di Pier Girolamo Gentile Ricci, nobile savonese, 
impressa nel 1604, è componimento appena mediocre. 
Narra il Soprani che mentre dormiva data gli fu (lamorte) 
» da cerio assassino, che a titolo di servitore abitava in 
» sua casa. »* Il qual misfatto dovette accadere intorno 
all'anno 1640. Dal citato scrittore abbiano notizia di Giam- 
battista Senno nelle matematiche e diversità di lingue, 
specialmente nell'ebraica, oltre modo eminente, mancato 
di questa vita nell'agosto del 1656: ma come nulla se 
ne trova alle stampe, né io mi affido agli elogj tessuti dagli 
scrittori del sec. XVII mi basti l' averne fallo memoria. 
71 1. Da' seguaci del Galileo non vo' separare Filippo 
Maria Bonini, scrittore capriccioso, ma di varia e non 
volgar dottrina. Egli nato in Chiavari nel 1612 ed ap- 
parate le lettere in Genova, se ne andò giovinetto a Milano, 
dove prese ¥ abito religioso nel convento di S. Ambrogio 
ad Nemus; e fatto il solito corso degli sludj in Pavia (*), 

(*) Tevere incatenato , face. 24o. 



— 101 — 

riuscì teologo, preci icalore, non che consultore ed assistente 
del S. Uffizio in Milano. Ma innanzi a lutto si pregiava 
di politica (solito morbo delle età corrotte); laonde fece 
stampare in Genova nel 1 G47 il Ciro Politico, ristampalo 
Tanno seguente in Venezia (*). V opera è dedicala al 
Card. Mazzarino; e per essa scriveva il famoso Loredano 
poter P autore con rag io?ie pretendere il titolo di Senofonte 
italiano. Nella riforma de' Regolari cominciata da In- 
nocenzo X intorno al 1 G50 (**) restò soppresso l'Islilulo, 
cui erasi aggregato il Bonini; ma questi fu ricevuto nella 
corte del Card. Antonio Barberino, personaggio di gran 
testa (***), che gli diede un' abbazia, e lo fece suo vicario 
in Palestina. Nelle sventure de' Barberini, andò con essi 
in Francia; con essi tornò a Roma; indi recossi a Venezia; 
iinalmenlea Vienna; dov'era tuttavia nel 1677; ignoran- 
dosi V anno preciso della sua morte. 

712. Il Bonini fu ascetico, contro versisla, antiquario, 
storico, poeta, politico, cortigiano, e fisico. Volgarizzò 
il libro de Imilatione Christi, riducendolo a massime , 
ed aggiugnendovi orazioni; fatica inedita, imitata poi, 
e in ottima guisa, dal Card. Enriquez. Veduta l'arte 
della perfezione del Card. Pallavicino, parevagli sparsa 
di terrena prudenza; e le contrappose l'Uomo evangelico. 
Per comando di Eleonora Imperatrice che V avea fatto 
suo Consigliere, voltò in italiano 1' uffizio della B. 
Vergine, colle solite aggiunte di quelli de' Defunti, della 



k ) Alle stampe non ne abbiamo che la parie i. a e 2.* 
W) Aytnal. Hai. del Murat. ann. 1652, 
P*) Muratori , Armai, I. ciL 



— 102 — 

Croce , dello Sp. Santo , degl' inni e delle orazioni , e 
cose simili, impresso in Vienna nel 1672 e 76, e posto 
nell' Indice di Roma , probabilmente per la versione 
degli Oremus (*). Trovandosi in Francia , allorquando 
cominciavano le controversie per la dottrina e condan- 
na dell' Agostino del Giansenio, pubblicò in Poitiers la 
vigilia prima dell'anima di Corn. Giansenio, ma resta- 
rono a penna la 2. e la 3. Tre libri compose contro 
gli errori de' Calvinisti e Riformati; e pubblicò in Vienna 
la prima parte dell'opera intitolata: — Confutalo falsae, 
et verae Religionis assertio — La storia universale dei 
suoi tempi, quella della minorità di Luigi XIV e i tre 
volumi delP epistolario istorico , farebbero singoiar 
piacere agli amatori delle notizie recondite. Alla storia 
ecclesiastica spettano il conclave di Clemente X, le vile 
de' Cardinali da Urbano Vili a Clemente; le vite ed i 
ritratti di 300 eresiarchi; tutte opere MSS. Forse il suo 
genio satirico gli suggerì di mettere in prosa la Divina 
Commedia, con giunte all' Inferno ed al Paradiso, e di 
scrivere la Settimana concistoriale tra Apollo e Trajano 
Boccalini divisanti degli affari del Mondo. L' Augusto 
vindicato impresso in Vienna nel 1677 per dimostrare 
doversi scrivere Imperatore Augusto, non Augustis- 
simo, è una piacevole, ma sovente fiera censura contro 
di un Accademico della Crusca. Alla riforma ed istruzione 
degli Ecclesiastici stampò in Vienna i voti della Cristianità 
al futuro Pontefice, lasciando scritto a penna il Gerarca 



') Quando il Gozzi tradusse dal francese l'anno Cristiano, ebbe 
ordine dalla Inquisizione di omettere la versione degli Oremus. 






— 105 — 

oer [etto, modellato su i decreti de' Concilj e la dottrina 
te' SS. Padri, indagandovi F origine e la giurisdizione 
ile' Prelati; e il Pastorale di S. Gregorio tradotto e 
commentato. A stabilirsi meglio nel favore dell' Imperiai 
Casa d' Austria fece pubbliche in Vienna sette operette, 
che sono o Panegirici di que' Principi, o descrizioni di 
Feste per nozze , e cose simili. E forse collo stesso 
intendimento avea compilato le notizie della Contessa 
Margherita Montecuccoli. Scrisse la vita di Pietro della 
Valle, che fu premessa a' viaggi di esso; ed in 8 volumi 
descritto aveva F Asia o F America col titolo di Mondo 
peregrinato. Inediti sono similmente i due tomi di com- 
posizioni varie e di discorsi accademici, e il Blasonista 
italiano , e il Repubblichista avvisato, come anche il 
libro della Vera Monarchia contro Hamilton ed altri 
sediziosi scrittori. Non avendo potuto ottenere la facoltà 
F imprimere X Italia favellante a* suoi Principi, ne 
lasciò il manuscritto in Torino al cel. marchese Villa. 
Al Card. Grimaldi consegnò scritte a penna le ricerche 
isioriche sugli affari di Francia; ed al Cariglio amba- 
sciatore di Portogallo alla S. Sede i Tocchi della verità. 
U Ateista convinto (Venez. 1665) è diviso in 12 
dialoghi , e F Autore vi si abbandona allo spirito della 
satira , anche contro de' Tribunali di Roma ; laonde fu 
posto nelF Indice ; né si vide più comparire il Deista 
fatto cattolico, che continuava la materia dell'Ateista. 
Avendo un certo Orazio Piata pubblicalo un discorso, in 
cui pretendeva provare che le Donne non sieno della 
specie delF Uomo , il Bonino prestamente contrappose 
nel 1652 la Donna difesa, e poi la Donna combattuta 



— 104 — 

dall' Empio. Al libro del Vaticano languente oppose la 
calunnia rintuzzata (Venez. 1670). In Poitiers stampò 
Musarum Picctaviensium vota al Card. Barberino suo 
proiettore , e il racconto dell' elezione e consecrazione 
di Alessandro VII. Una lettera ne abbiamo tra le me- 
morabili raccolte del Bulifon. // Cielo politico gli fu in- 
volato (*). Ma T opera più ragguardevole del Bonini , 
non considerata dal Tiraboschi , e nota al Mazzuchelii 
soltanto di nome, si è il Tevere incatenato, ovvero l'arte 
di frenar le acque correnti, dedicata dall'Autore a Papa 
Alessandro VII ed impressa in Roma nel 1665 in 4.° 
a spese dell'Autore, cbe dichiara averla composta in 
tre mesi e per ubbidire. Occasione a comporta diede 
il Tevere che avendo inondalo Roma nel 1660, fece 
rinascere il disegno di trovar maniera, onde liberare 
quella citlà dalle inondazioni. Il Bonini per altro non 
si attiene così spezialmente al Tevere, che non tratti 
teoricamente e praticamente de' torrenti, e de' fiumi in 
generale. Attesta d' aver fatto qualche utile osservazione 
sull'Entella, e i rami suoi che dall' Apennino vengono 
ad unirsi nel piano di Chiavari; di avere considerato 
il Rodano e la Senna; e, quantunque noi dica positiva- 
mente, pare eziandio che fosse a vedere i fiumi ed i 
canali del Belgio. Combalte francamente gli errori e le 
opinioni degl'Ingegneri e degl'Idraulici più rinomati, I 
e particolarmente del P. Castelli. Non ammette una 
opinione sul porto di Genova, che piacque ad Ansaldo ] 



(*) Così afferma il Bonini appiè de\V Augusto vindicato, dove ei 
dà il catalogo di tutte le opere sue, stampale ed inedite. 



— 105 — 

de Mari, ma celebra questo Patrizio (ignoto al Tirabo- 
sebi) qual Archimede della Liguria, dicendo (*) di 
riverirne oggidì ancora l'ingegno e la memoria. Sa- 
viamente nota l'abbaglio di coloro, che cercando 
difender Roma dalle inondazioni, non si davano pen- 
siero delle campagne; e considera che trattandosi di 
fiume navigabile, convien pensare sopra tutto alla foce. 
Dichiara i molivi, pe' quali gl'Idraulici Lombardi erra- 
van sovente nell' applicare le pratiche loro intorno 
a' fiumi, che discendono dagli Apennini al mare. Illustra 
le dottrine con figure intagliale, e colla storia, giovan- 
dosi delle iscrizioni e di ogni altra memoria dell' anti- 
chità. E veramente egli fu assai dotto anche nell' archeo- 
logia ; come si vede non meno nell' Augusto vindicato, 
ove lapidi e medaglie cita in gran copia ; e nell' Ateista 
mostra la maniera acconcia a distinguer le vere dalle 
false medaglie; così che Pietro Bellori intitolò il Bonino 
una sua censura contro di un'opera numismatica del 
Tristano. Conobbe la favella greca eziandio, come rac- 
colgo da un luogo dell' Augusto v'indicato, in cui col 
testo greco del N. Test, illustra un passo non bene 
inteso da un Accademico della Crusca. Del suo buon 
gusto, abbiam questa prova, che nella prosa non amò 
quelle pazze metafore, e quegli ordinamenti e concetti 
ridicoli, che innamoravano il volgo de' letterati secen- 
tisti; e tulle quelle follie derise nell'esame che fece di 
una canzone stampata in Vienna dal citato Accade- 



(*) Tevere incatenato, face, 275. 



— 106 — 

mico (*). Ben vorrei che meno avesse amato la salirà, 
che non avesse assai volte turbato l'ordine delle materie 
per far pompa di varia dottrina ; ma niuno potrà negare 
ch'egli sia degno di molta lode, e che meriti d'aver 
luogo onoratissimo nella ligustica letteratura (**). 

713. Nel sec. XVIII tra coloro che non si ristrinsero 
ad un solo ramo della filosofìa, uè si legarono ad un 
sistema (che di costoro diremo più distintamente in 
appresso). Ebber molto grido due illustri religiosi delle 
Scuole Pie che sedettero per questi tempi sulle cattedre 
dell' università romana, detta la Sapienza, e sono Fran- 
cesco Maria Gaudio e Bartolommeo Gandolfi ; il primo 
de' quali si rivolse specialmente all' idrostatica, e Y altro 
all'agraria, due parti della filosofia, che non si potranno 
mai coltivare abbastanza. Il P. Gaudio cominciò a dar 
prova del suo grande ingegno con quattro dissertazioni 
latine, pubblicate in Roma negli anni 1756, 57 e 60. 
In esse trattò della forza e legge generale della natura, 
della natura della estensione, dell' altezza dell'atmosfera, 
e della propagazione rettilinea della luce. Appresso die 
fuori in quattro volumi (Roma 1762-69) un corso 
latino di tutte le matematiche. Così meritò di essere 
fatto professore delle matematiche sublimi nella Sa- 
pienza. Voltosi poi alla chimica, scrisse un discorso per 
dimostrare che l'aria si compone d'acqua, d'acido sol- 



(*) Sta come appendice nell'Augusto vindicato. 

<*;*) V. Mich. Giustin. Scrittori Liguri: Mazzuchelli, Scr. ftal. 
Tiraboschi: ma sopra tutto V Augusto vind. e il Tevere inca- 
tenato del Bonini medesimo. 



— 107 — 

forico e di flogisto (Roma 1785), combattendo la di- 
versa opinione dell' Ab. Atanagio Cavalli. Maggior lode 
gli venne da un altro discorso (Roma 1787) sulla reple- 
zione e deplezione dei laghi o ricettacoli, nel quale 
stabili ed illustrò un importante principio d' idrostatica 
non bene considerato dagli altri scrittori, empiendo così 
(dicono \ Effemeridi leti, di Roma) un vuoto nella scienza 
delle acque. Nel tempo slesso pubblicò due scritti con- 
tro di Teodoro Bonati celebre idraulico di Ferrara. 
Ottenuta la giubilazione della scuola, venne a Genova, 
e vi diede alla luce (1787) un discorso sulla Risacca 
del porto di essa città. Condottosi finalmente a S. Remo 
sua patria, vi morì nel seno de' suoi il giorno 30 gen- 
najo 1793 in età di anni 67. Francesco Maria Gaudio 
dottor di leggi, fece dare al celebre suo zio onore voi 
sepoltura nella cbiesa degli Angeli, con lungo epitaffio, 
nel quale si dice con molto di verità e con poco di 
buon gusto, che il P. Gaudio fu matematico, fisico, mec- 
canico, idraulico eximius, summus. Urbi, Orbi, notis- 
simus, probatissimus ; e si accenna che spedilo a 
determinare la linea del confine Ira lo stato della 
Chiesa e la Toscana, seppe condurre con tal saggezza 
il difficile incarico, che piacque non meno al Pontefice 
Pio VI. che al Gran-Duca Leopoldo. 

714. Bartolommeo Gandolfi nacque Tanno 1753 in 
Turia, eh' è luogo in vai d'Oneglia; e dopo essere stato 
alcuni anni lettore (1787-89) nel collegio Nazareno, 
passò ad essere professore di fisica sperimentale nella 
Sapienza. Abbiamo di questo dotissimo religioso una 
memoria sulle cagioni del tremuoto (Roma 1787), 



— 108 — 

nella quale sparge molli dubbj sulle teorie della elettri- 
cità che allora si dettavan nelle scuole de' fisici, e 
sostiene che principal cagione de' tremuoli e dell' esplo- 
sioni vulcaniche, sia la sterminata forza de' vapori elet- 
trici aeriformi, in cui riduconsi le acque sotterranee per 
opera de' fuochi sotterranei. Ma com'egli valeva spe- 
cialmente nelle cose d' agronomia, recatosi un giorno a 
Subiaco per farvi eseguire uno strettojo da olio, ed 
essendogli additata una vena di falsa ardesia, o schisto 
bituminoso, ne prese cagione di scrivere una lettera al 
Principe Don Andrea Doria-Pamphilj suo mecenate, 
mostrando che sotto quella falsa ardesia dovesse tro- 
varsi una ricca miniera di vero carbon fossile : e questo 
scritto venne subilo ristampato (1789) nell'Antologia 
Romana. Ma l'opera più insigne del P. Gandolfi è il 
Saggio teorico-pratico sopra gli ulivi, V olio, e i saponi 
dedicalo a Pio VI ed impresso in Roma 1793 in 8.° 
Gitimi estratti se ne leggono nelP Effemeridi letterarie 
di Roma ammirandosi nell'autore i viaggi falli nella 
Liguria e Provenza, e gli sperimenti per conoscere pie- 
namente il soggetto di cui prese a trattare ; l' esattezza 
delle dottrine botaniche e chimiche applicate all'agraria 
con tanto di precisione e di facilità che F opera piace 
a' filosofi, e non è oscura a' savj coltivatori (*). Un 
anonimo con sua lettera mi dà notizia di due altri 



(*) Lo stesso argomento dell' Olearia prese a trattare il Sig. 
Ab. Giammaria Picconi di Albisola; ma di lui, come d'Aut. 
vivente, non altro diremo, se non se, che il pubblico vor- 
rebbe vedere il compimento di quel lavoro, di cui abbiamo 

2 voL 



— 109 — 

lavori del P. Gandolfi, cioè d'una memoria sulla ma- 
m'era di coslrurre camini, stufe, fornacelle e cucine con 
risparmio del combustibile, (Roma 1805); argomento 
trattato da molti oltramontani, e negletto fin' allora in 
Italia, benché la nudità de' nostri monti, e la condizione 
de' boschi ne mostrasse la necessità ; ed un trattato delle 
Acque termali e del fumajuolo di Canino, intitolato alla 
Principessa di questa terra la consorte di Luciano Bo- 
naparte (Roma 1810). Il P. Gandolfi fu amico al cel. 
Amorelli, che ne parlò con lode nella Raddomanzia ; i 
Georgofili di Firenze, e la società georgica di Treja 
(nella Marca d'Ancona) lo scrissero socio. Mancò di 
vita l'anno 1824. 

715. Pochi anni avanti, cioè nel 1817, avea cessato 
di vivere un altro amico dell'Amoretti e concittadino, 
il P. Gasparo Morardo delle Scuole Pie ; che fatto il 
noviziato e lo studio di filosofìa in Genova, fu dapprima 
prof, di rellorica, e poi lettore di filosofia in Oneglia, 
ove giovò colle sue lezioni ad erudire la famosa Maria 
Pellegrina Amoretti; dipoi fatto R. Professore in Voghera, 
Susa, Possano e Mondovì, si lasciò prendere alle novità 
francesi, e immaginando che la vantata libertà dovesse 
portare agli uomini una seconda e più durevole età 
dell'oro, s'indusse a pubblicare certi opuscoli, che 
meglio sarebbero rimasti sepolti. Nel 1 808 stampò in 
Torino alcune sue poesie (né infelici) latine e italiane 
di sacro argomento con dedica all' arciv. mons. Della 
Torre, volendo che sì falla pubblicazione rendesse testi- 
monianza della purità di sua fede, e del suo costante 
attaccamento alla cattolica dottrina. Niuno potrà negare 



— HO — 

al Morardo un ingegno pronto, ameno, e non comune 
facilità di scrivere. L'uomo guidato dalla ragione, ossia 
l'etica dimostrativa pubblicata in Torino in 3 volumetti 
negli anni 1780 e 81 con dedica al card, di Martiniana 
vesc. di Vercelli meritò le lodi dell' Effemeridi letter. 
di Roma; e l'arte di viver sano e lungamente (Torino 
1782) che fa quasi il compimento dell'etica, ebbe nel 
citato giornale l'encomio di elegante operetta. In tre 
volumetti (Torino 1785 ed 86) contiensi la filosofia 
militare, lodata sommamente nel suddetto giornale di 
Roma. La Damigella istruita (Torino 1787 in 8.°) 
piacque moltissimo a' compilatori dell'Effemeridi ro- 
mane, i quali si congratulavano coli' autore (*) che 
avesse felicemente eseguito in questa sua egualmente 
utile che dotta ed elegante operetta un lavoro, di cui 
mancava l'Italia, costretta ad usare il Magazzino di 
Madama Le prence Beaumont. Ma in Piemonte i più 
rigidi moralisti la tolsero dalle mani delle fanciulle, 
come libro scandaloso e seducente; un fdippino con- 
trappose una sua Damigella meglio istruita; ed altri 
ecclesiastici scrissero a Roma, perchè fosse posta nel- 
F Indice (**). Il Morardo senza punto smarrirsi pubblicò 
nel 1790 colle stampe di Torino un' opera politico-mo- 
rale de Testamenti, trattando il soggetto non da giure- 
consulto, ma da fdosofo, com'egli dichiara nella prefa- 
zione ; ove anche afferma che conoscendo d' essere mal- 
veduto da' pseudo-giansenisti (sono sue parole precise) 



(*) Nel voi. del 1787 a pag. '277. 

(**) Ved. i! Morardo nella pref. all'opera dei Testamenti 



— HI — 

avea preso partilo di conversare, con pochi. Oltimo 
consiglio sarebbe stato il non mandare alla luce questo 
trattalo de' testamenti , che doveva accrescergli , né 
sempre a torto, il numero de' nemici. Non è però che 
tratto tratto non vi s' incontrino speciali riflessioni o 
desiderj; quali sarebbero, l'aumentare il numero di 
que' monasteri che tengono scuole di fanciulle; accre- 
scere la tassa sinodale per la limosina delle messe, 
allora troppo tenue ; premiare le fatiche de' vecchj par- 
rochi con promuovergli a' canonicati vacanti : tre desi- 
derj che veggiamo posti ad effetto dall' Imp. Governo 
Austriaco. Confuta il sogno del Denina, il qual voleva 
che i vescovati e i benefìzj si dessero a' militari veterani 
e agi' intendenti e giudici gravi per età e fatiche. Non 
ammette la tesi famosa di un giureconsulto tedesco: 
jure nalurae testamento, sunt iniqua; ma la corregge 
insegnando, che la facoltà di testare, benché non sia 
data dal dritto di natura, non gli si oppone, anzi gli è 
molto confacente. Non condanna tutti di un colpo i 
fedecommessi ; mostrando che colle savie limitazioni 
fattevi dal Re Vittorio Amedeo lì, e con alcun' altre che 
far si potrebbero, possono tornare a vantaggio dello 
stato. Vorrebbe ohe i terreni, obbligati alla tassa del 
censo, e soggetti a tante spese e danni, non si potessero 
vincolare con legali. Osserva che le infinite donazioni 
fatte ne' tempi bassi prò rcdemptione peccatorum, sono 
più tosto effetto di un sacro entusiasmo, che dell'ava- 
rizia degli Ecclesiastici. Nota la contraddizione di coloro 
che declamavano contro i redditi de' conventi, e non 
osavano zittire contro certe Commende ed Abbazie, che 



— 112 — 

ad un solo fruttavano più che due o tre conventi» Sia 
questo come un saggio delle opinioni del Morardo; onde 
apparisca che non sempre vaneggiava; e che non fu 
indegno degli elogj del giornalista romano,, e di essere 
onorato del titolo di prof, emerito di filosofìa nella R. 
Univ. torinese, di venire aggregato all' Accademia delle 
scienze di Torino ; quantunque talvolta si lasciasse stra- 
scinare alle novità, e ad opinioni temerarie, o perico- 
lose; per le quali, passalo ch'egli fu all' altra vita, i suoi 
scrittisi videro posti nell'Indice di Roma (*). 

Intanto quasi a riposo di nostre meditazioni filoso- 
fiche, diremo brevemente de' Giureconsulti ; rimettendo 
gli altri filosofi ad altre parli di questo volume. 

CAPITOLO IV. 

Giureconsulti — Bottini, Targa, Casaregi, Gallesio, Grimaldi; 
Valdetaro, Brichieri, Solari, Amoretti, Berardi, ed altri scrit- 
tori di gius civile e canonico. 

716. Aia diligenza del chiarissimo Conte Somis (**) 
mi agevola di molto la fatica eh' io dovrei durare nel 
tener discorso de' Giureconsulti Genovesi. Qui non dirò 
del Baliani lodato ne' filosofi, né di Giuseppe M. Benielli, 
il quale nel 1699 pubblicò i consiglj di Arlotto suo 
padre, natio d' Ajaccio nella Corsica. Rara dottrina e 
pietà fregiavano Salvatore Castelli nato in Genova nel 



(*) Ved. V Enciclop. EccL, che il P. Venturi stampava in Napoli. 
(**) Dello allegare nel Foro i Dottori, discorso detto nel 1825. 
Genova, in 4.° picc. 



— ii5 — 

1670, e mortovi nel 1755 vicario generale dell' Arci- 
vescovo Mons. de' Franchi. Giangiacomo Cattaneo meritò 
i' esser lodalo negli annali del Casoni (an. 1650) come 
chiaro giureconmlto fra palrizj. Francesco Cicala 
stampò in Lucca nel 1655 un discorso sopra le Con- 
venzioni di Sarzana sua patria colla Rep. di Genova. 
Giambattista Corazzari, che vestitosi Domenicano ebbe 
il nome di Pietro, die fuori in Roma negli anni 1641 
e 42 due trattali teologico-legali de augmento moneiae, 
e de varialione ?nonetarum. Giovanni Annibale Della 
Cella, che traeva l'origine dalla Riviera di Levante, 
ove i suoi maggiori aveano feudi, e viveva nel 1707, 
e Giambattista Croce originario di Nervi, mancalo in 
Genova nel 1755, si ricordano per onorata fama, non 
per pubblici monumenti di lor dottrina. Geronimo Fr- 
enerò da Varazze, congiunse alla giurisprudenza la 
poesia: mancò nel 1652. Non pochi giureconsulti ci 
diedero i signori Giustiniani; tra' quali Carlo Fabrizio 
che studiò in Pisa, e fu vescovo di Mariana Tanno 1 655, 
e Giorgio che dopo avere appreso la dottrina legale in 
Roma, e sostenuti pubblici carichi, venne ucciso a tra- 
dimento in Genova nel 1648. Giambattista Gritta eletto 
a riformare gli Statini criminali di Genova, ed inviato 
a Parma per contese di confini, è lodalo come uno dei 
maggiori leggisli della Città in quegli Annali del Casoni 
(an. 1698) ch'egli ritoccò ed accorciò a suo talento, 
essendo allora inedili. Luca Maria Invrea fiorì circa il 
1650. Il soprallodalo Conte Somis registra similmente 
Giambattista Ventura (an. 1664), e Luca Andrea Piz- 
zorno da Rossiglione, mancato in Chiavari, dove fermò 
Stor, Lett. voi, 5 g 



— 114 — 

sua stanza, ne' primi anni del sec. XVIII, e Giambattista 
Panesi, eccellente nelle cose di stato (m. 1649), e i due 
fratelli Carlantonio e Torquato Paggi (de' quali si farà 
motto nel parlare della pittura), non che Giandomenico 
Piaggia (an. 1659) autore del Dies utiles, ossia d'una 
tabella de' giorni curiali e feriali ; ma uno storico non 
dee fermarsi lungamente intorno a persone, che poco 
o nulla tramandarono a' posteri ; e però mi giovi 
T averne fatto memoria, senza spendervi altre parole. 

717. Distinta menzione chiede Giuseppe Bottini geno- 
vese, che oltre alle Collazioni del gius Pontificio e Ce- 
sareo agli Statuti civili di Genova, due volte stampate, 
ed oltre il libro de Majore nalu, impresso in patria 
F anno 1711 lasciò manoscritta Universi ulriusque juris 
compilano ; opera d'immensa fatica, compilata a ma- 
niera di dizionario in 26 volumi in foglio. « Si narra, 
» che quest' opera fosse all' autore cara cotanto, eh' essen- 
» dosi appiccato il fuoco alla libreria.... si lanciò ani- 
» moso tra i vortici delle fiamme, non curando Y immi-; 
» nenie pericolo della vita, ed ebbe il dolce contento 
» di un successo felice, mentre tutto il resto fu preda 
» dell'incendio divoratore (*). » Carlo Targa, pur 
genovese, e rinomatissimo per le sue Ponderazioni 
sopra le contrattazioni marittime, stampate primamente 
in Genova nel 1692, poi in Livorno nel 1755, e di 
nuovo in Genova nel 1787. L'Editore di Livorno pro- 
testa di non sapere « se altra nazione abbia un libro 
» che in questo genere lo somigli ». Il Baldasseroni in 



(*) Conte Somis, Discorso cit., face. 37, 



- 115 — 

opera di simile argomento adduce tante e tante volte 
l' autorità del Targa, che par quasi averlo in conto di 
testo. E nolo il gran caso che ne faceva Giuseppe Lorenzo 
Maria Casaregi ornamento del foro genovese (*). Questo 
esimio giureconsulto nacque in Genova addi 9 d'agosto 
1670, ed avuti in patria i primi elementi del drillo, 
andò a fare i suoi studj in Pisa; donde tornato in Ge- 
nova, v'ebbe la laurea, e scrino nel Collegio de'Giure- 
consulli, fu ikprimo che nella nostra Università leggesse 
il Diritto Civile. In età di anni 27 pubblicò, confortatone 
da molli, e specialmente da Giulio Cesare Baldissone, 
valente giureconsullo suo amico, l'opera intitolata: 
* Elucubraliones ac resoluliones in aliquot et ad integra 
» statuta de decrelis ac de successionibus ab intestato 
» Ser. Reip. Gen. ». Dopo d'avere esercitato in Genova 
per molli anni l'avvocazione, e scritto pel governo della 
sua patria in causa di confini, andò in Siena Uditore 
di Ruota, e dopo alcuni mesi passò ad esercitare lo 
stesso ufficio in Firenze; e quivi colmalo di benefizj dal 
Granduca, e godendosi la compagnia dell' illustre poeta 
suo fratello, condusse i giorni mortali fino agli 8 d'ago- 
sto 1737. Il fratello ch'era solito usare a'PP. Agosti- 
niani Scalzi della Costa, nella lor Chiesa fece deporre 
il corpo del celebralissimo giureconsulto, ornandone di 
modesta iscrizione il sepolcro. Le opere del Casaregi, 
oltre quella giovanile già ricordala, sono: Resoluliones 
XVI per dichiarare varj punti di statuti municipali: il 



(•) it Casaregi manca nella Storia Lelter. del sec. XVIH del 
Sig. Lombardi. 



— 116 — 

Cambista istruito per ogni caso de fallimenti : alcune 
decisioni dell' autore sullo stesso argomento : Discursus 
legales de Commercio in numero di 50; stampali in 
Genova dallo Scionico Tanno 1707. Settanta nuovi 
discorsi sul medesimo soggetto furono stampati in Fi- 
renze 1719, ed altri cinquanta comparvero la prima 
volta nelle opere del Casaregi, Venezia 1740. Riordinò 
il trattalo delle Avarie di Quintino Weilsen, e pubblicò 
il Consolato del Mare colla spiegazione. Nelle cose com- 
merciali è grande l'autorità di questo dottore, e gran- 
dissima la fama, che ne corse non pure in Italia, ma in 
tutta T Europa. Ed a buon drillo nell' Epitafio si legge : 
— - Edito insigni opere de commercio fama nominis toto 
orbe celeberrimus — . 

718. Tra gli amici del Casaregi, è da ricordare 
Giannantonio Morchio da Cosio (Dioc. di Àlbenga), che 
ne ottenne le lodi in più luoghi dell'opera de Com- 
mercio^ come ne' Disc. 44, 71, 88 e 11 7. 11 suo cognome 
mi rammenta Giuseppe Maria Morchio, consultore della 
Giunta per le cose ecclesiastiche, ed autore della legge 
organica sul potere giudiziario promulgata dal Governo 
Ligure nel 1805. Rifiutò il Morchio il carico di Presi- 
dente della Corte di appello in Genova propostogli dal 
governo francese. Morì nel 1819, ed è sepolto nella 
Chiesa del Cervo sua patria. Filippo Noce di Rapallo, 
nato nel 1616, fu in pregio pe' suoi consulti, e meritò 
d'esser lodalo dal cel. Cardinal de Luca (*). Grand' è 
pur tuttora la fama di Pompeo Rocca, che gli procacciò 

(*) De Luca, de fideicomm. disc. 337. 



— 117 — 

ricchezze ed onori ; avendo ottenuto ex merito la nobiltà 
genovese. Servì il pubblico in rilevanti incumbenze, e 
fu Senatore. Ristorò Io Spedale di Gavi sua patria, al 
quale lasciò considerevoli capitali. Morì, ultimo maschio 
dell'antica sua famiglia nel 1795. 

719. Finale si pregia di tre chiari giureconsulti, 
monsignor Domenico Gallesio, il marchese Martino Colla 
e Giov. Bernardo Brichieri Colombo. 11 primo, nato 
Tanno 1639, dopo gli sludj di filosofìa e lettere falli 
in Genova, andò ad imparar leggi in Torino; ed appresso 
recossi a Roma (antica patria dellasua nobil famiglia); ove, 
benché giovinetto, meritò la cattedra di Gius Canonico, 
poi di Gius Civile, e finalmente delle Pandette. Clemente 
IX lo nominò Consultore della Congregazione dell' In- 
dice, e da Clemente X nel 1676 ebbe il vescovato di 
Ruvo nel regno di Napoli. Scrisse de Restilutionibus, 
opera molto pregiata, impressa in Roma nel 1675 (*). 
Martino Colla venne a luce l' anno 1 667 : studiò le disci- 
pline liberali in Milano, le leggi in Pisa; ma n'ebbe la 
laurea in Pavia. Spedito dal Consiglio del Marchesato di 
Finale al Principe Eugenio di Savoja, giunse a notizia 
di Carlo VI Imperatore, che fattolo nel 1713 Segretario 
nella cancelleria segreta pel ducalo di Milano, lo pro- 
mosse poi ad altri ragguardevoli uffìzj ; fino a che nel 
1738 fu ascritto a' Senatori di Milano. Chiuse i suoi 



(*) Non ammettendo il disegno della mia Storia Scrittori viventi, 
concedasi ad una nota di poter ricordare il Conte Cav. Giorgio 
Gallesio, cui, oltre il trattato francese sugli Agrumi, dob- 
biamo la Pomona italiana, opera di lungo studio , e di 
splendida edizione. 



— i 18 — 

giorni in Cernusco nella Pieve di Gorgonzola nel 1 743. 
Molte scritture pubblicò il Colla in servizio della Corte 
Imperiale; ma come son tulle di affari contenziosi, potrà, 
chi n'abbia vaghezza, vederne i titoli nel voi. !L° della 
Biblioteca degli Scrittori milanesi. Giovanni Bernardo 
Brichieri Colombo, nato di nobil famiglia Y anno 1682 
dopo varie incum^enze nel tribunale della Patria, fu 
dal Governo di Genova deputalo a trattare coi Ministri 
di S. M. il Re di Sardegna intorno ai conimi. Andò a 
Vienna per affari del marchesato; e finalmente l'Imp. 
Francesco I Granduca di Toscana lo spedì a Firenze in 
qualità di Uditor fiscale. Mancò per colpo di apoplessia 
T anno 1 7 55. Il Brichieri non fu solamente giureconsulto, 
ma persona eruditissima (*). Il Muratori ne parla sovente 
e con lode nel Tesoro nuovo delle antiche iscrizioni, 
avendone da esso ricevute non poche, specialmente di 
quelle trovate ne' dominj austriaci. L' opera eh' egli 
pubblicò sulla illustre casa del Carrello è grandemente 
apprezzala pur da coloro che non sanno approvarne 
tutte le conghielture e le opinioni. A questi valenti Giu- 
reconsulti mi sia lecito aggiugnere il canonico Locella, 
anch'esso (inalino, lodato per dottrina in una lettera di 
Apostolo Zeno, che il conobbe in Vienna. Nipote al 
canonico dovell' essere quel Barone Locella, che nella 
seconda mela del secolo XVIII fiori per filologica eru- 
dizione. Ma egli, più che a noi, appartiene agli austriaci. 

(*) Ne parla il Sig. Lombardi nella Stor. Lett. sec. XVIII voi. 2. 
Due scrini del Brichieri, che lo mostrano dotto in greco, e 
nelle cose sacre, si hanno negli Opuscoli raccolti da'PP. Ca- 
logerà e Mandellh 



— 119 — 

720. A Camoglj spelta Antonmaria de Negri, che 
ilo a Roma ad esercitarvi l'avvocazionc dedicò nel 1741 
a Benedetto XIV un trattato de vocalione beneficiorum; 
e negli anni 1750 e 51 al Card. Alessandro Albani le 
tre parli dell' opera intitolata : Tractalus de nomina- 
tione ad haeredilales . . . ad emphyteusim . . . et de 
poteslate eligendi res, jura et acliones. 

721. Girolamo Valdelaro, nobile genovese, nato in 
Napoli verso il 1610 « fu eletto per uno de' quattro 
» consultori di essa Città, e le sue allegazioni si ebbero 
» in sommo pregio tanto da' nostri (dice uno scrittore 
» napoletano) quanto dagli esteri. Nella causa tra il 
» Duca di Modena e l'Infanta Maria di Savoja nel 1635 
» fu incaricato a scrivere, e die fuori Allegalìones juri- 
» dicae etc. opera che fu molto applaudila da'Giurecon- 

» suiti di Lombardia Nell'anno 1675 fu prescelto 

• dalla Repubblica di Genova per iscrivere sulle diffe- 
» rejize insorte coi Duca di Savoja circa i luoghi con- 
» fìnanli tra loro e per la giurisdizione da esercitarsi 
» nella riviera di Levante »^ In Napoli fu avvocalo della 
fabbrica di S. Pietro e scrisse per essa in una causa con- 
tro al Duca Strozzi. Un' opera lodala dal Toppi come 
già terminala, non si sa che cosa fosse : dovette restar 
inedita (*). Coetaneo al Valdetaro fiorì pure in Napoli 
Donato Antonio de Marinis, presidente di camera in 
Napoli, e poi reggente in Madrid il supremo Consiglio 
d'Italia. Morì in Napoli nel 1766 senz'aver mai potuto 
ottenere d'essere riconosciuto; cosa, che focosamente 

(*) Giustiniani, Scrilt. legali de) Regno di Napoli, HI, 224, 



— 120 — 

bramava, qual germe della nobilissima casa de Marini 
patrizia genovese (*)„ Ma i suoi dottissimi scritti in ma- 
terie forensi Io fecer nobile giureconsulto. Altri vedrà 
se a ? nostri si debba ascrivere il marchese Giovanni 
Antonio Castagnola, di cui Lorenzo Giustiniani non dice 
la patria (**), accennandone P ingegno, e P opera pub- 
blicata nel 1704 a mostrare Filippo V monarca legit- 
timo delle Spagne; lavoro che gli meritò d' essere fatto 
Rea! Consigliere, presidente della R. Camera, e Capo- 
ruota del S. R. Consiglio. Mori nel 1760. 11 suo nome 
ooìì è nelP albero della nobil famiglia Castagnola fatto 
dal Cav. Buonarroti. 

722. Quattro illustri giureconsulti di cognome Gri- 
maldi vide il regno di Napoli nel sec. XVIII, Costan- 
tino, i due figliuoli di lui Gregorio e Genesio, e il mar- 
chese Francesco Antonio. Non si ha notizia che i Si- 
gnori Grimaldi patrizj genovesi abbiano mai riconosciuta 
giusta la pretensione dei tre primi, che volevano farsi 
credere della stirpe medesima; ma è certo che riconob- 
bero Francesco Antonio, nato in Seminara nella Calabria 
Panno 1741. Questo giovane di rarissimo ingegno dopo 
avuti i principj del disegno, e della musica, ed ottenuta 
la laurea nelle leggi nello studio di Napoli, non si curò 
gran fatto delle cose forensi, avendo ottenuto il carico 
di Assessore degli Eserciti reali, e sperando avanzamenti 
di maggior rilievo ; se non che afflitto pel tremuoto che 
nel 1783 fece cadere a terra Seminara sua patria, morì 



*ì Giustiniani, Scritt. leg. Nap. II, 226. 
* A ) Scritt. legali. Reg. Napol. I, 226. 



— 121 — 

nell'anno seguente nel vigore dell'età e della speranza 
Oltre la vita di Ansaldo Grimaldi, e del filosofo Diogene, 
ed una lettera al nostro eh. Agostino Lomellini, pub- 
blicò il sistema delle successioni legittime nella città 
di Napoli (Napoli 1 7G6 in 4.°); le Riflessio?ii sopra la 
ineguaglianza degli uomini (Napoli 1780 tomi 3 in 8.°), 
e gli Annali del regno di Napoli (ivi 1780 — 81 voi. 
dieci in 8.°). Della prima scritta latinamente, così ra- 
giona il Giustiniani: « l'ordine che in essa ammirasi, 
» r erudizione, il buon senso insieme e la chiarezza che 
» seppe adoperarvi, la rendono pregevole al di sopra 
» delle altre tutte scritte per lo innanzi in sì fatta ma- 
» teria (*). Egli fece un torlo al pubblico il non darle 
» compimento della seconda parte, dovendosi estimare 
» un lavoro d'un vero giureconsulto ». Gli Annali non 
piacquero a' Regnicoli, perchè gli antichi Sabini, Sanniti 
e Lucani vi sono dipinti come barbari ; né l' Autore potè 
arricchire il suo lavoro di notizie recondite. Tuttavia 
meritarono d' esser continuali dall' Ab. Giuseppe Cestari, 
il quale anche pubblicò 1' opera postuma del nostro Gri- 
maldi intitolata — Descrizione de' tremuoti accaduti 
nelle Calabrie nel 1783. Napoli 1784 in 8.° — (**). 
723. La nobil famiglia Solari molli egregj uomini 
diede a Chiavari, e specialmente giureconsulti. Il Conte 
Somis ne ragiona assai distintamente; onde io potrò esser 



(*) Del Grimaldi si ha qualche notizia nella Storia Letter. del 

sec. XVIII del Sig. Lombardi, voi. 1. 
(**) Giustiniani, Scrilt. legali del Regno di Napoli, voi. 2 £ 

Grimaldi \ 



— 122 — 

breve. Di Giovanni Agostino, che viveva ancora nel 
1684, si hanno in Chiavari nella Biblioteca pubblica 
sei volumi in foglio scritti a penna col titolo di Excur- 
siones ad utraque Sia luta Ser. Beip. Gcnuensis. Pier 
Agostino di Giovanni Andrea, meritò l'amicizia del 
Baldissone, e le lodi del Casaregi. Nato nel 1660 e 
tolto alla terra nel 1 731 lasciò MS. un Repertorio legale 
in tredici grossi volumi. Ebbe a nipote un altro Pier 
Agostino, celebratissimo per vasta dottrina, prudenza, 
ed integrità ; che fu per sedici anni (singolare esempio, 
perchè si dovette derogare agli statuti della Repubblica) 
Segretario di Stalo. Terminò i suoi giorni in Genova 
nel 1798; lasciando crede del suo ingegno il figliuolo 
Luca Andrea prof. nelP Università, Senatore nel 1814, 
e Sindaco di Genova nel 1 8 1 7; al quale (morto nel 1 820) 
i grati discepoli celebrarono solenni esequie; come a 
personaggio per civil sapienza, per copia di dottrina, e 
probità segnalato. Coetaneo a Luca Andrea visse Luigi 
Emanuele Corvetto nato in Genova nel 1756 ; lodato 
dal Conte Somis colle parole seguenti: « Le virtù e le 
» doli esimie, onde il cuore e lo spirilo di quesl' uomo 
» veramente grande furono abbelliti, avendo a se rivolli 
» gli occhi del mondo intero nel maneggio delle cose 
» politiche, poteron essere non più ricordate per rispetto 
* alla dotlrina legale, in cui fu pure dei primi a ripor- 
» tare la palma a' tempi suoi ». Chiamato in Francia 
da Nap. Buonaparle sedette nel Consiglio di Stato; e 
tornati i Reali Borboni all'antico retaggio servì al Re 
Luigi XVIII nel ministero, che chiamano delle Finanze; 
tino a che morì in patria anzi povero che ricco (se 



— 123 — 

risguardisi a' tesori eh' ebbe a maneggiare) il 23 dì 
maggio 1821, onorato dal Monarca suo padrone del 
titolo di Conte. Ne scrisse l'elogio l'amico suo Gottardo 
Solari, Senatore; nella ristampa del quale si ha e il 
ritratto del lodalo, e uno scritto sul Banco di S. Giorgio, 
che il Corvello dettò negli ultimi anni del sec. XVIH. 

724. Pier Agostino Bologna, che fioriva intorno al 
1730. Giambattista Luca Carbonara che morì nel 1782, 
e il Conte Luigi suo figlio, patrizio genovese, Senatore 
in Francia, e poi primo Presidente del R. Senato di 
Genova, sono ricordali con lode dal eh. Conte Somis. 
Ma Ignazio fratello di Giambattista Luca, eletto profes- 
sore di Gius criminale nella Università di Genova, lasciò 
Instùuliones Criminales, che V egregio Prof, e Cav. 
Molini, oggidì altro de' Deputati agli studj, corredò di 
note e di aggiunte, pubblicandole in Genova nel 1797 
colla data deì 1790. 

725. Francesco Antonio Lazotti nato nel 1730 in 
Castelnuovo di Sarzana e mancato nel 1809 trovò un 
lodatore anonimo, che lutti ne espose i pregi, mostrando 
la fama che ottenne da' coetanei (*). Tre anni appresso 
ne fu rapilo Ambrogio Laberio, per molla dottrina, per 
copiosa e sceltissima biblioteca, e per generosità, non 
che per gli uffizj civili a lui confidali, personaggio cele- 
bralissimo; dal quale, fuori una orazione latina detta 
nell' Università, in cui era professore, solo ci resta il 
primo volume de' Razionali sul Codice detto di Napo- 



{') La celebrila dell' Avv. Frane. Lazotti rivendicata. Genova 
1825 in 8,° 



— 124 — 

leone. Questa opera che per difetto d'occhi, e di più 
lunga vita non potè compiere, ebbe un contradditore 
per ciò che riguarda la dottrina del divorzio: né ose- 
remmo noi difendere il Laberio, se tanto dichiarò di 
non potere il eh. Gagliuffi che ne disse latinamente la 
funebre orazione (*). Nel 1819 venne meno Domenico 
Vincenzo Rossi d' Albenga, giudice in Alassio, dilettante 
di pittura, e cultore della poesia, del quale già udii pa- 
recchi sonetti, che dovean formare con altri molti, fino 
ai numero di cento, Y Asineide, opera giocosa, composta 
ad imitazione della ù'eceide. 

726. Giacomo Filippo Massola ebbe la laurea in Bo- 
logna, ove il Cardinal Legalo gli die titolo di cavaliere 
dello Spron d'oro. Fu alla corte imperiale, ed in Roma 
ottenne un'Abbazia dal Pontefice Alessandro VII. Ne 
abbiamo un'opera intitolala Trismegislus legalis (**), 
in cui si contengono 82 raziocinj sopra varj punti del 
dritto, un trattatello dell'aumento della moneta, e 100 
decisioni della Ruota romana. L'autore ingemma questi 
suoi scritti colle autorità de' poeti, e premette al volume 
i versi Ialini che a lodarlo composero Niccolò da Pas- 
sano, Stefano Spinola, Vincenzo Sauli, Girolamo Invrea 
e Nicolò Canevari, palrizj e giureconsulti genovesi» 
Altro lavoro del Massola s' intitola, secondo il reo gusto 



! 



(*) In funere Àmb. Laberii. Oratio Faustini Gagliuffi. Genuae 
1817 in 8.° 

(**) Impresso in Genova nel 1673 in fol. — Trismégistus, tre 
volte grandissimo, perchè la giurisprudenza, dice il Massola, 
è la dottrina del Re, del Sacerdote, e del Filosofo. 



— 125 — 

ni quel secolo, // fasto della Corte cristiana: contiene 
lettere familiari con le loro risposte e discorsi. Fecelo 
stampare senza data al Franchelli in 12 con dedicatoria 
al Card. Altieri, di cui avvi il ritratto disegnato da Do- 
menico Piola. A Sarzana debbe V origine Carlo Mascardi 
patrizio genovese, un cui trattato de commercio reddi- 
luum vilaliliorum vide la luce in Milano nel 1707 per 
cura pietosa di un suo figlio C. Reg. Barnabita. Giovanni 
Agostino Camere, ove pur non fosse slato celebrassimo 
a' tempi del Benielli, meriterebbe onore voi memoria, 
per aver fallo eredi d'ogni suo avere i poveri dell'Al- 
bergo di Genova, serbata una sovvenzione a coloro 
tra' suoi agnati poveri che attender volessero alle leggi, 
alla medicina ed al notariato. 

727. Tra giureconsulti ommessi dal eh. Conte Somis 
non è da pretermettere Marcantonio Tornati da Cara vonica 
in vai d'Oneglia, Uditore in Macerala, e poi Vescovo 
nel regno di Napoli, il quale pubblicò in due volumi 
decisioni della Ruota Maceratese. Fiori circa il 1670, e 
quantunque accenni nella prefazione all' opera che i 
suoi erano già illustri a' tempi di Carlo V io debbo affer- 
mare, dopo d' aver potuto a grande agio esaminare i 
documenti della famiglia, e le prove di nobiltà presen- 
tate ai Consiglio del S. Ord. Mil. de' SS. Maurizio e 
Lazzaro, che il primo a levarsi su il volgo fu il padre 
dei nostro Giureconsulto, il quale ottenne d' essere Ser- 
gente maggiore ( titolo allora non dispregevole ) delle 
milizie della valle d'Oneglia. Un matrimonio con una 
donzella d' illustre famiglia d' Asti, e il titolo di Conti 
di Chiusavecchia (villa della valle di Oneglia) illustra- 



— 126 — 

rono questa famiglia, ora estinta. Del Berardi insigne 
canonista d'Oneglia si farà parola negli sludj sacri. La 
signora Pellegrina Amorelli non si ha da confondere 
con gli altri Leggisti, e vuol gentilezza che a sì rara don- 
zella concedasi luogo speciale in altra parte di questo libro. 
728. Meritava similmente d'essere con onore men- 
tovato il Conte Beltrame Cristiani, natio di Varese nella 
prov. di Chiavari; il quale benché non abbia pubblicalo, 
per quanto io sappia, salvo se un trattalo dell'asilo 
Ecclesiastico, fu per altro personaggio di gran mente ; 
e meritò d'esser lodato più volle negli Annali del Mura- 
tori, e specialmente all'anno 1749 colle parole seguenti: 
« Placido e pien di giustizia si provò qui (in Modena) 
» il governo civile, perchè venne appoggiala l' ammini- 
» strazione d'essi stali al Conte Beltrame Cristiani, Gran 
» Cancelliere della Lombardia Austriaca, personaggio 
» che per l' elevatezza della mente, per 1' attività nei- 
» l' operare, e per le massime dell' onoratezza, inclinante 
» tutta al pubblico bene, ha pochi pari ». Ma del Cri 
sliani penso di trattare più acconciamente negli Elogj 
d' illustri Italiani. 

729. Pressoché sconosciuto è Scipione Giuseppe Ca- 
sali genovese, del quale si ha — De Gemellis dissertano 
philologico-legalis : Venetiis 1758 in-8.° — Sembra 
ch ? egli vivesse in Roma, dove fu ascrilto tra gli Arcadi; 
e dalla citala dissertazione si conosce che non era ignaro 
né del Greco né dell'Ebraico, e che aveva nella mente 
una ricca suppellettile di dottrina. 

750. Chiuderò questo capitolo col nome di Giorgio 
Ambrogio Mollino lodato dal Conte Somis e toltoci addì 



— 127 — 

26 aprile 1827. Egli ebbe a genitore l'avv. Matteo 
Gaetano Molfino(m. 1 766) soggetto di chiarissimo grido. 
Ottenuta in patria la laurea in età di anni 21 non tardò 
ad esser conosciuto il suo merito e la sua rettitudine. I 
primi magistrati di Genova ne chiedevano il voto, e gli 
delegavano cause. Un de' suoi voli meritò d'essere stam- 
palo nel voi. 3 de jure fideicommissorum del Bonfìnio. 
Sedè col Conte Corvetto nel Direttorio genovese; fu 
Senatore della Rep. Ligure, Presidente della Corte Impe- 
riale e Cav. della Legion d'onore, governando i francesi; 
finalmente il Re Vittorio Emanuele lo creò Senatore e 
poi Presidente nel R. Senato di Genova, e Cav. de' SS. 
Maurizio e Lazzaro. Ma le sue virtù furono più segna- 
late de' molti onori ch'egli ottenne in ogni periodo della 
sua vita (*). 

CAPITOLO V. 

MEDICINA 

751. IMon debbo entrare a discorrere de' Medici del- 
l'epoca IV di questa mia Storia, senza premettere alcune 
giunte e correzioni a quanto scrissi della medicina nel- 



(*) Ecco due leggisti scoperli dopo la pubblicazione de' primi A 
volumi : Gianfrancesco da Pogliasca fioriva nel sec. XV ed è 
ricordato dal Fabrucci nelle mem. dell' Univ. di Pisa (Calo- 
gero, opusc. voi. 54, pag. 216): Giovanni Battista Spina di 
Sarzana, un cui Responsum feudalibus, stamp. in Roma dai 
Biado ha la data del 4 56*2. Del Massa giurec. da Montone, 
vsd. r indice. 



— 128 — 

r epoche precedenti; acciocché il mio dire faccia fede 
a chicchessia della sincerila e della diligenza che mi 
furon mai sempre compagne in questo malagevol lavoro. 
732. Non parlerò né di Maestro Alberico da S. Ste- 
fano, medico di Bonifacio marchese del Vasto, né di 
Enrico Fulcone d'Orba vivente nel 1192, perchè eli 
essi nulla sappiamo, quanto a letteratura, se non se 
eh' erano medici di professione (♦). Del celebre botanico 
Simone ha parlalo il Doli. Bonino nella Biografia 
de' medici piemontesi, compendiando il mio articolo, 
cui rimanda i lettori; se non che invece del sec. XIII e 
dell'anno 1292 scrive, per uno scorrimento di penna, 
sec. XV ed anno 1493. M. Portai aveva assicurato che 
il famoso Guglielmo Varignana esercitò la medicina in 
Genova ; ma gli si oppose il Tiraboschi dicendo di non 
sapere su qual fondamento ciò si affermi dallo scrittor 
francese. Per altro, non si ha che ad aprire il libro éi 
Guglielmo intitolato Secreta mblimia, per vedere che 
termina colle parole seguenti, così nella prima edizione 
fatta in Pavia da Bernardino de Geraldi 1519 in 8.° 
come nella ristampa assistita dal Bauhino, Basilea per 
Sebastiano Henricpetri 1597 in-8.° « Guilielmi Vari- 
» gnane... in veneranda civitate Janue sub MCCCXLX 
» die Sabbati secundo exeunte decembris... opus pre- 
» cipuum . . . feliciter fìnit ». Guglielmo adunque era in 
Genova nel 1319, e vi scriveva il suo libro. Air erudito 
Sig. Bonino deggio la notizia di Maestro Antonio da 
Novi, che Tanno 1433 fu sostituito professore nella 



;*:) Bonino, Biografia Medico Piem. voi. *, fa«c. i e 4. 



— 129 — 

Università di Pavia al medico Bartolomeo Spalla ilo al 
Concilio di Basilea (*). Curioso è il fatto accennato dal 
Verzellino nelle sue inedite memorie di Savona sotto 
l'anno 1549: « medicava in Savona maestro Michele 
» Noslradamo, medico francese eccellente nell' aslro- 
» logia, che molte cose predisse ». Agostino Monti (**) 
registra negli scrittori di Savona Giangiacomo Pavese 
filosofo e medico di chiaro grido intorno al 1 569. Certo 
è che la famiglia Pavese, nobile e ricca, avea sua sede 
in Savona, e che da essa trasse origine il medico Gian- 
giacomo; ma pare ch'egli fosse di nascita calabrese; e 
le lettere del Chiabrera in cui parla di un nipote di* sua 
moglie Lelia Pavese possono confermare sì fatta pre- 
tension de' Napoletani (***), che voglion dividere con noi 
l'onore di quel filosofo (f). Giovanni Ornaro d' Albenga, 
medico in Borgo-Taro verso il 1566 è nolo per una 
lettera a lui scritta dal Fioravanti ed impressa nel Te- 
soro della vita ternana di questo Scrittore, non per libro 
o scritto veruno. Il Verzellino non dimenticò Angelo 
Visca, dicendo che fu « lettor pubblico d'Anatomia 
» principale nella università dello studio di Torino, e 
» morse (morì) l'anno del 1586 dopo d'aver letto 



(*) Bonino, Biografia Med. Pìem. voi. i. 68. 

(**) Comp. Memorie di Savona, face. 596. 

(***) Ved. Verzellino. Mem. Sav. ann. 4559. — Mangeli, Bibì. 
Script. Medie. — Chiabr. lett. C. a — Storia Lelt. Li^., voi. 
IH, face. SO. 

y) Le opere del Pavese, sono: i. Peripateticae dispatationez 
in prima Aristolelis philosophia, Venetiis 1566 in fol. 2. Di- 
sceptatio peripatetica de Accretione. Patavii 1359 in i°. il 
Pavese fu prof, di filosofia in Padova ed in Roma. 
Stor. Lett. voi. o. 9 



— 130 — 

» pubblicamente per molti anni con gran concorso et 
» ottimo salario di D. ni 800 ». Il Dottor Bonino nella 
Biografia gli assegna la meschina pensione di lire 300; 
e se in questo numero non è errore, convien dire che 
il Visca allorquando non avea che un salario così tenue 
l'osse lettore straordinario ; e che i ducaloni ottocento 
gli ottenesse giunto ad essere lettore ordinario, come 
allora dicevano. Infatti, avendo dimostrato S. E. il Conte 
Balbo che i due primi lettori di gius avevano di sti- 
pendio usuale l'uno scudi 800 e l'altro 600; non par 
credibile che il professore di anatomia fosse limitato a 
lire 500, specialmente se vorremo considerare che me- 
ritò gli elogj dell' Ancina e dell' Germonio. Intanto sap- 
piamo dal sig. Bonino che il Visca insegnò dapprima 
nella università del Mondovì, e poi in quella di Torino, 
ov' era già professore nel 1565. Convien dire che il 
Visca fosse di origine poco illustre, perchè tra le famiglie 
savonesi di qualche considerazione trovai una volta 
sola tal casato. Niun libro si conosce, per quanto io 
sappia, del prof. Visca. Tommaso Bovio da Bellinzagi 
nel Novarese esercitava la medicina in Genova ne] 
1566 (*). Il Fioravanti nelle lettere che gli scriveva, 
impresse nel cit. tesoro, lo dice Novarese. Ignoto sarebbe 
il medico savonese Giambattista Mazzeo, se un suo com- 
ponimento misto di prose e di versi per le nozze del 
Duca Carlo Emanuele, MS. nella R. Bibl. di Torino, noi 
d avesse fatto conoscere che vivea intorno al 160 
(Bonino, Biograf.) 

{*) Importanti notizie di un Astigiano, medico della Regina 
Francia., troverà il Sig. Bonino nel Tesoro del Fioravanti. 



— 151 — 

755. A quanto ho scritto nell'epoca 5. a sul medico 
Demetrio Canevari, nulla dovrei aggiungere, se non mi 
trovassi costretto a difendermi dall'accusa di averne 
parlato poco rispettosamente. Ecco le mie parole : « Il 
» famoso Eritreo descrive la strana parsimonia, con la 
» quale viveva (il Canevari) in quella gran metropoli... 
» iMa forse l'Eritreo, che suol mescere ne' suoi elogj 
» qualche tratto di cinica malignità, caricò alquanto le 
» tinte. Egli è certo che la severa economia del nostro 
» medico non era effetto di avara brama: egli mirava 
» al vantaggio delle scienze e della sua patria; per- 
» ciochè radunava libri da ogni parte, onde aprire in 
» Genova una pubblica biblioteca ». Non polendosi ne- 
gare la parsimonia del Canevari, dimostrata non tanto 
dalla satirica descrizione dell'Eritreo, come dalle ric- 
chezze accumulate, non credo che si potesse meglio 
difenderne la fama, quanto coli' additare le generose 
intenzioni del parco filosofo. Che se non lodai il mo- 
desto epilafio eh' egli slesso si compose per la sua tomba 
in Roma, mei vietava la clausola seguente del suo testa- 
mento : « Voglio . . . che sii fatto fabbricare in Genova 
» nella Chiesa di S. Maria di Castello un onorato e par- 
» licolare deposilo, di tutto rilievo,... con il conve- 
» niente et honeslo epilafio per memoria di me; volendo 
» io che per queslo si spendino sino alla somma di 4- 
» mila lire ». Fu il Canevari un dolio medico, ed un 
largo soccorritore de' suoi; ma egli pure, come uomo, 
non fu tanto scevro da qualche piccolo difetto. Errai, 
noi niego, affermante che lasciò al Bibliotecario annui 
scudi 200, ma in errore mi trasse l'autorità dei Tira- 



— 132 — 

boschi. Il fatto è che il Canevari lasciò due biblioteche; 
una di libri legali che legò a suo nipote Gianluigi « con 
» questo però che la conservi e conducili in Genova, 
» acciò servi per suoi fìglj che volessero attendere a 
» simili studj »; l'altra più numerosa, componevasi 
di libri medici e filosofici, e di essa lasciò il catalogo, 
e volle che vi fossero uniti e conservati « gì' instrumenli 
» di matematica, tali quali sono, antichi e moderni ». 
E questa ordinò fosse similmente trasportala in Genova, 
e ne avessero la custodia due persone fedeli che do- 
vessero lasciarla vedere a coloro tra' Canevari che voles- 
sero riscontrare alcun libro ; e ad ognuno de' custodi 
assegnava lire quaranla ogni anno. Vuoisi anche lodare 
la disposizione in favore de' suoi congiunti che applicasse!' 
T animo agli studj della legge e della medicina. Le quali 
cose tutte si leggono nel testamento di Demetrio che 
abbiamo alle stampe. 

734. Ora venendo ad altri Medici, ricorderò a' miei 
lettori che le Nocturnae exercitaliones quae plurimum 
conducimi ad artem praedicendi in morbis acutis, 
stampale in Genova dal Pavoni nel 1622 in-4.o ven- 
nero di nuovo pubblicate in Amburgo nel 1660 in 8.° 
per cura del medico Giovanni Garmer f ). Autore di 
quell'esercitazioni fu il genovese Francesco Rossi; l'uno 
di que' liguri scrillori, pei quali mi fu rinfacciato d'avere 
diseppellito nomi e libri che dovevano rimanere nel- 
T oscurità. Tanta è in taluno l' erudizione ; tanto l' amor 
della patria ! Non saprei ben dire se fosse ligure il chi- 



(*) Mangeti BìbU Script. Medie, art. JRubeus ed art. Garmer 



— 1 

1 



urgo Giambattista Sori, che io Milano pubblicò Tanno 
1628 Consigi j ed avvisi di Chirurgia. Nelle nostre 
Biblioteche non è registralo e il Mangeti nulla dice della 
patria. Nella medesima incertezza mi trovo riguardo a 
Niccolò Cevoli, posto dal Monti negli scrittori savonesi, 
affermando « che per linea di madre si gloria (il Cevoli) 
» descendere da' marchesi del Carretto ». Non trovo il 
nome di questo letterato, cavaliere, medico e teologo, 
nella Biblioteca del Mangeti: manca similmente alla 
Biografia del Dott. Bonino; e il Monti slesso nel catalogo 
delle famiglie nobili savonesi non mette la casa de' Cevoli. 
Siami dunque lecito ommellere questo scrittore (che fiorì 
tra il 1650 e il 1680) sino a che non se ne abbiano 



migliori notizie. 



735. Resta ch'io dichiari alcune mie parole, che 
spiacquero al Dottor Bonino diligente ed erudito autore 
della Biografia Medica Piemontese. È noto per le slorie 
civili ed ecclesiastiche, che si congiurò di avvelenare 
sacrilegamente il sommo Pontefice Leone X e a tal uopo 
dicono che fosse eletto Battista da Vercelli chirurgo, 
che allora soleva trattenersi quando in Roma, quando 
in Toscana. Come che sia, fallo è che Battista imprigio- 
nato, e secondo T uso di que' tempi posto alla tortura, 
fu Tanno 1517 condannalo alla morte. Il Sig. Bonino 
non vuol negare, assolutamente la verità della congiura; 
ma nega « che un illustre chirurgo abbia potuto par- 
» tecipare a quella così scellerata azione » ed aggiugne: 
» è questa una grave accusa alla quale non debbesi 
» prestare cieca credenza ; » e con ciò viene a dipin- 
gere come scellerati i Giudici che dannarono a morte 



— 134 — 

T infelice chirurgo. Io dissi nel voi. 3, face. 31 di questa 
Storia: « lodo l'amor patrio del Sig. Bonino; ma vorrei 
» che si ricordasse il ne quid nimis. Quando mancano 
» le pruove positive, l'equità vuole che si pensi mai 
» sempre in favore del tribunale, non del reo ». A 
queste parole alludendo il sig. Bonino: « Le riflessioni 
» critiche (scrive nel voi. 2.° 587) da me addotte ecc. 
» non ebbero buon accoglimento dal . . . autore della 
» Stor. Lett. della Liguria. Ho riletto quel mio arti- 
» colo e i principali scrittori delle cose d' Italia ; né 
» perciò io ne ritrassi di che mutare la primiera opi- 
» nione ». Io desidero che si giunga una volta a dimo- 
strare non che Y innocenza del Battista, ma degli altri 
insigni personaggi, che si voglion complici di quella 
scelleratezza; ma il nostro Agostino Giustiniani, cugino 
germano, ed intimo amico di uno degli accusati (*) ne 
rende sì fatta testimonianza negli Annali di Genova 
(all' an. 1517) che vai meglio di tutti gli argomenti nega- 
tivi, e di tutte le declamazioni del Sismondi. Del rima- 
nente, io non altro volli dire, se non se, che non mi piace 
punto la facilità degli scrittori moderni di gridar subito 
contro alla ingiustizia de' Giudici, allorché li veggono 
sentenziare a morte alcun uomo d'ingegno o di valore. 
736. Finalmente convengo avvisare il pubblico, come 
nella Biblioteca Ital. (quaderno ottobre 1827) trovasi 
un lungo e ridevol periodo intorno a' medici nostri, 
che si dice copiato fedelmente dall' ep. 5.*, cap. 4.° 



[*) Era accusato non di complicità, ma di aver saputo la congiura , 
e non averla rivelata per non nuocere ad un amico, 



— 135 — 

della mia Storia; benché sia una biasimevole invenzione 
e pura e pretta finzione di chi non arrossì spedire si- 
mili vituperi fuor di stalo a disonor della patria; brullo 
costume, riprovato da tutte le leggi, e più ancora dal- 
l' immutami legge dell'onestà. 

757. Intanto brevemente dirò de' Medici nostri. Nel 
cui novero non so bene s' io debba riporre Maurizio 
Torriglia prof, nella Università eli Torino e medico del 
Principe Eugenio di Savoja , il quale fiorì sul comin- 
ciamento del secolo XVIII. Il cognome, e il non trovarlo 
nella Biografia del Bonino mi fanno credere che sia 
genovese; ma il Mangeli pare che lo riconosca piemon- 
tese. Filippo Trombetti (*) medico genovese scrisse sopra 
la cognizione e cura di passione ipocondriaca, Genova 
1 674 in-12. Antonio Maria Saporiti, di cui cita il Man- 
geti Observationes de singulari sudore sanguineo, chia- 
mandolo medico genovese, non sa in qual anno fiorisse : 
sembra che vivesse al principio del secolo XVIII. 

738. Giov. Maria Castellani nacque nel luogo detto le 
Carcare, di famiglia della terra medesima, come riscon- 
trai sui registri battesimali, che sono de'più antichi che 
s'abbia la Liguria. Il Sig. Bonino immaginò che le Car- 
care fossero nel Piemonte, e perciò parla del Castellani 
nella Biografia Medica piemontese; benché l'Orlandi e 
il Tiraboschi avesser fallo avvertire che è nello Stato 
di Genova. Era Giammaria in età d'anni dieci, allorché 
Francesco suo padre seco il condusse a Roma con altri 
due figliuoli, Vincenzo, dottor di leggi, referendario, 



(*) Mangeti, Bibl. Script. Medie. 



— 136 - 

segretario della Consulta , e canonico di san Pietro in 
Vaticano, e Bernardino che fu primo medico (archiatro) 
di Papa Gregorio XV. Giammaria fatto medico primario 
del grande spedale di S. Spirito, pose profondo studio 
nell'anatomia, applicandosi indefessamente alla sezione 
de' cadaveri; cosicché meritò la cattedra di anatomia e 
chirurgia nella Sapienza; ottenne la cittadinanza roma- 
na, e fu archiatro, come il fratello, di Gregorio XV. 
Credesi che cominciasse le sue lezioni intorno al 1620. 
Mancò di vita in Roma il 1 agosto 1655 ed ebbe se- 
poltura nella Chiesa di S. Maria alla Minerva de' PP. 
Domenicani, ai quali lasciò un'annua rendita per fon 
dare la celebre Biblioteca, che poi fu detta Casanatense; 
come scrivo in altro luogo di questo volume. Poche 
sono le opere di questo famoso anatomico. Pubblicò 
in Venezia nel 1616 una operetta di Antonio Baldes 
sulla curazione della cancrena e dello sfacelo: una istru- 
zione a' barbieri per cavare il sangue ed applicare le 
coppe stampò in Roma nel 1618, che fu da suoi disce- 
poli pubblicata tradotta in toscano, Viterbo 1619. In 
latino fu ristampata in Strasburgo nel 1628 in -8°, ediz. 
citala dal Mangeli , e veduta dall' Orlandi nella Biblio- 
teca del Card. Imperiali in Roma. Fu anche tradotta ed 
impressa in tedesco. Un trattato dell'anatomia del corpo 
umano scritto in nostra lingua serbavasi in Roma nel 
1788 presso il Doti. Orlandi. Ma è perduta o smarrita 
la grande anatomia latina , eh' era nella Biblioteca del 
Lancisi. Pur viverà sempre glorioso il Castellani per le 
grandi tavole anatomiche credute del pittore Pietro da 
Cortona, ed anche attribuite al Medico Riva; ma che il 



— 157 — 

citalo dollor Orlandi, con ottime e ben fondale ragioni, 
(come afferma il Tiraboschi) dimostrò esser lavoro del 
nostro Giammaria. Di queste tavole si hanno due edi- 
zioni romane, l'una del 1741, e l'altra del 1788. Dob- 
biamo quesl' ultima all' ottimo gusto del dottor Petraja 
(volg. Petraglia) dotto medico, e squisito latinista del 
regno di Napoli, ch'ebbi il piacere di conoscere e consul- 
tare in Roma, dove egli aveva fermalo il soggiorno (*). 
759. Matteo Giorgi, nobile d'Albenga, si trattenne in 
Roma dal 1675 al 78 a farvi la pratica, come assis- 
tente allo spedale di S. Spirito. Il Cardinal Gastaldi che 
andava legalo a Bologna, seco il condusse; e in questa 
città, dove pare che già udito avesse le lezioni di Alberto 
Fabri , conobbe il famoso Marcello Malpighi. Condotto 
nel 79 medico in patria, vi slette fino al 1688. Nel 
1 704 trovasi medico dello Spedale grande di Geno- 
va (**). In questa città venne a morte l'anno 1726 (***). 
Fa maraviglia che il nome di un medico sì valente non 
si trovi nella Storia Letler. del Sig. Lombardi , benché 
il Mangeti ne scrivesse due articoli nella sua Biblio- 
teca (f ). Il Giorgi coltivò non meno la filosofia che la 
medicina. Nell'opera stampala in Lucca dal Venturini 
(1707 in-4°) col titolo — Elemento, scienliae natura- 
lis — si dimostra non al tutto straniero nella geome- 



(*) Ved. Antologia Romana voi. XV, n.° 25 e 26 in cui è la 
lettera del Dott. Orlandi , Mangeti Bibl. Script. Med. Tira- 
boschi, Stor. Lett. Ital. voi. Vili della 2. a ediz. 

{**) Ved. l'opera del nostro Giorgi: intit. Arte piccola di me- 
dicare, face. 13, 121-23, e 159. 

(***) Biblioth. Italique, tom. 1, pag. 297. 

(f) Bibl. Script. Med. |. Giorgius; e nell'append. alla parte 2/ 
del voi. 1 — Ved. anche il Giorn. Lett. (lai, tona. 13, 17 e l* 



— 158 — 

tria , e buon fisico razionale tra le sottigliezze degli 
scolastici e le nuove dot- (*) 



Postilla ed Appendice dell'Autore, 

che si leggono autografe in uno degli esemplari della Civica 
Biblioteca Berio. 

Postilla — Voi. III. Pag. 255, Un. XI. 

« Era {Alzavi Croce) di Monterosso ». 

Appendice Voi. III. Pag. 261. 

« Angelo Visca di Savona fu lettore di Anatomia in 
Mondovì ed in Torino collo stipendio di Lire 300. 
Trovasi registrato nel catalogo de* Dottori collegiati 
dell' Univ. di Torino. Delle sue opere niuna potè vedere 
il Dott. Bonino, che gli die luogo, non so perchè, nella 
Biografia Medica Piemontese, Voi. 1. 301. Viveva nel 

1565. — Ma io temo che non fosse altrimenti di Savona, 
ma piuttosto dell' Orba ( od Olba ) comunità del Geno- 
vesato nella Provincia di Savona, ove è tuttavia quel 
Casato. Ma più probabilmente era del Sassello ». 

« Tommaso Bovio da Bellinzago (Prov. di Novara) 
esercitò la Medicina in Genova : era in questa Città nel 

1566. Così scrive il Bonino Voi. 1. face. 301. della 
Biografia soprascritta. 

« Nel libro terzo del Tesoro della vita umana ài Lio- 
nardo Fioravanti è una lettera di esso Fioravanti a Gio. 
Ornaro d'Albenga medico in Borgo di Val di Taro ». 

(*) Qui hanno termine i dieci fogli stampati e non più pub- 
blicati, de' quali si parla nella dedica» 



INDICE 

ANALITICO E CRONOLOGICO 



Epoca I. 

Dall'età più remota 
fino all' anno 
di G. C. 1300. VOL. I. 

Introduzione Pag. 1 

CAPITOLO I. — I Liguri antichissimi — Luni città 
etrusca in Liguria — Tagete ed Arunte — Marmi 
lunesi — I Liguri sottoposti dai Romani — Elio 
Staleno — Persio n 21 

II. — I Liguri sotto il governo degli Imperatori 
Romani — Ursicino ed altri Medici — La madre 
di Agricola — Pertinace e Proculo Imperatori — 
Camillo e Teodoro preti genovesi — Belle arti, n 56 

III. — Gli Eruli e i Goti in Italia — Proculo e 
Quinziano — Aratore — Osservazione critica 
circa la storia di Boezio ti 76 

IV. — Regno de' Longobardi — s. Giovanni Buono 

— L' Italia sotto i Franchi — Decreto di Lo- 
tario per le scuole pubbliche »? 95 

V. — La monarchia di Carlo Magno è divisa — 
L'Italia risorge specialmente dopo il 1000, e 
risorgono in Italia gli studj innanzi al 1300. ti 112 

§ 1° Caffaro e suoi continuatori — Storici diversi, n 113 
§ 2° Studj sacri — Paolo il cieco — Grossolano 

— B. Giacomo da Varezze — Altri scrittori. » 162 



— 140 — 

VOL. 

§ 5° Gius Canonico e Civile — Jacopo d' Albenga 
e Innocenzo IV — Genovesi allo studio di Bo- 
logna — Codice di Spagna compilato dal Pagano 

— Altri Leggisti — Come si facessero i Notari 

— Osservazioni Pag. 188 • 

§ 4° Medicina — Simone monaco — Veterinaria 

— Filosofìa — Eloquenza e Grammatica — 
Giovanni Balbi — Cancelleria arabica in Genova, n 21! 

§ 5° Poesia — Poeti provenzali: Folchetto, Cicala, 
Calvi, Grimaldi, Doria, Grillo, Quaglia — Poeti 
latini: Urzone — Poeti italiani: Paganino — Poeta 
genovese anonimo » 240 

§ 6° Belle arti — Architletura — Città e Castelli 
edificati — Molo e Arsenale — Marino Boc- 
canegra — Acquedotto — Chiese — Lavori 
nelle riviere — Pittura in Savona e Sarzana — 
Osservazioni — Pittura — Mecanica — Monete. » 285 

§ 7° Scuole — Codici — Viaggi — Stato della 
Liguria — Conclusione . . » 507 



Epoca II. 

Dall' anno 1300 -* T 

al 1500. VOL. 1 

Prefazione all' Epoca II Pag. 

CAPITOLO I. — Storici — Giordano, Gara e Forte, 
storici savonesi — Cipico, Ivani, Montaldo, 
Stella, Gallo ed altri storici delle cose geno- 
vesi — Fazio, Bracelli — Altri storici . . . n 
II. — Studj sacri — Scuole de' Regolari — Scrit- 
tori Domenicani — Porchetto Salvago — Rampe- 
gollo^ Vigerio — Raffaele da Pornasio — Sisto IV. w 



— 14i — 

Vol. IL 
ìli. — Gius Canonico e Civile. Bartolomeo del 

Bosco e altri giureconsulti Pag. 124 

§ i° Filosofi — Andato di Negro — Medicina 

— Eloquenza e Grammatica n 146 

IV. — Poesia — Poeti italiani ; Antonio Fregoso^ 
Bartolomeo Falamonica, Zacchia = Poeti latini ; 
Corvara, Montaldo, Traversagni w= Poeti spa- 
gnuoli e provenzali n 177 

V. — Viaggi e Scoperte n 215 

VI. — Pittura n 317 

VII. — Architettura e Scultura V n 333 

Vili. — Tipografìa — Biblioteche — Scuole f(i) 

— Mecenati ( u 353 

Conclusione dell'Epoca seconda / « 404 



Epoca III. 

Dall'anno 1300 __ 

al 1637. VOL. 111. 

CAPITOLO L — Storici Pag. 1 

II. — Studj sacri — S. a Caterina e la Ven. Ver- 
nazza — Giberli, Fregoso, Adorno, Sauli , 
Demarini — Commentatori de' Libri santi — 
Teologi Scolastici — Moralisti — Ascetici — 
Giulio Negrone » 93 

III. — Gius Civile e Canonico — Lazagna,Senarega, 
P. Uarione, P. Sansalvatore, Giustiniani, Sauli ed 
altri — Politici «182 

IV. — Medici — Chirurghi — Filosofi . . . n 219 



(») Vedi le pagine del 2.» volume seguitare dal principio del Tomo 
3.o fin dove si chiude l'Epoca II. 



— 142 — 

VOL. I 

V. — Filosofia — Geometria e Matematica — 
Aristotelici — Scrittori di Fisica e Storia naturale 

— Etica — Aritmetica mercantile — Musica. Pag. 

VI. — Poesia — lirici; Chiabrera, Poetesse — Poemi 

— Drammatici; Del Carretto, Giustiniano, Cebà 

— Poeti latini — Scrittori dell'arte poetica. . n 

VII. — Oratori — Umanisti e Grammatici . n 15! 
Vili. — Viaggi — G.Interiano — I platani in Italia 

— G. Cannili sua grande opera di Cosmografìa 

— Genovesi col Magaglianes — Leon Pancaldo — 
Cosmografo anonimo — P. Centurione; vuol 
unire il Caspio col Baltico — Il Menavino, ed 
altri viaggiatori — Ancora un cenno del Colombo, 

de' suoi congiunti, compagni ed amici. . . » 16' 
IX. Pittura — Il Brea non è il fondatore della nostra 
scuola — Scoperta della matricola dei Pittori 
genovesi — Bernardino Fagiuolo — Moreno, 
Carnuli, Corso, Morinello — Piaggio e A. Semino 

— Calvi, Cambiaso, Castello e altri Pittori . n 19( 
X. — Presidj per gli studi — Scuole — Girolamo 

Falletti — Partenopeo — Maffei — Edilìzi ra- 
guardevoli —Lingue — Biblioteche. V.Pinelli — 
Stamperie — Precetti — Mecenati; Giulio IL 

— Conclusione h 231 

Appendice — Risposta ad una lettera dell' Avv. 

G. B. Belloro, data di Savona il giorno 12 Maggio 
1826, che riguarda la patria di Cristoforo 
Colombo n 298 



</ 



— 145 — 

Epoca IV. 

'all' anno 1658 

al 1825. VOL. V. 

Dedica del V Volume Pag. in 

biografia del Cav. G. B. Spotomo m vii 

CAPITOLO I. — Storia — Secolo XVII. Storia Let- 
teraria, sacra e civile — Secolo XVIII. Storia 
Letteraria, Sacra e Civile — Arte storica — 
Apologia » 1 

II. — Poesia — Poeti più rinomati; Frugoni, 
Casaregi, Granelli, Laviosa, Biamonti, Solari — 
Poeti minori" del Secolo XVII e del SecoloXVIII. n 48 

III. — Filosofia — Scuola di Galileo; Baliani , 
Grassi, Renieri — Scuola di Locke; P. M. Doria 

— Filosofi naturalisti ed economisti ; Clelia 
Grillo, Gandolfi, Amoretti, Gaudio — Altri filosofi 

— Metafisica ed Etica — Aritmetica. . . n 81 

IV. — Giureconsulti — Bottini, Targa, Casaregi, 
Gallesio, Grimaldi, Valdetaro, Brichieri, Solari, 
Amoretti, Berardi, ed altri scrittori di Gius Civile 

e Canonico n 112 

V. — Medicina. n 127 

Postilla ed Appendice al Voi. III. Epoca III. . n 158 



INDICE ALFABETICO 

DEI NOMI E DELLE COSE PRINCIPALI REGISTRATI NELL'OPERA 



{1S.B.) 1» La cifra romana indica ii Volume — la cifra arabica indica la 
Pagina. 
2oQui pure si avverte, che il II Volume ha fine sul principio del 
Tomo 3°, Pag. 406, ove si chiude l'Epoca II. 



Abate Gian Agostino di Leonardo - devesi a lui in gran parte 

T edificazione del Santuario di Savona - scrive alcune cose 

di essa città - III, 85 - le regole di Aritmetica e un libro 

di Geometria, 86. 
Accademia degli Accesi in Savona - IV, 254. 
Accademia degli Addormentati in Genova - IV, 252. 
Accademia degli Arisofi nelle scuole di Brera in Milano. (V. 

Cicala P. Vincenzo). 
Accademia de' Causidici e Notari in Genova nel secolo XIII 

- I, 2i8. 

Accademia de'Confusi stabilita da'Genovesi in Anversa - IV, 252- 
Accademia fondata in una amenissima villa ne' suburbani di 

Genova. (V. Sauli Stefano). 
Accademia degl'Incolti in Napoli. (V. Cibo Maria Duchessa). 
Accademia degl'Intrepidi fondata in Ferrara Tanno 1600. 

(V. Cibo Massa Carlo). 
Accademia letteraria in Italia - IV, 251. 
Accademia de' Par tenj fondata in Napoli l'anno 4 600. (V. 

Raimondi Gerolamo). 

40 



— 146 — 

Accademia poetica provenzale stabilita innanzi al 1340, 

governata da Folchetlo di Marsiglia - I, 274. 
Accademia in Roma. (V. Giberli Matteo). 
Accinelli Francesco Maria - Prete genovese - suoi scritti 

storici - V, 59. 
Acquidotto in Genova fabbricato tra il 1278 e il 1293 - 

I, 289 - da Trensasco a Genova fatto nel 1335 - li, 336. 
Adorno Antoniotlo - rinunzia il dogato l'anno 1330. (V. 

Palazzo Ducale in Genova). 
Adorno Brizio - opera la riforma del Governo e Statuti di 

Albenga V anno 1413. - II, 140. 
Adorno Francesco - IH, 161 - della C. D. G. - insegna la 

Teologia in Roma - suo zelo per la Compagnia - III, 162 

- suoi scritti - 165 - scrive dei cambii 189 - si adopera 
per un regolamento di studii - IV, 232. 

Adorno Gerolamo - genovese - suoi viaggi - muore nel 1496 

- II, 299. 
Adorno Giuliano - sposo di S. a Caterina da Genova - IH, 95 

- morto il 1494 - 97. 
Adorno Prospero chiama in Genova Franchino Gafurio da 

Lodi a insegnarvi la musica - li, 169. 
Adorno Raffaele giureconsulto genovese - fioriva 1' anno 1442 

- II, 132. 
Agricola Giulio - I, 58 - cure avute dalla madre rimasta 

vedova, - studia in Marsiglia - 59 - qual sia la patria 
di lui - 58 - stato degli studii in Liguria ai tempi di Agri- 
cola - 60. 

Alba - Docilia innanzi al 1300. (V. Liguria suo stato). 

Albaro Famiglia (d') - II, 79. 

Albaro (Gotifredo d') Notajo - eletto dal pubblico a scrivere 
gli annali di Genova - II, 79. 

Albenga - innanzi al 1300. (V. Liguria suo stato). 

Alberico maestro da Santo Stefano - medico - V, 128. 

Alberti Gio. Andrea - della C. D. G. - suoi elogi di Lercari - V, 29i 

Alberti Gio. Battista - Savonese - scrive la vita S. A/o/oto- 
Abatis. - III, 91 - altri suoi scritti - V, 22 - 75. 



— 147 — 

Alberti Leon Battista - nato in Genova di padre fiorentino 
nel 1404 - chiaro come filosofo ed architetto - fu ado- 
perato da Nicolò V in opere nobilissime d'arte - II, 168 
e 349. 

Alberto da Lavagna - magiscola della Chiesa di Genova - giu- 
dice delegato dal Papa nel 1200, I, 116. 

Alberto da Sisteron - trovatore - ascritto dal P. Cibo alla 
famiglia Malaspina - I, 273. 

A lessi Galeazzo - perugino - insigne architetto - lavora per 
la cupola e il coro della Metropolitana di Genova - IV, 
172 - innalza la grandiosa Chiesa intitolata a S. Maria e 
SS. Fabiano e Sebastiano, per la pia munificenza de' Signori 
Sauli, in Carignano - 274 - altre opere del Perugino - 275 

- muore l'anno 1572 - 277. 

Alsari Croce (o della Croce) Vincenzo - di Monterosso - prof. 

nelP Università di Bologna - sue opere - IH, 255 - V. 

la postilla al fine del Voi. V. 
Amico (David de) - leggista - savio del Comune nel 1522 

- IH, 192. 

Amoretti Carlo - di Oneglia - Romitano di S. Agostino - V, 
32 - sue opere 34. 

Anastasio - siciliano - chiamato in Genova nel 1509 - ivi 
adoperato pel ristauro del molo - acquedotto - ed altri 
lavori - IV, 283. 

Andalò di Gelasio uno de' conservatori del Porto e del Molo 
di Genova nel 1323. (V. Darsina (torre della). 

Andrea da Genova - monaco Beneditlino - chiamato da Bollan- 
disli Andrea da S. Ambrogio - scrive in lingua latina la 
vita di S. Giovanni Gualberto nel 4419 - Errore del Ma- 
billon - II, 14. (V. Geronimo da Raggiolo). 

Anfossi Domenico di Sebastiano - di Taggia - dottore in Teo- 
logia - e in Decretali nell' Università di Pavia - III, 216. 

Anfosso Giovanni Antonio - Giureconsulto - primo degli Oratori 
nella Deputazione inviata a Milano dal Comune di Albenga 
l'anno 1459 - II, 140 - vicario ducale di Genova. (V. 
nota a pie di pagina 140). 



— 148 — 

Angeletli Angelo - da Vezzano - sue notizie de' Vezzanesi - altri 

suoi scritti - V, 18. 
Anguissola Sofonisba - IV, 224 - apprende la pittura dal 

Solajo - valente ne' ritraiti - sue notizie biografiche - 225 

muore cieca - 226. 
Annalisti genovesi. (V. Caffaro) - eletti dal Podestà l'anno 

1264 - I, 133 e 135 - ve ne furono prima del Caffaro? 

- 154 a 161. 

Anonimo. (V. Cosmografo anonimo). 

Anonimo - autore di poesia genovese con ritmi latini- 1, 281. 

Anonimo - francese. (V. Hisloire). 

Anonimo - genovese - autore di un opera intitolata: opus 

philosophico medicum - III, 219. 
Anonimo - genovese - chirurgo morto nel 1510 - eccelen- 

tissimo specialmente nella litotomia - li , 169 - chi sia 

T anonimo - 170. 
Anonimo - poeta latino Ventimigliese citato dal Fabricio - 1, 276. 
Anonimo - genovese - Preposito di S. Marco - suo trattato 

curioso intitolato: Mappamondo - II, 13. 
Anonimo - scrittore nominato dall' Oldoini - riduce in compendio 

la storia di Giorgio Stella - II, 74. 
Anselmo da Genova - medico ai tempi di Papa Bonifazio 

- 1, 229 e II, 157. 

Anselmo da Genova dell' Ord. de' Predicatori - inquisitore nella 
sua patria circa l'anno 1278 - I, 181 - lodato dal P. 
Rovetta come filosofo profondo - 231. 

Antero P. Maria - suo libro intorno ai Lazzaretti e ai suc- 

- cessi del contagio del 1657 - V, 30. 

Antonio - maestro da Novi - professore in medicina - V, 128. 

Apollinio - medico - 1, 58. 

Aprosio P. Angelico - di Ventimiglia - V, 5. 

Aratore - poeta e giureconsulto - ligure; non milanese - I, 
85 a 92. 

Arcadio Francesco di Bestagno nel Monferrato - medico con- 
dotto dalla città di Savona - sua Parafrasi della medicina 
statica del Santorio - III, 232. 



— 149 — 

Arcangelo P. - agostiniano scalzo - scrive la vita di S a Anna 

- HI, 92. 

Arco mirabilissimo eretto in Anversa per 1' arrivo del R. 
Principe Filippo col disegno di alcuni genovesi sotto la di- 
rezione dello Schiappalaria - IV, 254. 

Ardizzoni Paolo Maria - genovese - sua retlorica ecclesiastica 

- IV, 268 - professa la regola de' Teatini nel 1580 -sua 
memoria prodigiosa - 269. 

Aristotelici in Liguria - IV, 10. 

Aritmetici mercantili in Liguria - IV, 20. 

Arnolfini Pompeo - lucchese - traduttore della vita di Andrea 

Doria scritta latinamente dal Sigonio - IV, 263. 
Arrigo Augusto. (V. Notari in Genova). 
Arrigo Marchese di Gavi - annalista genovese - I, 153. 
Arsenale. (V. Darsina). 

Arti Belle - I, 92, 285 - lì, 317, 333 - IV, 196. 
Arunte - soggiorna in Luni con fama di famoso indovino 

- I, 25. 

Assarino Luca - nato in Siviglia - di padre genovese - sto- 
rico e poeta - scrive le guerre e i successi d' Italia dal 
1613 al 1630 - III, 58 - suoi 4 libri delle rivoluzioni di 
Catalogna - altri suoi scritti - 59 - scrive la vita di S. 
Antonio di Padova - 91. 

Assedio sostenuto in Genova nel 1800. (V. Bargagli). 

Assereto Biagio - scrittore della memorabile vittoria da lui 
ottenuta 1' anno 1435 sopra i Re di Aragona e di Navarra 

- Il, 77. 

Asteggiano Antonio da Villanova - viene in Genova - e vi 
apre una Scuola - II, 385 - suo elogio della Città - ne 
fugge spaventato dal contaggio - 356. 

Astrologia - significato di questo vocabolo ne' bassi tempi 

- II, 154. 

Aurispa Giovanni - siciliano - celebre letterato - lettore di 
Umanità in Savona nel secolo XV - II, 380. 

Autorità paterna - abuso di essa in Liguria, come da un atto 
del 1206, I, 218. 



150 



Baccino Gabriele - da Taggia - dottore di leggi - zelante sacer- 
dote - suoi scritti - III, 181. 

Baciocchi Tommaso - dell' Ord. della Madre di Dio - suoi 
scritti letterari - V, 76. 

Bafigo - V, 47. 

Bagnacavallo Bartolomeo in Genova - scuolaro di Raffaele-II, 51 9. 

Bajardo Matteo - precettore in Savona nel 1507 - IV, 236. 

Balbi Gianfrancesco - medico in Genova - di molta fama nel 
secolo XIV - li, 157. 

Balbi Giovanni de' Predicatori - cenni biografici - I, 234 - 
sua opera intitolata Catholicon - uno de' libri impressi sul 
cominciamenlo dell' arte tipografica - 237 - II, 81. 

Baldani Fulgenzio - Agostiniano - scrive la vita di F. Alfonso 
d' Orozco e di F. Diego Ortiz - e della B. Chiara da Mon- 
tefalco - IH, 171. 

Baldassarre - piloto maggiore e patrone della Nave S. Gia- 
como - nella spedizione diretta dal Magaglianes - IV, 170. 

Baliani Gio. Batta - scrive de' cambii - III, 189 - amico ed 
emulo del Galilei - sua biografia - V, 81. 

Baliano Nicolò - leggista - III, 192. 

Bandini Canonico - sua illustrazione di un testo a penna 
esistente nella Laurenziana - in cui si contiene un' opera 
di Cosmografia - probabilmente di autore genovese - IV, 173. 

Barabino Simone - nato in Polcevera - scuolaro di Bernardo 
Castello - cacciato poi da lui per invidia. (IV, 224). 

Barbagelata Bartolomeo - dipinge nella Collegiata delle Vigne 
l'anno 1490 - IV, 198. 

Barbarossa Federico - suo trattato co' genovesi l'anno 1158, 
in cui si conviene della fedeltà di Genova all' Impero - 
I, 116. 

Bardi Giovanni - di Rapallo - scolaro del Galileo - V, 99. 

Bargagli - sua descrizione dell' assedio, che Genova sostenne 
nel 1800 - V, 45. 

Bargèo. (V. Bargagli). 



— i 51 — 

Bargonc Giacomo - pittore (V. Calvi Lazzaro). 

Bartoli Taddeo - pittore sanese - IV, 197 - si obbliga di 
dipingere in Genova per la Chiesa di S. Luca - 198. 

Bartolomeo della Canonica - console dell' arte Pictorum et 
Scutariorum in Genova nel 1481 - IV, 201. 

Bartolomeo Scriba - altro de' continuatori del Caffaro - figliuolo 
di Marchese Scriba - 1, 152. 

Basadonne Paolo - giureconsulto - invialo dal Comune amba- 
sciatore al Re di Francia l'anno 1476 - II, 137. 

Basadonne Nicoloso IV, 183 - viaggia con Cattaneo Nicolò in 
Orante - da lui è raccomandalo alla protezione di quel 
Re - 184. 

; 

Bascapé Carlo - Barnabita - vescovo di Novara - uomo di 
molta letteratura - e grande amico del Borromeo e del- 
l' Adorno genovese - III, 165. 

Bastia fortezza - edificata nel 1519 - II, 334. 

Battista da Rapallo -Chirurgo. (V. Anonimo genovese chirurgo). 

Battista da Vercelli - Chirurgo - congiura di avvelenare il 
sommo Pontefice Leone X - Osservazioni contro il Sig. Bo- 
nino autore della Biografia medica Piemontese - V, 133. 

Battista de Jacopo - sua biblioteca - II, 389. 

Battista Mastro da Genova - cavaliero - legge in Ferrara 
medicina nel Secolo XV - II, 159. 

Beccatomi Domenico - Sanese - pittore rarissimo - lavora nel 
palazzo del Principe Doria - IV, 288. 

Beda Ven. - le sue ossa rendono celebre V antica chiesa di 
S. Benigno posta dentro le nuove mura di Genova - I, 110. 

Belloro Giambattista - suoi dubbii per far credere che Cri- 
stoforo Colombo sia Savonese - Confutazione - IV , 298 
a 306. 

Belloro Giovanni Tommaso - Savonese - suoi scritti storici 

- V, 16 - sua opinione intorno alla patria di Colombo - 17 

- sue rime - 78. 

Benedetti (Stefano de') - sua relazione sopra un volume di 
memorie scritto da Gio. Batta Lercari - III, 8i. (V. Ler- 
cari Gio. Batta). 



— 152 — 

Benedetti Benedetto - scrive le memorie della famiglia Novati 
unendovi in compendio le antichità di Sarzana - II, 74. 

Benielli M. Giuseppe - celebre giureconsulto in Genova - na- 
tivo di Ajaccio nella Corsica - V, 112. 

Berardi Timoteo - IV, 160 - vescovo di Noli - suoi scritti 
latini - 161. 

Berengerio Pantaleo - console dell' arte dei pittori e scutarj 
in Genova nel 1520 - IV, 201. 

Bernardo da Parma - arcivescovo di Genova - aggiunge orna- 
menti al suo palazzo - I, 290. 

Bernardo da Savona - Agostiniano - coetano al P. Giamber- 
nardo Forte - suoi sermoni e commentarj - potrebbe con- 
fondersi col detto P. Giambernardo? - II, 105. 

Bernardo Enrico - Genovese - autore di una somma aurea 
delle opinioni più comuni nelP uno e nell' altro diritto - 
III, 212. 

Bernardo - vescovo - trasloca la sede vescovile da Vado in 
Savona verso il 594 - I, 292. 

Bernini Cav. - suo quadro in marmo rappresentante la visi- 
tazione della Vergine nella Chiesa di N. D. della Miseri- 
cordia presso Savona - IV, 277. 

Bernucci Agostino - autore di breve discorso latino sopra le 
città di Luni e Sarzana - III, 79 - Sarzanese - apprende le 
leggi - cariche da lui sostenute - suoi scritti - di molto 
grido nel secolo XVI - 195. 

Berruto Alberto - de* Minimi - probabilmente Savonese - suoi 
commenti sopra la Somma di S. Tommaso - e compendio 
degli annali del Baronio - III, 86. 

Bertoni Vincenzo - di Finale - suo poemetto » Lo Scalco 
- V, 77. 

Bertrando Giovacchino - sua relazione della nobile famiglia 

Federici - V, 29. 
Biamonti Ab. - Vicario generale di Ventimiglia - suoi ragio- 
namenti sacri - V, 66. 
Biamonti Giuseppe Luigi - di S. Biagio, piccola comunità di 
S. Remo - suo valore letterario - V, 64. 



— «53 — 

Bianchi Antonio - Genovese - preposito della Cattedrale di 
Tortona - sue opere - HI, 455. 

Bianchi Bernardo - poeta - fiorì nel 1590 - IV, 119. 

Bianchi Giambattista - nato in Genova - suo gruppo in bronzo 
collocato nel 1652 sopra l'aitar maggiore della Metropo- 
litana - IV, 375. 

Bianchi Stefano - Genovese - medico di Papa Gregorio XIII 

- Ili, 220. 

Bibliotecario - quale debba essere - H, 395. 

Biblioteche private in Genova-H, 389. (V. Battista de Jacopo). 

Biblioteche de' Begolari in Genova - II, 390. 

Bissoni Giacomo - pittore in Genova - IV, 202. 

Bizaro Pietro - di Sassoferrato nelP Umbria - scrive in elegante 
latino le Istorie di Genova dal 4573 al 1579 - Avviso al 
Mazzucchelli e al Tiraboschi - IH, 77 - Esame breve della 
storia del Bizaro - 78 - accademico in Anversa - IV, 253. 

Boasi Bartolomeo Sac. della C. D. G. - sue rime - V, 79. 

Boccanegra Guglielmo - capitano del popolo in Genova nel 
4257 - I, 276. (V. Palazzo di S. Giorgio). 

Boccanegra Marini. (V. Molo di Genova - Acquidolto - Pa- 
lazzo del Comune - Porto di Genova e suo ingran- 
dimento). 

Boccone Diodato - Servila - del Portomaurizio - fatto Ve- 
scovo di Ajaccio P anno 4447 - merita luogo tra Canonisti 

- II, 139. 

Boeri Gerolamo - leggista - vicario ducale nel 4498 - IH, 492. 

Boeri o Boerio Giambattista - di Taggia - medico famoso - onori 
a lui dati dalla Corte Inglese - HI, 234 - dispone delle 
sue ricchezze a favore della sua patria per erigervi pub- 
bliche scuole - 235. 

Boeri Luca - Medico e Chirurgo - genovese - suo trattato 
de'Buboni e Carboni pestilenziali - III, 229. 

Boezio Severino - celebre Filosofo - (osservazione critica circa 
la Storia di) -I, 92. 

Boggiano Gian Giorgio - dottore in ambe le leggi - si com- 
piace dell' eloquenza e della poesia - IV, 464. 



— 154 — 

Bologna (Genovesi allo studio di) (V. Genovesi). 

Bologna Pier Agostino - Genovese - giureconsulto che fioriva 
intorno al 1730 - V, 123. 

Bombelli Agostino - dipinge un' ancona per la Chiesa di S. 
Benigno nel 1516 - IV, 198. 

Bonaguidi Olimpio - IV, 115 - sue rime - 116. 

Bonfadio Jacopo - di Brescia - sue notizie biografiche - chia- 
mato in Genova per leggervi pubblicamente la Rettorica 
HI, 6 -Scrive gli annali della Repubblica dal 1528 al 1550 
con incarico del Comune - 7 - sua morte - diverse opi- 
nioni, che se ne sparsero - 7 a 16. 

Bonfante Basilio P. - Barnabita - nato in Rezzo Diocesi di 
Albenga - è deputalo per ordinare un regolamento di studj 

- IV, 233. 

Bonifazio Bartolomeo - detto anche Bartolino di Bonifazio - 
annalista genovese e giureconsulto - I, 134. 

Bonifazio Girolamo d'Arcola - sua operetta pubblicata in Bo- 
logna nel 1635 - IV, 21. 

Bonini P. Filippo Maria - di Chiavari - seguace del Galileo 

- d' ingegno profondo e versatile - V, 100 - suoi scritti - 101. 
Bonorino Giovanni Maria - di Alassio - suo poema - IV, 147. 
Borgo Pietro Battista - suoi commentar] - de Bello Svecico 

-IH, 51 - altre sue opere storico-politiche - 211. 
Borgo Pietro - suo libro de' conti d' Abaco - e di Aritmetica 

- IV, 20. 

Borgogni Gherardo - poeta - creduto genovese dal Soprani 

- IV, 123. 

Borzone Francesco Agostiniano - scrive la vita di S. Defen- 
dente - III, 171. 

Borzone Luciano. (V. Corte Cesare di Valerio). 

Bosco (Bartolomeo del) - chiaro per dottrina legale, per 
beneficenza e per pietà religiosa - nel 1399 uno degli Uffìziali 
del Capitolo ed uno de' 16 Dottori del Collegio - II, 124 

- Consiglj legali del Bosco - 129 - fonda l'anno 1423 
l'insigne Ospedale di Pammatone in Genova - 130 - col 
proprio danaro. (V. La nota in fine della pag. 131). 



— 155 — 

Bottini Giuseppe - genovese - chiaro giureconsulto - suoi 
scritti - V, 1 14. 

Botto Francesco - Cancelliere della Repubblica nel 1518 - suo 
volume di storia patria - III, 81. 

Bovio Tommaso - da Bellinzago - prov. di Novara - esercita 
la Medicina in Genova nel 1566 - V, 150. (V. Appendice 
al voi. Ili - posta al fine del V). 

Bracchi Andrea - medico - e cittadino genovese - III, 220. 

Bracelli Famiglia - II, 72. 

Bracelli Antonio d' Jacopo - ebbe titolo di Rettore nel Col- 
legio de' Giureconsulti in Genova l'anno 1469 - II, 72. 

Bracelli Gaspare di Antonio - personaggio prudente savio ed 
erudito che giunse alla suprema dignità della Repubblica 

- II, 72. 

Bracelli Gio. Batta dotto e bene costumato ecclesiastico - fatto 
vescovo di Sarzana - pubblica la terza Edizione degli scritti 
d' Jacopo Bracelli - II, 72. 

Bracelli Jacopo - lì, 63 - di Sarzana - tiene la carica di 
Cancelliere della Repubblica tra il 1419 e il 1457 - sua 
ambasciata per la Repubblica a Papa Eugenio IV - fa 
generoso rifiuto del grado di Segretario Apostolico offer- 
togli da Niccolò V - 64 - suoi amici - Opere del Bracelli 

- 66 a 69. (V. Ciriaco di Ancona). 

Bracelli Stefano d' Jacopo - scrittore di storia - lodato dal 
Giustiniani - II, 72 e 73 - Cancelliere del Comune l'anno 
1499. (V. note a pie delle pag. 72 e 73). 

Brea Lodovico di Nizza - sua tavola dell'Ascensione posta 
in S. M. della Consolazione colla data del 1483 - altra 
sua tavola in S. M. di Castello che rappresenta la gloria 
dei Santi colla data del 1513 - II, 528 - altra sua tavola 
a S. Bartolomeo degl' Armeni - altra finalmente in Savona 
nell' Oratorio della Madonna - 329 - dipinge in Taggia - 
344 - se sia fondatore della scuola pittorica genovese - IV, 
196 e 198 - altre sue opere in Taggia - 199. 

Brescia Stefano - Carmelitano - priore del Convento di Genova 

- sua patria - sue opere - muore nel 1528 - III, 174. 



— 156 — 

Brichieri Giovanni Bernardo - di Finale - giureconsulto eru- 
ditissimo 4 V, 118. 

Brignole Angelo Benedetto - dell' Ordine della Madre di Dio 
sue rime sacre - V, 76. 

Brignole Giambattista - pittore che uscì dalla Scuola de' Calvi 

- IV, 230. 

Brignole Sale Anton Giulio - scrive la vita di S. Alessio - 
III, 92 - fra i cultori della Poesia - V, 75. 

Bruneti Giulio - di Sarzana - gentiluomo di buonissime let- 
tere - III, 55. 

Bruno S. - vescovo di Segni - aggregato dal Cottolasso, nel suo 
Saggio storico di Albenga, alla nobile famiglia d'Aste -I, 182. 

Brusserio - Famiglia - II, 77. 

Brusserio Filippo P. - II, 77 - nato di nobil gente savonese 

- caro a Clemente V e Giovanni XXII - conventuale - 
fornisce il suo Convento in Savona di copiosa Biblioteca, 
e la Chiesa di preziosi arredi sacri - muore in patria 
l'anno 1340 - fu amico del Lirano - con fama di uomo^ 
eruditissimo - 78. 

Buffa Francesco - di Ovada - Dottore - suo amore per le 

lettere italiane - V, 59. 
Buffa Ignazio da Ovada - fonda nella sua patria l'Accademia 

Urbense - suoi versi - V, 59. 
Buffa P. M. Tommaso de' Predicatori - coltiva felicemente la 

poetica e l' oratoria - V, 59. 
Bufferio Simone - suo testamento che accenna all' abuso 

dell' autorità paterna in Liguria. (V. Autorità paterna). 
Bunichi Antonio - Ambrosio - Cristoforo architetti e mar- 

moraj in Taggia - II, 344. 
Buonaggiunta di Valente - cittadino genovese. (V. Chiesa di 

S. Bartolomeo del Carmine). 
Buonfante Pietro - da Rezzo, nella riviera di Ponente - IV, 

17 - suoi esametri ad istruzion de' coniugati - 18. 
Buongiovanni - Scrivano de' Consoli di Giustizia - creato notaro 

del sacro impero dall' Augusto Arrigo in Genova 1' anno 

1191 - I, 215. 



— 157 — 

Buonvillano figlio del notaio Giordano - creato notaro del 
sacro impero dall' Augusto Arrigo in Genova l'anno 1191 
- I, 215. 
Buschi Agostino - Chiavarese - suo poema storico della B. V., 

detta dell' Orto, che si venera in Chiavari - V, 31. 
Burone Famiglia (V. Burone Stefano). 
Burone Stefano - nobile genovese - traduttore di Giusto Lipsio 

- IV, 263 - sua raccolta di lettere - 264. 
Busca (pittore di) - in Albenga (V. Massari). 

Buzenga Francesco - suoi paradossi sulla lingua toscana e 
genovese - e suo metodo intorno all' Ortografia genovese 

- IV, 162. 



Cà da Mosto -viaggiatore veneziano. (V. UsodimareAntoniotto). 

Caffa (mura di) - II, 336. 

Caffara (Anselmo di) console nel 1164 - I, 119. 

Caffaro nato f anno 1081 - primo storico genovese - sue virtù 
religiose, militari e civili - V. I, 114 a 123 - suoi annali 
- 118 - suoi continuatori - Non è da confondersi col Caffaro 
da Caschifellone, come fecero i due Giustiniani cioè il 
vescovo di Nebbio e 1* ab. Michele - 124. 

Caffaro da Caschifellone -secondo storiografo genovese -racconta 
V espugnazione di Tortosa - dà alcune notizie de' Vescovi 
Genovesi dall'anno 1099 al 1133 - I, 126. 

Caffaro Ottone figlio del primo annalista genovese - console 
nel 1166 - e nel 1174 conserva la gloria paterna - I, 119 
a 121. 

Cagnasco Giovanni - di Taggia - il più valente moralista li- 
gure del secolo XVI - autore della Summa Tabiena - III, 
176 - domenicano - 217 - inquisitore in Bologna - 218. 

Cagnasco Giovanni di Francesco - di Taggia - Domenicano - 
fonda nel 1481 il convento de' Domenicani in Ovada - muore 
in Taggia l'anno 1494 - III, 217. 

Calanis Centurione Prospero - di Sarzana - medico - IH, 220. 



— 158 — 

Calanis Centurione Tommaso - di Sarzana - medico - sue 
opere - III, 220. 

Calcagnini Agostino - Canonico - penitenziere della Metropo- 
litana di Genova - suoi scritti - V, 19. 

Calvi - Famiglia pittorica - genovese - IV, 202 a 228. 

Calvi Agostino di Marciano - venuto di Lombardia nel secolo 
XV - fu de' primi a lasciar P uso di dipingere in campo 
d' oro - ebbe pregio di buon artefice - IV, 228. 

Calvi Aurelio di Pantaleo - IV, 225 - attende alla poesia 
e alla pittura - 230. 

Calvi Bonifazio genovese - poeta provenzale - I, 258 - sue 
rime - 259 - sue notizie biografiche - 264. 

Calvi Lazzaro di Agostino - ammaestrato nell' arte pitto- 
rica dal Vaga - IV, 228 - suoi lavori - sua invidia contro 
Giacomo Bargone pittore da lui morto col veleno - abban- 
dona 1' arte - vi ritorna dopo 20 anni - IV, 229. 

Calvi Marc' antonio - di Pantaleo - pittore mediocre - mai 
esperto conoscitore di pennelli de' sommi maestri - IV, 229. 

Calvi Pantaleo - console dell'arte pittorica in Genova nel 1570. 

- IV, 201 e 228. 

Calvo Nicolò - Domenicano - sua storia del convento di 

Taggia sua patria - III, 50. 
Cambiaso - Famiglia pittorica genovese - IV, 202. 
Cambiaso Giovanni di professione mugnaio - padre di Luca 

- s' invaghisce della pittura - scuolaro di Antonio Semino 
e del Mantegna - si perfeziona sugli esempi di Pierino del 
Vaga - suoi lavori perduti - IV, 216. 

Cambiaso Luca- ammaestrato nella prospettiva dall'inta- 
gliatore Forzani Gaspare. (V. Forzarti Gaspare). 

Cambiaso Luca - studia negli esempi di Pierino del Vaga - 
nelle stampe di Tiziano - e nella maniera di Raffaello - 
IV, 210 - nato in Moneglia nel 1527 - ammaestrato dal 
padre suo Giovanni - sua fama - 217 - sua amicizia col 
pittore G. B. Castello - sue maniere di stile - muore 
nel 1585 - sua perizia nell'architettura e nella scoltura 
-lodi a lui date dal Mengs - suo colorito - invenzione - disegno 



— 159 — 

- rilievo ed artifizio - 220 - suoi lavori a fresco e a olio 

- 221. 

Cambiaso Orazio di Luca - dipinge sullo stile paterno - IV, 222. 
Camere Agostino - giureconsulto famoso ai tempi del Benielli 

- V, 125. 

Camilla o Camilli Giovanni - medico - sue opere - III, 221. 
Camilli Cassiano - sua amicizia col monaco Cortese di Modena 

personaggio di squisita letteratura - IV, 166 - raccoglie 

libri rari greci e latini - 167 - suoi viaggi - 168 - muore 

di peste nel 1528 - 167. 
Camilli Camillo - IV, 162 - di famiglia genovese - sue aggiunte 

al Vocabolario spagnuolo italiano di Cristoforo de las Casas 

- altre sue opere in prosa e in poesia - studia legge in Siena 

- detta lettere in Ragusa - 165. 

Camillo -Sacerdote -genovese - suoi dubbi intorno ad alcune 

proposizioni di S. Agostino - I, 69. 
Camisto. (V. Camoscio o Camisto). 
Camogli Niccolò. (V. Ciriaco di Ancona). 
Camoscio o Camisto detto Bernardino di Albenga - filosofo 

e medico del secolo XVI - sua morte infelice - HI, 235. 
Campanacci Maria - Bolognese - sua lunga dimora in Genova 

- suo scritto intorno la congiura di G. Luigi Fieschi - 
V, 24. 

Campanaro Niccolò ed Oberto fratelli. (V. Chiesa Metropo- 
litana in Genova). 

Campanaro Francesco - genovese - architetto. (V. Caslellazzo 
fortezza). 

Campione Giovanni di Albissola - leggista - Podestà di Sa- 
vona nel 1554 - II, 145. 

Campofregoso Tommaso Doge. (V. Darsina torri) 

Campora Giacomo - Domenicano - tra filosofi razionali della 
Liguria - suo dialogo dell' anima - Edizioni varie di que- 
st' opera - II, 165. 

Cancelleria o Scrivania Arabica in Genova - I, 259. 

Canepa (Nicoloso da') - consigliere dell'arto de' pittori in 
Genova nel 1520 - IV, 201. 



— 160 — 

Canevari Demetrio - patrizio genovese - peritissimo nelle 
lettere e nella medicina - HI, 257 - vuole istituire in 
Genova una pubblica Biblioteca - 258 - assegnamento 
annuo al Bibliotecario - 260 - sue opere - 258 - suo testa- 
mento - V, 151 e 32. 

Canevari Matteo (Sepolcro di) - 111, 257. 

Canevari Nicolò - patrizio e giureconsulto genovese - V, 424. 

Canevari Ottaviano - leggista - Procuratore della Repubblica 
nel 1536 - IH, 192. 

Canonica de' Chierici Regolari in Paverano - I, 518. 

Canoniero Pier Andrea - stampa in Anversa intorno al 1610 

le infelicità e disgrazie de' letterati guerrieri - III, 51 - 

altri suoi scritti - 210 e 253 - IV, 266. 

Cantone Oberto - cittadino genovese- suo trattato delV Arit- 
metica e Geometria e indirizzo all'arte militare - IV, 10. 

Capella Sistina in Savona. (V. Massone Giovanni pittore). 

Cappellone Arcangelo - Carmelitano - illustre teologo - III, 
155 - notato dal Soprani - IV, 153. 

Capellone Lorenzo - III, 83 - suoi lavori storici - 84. 

Capitoli della lega ed amicizia stabilita tra il Re Napoletano 
e la Repubblica di Genova nel secolo XV - II, 136. 

Capriata Pier Giovanni - Dottore in Legge - sue istorie - 
giudizio dell' A. intorno alle stesse - III, 60 a 62 e V, 26. 

Capurro Paolo - sue rime - IV, 117. 

Carbonara Giambattista Luca - genovese - chiaro giureconsulto 

- V, 123. 

Carbonara Ignazio - professore di diritto Criminale nell'Uni- 
versità di Genova sua patria - V, 125. 

Carbonara Luigi - genovese - Senatore in Francia - primo 

Presidente del R. Senato di Genova - V, 125. 
Cardanina Giovanni Maria - monaco cassinese - sue rime 

- IV, 147. 
Carlo Magno - I, 107 - sua discendenza maschile spenta colh 

morte di Carlo il Grosso - 112. 
Carlone Taddeo - suoi lavori nel palazzo del Principe D'onV 
IV, 278. 



— 1 GÌ — 

Carniglia Giuseppe - di Novi - medico - sua operetta intitolala 
tractalus de modo cibi sumeruli - III, 222. 

Carpenino Antonio - della Spezia - tenne dietro nelP arte al 
gusto del Perugino, benché fiorisse dopo Raffaele - sua 
tavola di N. D. in Recco - altri suoi lavori alla Spezia, 
uno colla data del 1559 - l'altro del 1547 - IV, 209. 

Cumuli. (V. Simone da Carnuti F.) 

Ostrega Sauli Niccolò - sue lettere latine - IV, 119. 

Casali Scipione Giuseppe - genovese - uomo di molta dottrina 

- V, 126. 

Casaregi Giovanni Bartolomeo - genovese - suo valore poetico 

- V, 56. 

Casaregi Giuseppe Lorenzo Mario - esimio giureconsulto - 

genovese - suoi scritti legali - V, 115. 
Caschifellonc luogo della Pieve di S. Cipriano in Polcevera 

- probabilmente patria del primo continuatore degli annali 
del Caffaro - I, 125. 

Casoni Filippo - di Sarzana - dottore in legge - III, 192 - 
storico genovese - V, 58. 

Casoni Giambattista - pittore genovese - IV, 214. 

Cassini Samuele P. - minore osservante - professa la dottrina 
aristotelica - sue opere - IV, 11. 

Castagnola Antonio - sua opera pubblicata a dimostrare - Fi- 
lippo V monarca legittimo delle Spagne - V, 120. 

Castel-Franco nel territorio di Finale - fabbricato dai Geno- 
vesi nel 1565 - II, 556. 

Castellani Bernardino - delle Carcare - primo medico di Papa 
Gregorio XV - V, 156. 

Castellani Giov. Maria - delle Carcare - notalo dal Sig. Bo- 
nino nella Biografia medica piemontese! - V, 155. 

Castellani Vincenzo - delle Carcare - dottore in legge - V, 1 56. 

Castellazzo (fortezza del) - eretta nel 1519 - II, 554. 

Castellazzo Giuliano - pittore diligente in cose minute - e 
buono ritrattista - IV, 224. 

Castelletto - fortezza eretta negli anni 1401 e 1402-11, 557. 

Castelli - tipografo in Loano - IV, 296. 

11 



— 162 — 

Castelli edificati dai Genovesi. (V. Castello di Portovenere). 

Castelli Salvatore - dottore in leggi - e Vicario generale in 
Genova - sua patria - V, 112. 

Castello (Opizzone da) - genovese - professore di Canoni nel- 
V Università di Bologna - I, 208. 

Castello Bernardo - nato in Albaro nel 1557 - scuolaro di 
Andrea del Sarto - si giova della scuola del Cambiaso - 
visita in Ferrara il Tasso - ne orna colle sue incisioni la 
Gerusalemme liberata - suoi amici - V, 222 - sue opere 

- 225 - muore nel 1629 - 224 e 227. 

Castello Giambattista - detto il Bergamasco - pittore valente 

- muore net 1579 - IV, 289. 
Castello di Chiavari. (V. Chiavari). 

Castello di Portovenere edificato dai Genovesi l'anno Ilio 5 

- I, 285. 

Castiglione Angelo - Carmelitano - genovese - sue omelie - 

III, 165 - IV, 158 e 159. 
Castiglione Francesco - de' Minimi - scrive la vita del Ven. 

Gaspare del Buono - IH, 91. 
Castiglione Giambattista - citato dal P. Oldoino di professione 

militare - pubblica uno scritto in sua difesa - III, 195. 
Castiglione Giambattista - dottore in legge - savio del Comune 

nel 1528 - III, 492 - suoi scritti - 195. 
Castiglione Giantommaso - leggista - sua disputa pubblica di 

diritto sostenuta in Perugia l'anno 1618 - III, 195. 
Catino (il) - serbato nella Metropolitana di S. Lorenzo - I, 

291 - II, 404. 
Cattaneo Damiano - lì, 132 - congiunge alla scienza delle 

leggi somma giustizia ed alto valore militare - 133. 
Cattaneo della Volta Stefano - coltiva le muse latine - IV, 150.] 
Cattaneo Eugenio - di Novi - dotto Barnabita - scrive latjl 

riamente dei successori di S. Barnaba nella chiesa di Mi- 
lano - III, 89. 
Cattaneo Gian Giacomo - chiaro giureconsulto - V, 115. 
Cattaneo Lagomarsino Giacomo - compone un trattalo intorno - 

al morbo qollico - III, 249 - di patria genovese - 250. 



— 165 — 

Cananeo Nicolò - IV, 1 83 - fu in grandissimo credito presso 
il Re di Orano, da cui ebbe molti privilegi ed immunità 

- 184. 

Cattaneo Stefano - giureconsulto genovese non volgare - II, 132. 
Cattedrale di Savona (sedili del coro nella). (V. Pomari 

Si mone). 
Cavalli Alberto - Savonese - suo affresco - muore nel 1540 

- IV, 230. 

Cavalli Giangiacomo - poeta valente, che scrisse in dialetto 

genovese - V, 80. 
Cavanna (Antonio della) - giureconsulto valente - lodato dal 

Bosco - II, 153. 
Cavezano Alberto - medico - III, 222. 
Cavo Ilario e Giambattista - fratelli -dell'ordine de'Teatini 

- loro relazioni delle virtù e miracoli del B. Gaetano Tiene 

- Ili, 173. 

Cebà - famiglia nobile - IV, 124. 

Cebà Ansaldo - suo principio della Istoria Romana - suoi 
studi genealogici - altri suoi scritti - III, 83 - sua opera 
politica: il cittadino di Repubblica- 210 - IV, 19, 124, 
130 e 155. 

Cebà Ansaldo - ambasciatore a Narbona nel 1279 - IV, 124. 

Cebà Antonio - Doge di Genova - IV, 124. 

Cebà - console di Genova negli anni 1142 e 45 - IV, 124. 

Cebà Lanfranco - IV, 124. 

Cebà Lazzaro - Doge di Genova - IV, 124. 

Cebà Niccolò (V. Ciriaco dì Ancona). 

Ceccardi Filippo - da Ortonuovo - de' Domenicani - biografo 
del suo Ordine - V, 21. 

Cella (Giovanni Agostino della) - Dottore - sue memorie di 
Rapallo - V, 45. 

Cella (Giovanni Annibale della) - della Riviera di Levante - 
giureconsulto non volgare - V, 113. 

Cella (Pietro della) - poeta ed oratore - sua istoria della Ma- 
donna dell'Orto in Chiavari - III, 92 - V, 31. 

Cella (Scipione della) - sue rime lodale dal Tasso - IV, 12f 



:a 



— 164 — 

Cella (Stefano Agostino della) - Medico - sue Famiglie di 

Genova e delle Riviere - V, 45. 
Celso Benedetto - di Sarzana - Podestà di Lucca - Canonico in 

sua patria - coltiva la Giurisprudenza - fa porre all' aitar 

maggiore di S. Domenico in Sarzana la tavola insigne di 

Andrea del Sarto - III, 196. 
Celso Pasquale - di Sarzana - giudice in Caffa per la Repubblica 

- II, 157 - versatissimo nell' una e nelP altra legge - lodat< 
dall' Ivani e dal Landinelli - visse a tempi di Papa Nicolò V 

- 158. 

Centurione Adamo - scrittore di varie operette di storia sacra 

- in idioma castigliano - III, 79. 
Centurione Adamo - suoi scritti - V, 18. 
Centurione Agostino - sue rime - IV, 117. 
Centurione Alessandro - rimatore - V, 70. 

Centurione Domenico di Giorgio - Canonista - professa nei 
Teatini 1' anno 1612 - sua Orazione oratoria all' unione 
de' cittadini - IH, 217. 

Centurione Gerolamo - sue rime - IV, 125. 

Centurione Giovanni - marchese di Stepa nella Spagna - eco- 
mista - scrisse in idioma spagnuolo - IV, 21. 

Centurione Giovanni - IV, 21 - sua orazione per la nascila 
del principe reale di Spagna - 22. 

Centurione Paolo di Raffaele - si dedica al commercio, e alla 
navigazione - suo valore in Cosmografìa - suo disegno rela- 
tivo al commercio proposto a Basilio Czar imperatore di 
tulle le Russie - IV, 176 a 180. 

Cesareo Barnaba - sue prose - e rime genovesi - IV, 155. 

Ceva Bonifazio - probabilmente da Ceva - de' Minori - scrit- 
tore ascetico - III, 160. 

Ceva Domenico - de' Predicatori - suoi scritti matematici 
muore nel 1612 - IV, 8. 

Ceva Giovanni Andrea - leggista - oratore - e poeta - III, 196. 

Cevoli Nicolò - letterato - cav. - medico - e teologo - genovese^ 

- V, 155. 
Chiabrera - famiglia - IV, 94. 



— 165 — 

Chiabrera Gabriello - nato in Savona l'anno 1552 - poela 
celebratissimo - IV, 25 - studia in Savona - 29 - suo 
giudizio intorno i Classici greci , latini e italiani - 50 - 
suoi viaggi - 42 - letterati e pittori a lui famigliari - 
45 - sue fantasie nell' ordinare scene e spettacoli - 47 - 
onori da lui ottenuti da varii principi - 57 - suo merito 
poetico - 97 - sue prose - 106 - sua tragicomedia -159 
- scrive dell'arte poetica - 155 e 255. 

Chiappe Bartolomeo - di Chiavari - canonico teologo nella 
Metropolitana di Genova - suoi scritti ascetici - Fiorì tra 
il 1620 e il 1640 - Iti, 180. 

Chiavari innanzi il 1500. (V. Liguria... suo stalo) - (Ca- 
stello di) fatto fabbricare dai Consoli di Genova l'anno 
(leggi) 1167 - I, 287. 

Chiavari Ampegli - dottore in legge - coltiva la poesia e 
l'eloquenza - IV, 116 e 159. 

Chiesa di S. Agostino - in Genova - II, 520 - si vedeva in essa 
un ancona dietro il coro verso il 1680, colla data del- 
l'anno 1564 - dipinta da chi? - 521 e 559. 

Chiesa di S. Ambrogio- in Genova. (V. Gesuiti venuti in Genova). 

Chiesa di S. Ambrogio - in Voltri - IV, 281. 

Chiesa di S. a Anna - de'PP. Carmelitani scalzi - in Genova - 1 V,28 1 . 

Chiesa della SS. Annunziata di Portoria - in Genova - edificata 
nel 1488 - II, 559. 

Chiesa della SS. Annunziata - in Sestri a Levante - li, 540. 

Chiesa della SS. Annunziata del Vastato - in Genova - IV, 280. 

Chiesa di S. Bartolomeo degli Armeni - in Genova - II, 540. 
(V. Brea Lodovico). 

Chiesa di S. Bartolomeo del Carmine - fondata in Genova nel 
1505 - II, 540. 

Chiesa di S. Bartolomeo - in Rivarolo - II, 540. 

Chiesa di S. Bernardo alla Foce in Genova - IV, 281. 

Chiesa di S. Brigida - in Genova. (V. Nebea Galeotto pittore). 

Chiesa de' Signori Sauli in Carignano intitolata alla B. Vergine 
e ai Santi Fabiano e Sebastiano - IV, 274 - instituzione 
in essa d' un insigne Collegiata nel secolo XVII - 275. 



— 166 — 

Chiesa di S, M. di Castello - in Genova - sua collegiata - I, 
317. (V. Brea Ludovico). 

Chiesa di S. M. della Consolazione - in Genova. (V. Brea Lo- 
dovico pittore). 

Chiesa di S. M. di Consolazione- in S. Remo - edificata nel 1468 

- II, 341. 
Chiesa di S. Domenico - in Genova - ora distrutta. (V. Fran- 
cesco di Oberto pittore). 

Chiesa e Convento dei PP. Domenicani - in Taggia - H, 343 - 
loro biblioteca - 344. 

Chiesa di S. Francesco - in Albaro. (V. Cebà Lanfranco). 

Chiesa di S. Giacomo - in Genova. (V. Fuccio d'Andria pittore)- 

Chiesa di S. Giacomo - fuori le mura di Savona. (V. Marone 
Jacopo pittore) - Altre Chiese in Savona. (V. Savona di- 
pinti antichissimi). 

Chiesa di S. Giovanni Battista - in Rio maggiore - fondata nel 
1340 - II, 346. 

Chiesa di S. Lorenzo - in Genova fabbricata nel secolo X - 
I, 291 - facciata e scolture che V adornano - 298 - Cano- 
nici di S. Lorenzo e loro vita comune - 317 - II, 547. 
(V. Civitali Matteo lucchese - e Teramo di Daniele) Sedili nel 
coro. (V. Zabello Gianfrancesco) - IV, 270 a 74. 

Chiesa e Canonica di S. M. di Albaro posseduta da Canonici 
Regolari detti di Mortara - I, 318. 

Chiesa di S. Matteo - in Genova - fondata da Martino Doria 
l'anno 1125 - I, 501 - IV, 284. 

Chiesa e Convento della Pace - in Albissola - IV, 282. 

Chiesa di S. t0 Stefano - in Genova - ebbe principio intorno al 
960 - I, 292. (V. Donatello) - fatta dipingere 1' anno 1306 

- da chi? - 11, 320. 
Chiesa di S. Teodoro - in Genova. (V. Lippi Filippino pittore). 
Chiesa di S. M. in Via-lata (Genova) - II, 338. 
Chiesa delle Vigne - in Genova - ebbe principio intorno al 991 

- I, 292 - IV, 282. (V. Niccolò da Voltri pittore). 
Chiesa de' Santi Vittore e Sabina- in Genova - desolata nel 

secolo X dai Saraceni - I, 291. 



— 167 — 

Chiesa (Giambattista della) - medico - III, 222. 

Cibo Arano - senatore di Roma - viceré di Napoli - padre 
di Papa Innocenzo Vili - muore 1' anno 1457 - scrittore 
coetaneo all' Ivani - II, 19. 

Cibo Filippo F. - cav. di S. Giovanni di Gerusalemme - 
continua il ristretto delle Istorie del Tursellino dal 1592 
al 1623 - III, 50. 

Cibo Ghisi Innocenzo - scrive la vita di S. Giacinto - III, 
92 e 173 - sua sposizione sovra i sette salmi - 180. 

Cibo Leonora di Lorenzo - sue rime - IV, 113. 

Cibo Maria - Duchessa della Mirandola - appartenne all' Acca- 
demia dell' Incolti in Napoli - IV, 157. 

Cibo Massa Carlo - primo principe dell' Accademia degl'Intre- 
pidi fondata in Ferrara l'anno 1600 - IV, 257. 

Cibo P. - poeta provensale - II, 214 e 326 - monaco delle 
Isole d' Jeres - dipinge animali - piante - navi - prospet- 
tive di città e di edifizi - stupendo miniatore - biblio- 
tecario in Lerino - II, 327. 

Cibo Recco Giovanni - 111, 44 - continua la storia del Bon- 
fadio - suo merito letterario - 45. 

Cicala Andrea - gran giustiziere, capitano generale del Regno 
di Napoli l'anno 1239 sotto Federico II - I, 215. 

Cicala - poeta provensale. (V. Lanfranco Cicala). 

Cicala Carlo - Canonico genovese - poi Vescovo di Albenga 
- muore nel 1572 - III, 168 - fu al Concilio di Trento - 167. 

Cicala Francesco - giureconsulto - suo discorso sulle conven- 
zioni di Sarzana sua patria colla Repubblica di Genova - 
V, 113. 

Cicala Giambattista - consigliere dell' imperatore Sigismondo 
(V. Ciriaco di Ancona). 

Cicala Giambattista - giureconsulto genovese non volgare - lì, 1 32. 

Cicala Giambattista di Giulio - tratta della guerra di Genova 
del 1625 - III, 49 - V, 27. 

Cicala Giambattista - vescovo di Albenga - muore cardinale 
in Roma nel 1570 - fu alle prime sessioni del Concilio di 
Trento - IH, 168. 



— 168 — 

Cicala Placido Maria - monaco Cassinese - scrive la vita di 
S. Geltrude - III, 91. 

Cicala P. Vincenzo ■- della C. D. G. - fonda l'Accademia 
degli Arisofi nelle Scuole di Brera in Milano per promuo- 
vere gli studii filosofici - IV, 256. 

Ciprico Cristoforo P. - de' Minori - genovese, secondo il 
Giustiniani - visse circa l'anno 1440 - scrisse Historiam 
Genaensium ab anno 1099 usque ad annum 1435 - 
li, 10 - Osservazioni dell'autore intorno la patria del 
Ciprico - 11. 

Ciriaco di Ancona - celebre osservatore e raccoglitore di cose 
antiche - II, 596. 

Cisterciesi in Italia - venuti dopo il 1000 - fabbricano nel 
luogo detto il Tigl ietto sopra Varazze un Monastero - I, 
292 - altri monasteri di quest' Ordine in Liguria - 295. 

Ci vitali Matteo - lucchese - scolpisce nella Capella di S. Giam- 
battista alla Metropolitana di Genova - II, 552 - illustrata 
dal marchese Antonio Mazzarosa - muore nel 1501 - 
IV, 270. 

Clavario Fabiano - Agostiniano - in Genova - sostiene nel- 
1' Ordine ragguardevoli cariche- III, 155 - è fatto Abate 
di S. Matteo col favore di Casa Doria - suoi scritti - 154 

- lode a lui data dal P. Alessandro Carrega - 198. 
Clavasio Angelo, o piuttosto P. Angelo da Chivasso - del- 
l' ordine de' Minori - non volgare moralista del secolo XV 

- non appartiene alla nostra Liguria come vorrebbe il So- 
prani - II, 106. 

Clerici Michelangelo - pittore in Genova - IV, 202. 
Codice di Spagna. (V. Pagano Giacomo). 
Codici MM. SS. - loro pregio sommo nel secolo XIII - I, 212. 
Colla Martino - marchese di Finale - chiaro giureconsulto 

- V, 117. 

Collegi in Genova e loro privilegi - II, 587. 

Colombano S, - Irlandese - fabbrica nell' Apennino ligustica 

verso l' anno 612 il celebre monastero, ora sede Vescovile» 

di Bobbio - I, 105. 



— 169 — 

Colombo famiglia - II, 224. 

Colombo Cristoforo - II, 224 - famiglia e sua patria - 226 
e 243 - Scusa a Genova, che non corrispose ai disegni del 
gran Navigatore - 250 - Negoziati del Colombo col Ministero 
Portoghese - 255 - suo disegno proposto alla corte di Spagna 

- sue scoperte - 2G9 - osserva per il primo la sensibile 
variazione dell'Ago calamitato nell'ampiezza dell'Oceano 

- 294 - Ancora della patria del Colombo - III, 72 - IV, 
185 a 196 - finalmente del Colombo. (V. Appendice in 
fine del voi. IV). 

Commercio de' Genovesi in Africa nel secolo XIII - I, 259. 

Comuni in Italia - I, 114. 

Conostaggio Gerolamo - detto anche De- Franchi - degno tra 
gli storici italiani di singolare menzione - 111, 205 - sue 
opere - sua storia di Fiandra e quella della Unione del 
Portogallo alla corona di Casliglia - 204 - sue rime - IV, 
117 - accademico in Anversa - 255. 

Conservatorio delle Figlie di S. Giuseppe. (V. Vernazza Ettore). 

Conlardi Cesare - esercita in Roma 1' Ufficio di Avvocato - 
è fatto vescovo di Nebbio - poi di Sagona in Corsica - III, 197 

- suoi scritti - 198. 

Contardi Giannagostino - medico genovese - autore del modo 
di preservarsi e di curarsi dalla peste - III, ,250. 

Contardo Inghetto - mercadante genovese - I, 180 - disputa 
vittoriosamente contro un valente rabbino dell' Aragona 
detto Asturco - 181. 

Conti Lorenzo - genovese - traduttore de' Liguri illustri del 
Foglietta - altre sue traduzioni - IV, 202. 

Contrucci Andrea - detto il Sansovino - scultore - suoi la- 
vori nella Metropolitana - IV, 271. 

Convento de' minori Osservanti cominciato nel 1449 in Le- 
vatilo - II, 540. 

Corazzari Giambattista - Domenicano - suoi trattati Teolo- 
gico-legali - V, 115. 

Corrado a Cloaco - Vescovo in Sardegna verso il 1590 - Di 
lui si citano una pastorale - e gli atti d' un Sinodo - II, 85. 



— 170 — 

Corrado d' Alemagna - dipinge in Taggia nel 1477 - IV, 199. 

Corrado de Crovaria - Podestà di Levanto nel 1377. (V. 
Statuto di Levanto). 

Corso Nicolò * pittore frescante - IV, 207. 

Corte - famiglia pittorica in Genova - IV, 213. 

Corte Cesare di Valerio - filosofo, poeta e pittore - è car- 
cerato per opera dell'Inquisizione nel 1632 - sua abiura 

- IV, 214 - sue opere di pittura - maestro di suo figlio 
David, di Luciano Borzone e dello Strozzi - 215. 

Corte (Franchino di) - leggista - vicario ducale nel 1526 - 
IH, 192. 

Corte Mariantonio di Valerio - promette grandi cose nel di- 
segno - sua morte - IV, 214. 

Corte (Nicolò da) - lombardo - ingegnosissimo nello scolpire 
fogliami ed arabeschi in marmo - suoi lavori - IV, 270. 

Corte Valerio - pittore genovese - studia in Venezia - sotto 
il magistero del gran Tiziano - riesce valente - gode in Ge- 
nova l'amicizia del Cambiaso - IV, 213 - si dà all' alchimia 

- muore idropico nel 1580 - 214. 

Cortese Gregorio - da Modena - sua operetta de direptione 

Genuae, stampata in Padova nel 1774 - IH, 5. 
Corvara Ildebrando - poeta, genovese - viveva nel 1 558 - HI, 205. 
Corvetto Luigi Emanuele - genovese - famoso giureconsulto 

- ministro di Francia - V, 38 e 122. 
Cosmografo anonimo - IV, 173. 

Costa Alessandro di Albenga - Abate di S. a Maria e S. Mar- 
tino nell' isola Gallinara - scrive della Liguria e de' suoi 
popoli - IH, 80. 

Costa Angelo Maria - Abate Olivetano - scrive la vita di 
S. a Francesca Romana - IH, 92 - suoi commentarii latini 
sacri - 179. 

Costa Antonio Maria - suoi scritti storici - V, 30. 

Costa Giovanni - suo ragionamento sopra la tregua de' Paesi 
Bassi conchiusa in Anversa nel 1609 - suo trattato della 
pace e libertà d' Italia e del modo di conservarla - suoi 
versi latini - IV, 19. 



— 171 — 

Costa Nicolò - leggista - III, 192. 

Costruzione navale - I, 299. 

Cotta Giambattista - da Tenda - Agostiniano - rimatore - 
V, 75. 

Cristoforo da Genova - degli Agostiniani - predica ai PP. del 
Concilio di Trento nel 1562 - IV, 160. 

Cristiani Conte Beltrame - di Varese - Prov. di Chiavari - 
merita lode fra i pubblici amministratori - V, 126. 

Cristoforo da Milano (F.) predica in Taggia l'anno 1459 - 
II, 343. 

Cristoforo da Rapallo - sue orazioni latine - II, 137. 

Croce Giambattista - originario di Nervi - giureconsulto non 
volgare - V, 113. 

Croce (Giantommaso della) - Carmelitano scalzo - sua storia 
della B. V. detta dell' Orto, che si venera in Chiavari - 
V, 31. 

Crociate - I, 113 - vantaggi che ne derivarono al commercio ed 
agli studii in Italia - 114. 

Cuneo Nicolò di Alessandro - nobile savonese - sue rime - 
contemporaneo al Chiabrera IV, 123. 

Cunio (Battista da) - consigliere dell' arte de' Pittori in Ge- 
nova nel 1520 - IV, 201. 

Curletto Graziano - Abate degli Olivetani - fioriva nel 1529 - 
a lui si attribuisce una collezione intitolata : detti de 1 Sa- 
pienti - IV, 18. 

Curio - famiglia nobile antica di Taggia li, 405. (V. nota *). 

Curio Giacomo - della Spezia - II, 52 - sue miserie - ne è 
confortato da Alfonso re di Napoli libéralissimo mecenate 
- 53 - poi dal successore re Ferdinando - 57 - insigne 
grammatico - non ammanuense o calligrafo come vorrebbe 
il Zeno - 53 - suoi lavori letterarii - 54 e 55. 



I)a-Castello Fulcone - soprasia air edificazione della città di 
Monaco nel 1215 - I, 287. 



— 172 — 

Damiano da Finale - de' Domenicani - autoredi molli sermoni 
e libri ascetici - muore in Reggio di Lombardia l'anno 4450 
II, 308. 

Daniello da Voltri (Fra) sua tavola dipinta tra il 1400 e il 
1420 - IV, 251. (V. a pie di pagina). 

Dante Alighieri - II, 597 - sua ambasciata a Genova forse 
verso il 4500 - cacciato dalla patria prende ricovero in 
Lunigiana presso il march. Malaspina - 598 - giudizio di 
Dante sul dialetto genovese - 400. 

Darsina (torre della) - edificata nel 1512 - II, 554 e 557. 

Darsina in Genova - edificata l'anno 1276 - Altra nel 1285 

- I, 288. 
Darlona Vincenzo - scrive versi in dialetto genovese - IV, 155. 
D' Aste Bernardino P. - generale de' Cappuccini - genovese - 

fu al Concilio di Trento - III, 169. 
D' Aste Giambattista - di Albenga - Agostiniano - nato nel 

1608 - vescovo di Tegasle - suoi commentarli - IH, 159. 
D' Aste Michele - teologo genovese - Domenicano - priore di 

S. Lorenzo in Asti - fu al Concilio di Trento - III, 169. 
Deferrari Epifanio - del Porto-Maurizio - Barnabita - suoi 

scritti storici - V, 27. 
Deferrari Giampaolo - Teatino - sue Orazioni - IV, 164. 
Deferrari Giangregorio - nativo del Porto-Maurizio - IV. 

15 - uomo di varia letteratura - suoi scritti teologici e 

filosofici - IV, 4 6 - poeta latino - 150. 
Deferrari Pietro Maria - Ieggista - senatore - III, 192. 
Deferrari Sinibaldo - sue rime - IV, 122. 
Deferrari Tobia - poeta drammatico - IV, 156. 
Defornari Giacomo - Ieggista eccellentissimo - III, 192. 
Defornari Gian Paolo - sue Orazioni - IV, 461. 
Defranchi. (V. Coneslaggio). 
Defranchi Lodovico - genovese - ottiene dal Duca di Savoia 

facoltà di fabbricare carta in Cuneo - segnando i fogli collo 

stemma de' Giustiniani - II, 570. 
IMranchi Stefano - poeta che scrisse in dialetto genovese 

- sue Commedie ad imitazione del Molière - V, 80. 



— 173 — 

Del Carretto Alessandro - sua tragedia u La morte di Ettore 

vendicala - V, 70. 
Del Carretto Carlo - Capitano degli Albinganesi verso il 1400 

- II, 139. 

Del Carretto Domenico - de' marchesi di Finale - sua ora- 
zione - è decorato della porpora - muore nel 1514 - 
IV, 160. 

Del Carretto Gabriello - leggista - Savonese - ambasciatore 
a' Genovesi nel 1559 - li, 145. 

Del Carretto Galeotto - march, di Finale - sostiene guerra 
contro i Genovesi nel 1447 - li, 380 - cinge di mura 
Finale - 381 - sue croniche del Monferrato - III, 4 - IV, 
13:2 e 33. 

Del Carrretto Giorgio - Senatore in Mantova - autore di con- 
siglii legali -III, 200 - suo trattato latino sulla Pasqua -IV, 9. 

Del Carretto Tullio - vescovo di Casale - suoi scritti - IH, 
174 - muore l'anno 1(514 - 175. 

De-Mari Ansaldo - seguace del Galileo - V, 99. 

De-Marini Donalo Antonio - genovese - chiaro giureconsulto 

- V, 119. 

De-Marini Girolamo - suoi scritti - V, 21. 

De-Negri Anton Maria - di Camogli - giureconsulto - V, 119. 

Dentuto Guglielmo. (V. Acquidoso da Trensasco in Genova). 

Desiderio da Rapallo - Domenicano - maestro e professore 
di Sacra Teologia - nel Convento di S. Domenico in Ge- 
nova nel secolo XV - II, 85 - forse è quel 

Desiderio da Genova - Domenicano - uno de' primi 12 teo- 
logi dell' Università di Torino - fondata l' anno 1405 - II, 83. 

Desiderio Duca dell' Istria - sostenuto dal Papa prende a 
regnare in Italia- poi l'ingrato molesta i Pontefici - I, 106. 

Deza Massimiliano - lucchese - de' PP. della Madre di Dio 

- sua Storia della nobile famiglia Spinola - V, 29. 
Dialetti dei popoli Italiani prima del 1300 - I, 233. 
Dialetto genovese. (V. Dante). 

Dieci Giambattista - vescovo di Brogliato - scrive le vite di 
alcuni Santi - muore Tanno 1635 - HI, 172 e V, 23. 



_ 174 — 

Dinegro Agostino - canonico regolare Lateranense - suoi com- 
menti d'una parte della Cantica - suoi esercizi spirituali 

- muore nella Canonica di S. Teodoro in Genova V anno 
4621 - IH, 154. 

Dinegro Alduino - fioriva in Palermo, circa Tanno 1581 , 
con fama di molta perizia legale - li, 157. 

Dinegro Ambrogio - coltiva le muse italiane e Ialine - Doge 
nel 1585 - IV, 119. 

Dinegro Andalone - genovese - filosofo ed astronomo chia- 
rissimo - elogio fattogli dal Boccaccio suo discepolo - II, | 
146 - altri suoi discepoli - 148 - coltiva la poesia - 150 - 
sue opere -151el55- suoi viaggi - 296 - muore verso j 
il 1540 - 155. 

Dinegro Bartolino ( V. Chiesa dì S. Bartolomeo in Ri- 
varolo ). 

Dinegro Filiberto Emanuele - traduttore di un discorso poli- 
tico del teologo Antonio Prato - IV, 19. 

Dinegro Gian Carlo - coltiva le muse con ardore e felicità 

- accoglie ed onora i coltivatori delle lettere - II, 202. 
Dinegro Giambattista - rimatore - V, 74. 

Di negro Luca. (V. Fortezza nel territorio di Pegli). 

Dinegro Paolo Antonio - genovese - sue rime - V, 58. 

Diodato P. - da Genova - Servita - teologo - fu al Concilio 
di Trento - HI, 169. 

Dionisio P. da Genova - Cappuccino - suoi scritti - V, 17. 

Dizionari! storici - loro difetto - I, 12. 

Domenicani in Genova - loro scuole - I, 509 - scrittori Do- 
menicani - II, 84. 

Domenichino - suo quadro nella Chiesa di N. D. della Mise- 
ricordia presso Savona - IV, 278. 

Domenico da Genova - Cappuccino. (V. Interiano). 

Domenico di Tivegna - console dell'arte de' pittori in Ge- 
nova nel 1481 - IV, 201. 

Donatello - scolpisce nella Chiesa di S. t0 Stefano - H, 552. 

Donato di Pavia - dipinge in Savona verso la fine del secolo 
XV - II, 224 e IV, 205. 



— 175 — 

Dolera Clemente - generale de' Minori - nato nel 1501 in 

Moneglia - vescovo di Foligno - poi Cardinale - muore nel 

1568 - sua opera intitolata: compendium canonicarum 

institulionum - III, 169 e 176 - suo elogio e difesa - 177. 
Doratori in Genova - uniti all' arte pittorica - IV, 200. 
Doria Andrea - promotore delle Arti belle - IV, 283 - suo 

palazzo - 286 - sua tomba - 285. 
Doria Antonio - chiarissimo capitano - III, 81 - suo discorso 

sopra le cose turchesche per via di mare - altra opera 

pubblicata in Genova dal Bellori - 82. 
Doria Filippo - valoroso capitano - scrittore delle geste da 

lui operate in Negroponte l'anno 1350 - e in Tripoli l'anno 

1355 - II, 73 e 74. 
Doria Francesco Maria - sua Storia di Genova - è invialo 

dalla Repubblica al Congresso di Acquisgrana - V, 44. 
Dona Gian Vincenzo - Teatino - suo compendio della vita 

di S. Gaetano Tiene - IH, 173. 
Doria Jacopo di Pietro di Oberto - annalista genovese e giu- 
reconsulto - I, 134 e 141 - II, 25 - sua opera del depra- 

etica equorum - I, 230. 
Doria Isabella moglie di Manfredi IV marchese di Saluzzo 

- porta alla corte del marito il gusto della poesia pro- 

vensale - I, 275. 
Doria Lazzaro. (V. Chiesa di S. Bartolomeo in Rivarolo). 
Doria Massimiliano - vescovo di Noli - fu al Concilio di 

Trento - IH, 167 - muore nel 1572 - 168. 
Doria Nicolò - Doge in Genova - IV, 159. (V. Boccatagliata 

Antonio). 
Doria Oberto - Capitano del popolo - I, 134. 
Doria P. Nicolò. (V. Chiesa di S. Anna de PP. Carmelitani 

Scalzi). 
Doria Percivalie - poeta provensale - fiorì dopo la metà del 

secolo Xll - I, 267. 
Doria Tedisio - famoso viaggiatore - 1/313. 
Doxio Corrado - leggisla - III, 192. 
Drago Arrigo - annalista genovese - 1, 134. 



— 176 — 

Durazzo Giambattista - carmelitano - suoi scritti e concetti 

predicabili - muore nel 1622 - IV, 160. 
Durazzo Girolamo - pubblica nel 1605 la sposizione di un 

Sonetto di Giulio Camillo - IV, 155. 
Durazzo Ippolito - scrive 1' elogio di Cristoforo Colombo - 

V, 45. 



Elia di Berzol ossia di Bargiolo - genovese o provenzale? - 
scrive con elegante stile le guerre dei Signori del Balzo 

- I, 272. 

Elio Staleno. (V. Slaleno). 

Eloquenza - I, 253 - li, 175 - IV, 155. 

Emancipazione dei figli in Genova - 1, 218 - degli schiavi 

- 218. 

Embriaco Guglielmo - mecanico famoso - lodi a lui date dal 
Tasso - I, 299 - Guglielmo arcivescovo di Tiro gli attri- 
buisce la gloria principale dell'espugnazione di Gerusalemme 

- 500 - trasporta la tribuna di S. Matteo - 501. 
Embruno Stefano - II, 545. 

Enrico da Genova - de' Minori - suoi commentari sopra S. 

Giovanni - ed altre sue operette - II, 85. 
Erchero Girolamo - di Va razze - sue rime - giureconsulto 

- Ili, 216 - IV, 125 - V, 113. 
Eruli e Goti in Italia - I, 76. 

Eugenio S. - protettore della Città di Noli - I, 82. 



Fabbriche di Genova del Alessi Perugino - dissegnate da Pietro i 
Paolo Rubens. (V. Rubens Pietro Paolo). 

Fabbriche di gusto Romano in Liguria I, 73. 

Fabrizio Giano - Sacerdote genovese - sue rime - V, 77. 

Fagiuolo Bernardino - consigliere dell' arte pittorica in Ge- 
nova - sua tavola di stile Leonardesco - colla data del 
1519 - IV, 202. 



— 177 — 

Fagiuolo Leonardo - pittore - IV, 203. 

Fagiuolo Lorenzo - padre del Bernardino - pittore - forse è il 
Lorenzo di Pavia ( Papiensis ) - IV, 203. 

Falamonica Bartolomeo - genovese - poeta - molto lodato dal 
Giustiniani - suo poema - II, 189 - analisi dello stesso - 
190 - Codice Carenziano - 202. 

Paletti - famiglia savonese - IV, 237. 

Caletti Camillo - preposito della Cattedrale in Savona - 
IV, 238. 

Faletti Ercole - arciprete della Cattedrale in Savona - IV, 238. 

Faletti Gerolamo - insigne letterato savonese - scrive la ge- 
nealogia degli Estensi - la guerra di Fiandra - e i 4 li- 
bri De Bello Sicambrico - III, 87 - poeta latino - IV, 113 
e 150; 237, e 243. 

Faletti (Guido de') - precettore in Savona nel 1528 - IV, 237. 

Faletti Lavinia - savonese - poetessa che scrisse in versi la- 
tini - fiorì verso il 1555 - IV, 113. 

Faletti Leonora - savonese - letterata - IV, 112. 

Famiglie nobili di Genova distinte in 28 alberghi con legge 
del 1528. (V. Cibo Recco Giovanni). 

Faraldo Raimondo - creduto di Nizza - potrebbe egli spettare 
alla nostra Liguria? - 1, 272. 

Fascio Clemente - delle Scuole pie - professore di lettere - 
e buon poeta - V, 77. 

Fascie Francesco Antonio - delle Scuole pie - professore di 
lettere - e buon poeta - V, 77. 

Faya Alessandro (probabilmente Fava) - savonese - suo scritto 
intitolato: Exempla virtutum et vitiorum - III, 86. 

Fazio Bartolomeo - oriundo della Spezia - II, 31 - Osserva- 
zioni al Valla intorno i natali del Fazio - 32 - Studi del 
Fazio - 33 - è inviato dal doge Adorno ad Alfonso re di 
Aragona per trattar la pace nel 1443 e 44 - 34 - tornato 
in Genova scrive le guerre dei Genovesi contro gli Arago- 
nesi e i Veneziani - 35 - Caduto dal dogato l'Adorno suo 
prolettore, abbandona Genova e va a Ferrara, poi a Fi- 
renze, dedicandosi allo studio delle lettere greche - 30 

12 



— 178 — 

- è ammesso con liberale pensione alla Corte del re di 
Napoli - 57 - Sue opere - e sue gare letterarie col Valla 

- 59 a 52. 
Fazio Clemente - originario del Bisagno, non della Spezia come 

vorrebbe il P. Oldoini - II, 55 - scrittore della storia 
della liberazione di Urbano VI - alla quale impresa fui 
mandato il Fazio dal doge Antoniotto Adorno con IO ga- 
lere - 55 a 56. 

Fazio o Facio Silvestro - medico - genovese - suo scritto in- 
torno lo sputo di sangue - III, 224. 

Federici Cristoforo - padre dello storico Federico - decano 
del Collegio dei Dottori in Genova - III, 192. 

Federici Federico - suo trattato della famiglia Fieschi - li, 
54 - e scrutinio della Nobiltà ligustica - 55 - sue opere 
storico-politiche - III, 211. 

Federici P. - dei Ministri degl'infermi - suo volume latino sul 
Monastero Benedittino della Pomposa - V, 46. 

Federigo II imperatore - sue dissenzioni col papa Innocenzo 
IV - I, 190 -È accusato e condannato nel Concilio di Lione 

- 194 - sua fine 195. 
Felice (S.) - vescovo di Genova - I, 81. 
Feo Giacomo - savonese - vescovo di Ventimiglia - II, 59' 

- lascia i suoi libri alla Basilica di S. Paolo in Roma - 395 
Feo Lorenzo - fra i PP. Domenicani l'anno 1485 - scriv< 

la vita di S. Ugone Cav. Gerosolimitano - li, 108. 
Ferrari Bernardo - sue rime - lodato dal Cebà - IV, 116. 
Ferrerò Giambattista - accademico degli Accesi in Savona 

IV, 254. 
Ferrerò Pietro Giambattista - in fiore nel 1575 - scrive un coi 

pendio dell'origine e storia di Savona. Ili, 86. 
Ferrerò S. t0 Vincenzo - fa ammirare la forza della sua eh 

quenza in Genova e in Savona - II, 597. 
Ferretto Giovanni - sua gentile canzone d'amore - IV, 117. 
Fieschi famiglia - (V. Fieschi Luca Donato e Federici Federico) 
Fieschi Caterina (S. ta ) - III, 93 - sue notizie biografiche 

9'* - sue opere - 99. 



— 179 — 

Fieschi Ettore - giureconsulto - genovese - sua orazione latina 
di ossequio a nome dei Genovesi al nuovo pontefice Inno- 
cenzo Vili - II, 133 - impiegato più volle negli affari 
del pubblico - 136. 

Fieschi Giovanfrancesco - eletto vescovo di Andria nel 1507 

- fu al Concilio di Trento - III, 167. 

Fieschi Guglielmo - famoso letterato dei suoi tempi - deco- 
rato della porpora da Innocenzo IV suo zio - I, Ì99. 

Fieschi Luca Card. - suo testamento del 1336 - per cui 
■viene ordinata la fabbrica di S. M. in Vialata - II, 339. 

Fieschi Luca Donato - scrive della sua famiglia, con docu- 
menti intitolati: selva di memorie della famiglia dei Si- 
gnori Conti di Fiesco - III , 53. 

Fieschi Ottobuono - decoralo della porpora da Innocenzo IV 
suo zio - giunto al papato assume il nome di Adriano V 

- I, 200 - sua biblioteca di cui dispone col testamento 
sotto V anno 1275 - oli. 

Fieschi Paolo Antonio - sue rime in un Codice antico - II, 
178 - veduto dal dottissimo P. Affò - 179. 

Fieschi Raimondo - dpttore in Legge - uno degli U/pzialt 
del Capitolo Fanno 1399 - II, 124. 

Fieschi Sinibaldo - forma in Genova un Orto botanico -III, 260. 

Fieschi Sinibaldo - ( V. Innocenzo IV). 

Fieschi Tommasina - discepola di S. a Caterina da Genova - III, 
107 - celebrala pel ricamo - IV, 230. 

Fieschi Ugo dei Conti di Lavagna - I, 189. 

Figari Giuseppe - avvocato - sue memorie di Camogli - 
V, 46. 

Figari Ab. Pompeo - da Rapallo - poeta - caro a papa Cle- 
mente XI - V, 58. 

Filelfo Giovan Mario - maestro di Grammatica in Savona nel 
1444 - II, 380 - sua storia latina della guerra sostenuta da 
Galeotto Del Carretto march, di Finale contro i Genovesi 
nel 1447 - 381. 

Filippi Giambattista - traduce in ottava rima il IV libro del- 
l'Eneide - Altri suoi componimenti - IV, 122. 



— 180 — 

Filippo da Genova - Domenicano - uno dei primi 1 2 teologi 
dell'Università di Torino fondata l'anno 1405 - II, 85. 

Filippo di Marco - P. Domenicano - da Savona - scrive verso 
il 1461 la vita di S. Caterina da Siena - II, 108 - 
III, 92. 

Filosofia - I, 231 - li, 146 - IV, 1 - V, 81. 

Finale innanzi al 1300 - (V. Liguria) suoi stati. 

Foglietta famiglia - III, 38. 

Foglietta Uberto - III, 38 - prete - genovese? - 59 a 42 - 
eletto storiografo della Repubblica - 43 - coltiva lo studio 
del Diritto - 194 - Suoi 12 libri di storia dai più remoti 
principi! dei Liguri fino al 1527 - sua opera politica - 210 

- ha fama di distinto grammatico - IV, 162. 
Foglietta Paolo - sua commedia - IV, 158 - sue poesie geno- 
vesi - 155. 

Folcbetto, detto da Marsiglia - ma genovese - primo poeta 
provensale - I, 240, 247 - fiorì intorno al 1200 - 241 - 
è fatto vescovo di Tolosa nel 1205 - coopera con S. Do- 
menico nella crociata bandita contro i Manichei della Pro- 
pensa - 245 - Risposta dell' A. al Ginguené ed al Millot 
che tacciano Folcbetto d' intollerante e di fanatico - 246 

- (V. Accademia poetica provenzale). 

Foracca Pietro - P. Domenicano - o Ferraccia - teologo li- 
gure - scrisse intorno il 1310 - sua opera intitolala: com- 
pendimi omnium honorum - fiorì intorno il 1464 - II, 84. 

Fornari Giambattista - Doge della Repubblica di Genova - 
III, 41. 

Fornari Simone - lavora i sedili del coro nella Cattedrale 
di Savona - II, 550. 

Forno Gian Luca - genovese - soggetto di carme a Tobia 
Spinola - IV, 122. 

Forte - savonese - chiamato nell'Ordine di S. Agostino Gian 
Bernardo da Savona - suo volume di notizie spettanti a 
Savona tratte dal Gara - e da altri scrittori - Sua storia 
delle Monache Agostiniane della SS. Annunziata introdotte 
in Savona l'anno 1464 - li, 9. - altri suoi scritti - Po- 



— 181 — 

irebbe confondersi col Bernardo da Savona citato dal So- 
prani? - 105. 

Fortezza o Bastila in Corsica - II, 538. 

Fortezza nel territorio di Pegli - II, 335. 

Fortezze erette in Genova nel 1319 - II. 334. 

Forzani Gaspare - lucchese - intagliatore in legno di finissimo 
gusto - IV, 272 - ammaestra Luca Cambiaso nella prospettiva 
e nell'architettura - 273. 

Francesco di Oberto - li, 325 - probabilmente genovese -326 

- sua tavola colla data del 1368, già esistente in Genova 
nella Chiesa di S. Domenico ora distrutta - 525. 

Franchi (i) in Italia - I, 105. 

Franchi Paolo - purgato latinista - III, 22 - eletto prof, del- 
l' Università di Genova - ha incarico di scrivere gli annali 
della Repubblica - 23 - IV, 243 e 248. 

Franchi Simonetta - di Paolo Partenopeo - è ricordata dal 
Soprani come letterata - IV, 247. 

Franciosi' Giovanni - parroco nel Sarzanese - autore di uu 
breve trattato del Giubbileo - III, 200. 

Fransoni Matteo - rimatore genovese - V, 75. 

Franzoni Agostino - Patrizio genovese - suoi stemmi delle 
nobili famiglie genovesi - V, 31. 

Frassinetto Cristoforo - doti, di Teologia in Genova - regente 
gli studi nel suo convento del Carmine l'anno 1478 - lascia 
molti scritti e gran fama di dottrina - II, 104. 

Fregoso - nobile famiglia - II, 57. 

Fregoso Antonio - sue rime - II, 179 - sue notizie biogra- 
fiche - 185. 

Fregoso Giambattista o Campo Fregoso - II, .57 - ottiene 
coli' armi il supremo comando di Genova l'anno 1478 -suo 
governo pacifico - Trama contro lui ordita dal zio Paolo 
Fregoso card, arcivescovo di Genova, ond' è costretto di 
abbandonargli il supremo comando il dì 25 nov. 1483 

- 58 - Sua opera intitolata : Fatti e detti memorabili - e 
sua perizia nelle lettere e nella storia - 59 a 62 - (V. 
Ghiglini Camillo suo traduttore) - suo valore poetico - 178. 



— 182 — 

Fregoso Cesare - negoziatore politico - HI, 212 - coetaneo 
del Pansa - perito nelle armi e nell'architettura militare 
- IV, 449 - coltivò la poesia latina - 150. 

Fregoso Federico - giovinetto ottiene l'arcivescovato di Sa- 
lerno - amministra la chiesa di Gubbio - IH, 141 - sue 
doti e suoi studi - 141 a 150 - creato card, da papa 
Paolo III - 145. 

Fregoso Ottaviano - doge in Genova - mecenate delle Arti 
belle - IV, 282. 

Fregoso Paolo - card, arcivescovo di Genova - congiura contro 
il nipote Giambattista - piglia il supremo comando della 
Repubblica nel 1485, cacciandone con molta ingratitudine 
d'animo il nipote - II , 58. 

Frizza Antonio - da Novi - (secondo Oldoini, da Noli) - arit- 
metico e astronomo - suoi scritti - morto nel 1615 - 
IV, 10 - ha luogo tra gli oratori - IV, 159. 

Frugoni Carlo Innocenzo - genovese - dei PP. Somaschi - 
poeta non ispregievole - V, 49. 

Fulcone Enrico - d'Orba - medico -visse nel 1192 - V, 128. 

Fusconi Pier Paolo - nobile romano - medico in Genova - 
IH, 232 - suoi scritti - 233. 



Gagliardo Bartolomeo - si da alla pittura ed alla prospeuiva 

- IV, 215 - suoi dipinti a fresco - 216. 

Galea - Canonico - valente nelle discipline teologiche - sue 

opere - III, 156. 
Galileo Galilei - V, 81. 
Gallesio Domenico Monsig. - di Finale - chiaro giureconsulto 

- V, 117. 

Gallesio Giorgio - autore della Pomona italiana. (V. la nota) 

- V. 117. 

Gallo Antonio - storico genovese - segretario del Magistrato 
di S. Giorgio - fiorì negli ultimi anni del secolo XV - suoi 
commentarj storici descritti latinamente - II, 22 - Testi- 



— 185 — 

«onianza del Gallo intorno la patria di Colombo - 25 - 

(V. la noia a piedi della pagina 73). 
Gallo Giambattista - sua orazione detta il giorno dell' Unione 

l'anno 1600 - III, 200. 
Gambarana - famiglia - III, 86. 
Gambarana Alessandro - III, 86 - scrive l' istoria della guerra 

troiana - 87. 
Gambarana Filippo - leggista che \enne di Pavia ad abitare 

in Savona Tanno 4350 - II, 145. 
Gambarana Giacomo - savonese - leggista di non pota fama 

nel 1403 - adoperato in varie ambascerie - II, 144. 
Gambarana Vadino - savonese - leggista - fiorì intorno al 

1390 - visse almeno fino all'anno 1410 - II, 145. 
Gandolfi Bartolomeo - nato in Turia, luogo in vai di Oneglia 

- de' P. Scolopi - professa la fisica sperimentale - V, 107. 
Gandolfi Bartolomeo - de' Barnabiti - poeta burlesco e sati- 
rico - V, 78. 
Gandolfi Domenico Antonio - P. Agostiniano - compagno e 

discepolo dell' Aprosio - suoi scritti - V, 32. 
Ganduzio Odoardo - scrive le origini delle Famiglie nobili di 

Genova - III, 57. 
Ganimede - da Savona - fiorì nel 1512 - Sue rime - IV, 146. 
Gara Pietro - savonese - storico - Sue opere - li, 8. 
Garavano Francesco da Genova - Domenicano - teologo - ebbe 

grido di eloquente oratore verso il 1312 - II, 84. 
Garbarino Gabrielle - P. Cassinese da Genova - scrive le sante 

azioni del B. Nicolò di Prussia monaco Benedittino - 

li, 108. 
Garibbi Giacomo - de' Minori osservanti - nativo del Porto- 

maurizio - sue rime - IV, 147. 
Garibbi Lodovico - Minore osservante - riforma lo Statuto 

del Portomaurizio per l' incarico de' Rettori di quel Co- 
mune l'anno 1454 - II, 141. 
Garrerio Giambattista - Cistercese - scrive la vita di Maria 

Giovanna Battista Angiola Malvese - IH, 172. 
Gastaldi Gerolamo - d' Alassio - Sue rime V, 77. 



— 184 — 

Gastodenghi Caterina - moglie di Stefano Vegerio - IV, HO 

- sue lettere - 111. 

Gatti Antonio - da Garbagno - rimatore - genovese - V, 

75 e 76. 
Gaudenzio F. - dipinge nella Chiesa de' Francescani in Savona 

- II, 542. 

Gaudio Francesco Maria - delle Scuole Pie - studia nell' idro- 
statica - V, 106. 

Gavarini Giambattista - genovese - suoi panegirici della S. 
Vergine Vittoria - III, 172. 

Gavi (Pieve di) - I, 518. 

Gavi Pietro P. (forse meglio, da Gavi) - Carmelitano - ebbe 
nel suo ordine grado di Provinciale nella Lombardia P anno 
1551 - I suoi commentarli sopra i libri del Lombardo - 
ed altre sue operette teologiche - sono perduti - II, 85. 

Gavotti Battista - del Sassello - giureconsulto valente - poeta 
latino - III, 214. 

Gavotti P. Stefano - teologo Agostiniano di nobilissima fa- 
miglia savonese - II, 9 - dilettasi di memorie antiche - 10. 

Gavotti Federico - ab. G. L. (V. la nota del voi. Ili) - 215. 

Gavotto Giambattista - accademico degli Accesi in Savona - 
IV, 254. 

Genovesi allo studio di Bologna - I, 205. 

Genovesi valenti che si segnalarono in modo eminente dal 
1501 al 1500 - II, 404. 

Gentile Bartolomeo - II, 212. (V. Falamonica Bartolomeo), 

Gentile Giuseppe Maria - monaco Cassinese - III, 172 - scrisse 
(come vuole il Soprani) notizie di Martino da Rimini e 
di Nicolò della Prussia - 175. 

Geronimo da Raggiolo che fiorì nel secolo XV - tradusse i n 
volgare la vita di S. Giovanni Gualberto scritta in latino 
dal P. Andrea da Genova - II, 15. (V. Andrea da Genova). 

Gesuiti venuti in Genova l'anno 1566 - prendono alloggio alla 
Nunziata di Portoria - riedificano il magnifico tempio di 
S. Ambrogio aiutati dalla magnificenza dei Signori Pallav i- 
cini - sono osteggiati da Cipriano Pallavicino - IV, 250. 









— 185 — 

Ghiglini Camillo - II, f>2 - pubblica colle stampe l'anno 

1509 un volume intitolato: De dictis et factis memorabilibut 

collectanea, traduzione di un opera di Fregoso Giambattista - 

<)<">. (V. Fregoso Giambattista). 
Ghirardengo Ippolito - della famiglia di Novi - preposito in 

Arquata - sua tragicomedia - IV, 157. 
Giacobi Napoleone - da Villafranca - medico in Venlimiglia 

noto per alcuni scherzi poetici latini - III, 252. 
Giacomo da Langasco - giureconsulto - fioriva verso il 1220 

in Liguria - I, 215 e 510. 
Giacomo da Varagine (B.) (V. Voragine). 
Giambattista di Polcevera - patrone della Capitana - fa parte 

della spedizione diretta dal famoso Magaglianes portoghese 

- IV, 170. 

Giancardi Francesco M. - d' Alassio - cappuccino - Suoi scritti 

- V, 29. 

Giancardi Giuliano - di Alassio - prete - Suoi scritti - V, 25. 

Giberti Francesco - padre di Giovan Matteo - trae origine 
dalla cospicua terra di Levanlo - Servigi da lui prestati 
alla Repubblica e a sommi Pontefici - HI, 112. 

Giberti Giammatteo di Francesco - oriundo di Levanto - IH, 
112 - nato l'anno 1495 - adulto va a Roma col padre 

- Servigi da lui prestati a Leon X - È celebrato dal Bembo, 
dal Fracastoro ed altri sommi letterati - 113 - Sue opere 

- 115 a 153 - IV, 25G. 

Ginocchio Giovan Maria - di Chiavari - teologo - IV, 122. 
Gioffredo Francesco - prete - di S. Remo - vicario generale 

dell'Archivio di Genova - Suo compendio storico - HI, 50. 
Giordano - storico savonese - fioriva intorno il 1350 - sua 

cronica - II, 7. 
Giorgi - filosofo - e medico - V, 158. 
Giorgi Matteo - nobile - di Albenga - medico - V, 157. 
Giovanni d'Alessandria. (V. Massone Giovanni di Alessandria) 

- IV, 203. 

Giovanni del Cervo - monaco in S. Andrea di Sestri - poeta 
che fiorì verso il 1500 - I, 284. 



— 186 — 

Giovanni Grisostomo ( F. ) - da Diano - sua rappresentazione 
della vita del Re David - V, 71. 

Giovanni il Buono (S.) - vescovo di Milano - genovese - 
I, 98 e 101. 

Giovanni Marco - cittadino di Albenga - giureconsulto -uno 
degli Oratori spediti dal suo Comune a fare omaggio al 
Duca di Milano l'anno 1421 - II, 140. 

Giovanni Maestro - medico inglese - esercita la medicina in 
Genova nel secolo XII - I, 228. 

Giovanni Matteo - di Luni o di Sarzana? - sue operette - 
scrisse innanzi al 1500 - II, 76. 

Giovanni Scriba del Sacro Palazzo -il più antico de' Notari in 
Genova, di cui si trovino atti - I, 114. 

Giovardi Silvia - lodata ne' versi del Zabatta - IV, 116. 

Girardengo Nicola - primo tipografo in Novi sua patria - pub- 
blica in Venezia il Terenzio nel 1479 - poi in Novi la 
Summa Baptistiniana - II, 353 - Altre opere da lui pub- 
blicate in Venezia e Pavia - 354. 

Girolamo da S. t0 Stefano - genovese - suoi viaggi - li, 
299 - sua dolorosa vicenda - descritta da lui stesso 

- 300. 

Girolamo P. da Genova - de' Domenicani - fiorì intorno il 

1490 - II, 107. 
Girolamo da Trivigi - pittore al servizio di Andrea Doria - 

IV, 287. 
Girolamo da Brescia - Carmelitano - dotto nella prospettiva 

- Sua tavola in Savona colla data del 1519 - altra in Fi- 
renze - IV, 199 e 206. 

Girolamo (da Savona P. ) - Agostiniano scalzo - IV, 16 - 

suo libro intitolato: de rebus naturalibus - 17 e 146 - 

suoi versi - 147. 
Giscardi Giacomo - dell' Oratorio - suoi scritti intorno alle 

Chiese e Famiglie genovesi - V, 46. 
Gisolfo giudice (cioè leggista) - notaio in Genova dal 1100 

al H03 - I, 216. 
Giudice Giuseppe - sua tragedia; il Mustafà - V. 77. 



— 187 — 

Giudici Giambattista P. - de' Predicatori - di Finale - II, 106 

- vescovo di Ventimiglia nel Ì469 - poi Arcivescovo di 
Amalfi e di Patrasso - Suoi commentari - 107. 

Giudici-Fiesco Giambattista - di genitore genovese - stampa 
in Palermo nel 1635 l'epitome in lingua Spagnuola della vita 
di Ferdinando Henriquez marchese di Tarifa - IV, 267. 

Giudici Giovanni - trasporta in nostra favella le vite de' poeti 
provensali scritte da Giovanni di Nostra Dama - e le pub- 
blica in un volume (raro) colla data di Lione 1575 in 8° - 
IV, 206. 

Giuliano da Genova - de' Cassinesi - scrive le sante azioni 
del B. Nicolò di Prussia monaco Beneditlino - II, 108. 

Giulio II - Papa - sua patria - promuove le belle arti - IV, 
290 - Confronto tra i due pontefici mecenati delle Arti belle 
Giulio II e Leone X - 294. 

Giurisprudenza - I, 188 - II, 124 - III, 182 - V, 112. 

Giustiniani Agostino - vescovo di Nebbio - annalista genovese 

- Ili, 25 - sua biografia scritta da lui stesso - 25 a 57 

- muore l'anno 1556 - 57 - suoi preziosi volumi donati 
alla Repubblica di Genova - 257 - suo Salterio impresso 
in Genova in cinque idiomi ; edizione memorabile - IV, 296. 

Giustiniani Agostino - figliuolo del Doge Paolo - Gesuita - 
lettore di Filosofia in Milano - poi di Teologia in Padova 
ed in Roma - muore nel 1590 - III, 153 e 179 - suoi 
scritti - 154. 

Giustiniani Alessandro - medico - III, 222 - e letterato - 
nato nell'isola di Scio l'anno 1515 - 228 - suoi scritti 

- 229. 

Giustiniani Alessandro - Doge di Genova nel 1611 - IV, 161. 
Giustiniani Andrea - nobile genovese - dotto in lettere umane 

e divine - versatissimo nel greco idioma - 111, 134 - fiorì 

intorno all'anno 4614 - sua operetta: de Gratia divina - 155. 
Giustiniani Andreolo - uno de' Signori di Scio - sua cospicua 

Biblioteca - lì, 390. (V. Ciriaco di Ancona). 
Giustiniani Antonio - di Scio - nato nel 1505 - III, 137 - 

Domenicano - arcivescovo di Nissia nell' Arcipelago - tra- 



— 188 — 

sferito alla sede di Lipari - poi a quella di Chioggia - 

muore nel 1571 - 158. 
Giustiniani Benedetto - monaco Cassinese - suoi scritti - V, 47. 
Giustiniani Benedetto - nato in Genova nel 1552 - viene in 

gran fama di pietà e di dottrina - III, 138 - muore nel 1622 

- sue opere - 159. 

Giustiniani Benedetto - di Scio - teologo - tesoriere della 
Camera Apostolica nel 1621 - III, 170 - fu al Concilio di 
Trento - 169. 

Giustiniani Benedetto - fratello di Fabiano vescovo di Ajaccio 

- inquisitore in Corsica e in Cremona - muore nel 1631 

- Suoi scritti - III, 158. 

Giustiniani Bernardo - Teatino - III, 136 - scrive delle 
continuazioni de' cambii - 187. 

Giustiniani Bernardo - di Scio - vescovo di Anglona - suo 
Sinodo e trattalo sul Decalogo - fioriva sul principio del 
secolo XVII - III, 159. 

Giustiniani Carlo Fabrizio - giureconsulto - vescovo di 
Mariana - V, 113. 

Giustiniani Fabiano - suoi scritti teologici - III. 179 - com- 
menta i libri santi - vescovo di Ajaccio - suoi precetti 
intorno V eloquenza sacra - IV, 267. 

Giustiniani Fabrizio - della Compagnia di Gesù - suo trattato 
della perfezione religiosa - altro de cambiis - muore l' anno 
1604 - HI, 189. 

Giustiniani Gian Tommaso - probabilmente leggista -III, 189. 

Giustiniani Giorgio - giureconsulto - V, 113. 

Giustiniani Leonardo de' Signori di Scio - arcivescovo di Miti- 
lene - suo ragionamento a Nicolò V - De urbis Costanti- 
nopoleos captivitate - II, 20 - gran maestro in Sacra Teo- 
logia - 105. 

Giustiniani Abate Michele - dell'isola di Scio - V, 1. 

Giustiniani Oberto - scrive la relazione di una sua amba- 
sciata ad Alfonso Re di Aragona - II, 77. 

Giustiniani Pier Giuseppe - sue prose e poesie - IV, 159. 

Giustiniani Pompeo - scrittore delle cose di Fiandra - narra 



— 189 — 

in 6 libri le azioni gloriose dell'immortale nostro Ambrogio 
Spinola - III, 210. 

Giustiniani Serafino - monaco - Olivetano - sua tragedia, il 
Numilore - V, 79. 

Giustiniani Timoteo - di Scio - raccoglie notizie sacre e pro- 
fane della sua patria - IH, 92. 

Giustiniani Vincenzo P. - di Scio - Nunzio Apostolico a Filippo 
II. - crealo Cardinale nel 1570 - fu al Concilio di Trento 
- IH, 169 - de' Predicatori - Cardinale- pubblica in Roma 
le Costituzioni del suo Ordine nel 1566, e nel 1570 1' edi- 
zione delle opere di S. Tommaso in Roma - IH, 189. 

Giusto v di Allemagna dipinge in Genova nel Convento di S. 
M. di Castello l'anno 1451 - II, 521. 

Glicone - medico - I, 58. 

Goano (Battista da) giureconsulto genovese - fioriva 1' anno 
1442 - II, 132. 

Goano o Guano Pier Francesco - genovese; non milanese come 
vorrebbe il Quadrio - poeta drammatico - sue prose e 
rime - IV, 156. 

Goffredo da Zoagli - Console di Caffa nel 1 557. (V. Gaffa mura di). 

Gongova D. Luigi (Pseudonimo) - (V. Sperone Carlo). 

Goti in Italia (V. Eruli). 

Gotusso Agostino - de' Minori osservanti - da Moneglia - 
professa medicina nell'Università di Bologna - dottore della 
Sorbona - sua opera: de differentiìs et causis morborurn - 
suoi scritti filosofici - IV, 12. 

Grammatica - 1, 254 - II, 175 - IV, 162. 

Granara P. - de' Ministri degl' infermi - suo primo tomo della 
Storia Romana - V, 46. 

Granelli Giovanni - della C. D. G. - sue tragedie - V, 60. 

Granelli (Lirino de') rettore delle scuole in Savona nel 1505 
IV, 256. 

Granello Granelli - ricordato nella storia pittorica per i lavori 
condotti nelP Escuriale col genitore - IV, 228. 

Granello Nicolò detto il Figonetto - scuolaro di Ottaviano 
Semino - Sue pitture a fresco - IV, 228. 



— 190 — 

Grassi Cristoforo - Domenicano - maestro e professore di 

Sacra Teologia nel Convento di S. Domenico in Genova 

nel secolo XV - II, 83. 
Grassi Orazio - P. della Compagnia di Gesù - savonese - 

matematico - V, 92. 
Grasso Giambattista - console dell'Arte de* pittori e scutarii 

in Genova nel 1520 - IV, 201. 
Griffo Filippo - da Sarzana - professore in Roma e in Pisa 

- suoi scritti legali - IH, 212. 

Grigo Giambattista - architetto - scolaro del Lugaro - IV, 279. 
Grillo Angelo - genovese - poeta - ai tempi del Conestaggio 

- HI, 204. 

Grillo Angelo di Niccolò - monaco Benedittino - IV, 144- 
sua amicizia col Tasso - 145 - sue lettere e rime - 146. 

Grillo Cattaneo Niccolò - scrive Y elogio di Andrea Doria - 
V, 45. 

Grillo Giovanni. (V. Ciriaco di Ancona). 

Grillo Iacopo - genovese - poeta provenzale - contemporaneo 
del Doria Percivalle - I, 271. 

Grimaldi Andrea - osservatore de' moti planetarii - scrive in 
astrologia giudiziaria - IV, 9. 

Grimaldi Carlo - HI, 168 - vescovo di Savona • poscia di 
Ventimiglia - finalmente di Albenga - ove fonda il Semi- 
nario - muore nel 1582 - 169 

Grimaldi Costantino - Genesio - Gregorio - illustri giure- 
consulti - Patrizi genovesi? - V, 120. 

Grimaldi Emanuele - sue rime impresse dal Giolito nel 1549 

- IV, 120. 

Grimaldi Francesco Antonio - illustre giureconsulto - de' pa- 
trizi genovesi - V, 120 - suoi scritti - 121. 

Grimaldi Gian Pietro - Carmelitano - filosofo - teologo - 
e poeta - studia in musica - IV, 22. 

Grimaldi Luca - poeta provenzale - scrive satire contro il 
Pontefice Bonifazio Vili - muore l'anno 1308 - I, 274. 

Grimaldi Pietro - sua meditazione latina sopra il Salmo CXX 

- IH, 180. 



— 191 — 

Gritta Giambattista patrizio - giureconsulto genovese - suoi 
lavori intorno al Casoni - incaricato di riformare gli statuti 
criminali di Genova - V, 39 e 113. 

Crossi Raimondo - giureconsulto - di Savona o di Albissola? giu- 
dice e vicario de' Marchesi in Finale - suoi manoscritti - II, 1 38 . 

Crosso Giambattista di Bartolomeo - di antica famiglia di 
Albissola - studia in lettere - in filosofia speculativa - e 
in matematiche - IV, 14. 

Grossolano - I, 165 - eletto vescovo di Savona - 166 - 
non può prendere il possesso di quella Chiesa perchè giu- 
dicato intruso - 167 - è fatto vescovo di Milano - 168 - 
disputa contro gli errori dei Greci alla presenza di Alessio 
imperatore - 170 - muore dopo vicende funeste da lui 
sostenute l'anno 1117 - 172 - Congetture sulla patria di 
Grossolano - 174. 

Gualtero (ossia Gualtieri) - della Pagliara - II, 140 - del 
Portomaurizio - viene eletto gran cancelliere nel Regno di 
Sicilia l'anno 1469 - 141. 

Guardino Guglielmo -d' Asti - eletto a Podestà di Genova - 
suo giuramento di giudicare secondo i Capitoli della città 
di Genova; ed ove i Capitoli non parlassero secondo il 
gius Romano - I, 217. 

Guasco Bartolomeo - maestro di Grammatica in Genova nel 
1431 - II, 586. 

Guastavano Giulio - medico genovese del secolo XVI - III, 
222 - professore di medicina pratica in Pisa - 227 - scrive 
dell' arte poetica - IV, 155 - traduttore del Foglietta - 262. 

Guercio Niccolò - annalista genovese - I, 134. 

Guerrieri Agostino - dei Romitani di S. Agostino - nativo 
della Spezia - autore di un libro latino - e delle decisioni 
di alcuni casi di coscienza - HI, 154. 

Guglielmo di Montaldo - fabbrica la campana grossa nel 1289 
per collocarla nella torre del palazzo del Comune - 1 , 290. 

Guglielmo - pittore - in Sanzana nel secolo XII - IV, 204. 

Guido di Scetten - arcivescovo di Genova - ai tempi del 
Petrarca. (V. Petrarca Francesco in Liguria). 



— 192 — 



Mistoire de la dentière revolution de Génes - operetta di autore 
anonimo - V, 44. 



Iacopo di Àlbenga - I, 488 - discepolo, quindi professore nel- 
l'Università di Bologna - 205, 207 a 208. 

Iacopo da Varagine ( B, ) - (V. Varagine). 

Iacopo o Giacomo - genovese - vescovo - non è da confon- 
dersi col B. Iacopo da Varagine - I, 451 - Opinione 
dell' A. intorno a questo storico genovese citato dal Biondo 

- 451 a 454. 

Uarione P. da Genova - monaco Benedittino - fioriva intorno 
il 4550 - scrisse in diritto, de' cambii, nella sua opera: De 
latissimo avaritele dominati* - III, 185. 

Illuminati Sisto - Domenicano - scrive un libro di regole mu- 
sicali - II, 22. 

Imperiali Andrea Bartolomeo h leggista valente in Genova - 
contemporaneo del Bosco - II, 128. 

Imperiali Francesco - nobile genovese - tenne luogo onorevole 
nei Parnaso spagnuolo - II, 244 - toccò i due secoli XIV 
e XV - 242. 

imperiali Gianvincenzo - IV, 445 - suo poema intitolato: 
Lo stato rustico - 442 - altri suoi scritti - 444. 

imperiali Paolo - (V. Ciriaco di Ancona). 

Innocenzo IV - prima del papato Sinibaldo Fieschi - I, 488 

- sua nobile famiglia - 489 - discordie tra il Sacerdozio 
e l'Impero - 490 - Instituisce in Marsiglia nel 4252 l'Or- 
dine e la Confraternita della Penitenza - concede primo ai 
Cardinali il fregio del capello rosso - 4 95 - convoca il Con- 
cilio di Lione - 194 - Risoluzioni prese dal Papa contro Cor- 
rado figliuolo di Federico li - 496 - Accuse mosse alla me- 
moria di Innocenzo IV, e beccata dell'A. al Muratori che se ne 
fa partigiano - 497 - Favorì scienze, lettere e letterati - 
202 - Sue opere - 205 - Muore nel 1254 - 497 - li. 580. 



— 193 — 

Inleriano - famiglia - III, 75. 

Interiano Ambrogio - suo trattato, De regimine Reip. Ge- 
nuensis - IV, 19. 

Inleriano - poi Domenico da Genova - cappuccino - suo trattato 
dei principi della famiglia Cibo - V, 29. 

Inleriano Giorgio - suoi viaggi in varie parti del mondo e 
specialmente in Asia - diligenlissimo osservatore - si di- 
letta di cosmografia - IV, 164 - porta per il primo i pla- 
tani in Venezia l'anno 1501 - 165. 

Interiano Girolamo - viaggiatore - governatore in Corsica nel 
1496 - IV, 166. 

Interiano Paolo - storico genovese - fiorì verso la metà del 
secolo XIV - III , 75 - suo ristretto delle istorie genovesi 
in Vili libri, dal 1096 al 1506 - 76 - suo libro inti- 
tolato: Invenzione del corso della longitudine - IV, 16. 

Iscrizioni antiche (colletori d') - II, 9. 

Isole Canarie - scoperte dai genovesi nel secolo XIII - da 
taluno dette Isole fortunate - I, 314 - e II, 222. 

Isole di Capo Verde - ( V. Noli Antonio ). 

Italia (V) risorge dopo il 1000 - e in essagli studii innanzi 
il 1300 - I, 112. 

Ivani Antonio - da Sarzana - II, 15 - operetta latina: De 
bello Volterrano anno 1472 a Florentinis gesto - 16 - 
ad imitazione del celebre suo amico Marsilio Ficino coltiva, 
la filosofia platonica - 17. 

Ivano Andrea - prete - di Corniglia - scrive la vita di S. Frut- 
tuoso - fiorì verso il 1620 - III, 91. 

Ivrea Gerolamo - patrizio e giureconsulto genovese - V, 124. 

Ivrea Luca Maria - giureconsulto - fiorì circa il 1650 - V, 113. 

R 

Kempis - de Imilatione Christi - chi ne sia il Yero autore 
- IV, 283. 

L 

Laberio Ambrogio - chiaro giureconsulto - genovese - V, 123. 

13 



— 194 — 

Laigueglia P, Somasco - III, 171 - scrive la vita di Santa 
Paola romana - e di Santa Lutgarda - 172. 

Lamorati Giuliano - prete - di Portovenere - scrive la vita dei 
Santi Venerio e Pacomio abati - III, 172 - sue storie di 
Lunigiana - V, 50. 

Landinelli Ippolito - sarzanese - canonico - sue storie di Luni 
e Sarzana - V, 30. 

Landò Giangiacomo - riputato calligrafo - suoi scritti di arit- 
metica mercantile - IV, 20. 

Landriani Paolo Camillo - discepolo del pittore Semini Ot- 
tavio - IV, 215. 

Lanfranco Cicala - poeta provenzale - sue rime - 1, 249, 258. 

Lanfranco Pignolo - annalista genovese e giureconsulto - 
I, 133. 

Langasco (Giacomo da) - sua biblioteca legale - (V. Giacomo 
da Langasco). 

Lanteri Bernardo - dott. in ambe le leggi - cappuccino - muore 
nel 1614 - sue opere - III, 158. 

Lascari Luchetto - di Pignone - trovatore provenzale - 1 , 272. 

Lascari - dei Conti di Tenda e della Briga - monaco - trovatore 
provenzale - I, 272. 

Lavagna (Filippo da) - esercita per il primo l'arte tipogra- 
fica in Italia - II, 362 - risposta dell' A. al P. Affò che ne con- 
trasta il fatto - 363 - edizioni del Lavagna pregevoli per 
la nitidezza e per la rarità degli esemplari - 368. 

Lavagna Gian Giacomo - nato in Napoli - trae origine da • 
Lavagna - sue rime - V, 74. 

Lavagnola - terra presso di Savona - I, 270 - tavola ivi 
esistente del secolo XI - IV, 204. 

Laviosa Bernardo P. - dei Somaschi - V, 62 - suo valore poe- 
tico - 65, 

Lazagna Giambattista, giuniore - giureconsulto - e dicitore di 
rara espressiva - III , 183 - rettore del Collegio dei Giu- 
reconsulti in Genova nel 1626 - 184. 

Lazagna Giambattista, seniore - giureconsulto - ambasciatore 
dei genovesi a papa Leone X. l'anno 1514 - III ; 183. 



— 195 — 

Lazagna Stefano - lodato dal Calcagnino come famoso dottore 

di leggi - III, 184. 
Lazotti Francesco Antonio - di Castelnuovo (Sarzana) chiaro 

giureconsullo - V, 123. 
Lazzaretto in Genova - (V. Vernazza Ettore). 
Leccavela Sebastiano P. - Domenicano - dell' Isola di Scio 

- arcivescovo di Naxo - poi trasferito al vescovato di Let- 
tere nel Regno Napoletano - teologo insigne - fu al Con- 
cilio di Trento - morto nel 4 566 - IH, 167. 

Leggi (le) dei barbari cedono alle leggi Romane colla giunta 
degli statuti municipali nel secolo XIII - I, 217. 

Leggi municipali in Liguria, col titolo di statuti, nel secolo 
XIII - I, 210. 

Leggi (varietà di) con cui si governarono i Liguri, come 
nelle altre parli dell'antico Regno Italico, nel XII secolo 

- I, 217. 

Lengueglia (Gio. Agostino P. della) - Somasco -suoi scritti 

- V, 28. 

Lengueglia (Odoardo della) - giureconsulto - uno dei rifor- 
matori degli statuti di Oneglia nel 1415 - II, 140. 

Leonico Angelo - genovese, secondo il Quadrio - meglio ve- 
neziano, secondo il Zeno - diede il primo esempio della 
Tragedia cittadina all'Italia - IV. 156. 

Lercari Damiano - uomo di ammirando ingegno - scolpisce 
sopra un osso di cerasa S. Cristoforo, S. Giorgio, S. Mi- 
chele - fiori nel 1480 - II, 549. 

Lercari Giambattista di Stefano - descrive nel 1580 le tur- 
bolenze di Genova eccitate nel 1575 - III, 49, 81 - 
( V. Benedetti Stefano de') 

Lercari Pellegrina - lodata dal Ruscelli come bellissima ed 
onestissima vergine di raro ingegno - IV, 112. 

Letteratura in Italia sotto il Regno dei Goti - I, 81. 

Lettere ed arti in Liguria - governando in Roma Tiberio, 
Domiziano ed Eliogabalo - I, 57. 

Leverato Marcello - genovese - dell'Ordine dei Domenicani 

- Ili, 173 - suoi scritti teologici - 174. 



— 196 — 

Licetì Fortunio - famoso in medicina - III, 223. 

Liceti Giuseppe - padre del Fortunio - medico e chirurgo gè* 
novese - suoi scritti - HI, 223. 

Lignamine (Gian Filippo de) - siciliano - erige una stamperia 
in Roma - è protetto da Sisto IV. - II , 369. 

Liguri - antichissimi - I, 21 - loro decadenza - sono dominati 
dai Romani - 28 - sotto il governo degli Imperatori Ro- 
mani - 53. 

Liguri giovani (elenco di) - che frequentano l'Università 
di Bologna nel secolo Xll - I, 204. 

Liguria e suoi confini geografici - 1, 1 - Suo stato innanzi 
al 1300 - 316. 

Lingua latina in Liguria, all'epoca dei Longobardi in Italia 

- I, 96. 

Leonardo Messere - chirurgo all'Alpicella sopra Varazze - 
III, 230. 

Lippi Filippino - di Firenze - sua tavola in Genova nella 
chiesa di S. Teodoro - muore Tanno 1505 - li, 324. 

Locella Barone - di Finale - fiorì nel secolo XVIII per eru- 
dizione filologica - V, 118. 

Locella Canonico - di Finale - valente giureconsulto- V, 118. 

Lombardo Gian Giacomo - scultore assai lodato - IV, 282. 

Lomellini - famiglia - III, 49. 

Lomellini Agostino - già Doge della Repubblica di Genova - 
sue rime - e sua famosa villa di Pegli - V, 77. 

Lomellini Benedetto - commissario generale della Camera 
Apostolica - vescovo di Ventimiglia - di Sarzana - cardi- 
nale, vescovo di Sabina - morto in Roma il 1579 - III, 
170 - fu al Concilio di Trento - 169. 

Lomellini Giacomo - nobile genovese - nato in Messina - ve- 
scovo di Guardia - governatore di Fano - poi arcivescovo 
di Palermo - muore nel 1575 - III, 168 - fu al Concilio 
di Trento - 167. 

Lomellini Giambattista - vescovo di Guardia - poi di Isernia 

- muore nel 1559 - III, 168 - fu al Concilio di Trento 

- 167. 



— 197 — 

Lomellini Gioflfredo di Paolo Vincenzo - storico - descrive i 
tumulti avvenuti in Genova nel 1575 - IH, 49 - studia 
in etica - IV, 18. 

Lomellini Gregorio - patrizio genovese e famoso giureconsulto 

- cariche da lui sostenute - III, 215. 

Lomellini Giacomo - nominato il Moro (V. Chiesa della San- 
tissima Annunziala del Vastato). 

Longobardi in Italia - I, 55. 

Lorenzo di Pavia - dipinge in Savona verso la fine del secolo 
XV - 11, 224 - e IV, 205. 

Lotario re 3 - I, 10G - suo decreto, che stabilisce le scuole 
pubbliche in Italia - 107. 

Lotti Vincenzo - Canonico - erudito indagatore delle memorie 
di Taggia sua patria - II, 405. 

Luca S. evangelista - credulo dipintore dal volgo- II, 517. 

Lugaro Rocco - sua architettura del palazzo Doria Tursi - 
muore nel 1590 - IV, 279. 

Lullo Raimondo - sua operetta composta in Genova nel 1301 

- II, 5D7. 

Luni città etrusca in Liguria - I, 22 - Cacio di Luni -24- Marmi 
lunesi - 26 - (V. Liguria, suo stato), 

Luni e Sarzana - (V. Bernucci - Landinelli). 

Lusignani Maria, Elena - rimatrice non ispregievole -V, 74, 

Lussardi famiglia - (V. Lussardi Giovanni). 

Lussardi Giovanni - sacerdote - suoi studi genealogici - illu- 
stra la sua famiglia - HI, 58. 

Luzio Romano - suoi disegni di figure, di grottesche e di stucchi 
nel palazzo Doria - IV, 288. 

M 

Macari - P. Domenicano - dipinge in Taggia sul principio del 

secolo XVI - II, 344 - IV, 199. 
Maffci Gian Pietro - succede al Bonfadio nell'insegnamento 

delle lettere in Genova - IV, 248 - ottiene la carica di 

Segretario della Repubblica - 249 - entra nella Compagnia 

di Gesù - 250. 



— 198 — 

Magaglianes Fernando - volgarmente detto Magellan - erudi- 
tissimo viaggiatore portoghese - naviga con alcuni genovesi 
nell'Oceano - IV, 169. 

Maggioli Lorenzo - medico genovese - II, 159 - legge filo- 
sofia in Padova, Ferrara, e Pavia - suoi discepoli; tra i 
quali il celebre Pico della Mirandola - sua perizia nelle 
lettere greche - sua opera intitolata : De gradibus medici- 
narum - epitafio che ne segna , nel Chiostro di S. M. 
di Castello, la morte avvenuta nel 1501 - 160, 167 e 569. 

Maggiolo Visconte - peritissimo nel delineare carte geogra- 
fiche e mappe nautiche - IV, 282. 

Jtfai Angelo - celebre archeologo - scoperte da lui fatte di antichi 
scrittori tratte dai Codici del monastero di Bobbio - 
1, 105. 

Mailiy.(cav. de) - suo lavoro storico intitolato, Histoire de la 

Republique de Génes - V, 50. 
Mainerò P. Alessandro - scrive la vita di S. a Caterina da 
Genova - III, 95. 

Mantegna (Carlo del) - pittore - IV, 198, 207, e 282. 

Marabotto Cattaneo - scrive la vita di S. Caterina da Genova 

- Ili, 95. 

Marana Paolo Giovanni - cacciato in prigione dagli Inquisitori 
di Stato - sua storia della congiura di Raffaele della Torre 
III, 65. 

Marchese Paolo - della Spezia - uditore della Ruota in Ma- 
cerata - suoi scritti - HI, 216. 

Marchisio di Cassino - annalista genovese e giureconsulto - 
I, 154. 

Marchisio o Marchese Scriba - uno dei continuatori del Caf- 
faro - I, 151. 

Marco da Genova - perito in Astrologia - sue predizioni - 
li, 156. 

Mare (Antonio da) o de' Mari - de' Francescani - genovese 

- lascia una somma teologica - II, 106. 

Mare Caspio - solcato la prima volta dai genovesi, testimonio 
Marco Polo - I, 515 - e li, 215. 



— Ì99 — 

Marcnca Richerma Nicoletta - savonese - ebbe molta intelli- 
genza di libri volgari - così di prosa - come di rima - 

IV, ilo. 

Marenco Stefano - monaco - suoi Fasti di Monte Cassino - 

V, 23. 

Mari Pier Giuseppe - Domenicano - suoi scritti - fiorì verso 

il 1623 - 111, 174. 
Marini Giambattista - lodato in una lettera latina di Niccolò 

Sauli Carrega come amoroso delle lettere migliori - IV, 119. 
Marini (Castagna de') Giambattista - (V. Urbano VII). 
Marini Francesco - sua commedia intitolata: il Fazzoletto - 

V, 70. 
Marini (Gerolamo de') - illustra con note ed osservazioni 

un Discorso del Titolo Regio dovuto alla Rep. di Genova 

- Ili, 201. 

Marini (Goffredo de') - coltiva. le muse latine - IV,. 130. 

Marini (Leonardo de' ) - Domenicano - creato vescovo di Lao- 
dicea nel 1530 - poi nunzio alla Corte dì Spagna - III, 
151 - altre cariche da lui sostenute - sue opere - 152. 

Marini (Luigi de') - di Taggia - sua opera intitolata: Me- 

. dicinalium locorum dilucidatio - III,, 229. 

Marini (Pietro de') - Domenicano - maestro e prof, di Sacra 
Teologia - priore del Convento di S. Domenico in Genova 
nel secolo XV, - uno dei primi 12 teologi dell'Università 
di Torino - fondata l'anno 1405. - II, 83. 

Marino di Marino - annalista genovese e giureconsulto - 1, 134. 

Marone Iacopo di Alessandria - pittore - sua tavola a tem- 
pera nella chiesa di S. Giacomo fuori le mura di Savona 

- Il, 322. 

Martino figlio di Tortogna de Rovengo - creato notaro del 
sacro Impero - trovandosi in Genova l'augusto Arrigo 
l'anno 1191 - I, 215. 

Mascardi Agostino - autore dell'Arte istorica - V, 48. 

Mascardi Carlo - patrizio - e giureconsulto - genovese - V, 125. 

Mascardi. Nicolò - sarzanese - vescovo di Brugnato - suoi 

. scritti - III, 161. 



— 200 — 

Mascoldo degli Embriaci - giurista - podestà degli Albinga- 

nesi l'anno 1295 - II, 139. 
3fasnata Giuseppe Maria - sacerdote - genovese - sue rime 

- V, 77. 

Massa Gaspare - della Spezia - V, 17 - suoi scritti - 18. 
Massa Andrea - della Spezia - vescovo in Gallipoli - suoi scritti 

- V, 20. 

Massa - giureconsulto - da Mentone - V, 127. (V. la nota). 

Massari di Busca - sua tavola in Albenga - II, 522 

Massola Giacomo Filippo - giureconsulto - suoi scritti - V, 124. 

Massone Giovanni - alessandrino - sua tavola che ornava in 
Savona la Capella Sistina - trasportata a Parigi sotto la 
dominazione francese - II, 323 - e IV, 203. 

Matricola artis pictoriae et scutariae - IV, 201. 

Mauro F. Camaldolese - suo famoso mappamondo -11,315. 

Mazzarino Giulio - D. C. D. G. - zio del grande cardinale 
Mazzarino - nato in PalermS, di padre genovese - III, i 66. 

Mazzarosa Antonio - di Lucca - (V. Civiiali Matteo). 

Mazzeo Giambattista - medico - savonese - V, 130 

Mecatti Giuseppe Maria - storico - suo diario stampato io 
Napoli nel 1749 - V, 44. 

Medicina - I, 219 - II, 157 - III, 219 - V, 127. 

Melegari Giambattista - genovese - dei Regolari Lateranesi - 
HI, 91 - V, 23. 

Menavino Gian Antonio - di Voltri - naviga col genitore in 
Levante - è fatto prigioniero da un pirata - grazia a lui 
fatta dal gran Signore - IV, 180 - sua educazione nel Ser- 
raglio -481 - operetta del Menavino - 182. 

Mercadanti Gerolamo - sua commedia - IV, 13£. 

Mercadanti Cristoforo - di Sarzana - dottor di leggi - vica- 
rio dell'arcivescovo di Genova - sua tragicomedia - IV, 138. 

Merea Giambattista - sue rime sacre - V, 76. 

Merello Giovanni - operaio del Porto e del Molo in Genova 
nel 1312. (V. Darsina, torre della). 

Merello Michele - di Genova - descrive in 8 libri l'ostinala 
ribellione dei Corsi aiutati dai Turchi - con una breve di- 



— 201 — 

chiarazione dell' instituzione della Compera dì S. Giorgio 

- IH, 47. 

Merello Raffaele -medico e filosofo del secolo XVI - HI, 222. 

Metelli famiglia - per antica origine sarzanese - IV, 265. 

Metclli Scipione - di Castelnuovo, nella Lunigiana - sua ver- 
sione dallo spagnuolo in italiano del libro del Principe 
del P. Ribadeneyra - sue rime - IV, 265. 

Micheli ( Olmerio de'). (V. Girolamo da Savona). 

Miniere in Finale - II, 582. 

Molfìno Matteo Gaetano - avvocalo - soggetto di chiara fama 

- V, 127. 

Molfmo Giorgio Ambrogio - chiaro giureconsulto - V, 426. 

Molini - prof, e cav. - deputato agli studi della Università 
di Genova - V, 123. 

Molo in Genova - in parte compiuto nel 1300 - I, 289 - 
se ne comincia la torre nel 1321 - vi è messo il Fanale 
nel 1225 - II, 555 - è prolungato di molti cubiti nel 
1457 - 558. 

Moltedo Antonio - giureconsulto - uno dei riformatori degli 
Statuti di Oneglia nel 14l5 - II , 140. 

Monache della Regola di Cisterio - in Fassolo, ove ora è 
la chiesa di S. Benedetto - e nel territorio di Rapallo, nel 
luogo detto vallis Christi - I, 295. 

Monaco - edificato dai genovesi Tanno 1215 - l, 287- 

Monaco, famiglia - I, 219. 

Monaco Simone - genovese - cappellano e suddiacono aposto- 
lico di Nicolò IV * 1 , 220 - suo libro intitolalo: Clavis 
sanalionis - ebbe gran pregio fra i medici - 221 - altre 
sue operette - 228. 

Monasteri del Genovesalo - I, 157 - di S. Begnigno - 291 

- del Tiglieto sopra Varazze. (V. Cisterciesi). 
Moneglia Antonio - de' Minori - sue opere - HI, 155 
Moneglia Benedetto di Bartolomeo - accademico in Anversa 

- IV, 255. 

Moneglia Cicala Pier Francesco - accademico in Anversa - 
IV, 253. 



— 202 — 

Moneglia ,( Francesco da) - editore e correttore critico delie 
decretali di Gregorio IX - II, 369. 

Moneglia Paolo (ossia da Moneglia) - alunno del convento di 
■S..M. di Castello - provinciale in Lombardia - maestro 
del Sacro Palazzo - promosso da Alessandro VI al vesco- 
vato di Scio - sua legazione in Ungheria del 1499 - suoi 
commentarli sopra i libri sacri - li, 104. 

Moneta e simboli usati anticamente nei tipi monetarii - I ■ 
23 - Moneta antichissima di Luni - 24 - Moneta in Ge- 
nova - opinioni del Senarega e dello Schiaffino - 72 - 
risposta a quanto asseriscono il Carli e il Fumagalli in- 
torno a un atto rogato in Milano Panno 796 - nel quale 
si nominano i danari d' argento Mediolanenscs aut Ge- 
nuenses - 111. (V. Zecca). 

Montaldi - V, 47. 

Monlaldo Adamo - degli Agostiniani - sua operetta delle glorie 
di Casa Boria - II, 20 - scrisse verso il 1485 - 21 - suoi 
carmi latini - 205 - altri suoi scritti - 206. 

Montaldo (Achille di) de Gavio - esercita la medicina in 
Lione Tanno 1489 - suoi scritti - III, 235 

Montaldo (Leonardo di) - doge di Genova. ( V. Chiesa di 
S. Bartolomeo degli Armeni). 

Montefiore Marco Antonio - della Spezia - suo commentario 
latino - vescovo di Nebbio l'anno 1578 -III, 85 - più 
vivace storico, che limitato verseggiatore - IV, 116. 

Montenegro Antonio di Giambattista - patrizio genovese - HI, 
80 - suoi lavori storici - sua lettera super aeris slatu et 
temperie - 81 - merita luogo tra gli oratori - IV, 161. 

Montenegro Matteo - gentiluomo genovese - buon rimatore - 

IV, 120. 

Monti Agostino Maria - prete - savonese - storico - V, 15. 

Monti Giambattista - della Spezia - suo poema , La Spezia 

illustrata ±. fiorì nella seconda . metà del secolo XVII - 

V, 72. 

Monti Giambattista - della Spezia - scrive versi italiani 
e genovesi - V, 72, 



— 203 — 

Monticula Ambrogio - di Luni - vescovo di Segni - presenta 
nel concilio di Trento una disputazione sul Concepimento 
della B. Vergine - muore nel 1569 - III, 154. 

Montobbio Costantino - Carmelitano - uno dei 4 teologi della 
Repubblica - fiorì l'anno 1620 - suoi scritti - III, 175. 

Montobbio Giovanni Lazzaro - prete - professore di lettere 

- sue rime - V, 75. 

Montorsoli (F. Giovanni Angelo da) - sue sculture IV, 284. 

Monumenti antichi (raccolta di) - II, 395 - e 75. 

Monumento importantissimo di geografia - conservato nella 
Biblioteca Palatina del Granduca di Toscana - li, 315 - 
forse è opera di qualche cosmografo genovese - 316. 

Morando Bernardo - poeta non de' più infelici secentisti - 
V, 71. 

Morando Cesare - sue rime spagnuole - e genovesi - IV, 119 

- V, 71. 

Morando P. Gasparo - delle Scuole Pie - amico e concitta- 
dino dell'Amoretti - suoi scritti - V, 108. 

Morando Gian Carlo - poeta che fiorì nel 1662 - V, 72. 

Morando Ottavio - suoi epigrammi latini - V, 72. 

Morchio Giannantonio - da Cosio (Diocesi d' A Ibenga) - giu- 
reconsulto - V, 116. 

Morchio Giuseppe Maria - del Cervo - autore della legge or- 
ganica sul potere giudiziario - V, 116. 

Morchio Lorenzo - oriundo di Varazze - legista - che fioriva nel 
1518 - III, 192. 

Moreno Lorenzo - Carmelitano - mediocre pittore - scolaro 
di Gerolamo da Brescia, l'anno 1544 - IV, 206. 

Morinello Marcantonio - segretario di Giovanni Defranchi - 
spedito da Genova ambasciatore a Costantinopoli nel 1558 

- descrive il suo viaggio con grande accuratezza - IV, 184. 
Morone Matteo - legista - senatore nel 1590 - III, 192. 
Mosaico (lavori in) - 1, 302. 

Multedo (Guglielmo di) - annalista genovese e giureconsulto 

- I, 133, 134. 

Mura di Finale - 11, 381. 



— 204 — 

Mura antichissime di Genova - cominciate l'anno 1155 e 
compite nel 4159 - I, 286 - quelle edificate nel 1320 
chiudevano nel loro cerchio Carignano, il borgo di S. to Ste- 
fano e quello di S. Germano - II, 335 - altre fino alle 
porte di Vacca, opera del 1402 - 337 - e quelle terminate 
nel 1347 cingevano quella parte che giaceva tra S. Michele 
e Castelletto - 336. 

Mura (cinta di) - in Voltri - fatta nel 1320 - II, 335. 

Murassana Pier Agostino - savonese - legista accreditato - 
avolo materno del Chiabrera - III, 216. 

Murta (Giovanni di) - doge di Genova - (V. Mura di Ge- 
nova terminate nel 1347). 

Murlola - ha luogo fra i cultori della poesia - V, 75. 

Musoco Benedetto - consigliere dell'arte dei pittori in Ge- 
nova nel 1520 - IV, 201. 

Muzio Gaspare - oriundo della Siella - poeta, che fiorì verso 
il 1550 - IV, 121. 

N 

Nano Domenico - da Morbello, in Monferrato - rettore delle 
scuole di Savona - sua pensione - è mandato fra gli ora- 
tori al Pontefice Giulio II - rimasto vedovo entra nel Clero 

- ottiene l* arcipretura della Cattedrale in Savona - IV, 
234 - suo dizionario di scienze e lettere intitolato da lui 
Polianthea - valente grammatico latino - poeta e grecista 

- dotto nelle cose morali - 235. 

Nardi Giambattista - prete - suoi versi - IV, 116. 

Nazelli Girolamo - savonese - traduttore dei discorsi di Mi- 
chele Montaigne e autore di un ragionamento, se il fora- 
stiero si debba ammettere all' amministrazione della Repub- 
blica - IV, 266. 

Nebea Galeotto - del Castellazzo , presso Alessandria - II, 
324 - sue tavole nella Chiesa di S. Brigida - una colla 
data del 1481 - l'altra del 1484 - 323. 

Negrone Ansaldo - emancipa suo figlio Marchione nella Chiesa 
di S. Giorgio l'anno 1157 - I, 2|8. 



— 205 — 

Negrone Benedetto. (V. Ciriaco di Ancona). 

Negrone Giulio - D, C. D. G. - HI, 181 - suoi trattati 

ascetici - 182. 
Negrone Troilo - sua opera intitolata Compendium Historiarum 

Genuensium - IH, 50. 
Niali Gian Pietro - savonese - giudice nella Ruota di Ferrara 

- vice presidente in Romagna - suo trattato legale - fio- 
riva nel 1627 - IH, 200. 

Nicolò da Voltri - scolaro di Francesco di Oberto nel 1401 

- dipinge una Nunziata per la Chiesa delle Vigne - II, 526 

- fioriva ai tempi che Taddeo Barloli lavorava in Genova 

- IV, 204. 

Nicolò V - Sommo Pontefice - II, 196 e 332 - nato in Sar- 
zana da Bartolomeo, medico di professione - 370 - mece- 
nate delle arti e delle lettere - 571 a 575 - suo rego- 
lamento per ordinare la Biblioteca di S. Marco, che per 
la prima fu aperta al pubblico - 592 - da privalo sacerdote 
e ancora da povero prelato raccoglie codici , e spende in 
libri - 593. 

Noberasco Clemente - di Albenga - professa ne' Barnabiti 
l'anno 1577 - scrive alcune giunte al Confessionale del 
P. Savonarola - IH, 154. 

Noli Antonio - genovese - scuopre le Isole dette di Capo Verde 
nel 1440 -II, 297. 

Noli - innanzi al 1500. (V. Liguria - suo stalo). 

Nostradamo Michele, maestro - medico in Savona - V., 129. 

Notari in Italia - loro tirocinio - pratica - diplomi - I, 214. 

Nolari del Sacro Impero - creati in Genova dall'Augusto 
Arrigo P anno 1191 - 215. 

Novali - famiglia di Sarzana. (V. Benetti Benedetto). 

Novali Antonio - sarzanese - fiorì sotto Nicolò V - descrisse 
i fatti de' Sarzanesi illustri - II, 19 e 74. 

Novali Pietro - continuatore delle islorie della Lunigiana scritte 
dal fratello Antonio - li, 74. 

Novi ( Francesco da ) - architetto - scolaro del Lugaro - 
IV, 279. 



— 206 — 
o 

Oberto Cancelliere - uno de' continuatori del Caffaro - 1, 127. 
131, 145. 

Oderico Ambrogio - medico * genovese - sua operetta, in un 
volumetto in 4° di finissima pergamena con rubriche in 
minio già posseduto dalla Civica Biblioteca Berio in Genova, 
intitolata de regenda sanitate consilium - II, 160 e 161 
- esame di essa operetta - 162. 

Oderico Gasparo - sue lettere ligustiche - V, 45. 
Oderico Tommaso - dotto in astrologia - V, 99. 

Odoardo de' Marchesi di Gavi. (V. Acquidoso da Trensasco 
in Genova). 

Odone Mallone - maestro di scuola in Genova - come da un 
atto del 1397 - II, 385. 

Oldoini Agostino - sua opera intitolata : Clementes titulo san- 
ctitatis illustres - III, 91 - V, 4. 

Oliva Gaspare - si diletta di comporre versi latini - sostiene 
in Genova l'anno 1613 una solenne disputazione di filo- 
sofia - IV, 13. 

Onco -■ flebotomo in Genova nel secolo XII - I, 230. 

Oneglia - innanzi al 1300. (V. Liguria.... suo stato) - me- 
morie storiche di Oneglia - II, 141. 

Opezzino da Camogli - pittore in Genova nel 1302 - IV, 204. 

Oratorio della Madonna in Savona. (V. Brea Ludovico). 

Orco Domenico - di Finale - II, 381 - medico sottilissimo - 382. 

Orengo Marcantonio - medico - forse della ragguardevole casa 
Orengo di Venlimiglia - IH, 230. 

Ornaro Giovanni - d' Albenga - medico in Borgo di Val di 
Taro - V, 129. (V. V Appendice al voi. Ili in fine del 
voi. V). 

Orologio pubblico eretto per la prima volta in Genova nel 
1353 - II, 388. 

Orsini Cesare di Ponzano - autore de' capricci macheronici - 
IV, 150 - suoi componimenti italiani - lodato dal Coccajo 



— 207 — 

- fiorì tra il 1600 e il 165G - velato col nome di maestro 

Stoppino poeta - 151. 
Orsolino Antonio - architetto - scolaro del Lugaro - IV, 279. 
Ortica Agostino della Porla - genovese - traduttore di Sal- 
lustio - III, 70 - IV, 257 - di Cesare, d' lrzio, di Spararono, 

di Plutarco - 258 - e di Cicerone - 259. 
Ospedale degli Incurabili. (V. Vcrnazza Ettore, e Saali 

Filippo ). 
Ospedale Pammatone in Genova - fondato dal celebre giurista 

Bartolomeo Bosco l'anno 1423 - II, 130. 
Ouobuono Scriba - uno de' continuatori del Caffaro - I, 151. 
Ovada (Convento de' Domenicani in) - (V. Cagnaseo Giovanni 

di Francesco). 



Paganetti Pietro - de' Ch. Reg. Minori - scrive la storia sacra 

de' Liguri - V, 4G. 
Paganino - di Sarzana - buon verseggiatore nel secolo XIII 

- E uno degli autori citati nel gran Vocabolario della 
Crusca - I, 280. 

Pagano Bernardo - diligente disegnatore e conoscitore profondo 
delle maniere de' pittori - perciò timido e infelice colori- 
tore - IV, 224. 

Pagano Giacomo - genovese - autore del famoso Codice legis- 
lativo spagnuolo, edito sotto il Regno» del Re Alfonso X 

- I, 211. 

Pagano Lodovico - giureconsulto nominato primo de' cinque 
consoli di Albenga - n ? ebbe il governo da Carlo del Car- 
retto verso il 1400 - II, 140. 

Paggi Alessandro - buon medico - e letterato - III, 221. 

Paggi Bartolommeo di Gerolamo - sua commedia - IV, 138. 

Paggi Carlo - Antonio - e Torquato, fratelli - hanno luogo fra 
i giureconsulti - V, 114. 

Paggi Giambattista - patrizio genovese - Barnabita - eccellente 
oratore - vescovo di Brugnalo - V, 29. 



— 208 — 

Pagliara (della). (V. Gualtero). 

Palagio del Comune in Genova fabbricato sul finire dei secolo 
XIII - I, 290 - Ampliazione della piazza fallane nel 1432 

- II, 338. 

Palazzo di S. Giorgio - fabbricalo nel 1162 - I, 294. 

Palazzo Doria Tursi. (V. Lugaro Rocco). 

Palazzo Arcivescovile. (V. Bernardo da Parma). 

Palazzo del principe Doria. (V. Cartone Taddeo - Vaga Pie- 
rino del - Becca fami - Girolamo da Trivigi - Pordenone 

- Lazio Romano). 
Palazzo ducale in Genova (Sala del) - II, 336. 
Palazzo pubblico in Genova. (V. Vannone Andrea). 
Pallavicini Agostino di Francesco - di pronto ingegno, di molto 

ricchezze, e d'insigne nobiltà - pubblica commentari la- 
tini sopra le opere fisiche di Aristotele - muore 1' anno 
1618 - IV, 15. 

Pallavicini Agostino - coltiva le muse latine - IV, 150. 

Pallavicini Argentina di Federico - rarissima d' ingegno e 
liberale a benemerenti - IV, li 4. 

Pallavicini Cipriano - Arcivescovo di Genova - IH, 161. (V. 
Gesuiti venuti in Genova). 

Pallavicini Damiano - legista genovese non volgare - spedilo 
nel 1436 ambasciatore a Firenze e a Venezia, quando Fi- 
lippo minacciava fieramente Genova - II, 132. 

Pallavicini Fabrizio - D. C. D G. - impara le lettere greche 
in Roma - le Matematiche in Firenze - III, 198 - legge 
Filosofìa in Parma - suoi scritti - 199. 

Pallavicini Ignazio - sue Rime amorose, morali e sacre - 
V, 75. 

Pallavicini Maddalena - genovese - poetessa lodata dal Soprani 

- IV, 111. 
Pallavicini Placida - IV, 111 - si diletta della poesia in 

idioma genovese ed in toscano - 112. 
Pallavicini Pier Francesco - dottore in ambe le leggi - ve- 
scovo di Aleria - muore di veleno in Campoloro sua Dio- 
cesi - III, 168 - fu al Concilio di Trento - 167. 



— 209 — 

Pallavicini Paolo Girolamo - patrizio genovese - cultore della 
poesia volgare - V, 65. 

Pamoleo Giovanni - pubblica in Genova nel 1603 un'opera 
intitolala: praxis judicialis - III, 200. 

Pancaldo Leone - savonese - naviga nella spedizione diretta 
dal Magaglianes - IV, 170 - di concerto con Pietro Vivaldi 
nello stretto di Magellano - 171 - scrive una relazione 
del suo viaggio 172. 

Pane Ogerio - uno de' scrivani di Genova - seguita la storia 
di Ottobuono Scriba continuatore del Caffaro - I, 131. 

Panexi Giambattista - notaio - poi Cancelliere della Repub- 
blica - III, 192 - prende la laurea legale in Pisa - 193 

- V, 50. 

Paniceili Carlo - di Garbagna - medico - suo trattato degli 
effetti maravigliasi delle carni di vipera - HI, 231. 

Pansa Paolo - descrive la vita d'Innocenzo IV - I, 188 - 
precettore dei figli del Conte Luigi Fieschi - poeta - IV, 
148 - lodato dall'Ariosto - 149. 

Paolini Gerolamo - di Vezzano - lascia un capitale di 4m. 
piastre fiorentine, per mantenere nella sua patria un pub- 
blico maestro di lettere ed un ripetitore - V, 18. 

Paolo il cieco - ligure - monaco cassinese. (V. Studii sacri) 

- scrive la vita di S. Ebizzone - I, 163 - è chiamato per 
antonomasia Paolo il grammatico - e dal dotto P. Ziegal- 
bauer prodigium Cassinensis Scholce - 164. 

Parentucelli Anton Maria - D. C. D. G. - da Sarzana - legge 
filosofia in Roma - muore nel 1589 - suoi Commentarvi 
sopra Aristotele - IV, 13. 

Parisola Arcangelo - Carmelitano - notato dal Soprani come 
illustre teologo - IH, 155 - IV, 159. 

Partenopeo. (V. Franchi Paolo). 

Paschetti Bartolommeo - medico veronese- traduttore del Bon- 
fadio - IV, 262 - altri suoi scritti - 263. 

Pasqua Ottaviano - d' illustre famiglia genovese - vescovo di 
Gieraci in Napoli - fa un catalogo de' vescovi della sua 
Chiesa e degli arcivescovi in Calabria - HI, 89. 

13 



— 210 — 

Pasqua Simone - dotto in medicina - e in letteratura si greca 
che latina - vescovo di Sarzana - poi Card. - muore nel 
1565 - III, 468 - fu al Concilio di Trento - 167, 251. 

Passano Domenico - di Lagneto - dell' ordine de' Predica tori 

- canonista di molta riputazione - assunto al vescovato di 
Savona nel 4477 - II, 445. 

Passano Filippo - sue rime MS. - V, 75. 

Passano (Nicolò da) - patrizio e giureconsulto -genovese - V, 4 24. 

Passino Francesco (o Patino) - di Levanto - dottore di filosofìa 

e dì teologia - Preposito di S. Luca in Genova - compone 

verso l'anno 4490 un dialogo latino a dimostrare l'esistenza 

di Dio colla ragione naturale -II, 465. 
Pastorini Giambattista - D. C. D. G. - sue rime - V, 76. 
Pavese Giangiacomo - nato in Calabria di nobile famiglia 

savonese - suoi scritti filosofici IV, 45. 
Pavese Giangiacomo - medico - di nobile famiglia savonese 

- V, 429. 

Pavese - rettore di Ottobiano, luogo della Riviera di Ponente 

- poi canonico in Pavia - suoi scritti - III, 216. 
Paxero Marcantonio - genovese di origine - professore di 

medicina nell' Università di Padova - fioriva circa il 1560 

- HI, 255. 

Peirani Nicolò - sacerdote savonese - oratore e poeta - V, 78. 
Pennone Rocco - lombardo - suoi disegni e lavori per gli 

ornamenti del coro nella Metropolitana - muore nel 4657 

IY, 275. 
Pera (in Costantinopoli) - fabbriche ivi innalzate da' genovesi 

- I, 294 - II, 356. 

Percivalle Marabotto - uno de' conservatori del porto e del 
molo nel 1525. (V. Darsina, torre della). 

Peri Benigno da Genova - Agostiniano - scrittore di cose 
ecclesiastiche spettanti al suo Ordine - più volle visitatore 
-definitore e vicario in religione - muore nel 4497 - li, 75. 

Perignani Giambattista - scrisse latinamente sopra le famose 
guerre de' genovesi contro i veneziani - ed un compendio 
degli uomini illustri di casa Doria - II, 20. 



— 211 — 

Persio Aulo Fiacco - poeta satirico - I, 50 - sua patria - 37 

- Risposta al Gori intorno a due iscrizioni antiche che 
riguardano la patria di Persio - 47 - cenni biografici - 51 - 
suoi traduttori - 55. 

Pertinace Publio Elvio - I, 60 - sua patria - 64 - Errori del- 
l' Egnazio, del Muratori e del Gibbon confutati dall' A. - 60 - 
Studii di Pertinace in Liguria e probabilmente in Vado 
presso Savona - 65 - Scuole di que' tempi in Liguria - 
E' fatto imperatore in Roma - 65 a 66. 

Petrarca Francesco in Liguria - scrive delle cose de' geno- 
vesi e di Genova - II, 401. 

Piaggia Gian Domenico - fra i giureconsulti - V, 114. 

Piaggio Teramo - pittore - IV, 198 - scolaro del Mantegna 

- vivace e grazioso artefice che sente dell' antico - 208. 
Picconi Ab. Giammaria - suoi scritti editi sull' Olearia. - V, 

108. (V. la Nota). 
Pietra Angelo - monaco di S. Benigno in Genova - da Mo- 

neglia - suoi scritti di aritmetica mercantile - muore nel 

Ì590 - IV, 20. 
Pietro dei Predicatori - genovese - spedito a Barcellona da 

Urbano IV per disputare pubblicamente contro gli ebrei 

- I, 182. 

Pietro F. - nativo di Albenga - professa medicina in Genova 

- abiurati gli errori valdesi, entra nell'Ordine de' Pre- 
dicatori - I, 229. 

Pietro Maria F. - speziale in S. M. di Castello - stillatore e 
chimico eccellentissimo - III, 231. 

Pieve di S. Martino in Sampierdarena - I, 518. 

Pieve di Rapallo e sua Collegiata - I, 317. 

Pieve di Vollri (inventario dei libri nella) - I, 311 - Col- 
legiata - 117. 

Pigna Giambattista - storico - (V. Falciti Gerolamo). 

Pinelli Domenico - prof, di leggi in Padova - meritò gli elogi 
del Panciroli - III, 216. 

Pinelli Giambattista - di Levanlo o genovese? - IV, 151. 
suoi carmi latini e italiani - sua amicizia coi migliori lei- 



— 212 — 

terati del suo tempo - 152 - giudizio dei versi del Pi- 

nelli - 155. 
Pinelli Valentina - suora Agostiniana - scrive in lingua spa 

gnuola la vita di S. Anna - III, 175. 
Pinelli Vincenzo - genovese - forma in Napoli un Orto bo- a 

tanico - III, 260 
Piola - famiglia pittorica genovese - IV, 202. 
Piola Gian Giorgio - dissegnatore prontissimo - intende alla 

miniatura - muore nel 1625 - IV, 225. 
Piola Pfer Francesco - nato nel 1565 imita la maniera del 

Cambiaso - muore nel 1600 - IV, 225. 
Pipino re dei Franchi - scende in Italia - I, 106. 
Pizzorno Francesco - sacerdote - suoi versi - V, 59, 
Pizzorno Luca Andrea - da Rossiglione - giureconsulto - 

V, 115. 
Plagio straniero delle cose liguri - I, 11. 
Platani - trasportati in Italia per la prima volta (V. Inie- 

riano Giorgio). 
Platina Bartolomeo - primo bibliotecario della Vaticana in 

Roma - II, 594. 
Podenzana Giambattista - della Spezia - sua orazione latina 

- IV, 160. 

Poesia I, 240 - II, 177 - IV, 24 - V, 48. 

Poesie genovesi (Codice di) - I, 280 - unite ad alcuni ritmi 
latini - scritto in pergamena, di carattere antico, proba- 
bilmente ai tempi dell'autore -posseduto dal sig. avvocato 
Matteo Mollino - 281 - congettura detPA. intorno a questo 
Codice - 285. 

Poggi Benedetto - arciprete del Borgo de' Fornari -suoi ser- 
moni sacri - IH, 158. 

Poliasca (Francesco da) - legista che fioriva nel secolo XV 

- V, 127. (V. la Nota). 
Politica e politici - III, 210. 

Pollerò Filippo Alberto - dottore - e notaio savonese - V, 14. 
Polo Marco - II, 215 - fatto prigione è condotto in Genova 

- interrogato racconta in prigione i suoi viaggi - sono scritti 



— 213 — 

- 218 - da chi? - 219 - comparazione del viaggio del 
Polo con quello di Cristoforo Colombo - 220. 

Ponte di S. Martino in Lavagnola - (V. Lavagnola). 

Ponte ragguardevole in Dolcedo - I, 294 - in Savona - (V. 
Savona dipinti antichissimi). 

Ponti delle Legne e degli Spinola in Genova - allungati nel 
1452 - II, 538. 

Porclietto Salvago - celebre scrittore ecclesiastico - genovese - 
del secolo XIV - II, 86 - sue opere - 87 - sì crede vis- 
suto verso il 1315 - 83. 

Pordenone - pittore insigne - lavora nel palazzo del Principe 
Doria - IV, 288. 

Pornasio ( Raffaele da ) - maestro e prof, di Sacra Teologia nel 
Convento di S. Domenico in Genova nel secolo XV - II, 
83 - inquisitore generale nel dominio genovese l'anno 1450 

- amico del celebre Iacopo Bracelli - sue opere di Teologia 
e di gius canonico - 99 - e 103 - fu uno dei più celebri 
teologi, che ornassero il secolo XV - 104 e 165. 

Porta (Giacomo della) - valoroso architetto - riordina la Cap- 
pella di S. Giovanni Battista nella Metropolitana di Genova 

- IV, 271. 

Porla (Guglielmo della) - scultore - suoi lavori in Genova 

- IV, 271. 

Porta (Nicolò della) -genovese -visse sul principio del 1400 

- suo opuscolo della translazione delle ceneri di S. Giovanni 
Battista - nominalo dal Calcagnini - II, 74. 

Porto (Benedetto del) - sua operetta latina- narra l'arrivo 
in Genova di Lodovico XII, Re di Francia - III, 2. 

Porto di Genova - suo ingrandimento nel 1301 e 1302. - 
II, 534. 

Porlo Maurizio (saggi cronologici del) - II, 140 - querela 
dell' A. allo scrittore degli stessi - 141 - fabbriche - 545 

- (V. Liguria e suo Stato). 

Pozzobonelli Giovanni - dell' Ordine dei Predicatori - II, 107 

- savonese o milanese? - scrive molti opuscoli - la cro- 
naca del suo Ordine - e varii sermoni sacri - 108. 



— 214 — 

Pozzuolo P. - autore di sonetti acrostici. - V, 80. 

Prato Antonio - teologo - suo discorso latino sopra il saggio 

reggimento del Principe - IV, 191. 
Priani P. Giuseppe Maria - sue rime satiriche - V, 77. 
Prierio (famiglia di) - III, 178. 

Prierio Silvestro - de' Domenicani - famoso teologo - III, 178. 
Priori Venlurino - precettore in Savona nel secolo XV, - 

li, 582. 
Procaccini Giulio Cesare - ammira gli affreschi di Ottavio 

Semino in Genova - IV, 212, 
Proculo Elio Tito - di Albenga - regge il comando delle truppe 

romane nella Gallia - accetta l'Impero di Roma - se ne 

mostra degno - muore Tanno di G. C. 280 - I, 68 - scritti 

di Proculo - studii in Liguria a quei tempi - 69. 
Proculo - ligure - valoroso poeta - fiorì l'anno 1470 - 1, 82. 
Purpurerio Obcrto - ( V. Chiesa di S. Bartolommeo degli j 

Armeni ). 



Quaglia Alberto - di Diano - poeta provenzale - I, 266. 
Questa Lorenzo - scrive versi in dialetto genovese - IV, 153. 
Quinziano - poeta ligure - I, 85. 

R 

Raddomanzia - V, 56. 

Raimondi Girolamo - savonese - principe dell'Accademia dei 

Partenii fondala in Napoli circa il 1600 - IV, 256. 
Raimondi Giacomo - Carmelitano - di Gavi - suoi opuscoli 

di filosofia aristotelica - IV, 15 e 179. 
Raineri Niccolò - Rettore delle scuole di Savona nel 1529 - 

IV, 256. 
Ramirez Leonora - genovese - di padre spagnuolo - sue 

poesie - V, 74. 
Rampegollo Antonio - P. Agostiniano - genovese - fioriva in 

Napoli nel principio del secolo XV - fu l'anno 1418 al ■ 



— 215 — 

Concilio di Costanza dove teologo valente confutò gli Ussiti 

- II, 90 - Sua opera - 91. 

Rapi Francesco - della Diocesi di Sarzana - vuoisi autore di 
un libro di materie legali - HI, 499* 

Ratti Giuseppe Maria - pittore - genovese - si accinge a vol- 
tare in italiano le storie di Castruccio - V, 44. 

Ravara Pietro - di Polcevera - dipinge con molta bravura 
frutta - prospettive - e paesi - IV, 224. 

Ravaschiero - medico - di Chiavari - III, 235 - suoi scritti 
letterarii - 236. 

Reba in Genova - fabbricata nel 1314 - II, 334. 

Reba in Savona - li, 334. 

Redoano Guglielmo - o Rodoano - di Vernazza - valente ca- 
nonista - vescovo di Nebbio - suoi scritti - muore nel 
1573 - III, 215. 

Reginaldo - P. da Genova - de' Predicatori - teologo - fu al 
Concilio di Trento - III, 169. 

Reineri Vincenzo - genovese - P. Olivelano - appellato dal 
Soprani divinissimo nelle scienze di Matematica - V, 96. 

Remondini Giovanni Stefano - genovese - de' PP. Somaschi 

- V, 40 - suoi scritti - 41. 

Repubbliche come possano conservarsi - III, 76. 

Revello Francesco Maria - di Taggia - dottor di leggi - Pre- 
vosto di Bussana - sua tragedia spirituale - IV, 138. 

Rezzano Benedetto - da Mentale, nel distretto di Levanto - 
vescovo di Sagone in Corsica - muore nel 1639 - suo dia- 
logo - III, 158. 

Riario Alessandro - Cardinale - di stirpe savonese - legato 
péli" Umbria - III, 170 - fu al Concilio di Trento- 469. 

Riario Bartolommeo - savonese - cavaliere di Malta - volga- 
rizza alcune cose dal Francese - non può compiere la sua 
versione de educandis liberis del Plutarco - ottiene (secondo 
narra il Soprani) la dispensa dal voto solenne di castità 
per propagare con matrimonio legittimo la sua famiglia - 
IV, 263. 

Ricardi Nicolò - Domenicano - detto il P. Mostro per la 



— 216 — 

singolarità dell' ingegno - teologo - fu al Concilio di Trento 

- IH, 169 - ne scrisse la storia - 170. 

Ricardi Ricardo Benedetto - medico e letterato - HI, 227. 
Ricci Gentile - poeta non vile e filosofo platonico - IV IO 

- V, 75. 

Ricci Gentile Pier Girolamo - savonese - sue notizie de' Prin- 
cipi santi, beati e pii - IH, 51 e 173. 

Ricci Gian Paolo - scrive in lingua castigliana la tramontana 
dei Principi - IV, 266. 

Ricci Giacomo - giureconsulto - uno de' Riformatori degli 

Statuti di Oneglia l'anno 1419 - II, 140. 
Ricci Giambattista - sindaco di Albenga nel 1514 - savio 
del Comune in Genova nel 1520 - HI, 193. 

Ricciardi Antonio - scrive versi in dialetto genovese - IV , 
153 - elevatissimo ingegno - sua morte infelicissima - 119. 

Riccio - da Rapallo - suo libro della nobiltà e creanza dei 
genovesi - IV, 18. 

Riccio Zaccaria - valente giureconsulto - lodato dal Bosco - 
II, 133. 

Richeri Aurelio - P. da Genova - Cappuccino -suoi scritti -V, 47. 

Richeri Bernardo - patrizio genovese - verseggiatore di poco 
conto - V, 58. 

Richeri Giambattista - patrizio genovese - suoi versi filoso- 
fici - V, 58. 

Richo Lucas q. Marci Antonii - suo quadro colla data del 
1571 - IV, 231. (V. a pie di pagina). 

Risso Giambattista - I, 296 - savonese - suo MS. attribuito 
falsamente ad Ambrogio Salinero - HI, 87 - notizie di esso 
MS. - 88. 

Rivarola Gio. Antonio - di Chiavari - Agostiniano - suo 
scritto intitolato: la perfecta muger - HI, 91. 

Robbio Pellegro - oriundo di Chiavari - ha luogo fra i filo- 
sofi morali - IV, 17. 

Robertelli Aurelio - dipinge a fresco nel 1499 Nostra Donna 
col divino Infante, che si venera nel duomo di Savona col 
titolo della Colonna - II, 325» 



— 217 — 

Rocca Arcangelo P. - Carmelitano Scalzo - savonese - sua 
storia dell'Apparizione della B. V. di Misericordia - V, 21 . 

Rocca (Antonio della) - consigliere dell'arte de' pittori in 
Genova nel 1520 - IV, 201. 

Rocca Pompeo - di Gavi - uomo pio - e famoso giureconsulto 

- V, 116. 

Roccamula Ghirardo - valente giureconsulto - Iodato dal Bosco 

- II, 135. 

Roccatagliata Antonio - diligente raccoglitore di notizie patrie 

- IH, 47 - segretario della Repubblica - ne scrive le istorie 
in 8 libri - incaricato dal Doge Nicolò Doria dal 1581 
al 1607 - suo merito storico - letterario - 48. 

Rocchetta Agostino - savonese - sue rime - IV, 117. 

Rodino Francesco - oriundo di Diano - vicario in Corsica nel 
1528 - III, 193. 

Rodino Gerolamo - legista - residente per la Repubblica 
presso l'Imperatore verso il 1630 - IH, 153. 

Rombo Francesco - Agostiniano - da Sestri - scrive la vita 
di Zaccaria Boverio da Saluzzo, Cappuccino - IH, 171. 

Romilani di S. Agostino (PP.) detti di Toscana - nella soli- 
tudine di S. Tecla presso Genova l'anno 1251 - vennero 
in Città - dove due lettori di queir ordine insegnarono 
probabilmente la teologia e la filosofia - II, 82. 

RosaniGian Domenico - della Spezia - Barnabita - suoi scritti 
letterari i - V, 72. 

Rossano Giangiacomo - medico - sue rime - IV, 122 e 229. 

Rossi Francesco - medico - genovese - suoi scritti - IH, 229 

- IV, 132. 

Rossi Giambattista - de' Somaschi - genovese - suoi scritti 

ascetici e filosofici - IV, 13. 
Rossi Giambattista - poeta - IV, 110 - sue rime edite nel 

1587 - 122. 
Rossi Giuliano - di Sestri a Ponente - poeta che scrisse in 

dialetto genovese - V, 80. 
Rossi Vincenzo Domenico - di Albenga - giudice in Alassio 

- cultore della musica e della poesia - V, 124. 



— 218 — 

Rosso Messer Giovanni - genovese - medico eccellentissimo - 

III, 251. 
Rotari re de Longobardi - distrugge Genova e le sue riviere 

- I, 104 - suo codice - 105 - successori di Lui 105 a 106. 
Rovere (della) - famiglia - II, 109 - IV, 290. 
Rovere (Benedetta della) - lodata dal poeta Giambattista 

Rossi - IV, HO. 
Rovere Cibo (Elisabetta della) - sue rime - IV, 111. 
Rovere (Francesco della). (V. Sisto IV). 
Rovere (Girolamo della) - poeta latino mediocre - IV, 150. 
Rovere (Giuliano della). (V. Giulio II). 
Rovere (Leonora della) - savonese - celebrata dal poeta 

Giambattista Rossi - IV, HO. 
Rovere (Pietro della) - poeta licenzioso - I, 272 - creduto 

piemontese - potrebbe appartenere ad Albissola? - 273. 
Rovereto Bartolommeo - Carmelitano - teologo - fu al Concilio 

di Trento - III, 169. 
Rovelli - verseggiatore famoso - e geometra - IV, 10. 
Rubens Pietro Paolo - disegna di sua mano le fabbriche fatte 

in Genova dal Perugino Alessi - e le fa intagliare da Cor- 
nelio Galle - IV, 276. 
Ruffino Vincenzo - savonese - de' Minori - scrittore ascetico 

e mistico - III, 159. 
Ruisecco (Giacomo da) - pittore in Genova - IV, 202. 
Rustichello - amanuense - scrive i viaggi di Marco Polo. (V. 

Polo Marco). 



Sacchetti Francesco - in Genova tra il 1380 e il 1390 - parla 
volentieri dei genovesi nelle sue novelle - II , 406. 
( V. la nota ). 

Sacco Pier Francesco - di Pavia - li, 321 - dipinge in Genova 
- 322 - IV, 198 - consigliere dell'arte pittorica - 201 - 
Ivi le sue pitture cominciano dal 1512 al 1517 - Buon 



— 219 — 

prospettivo - amenissimo paesista - diligente disegnatore 

e finito tiene dello stile del Mantegna - 207 - e 285. 
Sali (Giambattista de) ossia Salvi - dei Francescani - chiaro 

moralista - compone nel convento di Levanto la Stimma 

Baplistiniana - li, 106. 
Salinero - famiglia - IV, 140. 
Salinero Agostino - legista - procuratore della Repubblica 

- Ili, 195. 

Salinero Ambrogio - savonese - IV, 140 - si compiace della 

numismatica - delle lettere - e della storia - sue prose e 

rime - 141, 253. 
Salinero Giulio - savonese - sua tragedia - IV, 139 - muore 

nel 1613 - 141, 211, 254. 
Salinero Paolo Girolamo - rimatore - V, 74. 
Salvago - famiglia - II, 86, (V. Porchelto Salvago). 
Salvago Agostino - arcivescovo di Genova sua patria - dei 

Predicatori - fu al Concilio di Trento - morto nel 1567 

- IH, 167. 

Salvago Domenico - operaio del porlo e del molo in Genova 
nel 1312 - (V. Darsina (torre della). 

Salvago Gabriele - sue lettere - III, 90. 

Salvago Raffaele - cav. Gerosolimitano - raccoglie materiali 
per iscrivere la vita de' gran Maestri della religione di 
Malta - III, 89 - suoi lavori poetici - 90 - IV, 121. 

Salvi Giambattista - (V. Sali Giambattista de'). 

Salvi Giuseppe - de' Somaschi - sue rime - V, 79. 

Sansalvalore Anton Benedetto - Teatino - poi Barnabita - 
dotto in cose teologiche - III, 187 - scrive de'cambii - 188. 

Santolupo (Luca da) - consigliere dell'arte dei pittori in Ge- 
nova nel 1520 - IV, 201. 

Santuario di Savona - (V. Abaie Gian Agostino). 

Saporiti Antonio Maria - medico genovese - V, 135. 

Sarzana innanzi al 1300 - (V. Liguria.... suo stato). 

Sarzana (tavola di Andrea del Sarto in) - (V. Celso Benedetto). 

Sarzana - (antichissima pittura rappresentante il Crocifìsso 
conservata in) - I, 296. 



— 220 — 

Sauli Alessandro B. - canonista e filosofo - III, 150 - sue 
operette - 151 - suoi studii canonici - 193 - e giuri- 
dici - 184 - vuole che si legga nelle sue scuole Aristo- 
tele sul testo greco - IV, 11 - si adopera per un rego- 
lamento di studii - 232. 

Sauli Antonio - cardinale - arcivescovo di Genova - suo Si- 
nodo - III, 155 - cardinale - legista - 184 - fu al Concilio 
di Trento - 169. 

Sauli Antoniotto - detta versi in dialetto genovese - IV, 153. 

Sauli Bendinello - IV, 274 - con suo testamento del 4481 
ordina di fabbricare una grandiosa chiesa in Carignano 275. 

Sauli Domenico - padre del B. Alessandro - studia in diritto 

- IH, 184 e 212 - sa congiungere le cure di un vasto 
commercio ai più gravi uffizi di stato - ed agli studii della 
filosofia e della storia - IV, 6. 

Sauli Domenico - compie l'opera della costruzione del ponte 

di Carignano nel 1724 - IV, 275. 
Sauli Filippo - vescovo di Brugnato - valentissimo nelle leggi 

- Ili, 199 - lascia la sua biblioteca all'Ospedale degli In- 
curabili in Genova - 236. 

Sauli Francesco - sue rime - IV, 147. 

Sauli Giovanni - Domenicano - vescovo di Albenga - suoi 

scritti teologici - III, 179. 
Sauli Marc-Antonio - giureconsulto famoso - III, 189 - sue 

notizie biografiche - 190. 
Sauli Ottaviano - suoi versi latini - stampati nel 1646 - V, 80. 
Sauli Pasquale - sue opere di diritto criminale - poeta - e 

lodato oratore - III, 184. 
Sauli Stefano - sua opera - De homine christiano - IV, 17 

- fonda un'Accademia con alcuni letterati padovani in una 
amenissima villa ne' suburbani di Genova - 255. 

Sauli Stefano - nipote di Bendinello - suo pingue legato per 
la costruzione del ponte di Carignano - IV, 275, 

Sauli Vincenzo - patrizio e giureconsulto genovese - V, 124. 

Savona innanzi al 1 300 - ( V. Liguria suo stalo) ( V, Do- 
nato di Pavia - Ferrerò Pietro - e Lorenzo di Pavia. 



— 221 — 

Savona - dipinti antichissimi - I, 295 - (castello dello Spe- 
rone in) - 294 - ponte di 4 archi che unisce il colle di 
di S. Giacomo alla pendice - 542 - chiesa di S. Erasmo 
edificata nel 1419 - 11, 541 - chiesa dei PP. Certosini - 
545 - chiesa di N. S. della Misericordia - IV, 277 - 
Cattedrale - 282. 

Savonarola Gerolamo - de' Domenicani - oratore che ad una 
vasta dottrina congiunge profonda cognizione del cuore del- 
l' uomo - II, 157. 

Scaglia Gian-Francesco - di Giovanni - sua disertazione De 
rerum universilate - III, 200. 

Scaglia Giovanni Francesco - dottore di legge - scrittore eru- 
dito di materie politiche - IV, 19. 

Scarampi Antonia - prende in Genova il velo di monaca col 
nome di suor Angela Maria - espertissima di suonare e 
di cantare - IV, 25. 

Scarpa Negrone Pierina o Peretta - ottiene fama dal suo 
canto - IV, 22 - poetessa che fiorì intorno il 1360-25. 

Schenone Benedetto- verseggia in dialetto genovese - IV, 155. 

Schiaffino Agostino - P. Carmelitano - suoi scritti - V, 19. 

Schiappalaria Stefano Ambrogio - di Vezzano ( luogo della 
Riviera di Levante) - cultore di ogni gentile disciplina - 
titoli da lui ottenuti da Carlo V da trasmettersi nei ma- 
schi primogeniti di sua famiglia - HI, 20 - scrive la storia 
de' Cesari - sue poesie - 21 - fondatore dell'Accademia 
de' Confusi in Anversa - IV, 255 - coltiva l'astronomia 
- la musica e le belle arti - 254. (V. Arco mirabilissimo). 

Schiappapietra Giovanni - di Albissola - va a Milano amba- 
sciatore di Savona l'anno 1468 - II, 145. 

Scorza Alessandro - patrizio genovese - compila in latino 
la storia genealogica de' suoi e degli altri consorti nella 
Contea di Lavagna - pubblicata in Milano l'anno 1611 - 
III, 80. 

Scorza Francesco - gesuita - compendia la vita di S. Ignazio 
e di S. Francesco Saverio - III, 171. 

Scorza Giambattista - della C. D. G. - genovese - suo trat- 



— 222 — 

tato de Sacrifìcio Missae - III, 173 - sua operetta de In- 
cremento Nili - IV, 17. 

Scotto - V, 47. 

Scrittura degli arabi sul piombo - V, 19. 

Scuole - I, 94, 106, 307 - li, 81, 83, 380 - IV, 232, 234, 
251 - presidii per gli studii - IV, 231. (V. Vernazza Ettore). 

Scuole pubbliche fondate in Taggia. ( V. Boeri o Boerio 
Giambattista. 

Scutari uniti all'Arte pittorica in Genova - IV, 200. 

Selvatico Matteo - sue pandette medicinali - fiorì nel prin- 
cipio del secolo XIV - 1, 228. 

Seminario di Albenga. (V. Grimaldi Carlo vescovo). 

Semini - famiglia pittorica genovese - IV, 202. 

Semini Alessandro - pittore che non giunse alla mediocrità 

- IV, 212. 

Semini Andrea - console dell' arte pittorica in Genova nel 
1570 - IV, 201 - si volge agli esempi di Pierino - studia 
Tiziano e Raffaele - 210 - suo gusto Raffaelesco - lodi a 
lui date dal Lanzi - 211 - sue pitture a fresco - 212. 

Semini Antonio - pittore genovese - IV, 198 - scolaro dei 
Mantegna - è detto il Perugino della scuola genovese - 208. 

Semini Cesare - pittore meno che mediocre - IV, 212. 

Semini Gerolamo - canonico della metropolitana di Genova 

- suoi scritti ascetici - III, 181. 

Semini Ottavio di Antonio - sue pitture nella chiesa de' Fran- 
cescani - II, 342 - studia negli esempi di Pierino del Vaga 

- nelle stampe di Tiziano e di Raffaele - IV, 210- meglio 
lavora a fresco che ad olio - ammirato da Giulio Cesare 
Procaccini - 212. 

Senarega famiglia - III, 68 -e 184. 

Senarega Bartolommeo - III, 67 - si dice che fosse eletto a 
scrivere gli annali della Repubblica l'anno 1477 - 71 - 
Avviso dell'A. a quei di Cuccaro per ciò che scrive il Se- 
narega intorno alla patria di Colombo - 72. 

Senarega Nicolò - detto anche Gentile - III, 184 - famoso 
giureconsulto - 185. 



— 225 — 

Senno Giamballisla - oltremodo eminente nelle matematiche 

e diversità di lingue - V, 100. 
Serdonati Francesco - traduttore del Foglietta - IV, 261. 
Serra Giacomo - tesoriere generale della Camera Apostolica 

- legato di Ferrara - morto nel 1625-111,170- teologo 

- fu al Concilio di Trento - 169. 

Serra Giancarlo - suoi Commentarli de bello germanico 

- V, 48. 

Serra Giorgio - V, 74 - dell'isola di Scio - suoi drammi, 

rime e versi latini - 75. 
Serra Giovanni - patrizio genovese - ambasciatore a Milano 

- fiorì nella metà del secolo XVI - IH, 199. 

Serra Luigi - Olivetano - professore - poeta burlesco e sa- 
tirico - V, 78. 

Serravalle Clemente - Domenicano - HI, 198 - e IV, 8. 

Serravalle Lazzaro - poeta valente nelle cose piacevoli - 
IV, 116. 

Servolo - de' Predicatori - genovese - vescovo di Brugnato - 
I, 182 - lodato dal P. Rovetta come filosofo profondo 
-231. 

Sigonio Giambattista - Agostiniano - genovese - canonista - 
sua orazione de Summo Deo - recitala Tanno 1458 al co- 
spetto di papa Innocenzo Vili - e suo trattato de' cambii 
111, 154. 

Sigonio - storico - scrive latinamente la vita di Andrea Doria 

- IV, 263. 

Silva (Francesco de') - stampa in Savona sul cominciare del 
secolo XVI la Poliantea del Nano - IV, 296. 

Silvestro li pontefice - ha il titolo di mago perchè professa 
la geometria - IV, 6. 

Simone - celebre botanico - V, 128 . 

Simone. (V. Monaco). 

Simone da Carnuli - della Riforma di S. Francesco - stu- 
pendo pittore nella prospettiva - suo quadro in Vollri pre- 
gevolissima opera del 1519 - IV, 199, e 206. 

Siro (S.) - vescovo di Genova - I, 81. 



— 224 — 

Sisto IV - Francesco della Rovere - II, 108 - sue notizie 
biografiche - 109 a 124, 197, 352, 369, 379 - IV, 291. 

Sivori Luca - sue rime - IV, 117. 

Soffia Corrado - ambasciatore al Papa ed in Francia - giura 
l'unione nel 1527 - III, 192. 

Soffia Francesco - dottore di legge li, 156 - è mandato dal 
Governo con altri nobili cittadini genovesi ambasciatore al 
Duca di Milano l'anno 1488 per dargli il dominio della 
città e del distretto - poi al pontefice Sisto IV, da cui ot- 
tiene 5000 ducati per la sovvenzione dell'Isola di Scio - 
137 - dottore collegiato in Genova nel 1469 - III, 198. 

Solari Golardo - senatore - coltiva la storia letteraria - 
amico del P. Laviosa - e del conte Luigi Corvetto - V , 
58 e 123. 

Solari Giovanni Agostino - di Chiavari - chiaro giureconsulto 

- V, 122. 

Solari Gio-Maria - de' Predicatori - suoi scritti - III, 179. 

Solari Giuseppe Gregorio Maria - di Chiavari - V, 66 - Sco- 
lopio - suoi cenni biografici e letterarii - 67. 

Solari Luca Andrea - di Chiavari - chiaro giureconsulto - V, 122. 

Solari Pier Agostino - di Giovanni Andrea - di Chiavari - 
suo manoscritto, Repertorio legale - V, 122. 

Solari Pier Agostino, nipote - di Chiavari - chiaro giure- 
consulto - V, 122. 

Solari Giambattista - chirurgo - genovese? - V, 133. 

Solaro Pier Gerolamo - genovese - suoi studii di filosofia mo- 
rale - IV, 18. 

Soprani Gian Girolamo - gesuita - commenta i libri de' Re 

- Ili, 179. 

Soprani Pietro - vicario della Riviera occidentale nel 1402 

( V. Portomaurizio, fabbriche ). 
Soprani Raffaele - scrive la vita della ven. suor Tommasa 

Fiesca - III, 91. 
Sottani Andrea - P. Teatino- genovese - suoi scritti - V, 21. 
Sperone Carlo. (V. Gongora pseudonimo) - sacerdote - suoi 

scritti storici - V, 27. 



— 225 — 

Spezino Francesco - pitiore vivace - scolaro del Cambiaso e 
del Bergamasco - studia nelle opere del Buonarotti - di 
Andrea del Sarto - e nella tavola di Giulio Bomano rappre- 
sentante il martirio di S. t0 Stefano, che traforata da una palla 
di archibugio egli ristora maestrevolmente- IV, 215 e 227. 

Spina Giambattista - di Sarzana - legista - V, 127. (V. la 
nota). 

Spinola Agostino - lodato in una lettera latina di Nicolò Sauli 
Carrega, come amoroso delle lettere migliori - IV, 119 - 
accademico della Crusca - sue rime - V, 76. 

Spinola Alberto - fondatore della riforma dei canonici Rego- 
lari - I, 182. 

Spinola Alessandro - detto il capitano- IV, 117 - ebbe fama 
di oratore - poeta - e guerriero - 118. 

Spinola Ambrogio Giovanni - principe dell'Accademia degli 
Addormentati - sue rime - IV, 125. 

Spinola Ambrogio - sue orazioni latine - IV, 159. 

Spinola Anfreone. (V. Mara in Voltri). 

Spinola Basilio - de' Predicatori - fiorì verso il 1627 - sue 
opere - HI, 157 - IV, 10. 

Spinola Benedetta - nobile - ed erudita donzella - di Savona 
- IV, 110. 

Spinola Carlo - D. C. D* G. - suo opuscolo sacro - III, 180. 

Spinola Cornelio - ricordato dal Soprani come poeta - IV, 119. 

Spinola Eliano - sagace conoscitore e raccoglitore di cose an- 
tiche - lettere del Bracelli che lo riguardano - II, 395 - 
fu capitano di una galera nella terribile pugna navale in 
cui Biagio Assereto trionfò degli Aragonesi - 396. 

Spinola Fabio Ambrogio - scrive la vita del ven. Carlo Spi- 
nola gesuita - e della ven. Strata da Genova - III, 92 - 
della C. D. G. - suoi scritti ascetici - V, 21. 

Spinola Francesco. (V. Ciriaco di Ancona). 

Spinola Francesco Maria - dotto in astrologia - sue conside- 
razioni sulla vita di S. a Geltrude - HI, 171 - IV, 9. 

Spinola Francesco - mons. - sua storia di Genova dal prin- 
cipio fino alla guerra santa di Gerusalemme - III, 49. 

15 



— 226 — 



Spinola Giambattista di Niccolò di Daniele - suoi commen- 
tarii delle cose accadute ai Genovesi dal 1572 al 1576 - 
III, 81. 

Spinola Giambattista - de' Carmelitani - vicario generale d< 
vescovo di Noli - coltiva l'eloquenza sacra con plauso 
fiori nel 1654 - IV, 160. 

Spinola Gian Francesco - di Scipione - sue rime - IV, 122. 

Spinola Gregorio - di Eliano. ( V. Chiesa di S. Bartolommeo 
in Rivarolo). 

Spinola Livia - fiorì intorno il 1570 - IV, 109 - sue rime HO. 

Spinola Luciano - di Lucoli - è inviato dal Comune amba- 
sciatore Tanno 1476 al Re di Francia, quando tempi som- 
mamente difficili correvano per la Nazione genovese 
II, 137. 

Spinola Luigi - suo libro della Repubblica - IV, 19. 

Spinola Oberto - capitano del popolo - I, 134 - ambascia- 
tore de' Genovesi a Federico Barbarossa imperatore l'anno 
1167 - sua viva orazione, per sostenere i diritti de' Geno- 
vesi sulla Sardegna, a quel Monarca riferita dal Giustiniani 
sotto Tanno 1166 - I, 253 - ma probabilmente dello 
stesso Giustiniani - 234. 

Spinola Opezzino. (V. Zecca diritto di). 

Spinola Paolo - di Giacomo - traduttore delle opere salustiane 

- sua orazione - IV, 249 - e 259. 
Spinola Publio Francesco - III, 16 - sua patria - si adopera 

per essere eletto a continuare gli annali del Bonfadio - 17 
sua traduzione dei Salmi in versi latini - IV, 261. 

Spinola Stefano - patrizio - e giureconsulto genovese - V, 124. 

Spinola Tobia - sue rime - IV, 122. 

Spinola Tommaso - Doge di Genova nel 1614 -IV, 122, 161 

Spinola Tommaso - ammiraglio - porla 28,000 marchi di 
argento al tesoro del Comune di Genova - de' quali se n< 
impiegano 10,000 per la fabbrica della Darsina nel 128; 

- I, 288. 
Squarciafico famiglia - fiorì in Genova non solamente i 

secolo XV, ma prima e dopo - IV, 60. 



— 227 — 

Sqaarciafico Vincenzo - traduce dal francese nello spagnuolo 
la vita di Elio Sejano composta da Pietro Mallhieu cronista 
del Re di Francia - IV, 26G. 

Slaleno Elio - ligure - oratore - emulo di Cicerone - 1 , 51 
congettura sulla patria di lui - 50. 

Stancone Oberto - annalista genovese e giureconsulto I, 154. 

Stassani Giacomo Maria - de'Somaschi - suoi scritti - III, 180. 

Statuto di Levanto - approvato in quel Comune l'anno 1577 

- II, 141. 

Stefanini Giacinto - sue tragedie - V, 79. 
Stefano Francesco da Milano - sua tavola in Varazze - rap- 
presentante la Vergine Annunziata - colla data del 1519 

- II, 522. 

Stefano da Taggia - Domenicano - maestro e prof, di sacra 
Teologia nel Convento di S. Domenico in Genova nel secolo 
XV - II, 85. 

Stella Giorgio - continuatore della storia di Doria Jacopo - 
lì, 25 - sue notizie biografiche - 26 - analisi della sto- 
ria - 27. 

Stella Giovanni - continua la storia del fratello Giorgio - II, 
28 - giudizio del Muratori e del Tiraboschi intorno a questo 
storico - 29. 

Stella Giambattista - continuatore delle storie di Giorgio e 
di Giovanni Stella - II, 51. 

Stella Girolamo de' Carmelitani - canonista - decano in Ge- 
nova del Collegio dei Teologi - suo compendio dejuribus, et 
privilegiis Religiosorum mendicanlium - muore l'anno 1454 

- II, 154. 

Stella Gottardo - Cancelliere del pubblico - chiamato dal Biondo 
di Forlì - vir eloquens et doctissimus et egregie lilteratus 

- II, 174. 

Stoppino - maestro - poeta - ponzanese. (V. Orsini). 

Storia e storici - I, 101 - II , 7 - III , 1 - V, 1. 

Strada che va da Genova ai confini del Nizzardo riattata nel 

1555 - II, 541. 
Strozzi Bernardo. (V. Corte Cesare di Valerio). 



— 228 — 

Strozzobuono Giovanni - annalista genovese - I, 154. 

Studii sacri - I, 81 - e 162 - II, 81 - IH, 95. 

Studii in Liguria (risorgimento degli) innanzi il 1500 - 1, 115. 

Studii legali de' Genovesi nell'Università di Bologna -I, 188. 

Studii - IV, 251. 

Sudario d'Edessa - (V. Chiesa di S. Bartolommeo degli Armeni). 



Tagete - di Luni, secondo il Soprani - I, 24. 

Tagliacarne Benedetto - suoi annali genovesi - HI, 2 - Nota 

di temerario al Muzio, che taccia di falsità il Giustiniani 

vescovo di Nebbio il quale fa fede di delti annali - 5 - IV, 1 50. 
Tagliacarne Giovanni - Cancelliere del Podestà di Levanto 

l'anno 1577. (V. Statuto di Levanto). 
Tagliapietra Paolo Maria - veneziano - traduce dallo spagnuolo 

in italiano la tramontana dei Principi di Ricci Gian Paolo 

- IV, 206. 
Taravazzi Baldassare - dì Vezzano - canonico in Sarzana - 

scrive versi latini - IV, ISO. 
Targa Carlo - genovese - suoi scritti sulle Contrattazioni ma- 
rittime - V, 114. 
Tartaro Enrico - genovese - giurista - podestà degli Albin- 

ganesi l'anno 1519 - II, 159. 
Tassi Agostino - perugino - pittore di prospettiva, e di cose 

marittime - IV, 288 - suoi lavori in Genova - 289. 
Tasso Torquato è invitato nel 1587 a leggere Y Etica e la 

Poetica in Genova - IV, 251 - Versione del Goffredo in 

ottave genovesi - V, 80. 
Tatti Bernardino P. - de' MM. Osservanti - V, 1. 
Tavarone Lazzaro - scolaro del Cambiaso - valente negli 

affreschi - non così a olio - IV, 227 - muore nel 1641 

- 228. 
Teodeberto Re alleato di Vitige - scende in Lombardia con 

100 m. uomini - diserta la Liguria e Y Etruria - pone a 

sacco Genova e la distrugge - I, 79 - (V. Vitige). 



— 229 — 

Teodoro o Teodùlo prete - genovese - suoi dubbi intorno ad 
alcune proposizioni di S. Agostino - 1, 69. 

Teologi genovesi, che furono al Concilio di Trento - III, 169. 

Teramo di Daniele o Danielli - artefice valoroso che nel 1457 
si segnalò nello scolpire l' urna in cui sono poste le ceneri 
di S. Giovanni Battista - II, 351. 

Terrile Francesco - medico - e letterato del secolo XVI - III, 
222 e 227 - sue opere - muore nel 1580 - 228. 

Tipografìa in Novi - II, 353. 

Tipografìa in Loano - IV, 296. 

Tipografia in Savona - operetta di Boezio de consolatione 
Philosophiae ivi impressa l' anno III del Pontificato di 
Sisto IV - II, 355 - I Savonesi avevano in patria una 
tipografia prima del 1473 o 74? - 356. 

Tiraboschi - scrittore inconsiderato delle cose liguri - I, 9 . 

Tornati Marcantonio da Caravonica in vai d' Oneglia - giure- 
consulto - e vescovo nel Regno di Napoli - V, 125. 

Tommaso da Sarzana. (V. Nicolò V). 

Torelli Agostino - III, 79 - legista - sarzanese - auditore 
del Card. Gerolamo Colonna - suoi scritti - muore nel 1664 

- Ili, 194. 

Torre (Bartolomeo della) de' Conti di Lavagna - medico di 
molto grido in Genova - sue opere - III, 221 - letterato 

- 222. 

Torre (Giovanni della) - consigliere dell'Arte de' pittori in 
Genova nel 1520 - IV, 201. 

Torre (Raffaele della) - dell' ordine di S. Domenico - pub- 
blica in Salamanca 1' anno 1612 tre tomi de Religione - 
III, 203. 

Torre (Raffaelo della) - sua descrizione della Congiura del 
Vacchero - III, 63 - celebre giureconsulto - ed esperto 
politico - 200 a 202. 

Torri in Genova - tempo in cui cominciarono a fabbricarsi 

- I, 293 - loro misura legale - 294. 

Torriglia Maurizio - forse genovese - prof, nell' Università 
di Torino - fiorì nej secolo XVIII - V, 135. 



— 230 — 

Traversagni Guglielmo - savonese - dell'ordine de' Minori - 
discepolo di Francesco da Savona, che fu poi Sisto IV - II, 
165 - suoi scritti di filosofia morale - Coltiva le lettere 
- tenta V Ascetica e la Mistica - 466 e 210 

Trevelo (Buonvassallo de) - di Ansaldo - creato notaro del 
sacro Impero dall'Augusto Arrigo l'anno H91 - I, 215. 

Trivello Nicolò - precettore in Savona nel 1507 - IV, 236. 

Trombetti Filippo - medico - genovese - suo scritto sulla 
passione ipocondriaca - V, 135. 

Tuccio d' Andria - pittore - opera nella Chiesa di S. Giacomo 
in Genova 1' anno 1487 - II, 324. 

Tura Maestro - pittore - sanese - promette di dipingere in 
Genova l'anno 1303 - IV, 204. 

V 

Ugone Maestro - canonico di S. Maria di Castello - giudice 

delegato del Papa nel 1200 - I, 216. 
Università di Torino - fondata l'anno 1405. - Dotti genovesi 

meritarono in quel suo principio di esservi ascritti - II, 83. 
Urbano VII - Giambattista De Marini Castagna di Cosmo , 

patrizio genovese - regge il governo della Chiesa 13 giorni 

- muore nel 1590 - III, 160. 

Ursicin© Martire - medico - genovese - h 57. 
Ursone od Orso - poeta latino del secolo XIII - notaio di pro- 
fessione - I, 277 - sue rime - 278 - di patria genovese 

- 280. 

Usodimare - famiglia - II, 307. 

Usodimare Antoniotto - rinomato tra viaggiatori genovesi - 
lettera da lui scritta a' suoi creditori - monumento di co- 
mune importanza per la storia della navigazione - II , 301 

- sue notizie biografiche - 307. 

Usodimare Buonvassallo - annalista genovese - I, 134. 

Usodimare Cesare di Francesco - nipote del cardinale Inno- 
cenzo Cibo - arcivescovo di Torino - muore in Trento nei 
1562 - III, 168. 

Usodimare Marino - annalista genovese - I, 133, 134. 



251 — 



Vacca David - doge in Genova - IV, 459. 

Vacchero Giulio Cesare - sua congiura tramata contro la Re- 
pubblica l'anno 1628 - HI, 03. 

Vado innanzi al 1300. (V. Liguria suo stalo) 

Vaga (Pierino del) scolaro di Raffaele - venuto in Genova 
l'anno 1528 - II, 319 - presso il principe Andrea Doria 

- IV, 287 - suoi lavori - 288. 

Valdebella Giambattista - poeta - savonese - IV, 116. 
Valdetaro Girolamo - nobile genovese - chiaro giureconsulto 

- V, 119. 

Valerio da Genova - Agostiniano - ottimo prof, dell'arte di 
medicina - fiorì verso il 1497 - sue opere smarrite - II, 159. 

Varinone Andrea di Lancio - riduce a miglior forma il pa- 
lazzo pubblico in Genova - onori a lui resi dal Senato - 
IV. 280. 

Varagine o Varazze (Jacopo da) - arcivescovo di Genova - 
storico genovese - I, 151, 161 -dell'ordine de' Predicatori 

- 183. - Governo della sua Diocesi - suo convegno colla 
Repubblica riguardo ai beni della mensa - muore nel 
1298 - ha titolo e culto di beato nel 1816 - 184- opere 
di lui - 185 - sua cronaca genovese - 231 - analisi di 
essa - 232 - sua selva predicabile 234. 

Varazze. (V. Stefano Francesco da Milano pittore). 
Varese ( Giovanni da ) - delta versi in dialetto genovese - 

IV, 153. 
Varignano Guglielmo - famoso medico in Genova - suo libro 

intitolato: Secreta sublimia - V, 128. 

Varigotti innanzi il 1300. (V. Liguria suo stalo), 

Varsi Antonio - reggente le scuole grammaticali in Genova , 

come da un documento del 1584 - li, 384. 
Vasconi (Gherardo de') - da Bergamo - lettore di teologia 

nell'Università di Parigi - eletto vescovo di Savona nel 1342 

- glorioso per la dottrina e per la santità della vita - II, 89, 



— 232 — 

Vegerio Giovanni - vescovo di Scio nel 4553 - suoi scritti 

- Ili, 176. 

Vegerio Giustina - nobile savonese - sua riforma del Calen- 
dario - IV, 9. 

Vegerio Marco - savonese - nipote al cardinale Marco Ve- 
gerio - III, 160 - ottiene, come il zio, il vescovato di Si- 
nigalia - suoi trattati esposti nel Concilio di Trento 

- 161. 

Vegerio Urbano - savonese - sue rime - tesoriere di Perugia 

e della Marca - fiorì circa il 1464 - II, 179. 
Veneroso Geronimo - suoi scritti intorno lo sputo di sangue 

- Ili , 224 - suoi paradossi della pestilenza - 225 
e 226. 

Veneroso Giambernardo - suoi scritti storici - V, 27. 

Ventimiglia innanzi al 1300 - (V. Liguria suo stato) - 

Opera di perpetua ricordanza fatta da' Genovesi Fanno 1221 
per soggiogarla - I, 285. 

Ventura Giambattista - giureconsulto - V, 113. 

Venturini Alessandro - sarzanese - medico e filosofo - III, 
221 - suo Calendario istorico - 222. 

Venturini Ventura - prof, di medicina e anatomia nell'Uni- 
versità di Pavia nel secolo XVI - III, 253. 

Vernazza Ambrogio - genovese - giurista - podestà d' Albenga 
l'anno 1400 - II, 139. 

Vernazza Batista - venerabile - figliuola spirituale di S. a Ca- 
terina Fieschi da Genova - III, 108 - sue notizie biogra- 
fiche - 109 - sue opere - 110. 

Vernazza Ettore - III, 93 - padre della venerabile Batista, 
figliuola spirituale di S. a Caterina Fieschi - uno dei primi 
fondatori dello Spedale degli Incurabili in Genova ed in 
Roma - instituisce un Lazzaretto - raccoglie a Roma molte 
femmine di mal costume in un pio Ricovero - fonda in Genova 
il Conservatorio di S. Giuseppe - stipendia medici per curare 
i poverelli vergognosi - dà commissione di cercare maestri 
per istruire i figliuoli del povero - muore di peste nel 
Lazzaretto di Genova l'anno 1524 - III, 108 e 109. 



— 253 — 

Veronese Girolamo - genovese - sua operetta intitolala: Ta- 
riffa generale per pesi e misure di Asia, Africa ed Europa 

- IV, 2!. 

Veronese David - genovese - suoi trattali di aritmetica e scrit- 
tura mercantile - IV, 21. 

Verzellino Gian-Vincenzo - gentiluomo savonese - storico - V, 1 2. 

Vescovato di Savona. (V. Bernardo vescovo). 

Vescovi liguri, che furono al Concilio di Trento - III, 167. 

Vescovi di Milano - non ebbero il titolo vescovile prima deh 
l'anno 777 - I, 401. 

Veterinaria - I, 250. 

Viaggi de' Genovesi - I, 315 - II , 215. 

Viale Ambrogio - del Cervo - non volgare poeta - fiorì negli 
ultimi anni del secolo XVIII - V, 77. 

Viale Ottaviano - legista - senatore ai tempi del Federici - 
III, 195. 

Viareggio nelle paludi di Pisa - ebbe principio da una grossa 
torre con rivellino alzatavi l'anno 1471 da'Genovesi e Luc- 
chesi confederati - I, 287 

Viceti Giovanni Stefano - autore di un formolario latino ad 
uso de* notari - III , 200. 

Viceti Francesco Maria - descrive la guerra del 1612, terminata 
nel 4615 - III, 49 - e quella mossa l'anno 4672 alla Repub- 
blica dal duca di Savoia - 66. 

Vico ( Giovanni da ) - di Rapallo - chirurgo valentissimo - 
sue notizie medico-biografiche - IH, 258 - sue opere- 245. 

Vico (Luigi da) di Giovanni - chirurgo - III, 242. 

Vigerio Marco (o Vegero) - savonese - dell'Ordine dei Minori 

- maestro di teologia a Francesco Rovere, poi Sisto IV - 
li, 94 - vescovo di Sinigalia - suo trattato pregiatis- 
simo sopra P eccellenza degli instrumenti adoperati nella 
Passione di G. C. - 95 - crealo cardinale da Giulio li l'anno 
1505 - fu al Concilio di Lalerano l'anno 4515, epoca in 
cui probabilmente compose V Apologia contro il conci- 
liabolo di Pisa - sua opera principale intitolata: // Decacordo 
cristiano dedicala a Giulio II, - 96 - sua biblioteca - 391. 



— 234 — 

Vignoso Simone - sue opere di circonvallazione per espugnare 
la capitale dell'isola di kcio l'anno 1546 - II , 556. 

Vinazza Odone - legista di molto grido sul cadere del 
secolo XIV - spiega i diritti della Repubblica sopra la 
Liguria - sua opera - uno dei riformatori del governo 
Municipale d'Albenga l'anno 1415 - II, 158, 140. 

Visca Angelo - dell'Orba - lettore di Anatomia in Mondovì 
- poi in Torino - V, 129. (V. Appendice). 

Visconte Pietro - da Genova - sue mappe nautiche -11,315. 

Visconte Pietro - di Taggia - Domenicano - inquisitore in Cre- 
mona - pubblica nel 1594 un libro: Del complice da ri- 
velarsi in confessione - III, 174. 

Visconte Luchino. (V. Chiesa di S. Bartolommeo in Rivarolo). 

Visconti Bartolommeo - giurista - genovese - convinto di fel- 
lonia, lascia la vita sul patibolo - II, 159. 

Visdomini Anton Maria - di Arcola - studia le lettere greche 
in Bologna nel 1498 - Statuti e Decreti di Genova da lui 
pubblicati - li, 174 - altri suoi scritti - 176 - famigliare 
a Giovanni Bentivoglio - 177 - suoi versi latini - 211. 

Vitige - suo regno breve ma funesto air Italia -singolarmente 
• a Genova - I, 78 - smantella Milano - 79. 

Vivaldi Corrado Soffia - riputatissimo giureconsulto - III, 198. 

Vivaldi Stefano - ambasciatore a Giulio II - e al Re di Francia 
negli anni 1504-6 e 8 -III, 192. 

Vivaldi Ugolino (V. Viaggi de' Genovesi). 

Vivaldi Vadino e Guido, fratelli - viaggiano da Genova alle 
Indie - II, 306. 

Volgicapo Maria - genovese - poeta mediocre - IV, 117. 



Zabatta Cristoforo - sue rime in dialetto genovese - IV, 155 
Zabello Gianfrancesco - da Bergamo - suoi lavori in tarsia 

- IV , 250 - condotti nelle spalliere dei sedili dei Core 

nella Metropolitana di Genova - 231. 
Zacchia - famiglia - II, 207. 



— 255 — 

Zacchia Laudivio - da Vezzano - II, 206 - sue lettere - 207 

- sua tragedia latina - 208 - vita da lui scritta di S. Gi- 
rolamo - suo valore poetico - 209 - famigliare a Nicolò V 

- 210 - suoi viaggi - 512. 

Zacchia Felice di Laudivio - nata nel 1593 - amorosa delle 

lettere - IV, 2G0. 
Zacchia Paolo - trasporta in ottava rima un libro raro dì 

Lattanzio Firmiano - IV, 260. 
Zacchia Paolo Emilio - da Vezzano - Cardinale - vescovo 

di Montefiascone - morto nel 1605 - III, 170 - fu al Concilio 

di Trento - 169 - suo scritto in difesa della Immacolata 

Concezione di M. V. - IV, 260. 
Zampa Angelo - genovese? - pubblica in Genova il Purgatorio 

difeso contro, Predicanti Luterani di Valtellina - III, 155. 
Zanata Carlo - sua tragedia : Giovanna Gray - V, 79. 
Zecca - o monete in Genova battute nel 1139, quando da re 

Corrado di Germania moneta data fìat Januensibus - 1, 302 

- Osservazioni dell' A. in proposito - Denarii novi in Ge- 
nova nell'anno MIO - 303 - IV, 504 a 307. 

Zecca in Savona - 1, 304. 

Zecca in Albcnga - I, 506. 

Zecca (diritto di) conceduto ad Opezzino Spinola genovese 
da Arrigo VII imperatore di poter battere in sue terre fio- 
rini d' oro - l, 506. 

Zecca ( diritto di ) usato dai Giustiniani Signori di Scio - 
I, 506. 

Zoagli Giambattista - sue commedie ed altre poesie - IV, 159. 

Zocca Ippolito Maria - nobile savonese - racconta 1' appari- 
zione della B. V. della Misericordia in Savona - III, 92. 

Zucchetta o Sacchetta Giambattista - sua aritmetica mercan- 
tile - e suo trattato per gli Zecchieri, Orefici ed Argentari 

- IV, 20. 






ERRATA 

**.« 13. linea li. 

16. /in. ultima. 

88. » 32. 

96. p 9. 

98. » 5. 

106. » 9. 

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(in nota) Independes 

Saverto 

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Benedetti Benedetto 



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